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07 luglio, 2009

Julia Felix il recupero

E' passato un anno dalla inaugurazione della mostra "Terre di Mare"con l'esposizione di parte dei reperti della Julia Felix nel costruendo museo del Mare a Grado:

"Work in Progress?".

Da allora nulla.
Bhe! per dare una scossa di vita, di speranza, di un'apertura del Museo a breve, e comunque per condividere, pubblico questo video che mostra i lavori subacquei effettuati dagli archeologi per mettere in sicurezza e catalogare il carico della nave.

L'anno è il 1999.

L'impatto visivo è molto bello.
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06 luglio, 2009

2012- La fine del Mondo secondo i Maya



I Maya sono un popolo con una storia antichissima, eppure di loro sappiamo ancora molto poco.

Probabilmente, contro la loro volontà, tanti scrittori di tutto il mondo, continuano a ad attribuire a loro previsioni catastrofiche sulla fine del mondo.
Insomma fanno portar loro sfiga.
L'ultima è la data del 21/12/2012 che secondo il calendario Maya è la data finale, non c'è altro dopo.

Vediamo allora più in dettaglio il loro modo di vivere per conoscere meglio questo popolo misterioso:

I Maya vivevano in sontuosi palazzi a forma di spazio sotto gli alberi, costruiti perlopiù in legno lavorato a tronco con corteccia e tegole di foglie che servivano per ripararsi dalla pioggia, una delle tante invenzioni Maya.
Il loro abbigliamento era semplice e allo stesso tempo raffinato; la moda maschile, per dirne una, prevedeva un elegante batacchio penzolante fra le gambe, forse usato per misurare il tempo.

Molti associano i Maya alla violenza dei riti religiosi, ai sacrifici umani e così via, ma questa fama è assolutamente immeritata.
Facevano tributi di sangue alle divinità, è vero, ma la cosa non li divertiva per niente.

Il sistema cosmologico dei Maya poneva la Terra al centro dell’universo e il Sole, gran sorriso della divinità, al di sopra dei pezzi di stoffa (le nuvole) che portano alla bocca una ciotola di formiche (la Luna) ruotanti verso destra con la pancia sporgente (le stelle, Giove e Plutone).

Che altro?

Si spostavano da un posto all’altro usando gratuitamente i piedi, non avevano centrali nucleari e, scoperta recentissima, sono stati i primi a inventare la polvere da sparo, la usavano per condire una cucina altrimenti sciapa.

Un discorso a parte merita il calendario di questo grande popolo, probabilmente uno dei più ingegnosi e sofisticati.
L’anno è suddiviso in otto mesi, uno subito e gli altri a seguire.

Il primo mese è quello stabilito per fecondare le donne e ha la durata di ventisei giorni, mentre gli altri durano in tutto duecentocinquantuno giorni e sono assegnati alla fecondazione delle donne che non ci stanno.

La durata dell’anno Maya è quindi di duecentosettantasette giorni più o meno undici a seconda dell’umore del dio Oca Selvatica, che si manifesta sotto forma di oca selvatica tutte le volte che un Maya incontra un’ oca. Non è strettamente necessario che sia selvatica.

A noi questo calendario può forse sembrare scomodo, ma sarebbe sbagliato giudicare una cultura così lontana con i nostri criteri.
Per i Maya la precisione e la regolarità non erano valori, mentre tenevano in grande considerazione l’imprecisione e il fare le cose a cazzo.

E poi ci sono i leggendari rutti Maya, terrore dei nemici e all’occorrenza pratici asciugacapelli.

Da tutto questo e con queste premesse, i nostri scrittori contemporanei,sono riusciti a dedurre che il 21/12/2012 sarà la data dell'estinzione del genere umano (hanno scritto una trentina di libri sull'argomento) ed io sono incazzato perché ho letto uno dei questi tomi dove lo scrittore, pur di aver ragione, fa la punta al battacchio dei passeri mescolando storia, superstizione e fantasie.

Nel caso avessero ragione, tenetevi duri, ora lo sapete: 21/12/2012. può essere la nostra data.
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05 luglio, 2009

Barbana, attriti tra Autorità


Nella storia dell'Isola Santuario di Barbana ci fu nel 1720 un' episodio grave che creò un enorme disagio e frizioni tra le autorità comunali e il Padre Guardiano dell'epoca che sbarrò il passo alla solenne processione prima dell'entrata in chiesa sostenendo di non riconoscere altra autorità se non il suo superiore Monsignor Abbate dei Frati Minori Conventuali.

Rassegnato il Reverendo cappellano di Grado impedito ad eseguire il rito tornò a Grado a tarda notte per trovare il popolo in rivolta, frenate le possibili violenze, l'arengo (assemblea pubblica) incaricò quattro ambasciatori "perchè spiegassero che la giurisdizione ecclesiastica non aveva diritti sull'Isola posta nella acque di Grado".

Nel 1721 il Senato Veneziano rendeva ragione solenne alla comunità gradese con maestria politica avocando a sè la proprietà dell'Isola e concedendo in perpetuo alla comunità gradese la rappresentanza della Repubblica con tutte le autorità connesse.

