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14 agosto, 2009

Anni 60-La mitica Caccia al Tesoro Mascherata



E' indubbio che gli anni sessanta portarono inquietudine, voglia di ribellione e desiderio di rinnovamento.

Ma che energia nei giovani di allora, che capacità organizzative, voglia di vivere e cultura.
Una di queste bolle di energia creativa portò a Grado la nascita della Caccia al Tesoro Mascherata.

La futura classe dirigente isontina, friulana e lombarda si cimentò tutta nella mitica Caccia al Tesoro per gruppi mascherati che ebbe il suo esordio nel 1964.

Si trattava di una gara particolare, che coinvolgeva circa un centinaio di studenti di varie provenienze divisi in squadre da 5 a 10 persone, senza limiti di età ma con l'obbligo della presenza di un maggiorenne patentato per spostarsi all'esterno di Grado.

Le prove da affrontare erano durissime e stimolavano la fantasia, inventiva, il senso artistico e le qualità organizzative.
Venivano sorteggiate alle ore 8,30 compreso il costume da indossare.

Una prova fondamentale era la sfilata delle squadre per i viali principali.

Oltre alle prove culturali del mattino, al pomeriggio, sull' arenile, avvenivano le prove di forza e impegno fisico.

Verso le 18 al Teatrino dell' Isola d'Oro la rappresentazione di una breve piece teatrale di circa 10 minuti concludeva la giornata di caccia.

L'epilogo alla sera presso il Dancing Isola d'Oro con premiazioni, risate e divertimento per tutti i partecipanti e loro amici, che le squadre erano si limitate ma avevano aiuti esterni.

Tutto finì nel 1978.

Un simbolo di un tempo ormai consumato, la Grande caccia al Tesoro mascherata, cessò definitivamente, dopo 15 anni, di esistere.
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13 agosto, 2009



Sala mostre della Git
Dal 17 al 23 espone Nico Gaddi “Piccolo Mare Nostro”

La cerimonia inaugurale, è fissata per lunedì 17 agosto alle ore 18.30.

“Piccolo Mare Nostro” questo il titolo /tema della rassegna capace di raccogliere come perla in una preziosa conchiglia, le immagini fotografiche della laguna che Nico Gaddi ha immortalato negli ultimi anni, accanto al percorso di immagini, alcuni quadri, sculture e poesie, libri capaci di trasudare stille di cultura lagunare nel più ampio senso artistico.

Nicolò Gaddi nasce a Grado dove nel 1979 inizia il suo training artistico fondando con altri artisti il gruppo “Pittori Gradesi” con i quali partecipa a numerose collettive.

Seppur appassionato di pittura e grafica, dal 1985 inizia la professione di fotografo, frequenta Master in Svizzera alla Sinar per il banco ottico e alla Broncolor per le luci.
Partecipa a Milano ai seminari sul sistema zonale che gli consentono di ampliare conoscenze artistiche ottenendo riconoscimento in campo nazionale e internazionale.
Grazie all’incontro con l’incisore Massimo Scifoni riemerge la passione per la grafica; tale amicizia lo porta ad approffondire le conoscenze ed esperienze in questo campo e gli offrono l’opportunità di frequantare lo studio dell’acquerellista Melisenda e dello scultore Malison.
Nico Gaddi partecipa con profitto ai corsi Internazionali per l’incisione artistica ad Urbino frequenta inoltre la stamperia-laboratorio di Federico Santini, assimilando da quest’abile stampatore una visione ancor più attuale, moderna dell’interpretazione autentica di quest’arte.

Le immagini lagunari che rimarranno a disposizione del pubblico dal 17 al 23 agosto ( feriali dalle 18.00 alle 22.00 festivi dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00) tracciano un percorso artistico della laguna di Grado, un percorso incantato imperdibile.

Per tutti gli amanti del genere una visita è davvero consigliabile, Nico è un grande fotografo.
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11 agosto, 2009

Circolo Universitario Gradese- Il Babba Jabba


Era il 1971 e il defunto Circolo Universitario Gradese - Presidente il compianto Norio Marocco decano degli Universitari- per tentare di rimediare alle angustie economiche, diede una scossa incredibile alla stanca estate gradese attraverso i suoi mentori Fabio Zanetti e Marino Degrassi.

Visto il perdurante inutilizzo della Taverna Municipale ebbero l'idea di chiedere al Comune l' utilizzo del locale per organizzare alcune serate di taglio esclusivamente giovanile.

Superate le difficoltà di proposizione e organizzative, con il placet dell'allora Sindaco Nicolò Reverdito e del vicesindaco Mario Silvani i due misero insieme una task force di ragazzi universitari e non che con grande entusiasmo si misero a lavorare per trasformare un locale serioso in un posto adatto alle nuove idee giovanili che si stavano imponendo allora.

Zanetti, esplosivo e creativo, battezzò l'iniziativa Babba Jabba prendendolo da una serie di fumetti alternativi di moda allora.

Furono adottate per la prima e ultima volta tecniche di pubblicità modernissime, visto che mezzi non ce n'erano, un ragazzo sandwich (Marco Fornasir) girò vestito con un lungo saio nero per i viali principali nelle ore di punta con il cartellone che annunciava l'iniziativa.

Il primo giorno 1 agosto 1971 contro ogni aspettativa si presentarono più di 500 ragazzi provenienti da tutta la Regione mettendoci in difficoltà a tal punto che a un certo punto fummo costretti a chiedere casse di bibite ai bar vicini, ma il divertimento, gare canore e concorsi tematici, e la partecipazione furono uniche.
Giusto per fare una comparazione il costo del biglietto d'ingresso compreso una consumazione era 1200 lire.

Venti giorni memorabili e indelebili nel ricordo, e se mi permettete quanta gnocca!
Eravamo ragazzi pure noi!
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10 agosto, 2009

Hotel Fonzari



Proseguendo nella testimonianza dell'evoluzione storica di Grado attraverso immagini degli edifici di inizio secolo e l'attualità propongo la comparazione tra l'edificio originale e quello esistente oggi dell' Hotel Fonzari.

L' Hotel Fonzari uno dei primi costruiti a Grado e il primo in assoluto con caratteristiche di albergo di lusso.

Aperto nel 1896 fu ampliato qualche anno dopo e nel 1906 integrato da uno stabilimento bagni (Warme baden).

-Erano avanti eh?-


Un' edificio classico e signorile molto imponente, trasformato in un cubo colorato di blu senza nessuna personalità salvo l'imponenza.

Le foto sono del 1905 e del 2009
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07 agosto, 2009

Me, me, solo me




La cura della personalità singola e collettiva oggi è una priorità della nostra Società dell' informazione pubblicitaria, condita da un sano terrore degli altri, da curare con dosi potenti e ben pubblicizzate di bisogno di maggior sicurezza.

Fin da quando siamo piccoli veniamo ogni giorno bombardati da messaggi eccessivamente ottimistici e ipocriti su come possiamo essere tutto quello che vogliamo. — se solo lo desideriamo veramente, dannazione! — Proprio tutto!
Perchè dovremmo staccarci dal coro. Dato che siamo tutti, nessuno escluso, degli esseri unici e perfetti.

Il risultato è la spersonalizzazione, il conformismo più becero, la presunzione del sapere tutto e meglio.
Il Festival della personalità confusa, il trionfo dell'ignoranza e dell'incertezza.

Non è odio il mio, è amore.
Solo i peggiori nichilisti pensano che criticare e decostruire sia una forma d'odio.