Per i monaci fu riservata la preservazione ecclesiastica.
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04 luglio, 2009

"ARRIDATECE ER PUZZONE"







Una foto di Graisani.com che la dice lunga sulla confusione politico amministrativa di Grado.



Cliccare sull'immagine per ingrandirla
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02 luglio, 2009

"I Graisani " in Procession del Perdon


Siamo nel 1999, a bordo della Saratoga, dopo aver assolto il voto, l'equipaggio dei Graisani de Palù rientra in Porto.

La tradizione continua.
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01 luglio, 2009

I Frati di Barbana

Domenica ci sarà la Processione del Perdon de Barbana che assolve il voto della comunità gradese; grande folla, partecipazione del popolo sia sulle barche che sulle rive.

Ma chi si occupa per il resto dell'anno di Barbana?

Sono i Frati Minori, i custodi schivi e attivi, discententi diretti del mitico Barbano da cui il nome dell'Isola Santuario.

In questo filmato, scarno e senza gente, sono loro con il Santuario e l'Isola (è di loro proprietà) i protagonisti,

Su tutto aleggia una grande serenità e spiritualità.

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30 giugno, 2009

Lunario di Luglio


Per il lunario di Luglio mi affido ai versi straordinari di Mario Pigo:


S A B I O N

Sabion lisiero
Sabion valìo,
Polvere de oro colda del gno lio,
Tu tu ‘i dà un brivido de zogia
Al corpo nuo
Lassandolo sfinìo.


Mario Pigo

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29 giugno, 2009

Le Ville Bianchi



Nel 1900 il Barone Leonhard Bianchi inizia la costruzione delle 5 Ville in Grado, credendo e puntando allo sviluppo turistico che si pronosticava per Grado visto il favore e la frequentazione della nobiltà e alta borghesia austro-ungarica.

Di passaggio in passaggio di proprietà nessuno si è mai sognato (caso raro per Grado) di modificare l'architettura e il disegno complessivo delle 5 Ville, conservando l'aspetto liberty e ristrutturando gli interni per adeguarli ad un moderno albergo.

Le Ville Bianchi sono la testimonianza che ci vogliono imprenditori che diano continuità al turismo, credendoci e investendo in maniera intelligente.

Update Oppure Istituzioni preposte al controllo che non permettano lo scempio dell'abbattimento di edifici storici.

Nella foto il complesso delle ville nel 1902 e oggi.
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28 giugno, 2009

Alphabetical Divide


Si parla spesso del digital divide italiano, ma non a sufficienza dell’alphabetical divide, cioè del fatto che il 65% della popolazione non possiede competenze alfabetiche sufficienti a comprendere un articolo di giornale o ad interpretare un diagramma.  (fonte Censis 2006)
L’alphabetical divide spiega molto del digital divide, perché un computer è fatto per metà di una tastiera alfabetica, e perché Internet è un luogo a cui si accede digitando parole scritte .

Ovviamente  la quota di popolazione funzionalmente analfabeta o semianalfabeta è raggiunta solo dai media “non alfabetici”, come la radio, il telefonino e la televisione, che nella maggioranza dei casi è l’unica fonte di informazione.
L’alphabetical divide permette forse di capire meglio perché certi scandali politici, che tutte le persone colte conoscono, non “pesano” elettoralmente.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

L'invito a investire nelle conoscenze non è mai stato raccolto né dai partiti politici né dalla mitica "gente".

Secondo alcuni economisti il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni novanta, è frutto dei bassi livelli di competenza.
Ma nessuno li ascolta e nessuno ascolta neanche quelli che vedono la povertà nazionale di conoscenze come un fatto negativo anzitutto per il funzionamento delle scuole e per la vita sociale e democratica.
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27 giugno, 2009

W I Graisani e pensieri molesti


Eh già. Noi Graisani siamo pesci rossi in boccia di vetro con una memoria che dura tre secondi, il che ci consente di vivere chiusi in quest'isola con due ponti che danno l'illusione di libertà, di potersene andare, ma che possono usare solo gli altri, gli estranei all'Isola.

Parliamo solo di noi,, delle nostre miserie, dei nostri illusori successi, convinti di essere il centro del mondo ma chiusi in un mondo di vetro che mostra l' esterno, confuso poco percepito.

Lo sfacelo è la densa quotidianità in cui siamo invischiati in quest' Isola così bella da essere struggente ma che ci costringe da secoli alla promiscuità fisica ed intellettuale e a una sorta di cecità sul resto del mondo.

Ma alla fine che sarà mai, passarà al pensiero molesto e cantemo cò Aldo Tognon:

Graisani ! ‘viva i graisani,
‘viva i graisani, ‘viva ‘sto mar
e ‘viva Gravo !

“W i graisani !” ‘viva i graisani anche inbrugiùni,
che i frega duti e dopo i và in confessional;
“W i graisani !” rosario e borsa de la spesa,
graisani bigoti, quìì che và vìnti volte in cesa.
“W i graisani !” ‘viva i graisani a muso duro,
graisani astiusi, senpre ‘rabiai col mondo intiero.
“W i graisani !” graisani che i te da ‘na man,
che i giùta duti, buni comò un toco de pan !

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