Ma per Grado c'è una ricetta e, in fondo, forse ce la possiamo fare dopo aver smesso di essere:

i listacivichisti, i voltagabbana, gli ossequiapotenti, gli artisti dell’arrangiarsi, i procrastinatori, i pressapochisti, i tantocipensaluisti, gli ignoranti, i menefreghisti, i distinguisti, i nonvoglioesprimereunaposizionisti, i profittatori, i tantoiodipoliticanonmiinteressisti, gli apritori di dibattiti, i dimenticatori della propria storia, i revisionisti, i limatori di spigoli, i chiuditori di un occhio, i lei non sa chi sono io, i mediatori dell’immediabile, gli alzatori di spallucce, gli eternamente miopi, gli irrimediabilmente graisani.
Facile no?

Siamo un paese in ammollo in una palude.
E ci proviamo pure gusto.
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06 agosto, 2009

Il Folklore dell' Isola


GRADO In Campo Patriarca Elia a Grado va in scena
IL FOLKLORE DELL’ISOLA.

Questa sera giovedì 6 agosto alle ore 21.30 in Campo Patriarca Elia, l’ironico racconto de “La vera storia de la storia di Grado …”, dalal Julai Felix a …domani, oltre a canti e balli con i giovani talenti di Grado.
In Campo Patriarca Elia, nel cuore di Grado, fra i bellissimi monumenti testimoni della ricca storia dell’Isola, nuovi appuntamenti infrasettimanali alla scoperta del folclore e dell’anima graisana più autentica nell’ambito della rassegna “I Canti e Il Folclore dell’Isola”, che sta accompagnando l’intera estate gradese.
Giovedì 6 agosto la serata comincerà alle ore 21.30 con il vivace spettacolo di cabaret condotto per mano dall’impareggiabile Nevio Scaramuzza permetterà a turisti e curiosi di scoprire la “La vera storia de la storia di Grado…”, per proseguire con le esibizioni dei giovani talenti Elena Marchesan, Giulia Lugnan, Ruggiero Castiello e Samuel Pozzetto, tutti artisti gradesi della Scuola Alexander di Monfalcone, che danzeranno sulle note delle più famose canzoni tradizionali.
A seguire, spazio alla musica con il Coro Gravo Canta e l’intervento di alcuni interpreti del Festival de la Canzone Gradese e con il trio formato da Giorgio Pastoricchio (tromba), Giusppe Polo (sax) e Tullio Regolin (trombone a tiro). A conclusione della serata il fascino di fiabe, favole e racconti nati nell’Isola, prezioso patrimonio della ricca tradizione orale gelosamente custodita dai suoi abitanti, che in occasione elle speciali serate della rassegna la condividono con i visitatori di Grado.
Lo spettacolo è ad ingresso gratuito, realizzato sotto la direzione musicale di Ferruccio Tognon ed il coordinamento di Roberto Montanari e condotto, come di consueto, da Leonardo Tognon.
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05 agosto, 2009

Albergo Diffuso, Bando Riapertura Termini


Il Comune di Grado ha pubblicato il bando per la riapertura dei termini per la partecipazione di privati al Progetto dell'Albergo Diffuso.

Nulla di nuovo sotto il sole ma sintomo e conferma di forti ritardi da parte dell'Amministrazione che cerca nuovi soci privati.

Certo le somme in ballo sono modeste poco più di 300,000 Euro ma è meglio diffidare, qualcuno ha la vista più acuta di un aquila e conosce nel dettaglio le linee secrete di sviluppo di ogni cosa riguardi Grado.

Abili e trasformisti potrebbero tranquillamente diventare improvvisamente casoneri.

Nella foto il sistema progettato dagli Uffici per aiutare a rintracciare l'Albergo Diffuso in Laguna.
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04 agosto, 2009

Il Salterello o "Saltarelo"


"Al Saltarelo" è un sistema di pesca stanziale antico come il mondo, in disuso ma non del tutto scomparso.

Si pratica vicino alla riva e l'obiettivo è la pesca dei cefali.

La rete sostenuta da pali (in agass) crea una trappola circolare con al centro la rete vera e propria in orizzontale.

I cefali seguendo la parete trovano all'improvviso un ostacolo, l'ultima parte della rete, e saltano per sfuggire finendo nelle maglie della rete stesa sull'acqua in orizzontale.

Nella foto la pesca col saltarelo nel 1907
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03 agosto, 2009

Commento di un commento "L' Uso Civico"


Un commento al post "Le Terme di Grado e l'uso civico" :
Usi civici di caccia e pesca, particolarità?
Si deve ricordare che vi sono due specie di usi civici che rappresentano una eccezione all´obbligo della liquidazione: l´uso civico di caccia e di pesca. Nel sistema della legge si distingue tra usi civici di caccia, che derivano da un titolo, e consuetudini di caccia. In entrambi i casi, la loro permanenza in capo alla collettività è subordinata alla compatibilità con la migliore destinazione data dal proprietario al fondo; con la differenza che mentre le consuetudini di caccia si estinguono senza compenso, gli usi civici devono essere liquidati con compenso. Per quanto riguarda gli usi civici di pesca, il Regolamento n. 332 stabilisce che essi non sono soggetti a liquidazione e che devono essere esercitati secondo uno speciale regolamento.

Il quesito è stimolante e molto tecnico a tal punto che all' apparenza si può dare solo ragione all' autentico anonimo che l' ha espresso, però, una ricerca su fatti recenti accaduti in Comune di Marano Lagunare consente di pensare ragionevolmente che il Commissario Liquidatore degli Usi Civici non usa un' unico metro nel giudizio ma considera tutte le varianti, compresa quella sociale.
Una sentenza del 2008 da ragione al Comune di Marano contro un ricorso di un'Associazione di cittadini.
Nel 2009, però, lo stesso Commissario impedisce allo stesso Comune di Marano, accogliendo un ricorso di un privato, di gestire la Laguna subconcessionandola alla locale Cooperativa Pescatori.
Una recente sentenza del Commissario agli usi civici in merito a un ricorso presentato mette a rischio la pratica dell’acquiacoltura nella laguna di Marano. Ad affermarlo è la Cooperativa San Vito. «Il pronunciamento - spiegano i pescatori in un comunicato - non consente alla Cooperativa Pescatori “San Vito” di sottoscrivere la concessione per l’esercizio della acquacoltura in laguna che ha meritato risultando aggiudicataria del bando di gara comunale nell’ambito dell’A.T.I. appositamente costituita»
Ora queste posizioni contrastanti aprono sicuramente la strada a ricorsi eventuali a Grado, se il Comune vorrà gestire la vicenda senza consultare noi cittadini, ricorsi che quantomeno provocheranno ritardi epocali all' inizio lavori delle nuove Terme.

Io poi non trascurerei il lato emozionale della vicenda; è dall'elezione a Sindaco di Zanetti che non si riesce a trovare un motivo forte che unisca la popolazione contro qualcosa o qualcuno, quella volta era la chiusura dell'Ospedale, sappiamo come è andata e si sapeva allora, ma è stato cavalcato per unire la rabbia di tutti e farne un obiettivo politico.

L' Uso Civico se ben gestito può essere altrettanto un motivo forte per far crescere movimenti spregiudicati che lo utilizzino per colpire la fantasia della gente, sappiamo quanto sia facile, e fare una proposta politica, perdente fin che si vuole ma di grande forza ed impatto sull' opinione pubblica.

Ecco, pur tecnicamente essendo d'accordo con te, io se fossi un Amministratore ci penserei due volte a far le cose senza sentire la gente in Assemblea Pubblica.

Da parte mia ho pensato all' uso di un "saltarelo" intorno alla piscina.

tu vol che no ciapo garghe cuco




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02 agosto, 2009

Lunario di Agosto


Il lunario di questo mese è di Barba Tore Degrassi


Agosto
Sol grando, brusera, caldane,
marine incantae
da note agostane
cò miera de stele inpissae:
Trionfa l'istae.

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