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14 aprile, 2010

Foto dal basso!


Strana situazione a Grado, delibere di Giunta scritte applicate e il giorno dopo smentite.

Parcheggi dipinti di tutti i colori dell'arcobaleno, di mattina gialli poi marrone infine celeste.

Là paghi doppio, ma se sei della Colmata paghi metà, ma se vieni dalla Schiusa o tiri fuori il passaporto o ti espello, non parliamo di Valle Goppion sei un marziano.

Oggi tutti hanno scherzato non è successo nulla non occorre fare proteste o manifestazioni di raccolta delle firme tutto è tranquillo abbiamo capito male o forse è colpa del giornalista che ha capito male.

C'è di che stare tranquilli, le scelte del nostro futuro sono in buone mani.

Si continua a deliberare e a far baruffa in segreto (di Pulcinella) non si condivide con il cittadino nulla se non l'arroganza di dipendenti (dirigenti) comunali che si rifiutano di ricevere gli amministrati perchè troppo impegnati.

In questo clima sereno vengono fatte scelte epocali capaci di cambiare il futuro del nostro paese.

Siamo in buone mani ci dicono (loro), io farei una foto dal basso per controllare che faccia hanno.
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13 aprile, 2010

Aria Fresca in GIT


Alla fine il buon senso, la sensibilità e la collaudata capacità gestionale del nuovo Presidente della GIT hanno prevalso.

Marino Degrassi, il nuovo presidente GIT, ha finalmente tolto i tornelli che facevano somigliare l'entrata della spiaggia nuova ad una fabbrica, con badge spersonalizzanti e nessun umano a cui rivolgersi per una qualsiasi bisogna.

Il cliente, pagante non dimentichiamolo, torna ad aver ragione e troverà all'ingresso persone fisiche che controlleranno gli ingressi ma anche a disposizione per spiegazioni e consigli.

Era dal 2006 che sti cosi convogliavano, rallentandolo, il traffico d'ingresso alla spiaggia, era ora di finirla e tornare alla normalità del passato.

Tra le altre cose ripristinate il nuovo presidente ha annunciato che, nell’area del Giardino del Gazebo, torneranno gli incontri con i libri e gli autori e nuovi appuntamenti culturali.

L’area sarà attrezzata anche per ospitare una zona esclusiva di lettura, conversazione e informazione (si torna un po’ come un tempo, quando esisteva la “Sala di lettura”, magari all’interno del Circolo degli Ospiti).

A disposizione ci saranno quotidiani locali, nazionali e stranieri. L’area, del tutto libera, sarà usufruibile ogni giorno, con tavoli e poltroncine.

Non grandi cose, semplice buon senso per venire incontro alle esigenze degli ospiti.

Aria fresca in GIT.
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12 aprile, 2010

Le origini celtiche e diventare leghista



UPDATE: Ho trovato tra le vecchie cose un'immagine di un avo celtico (somigliante no?)

Il nostro dialetto, di origini paleovenete, potrebbe essere il ceppo madre di tutti i dialetti veneti della costa.
Spinto dalle recenti performance dei rappresentanti politici friulani e della presunta superiorità del friulano, ho fatto una ricerca sulle origini del dialetto gradese e mi sono imbattuto su una delle possibili origini del mio cognome che è antichissimo: Lugnan
Certa l'origine aquileiese con i Lugnani trasmigrati poi anche a Venezia con le prime famiglie commerciali, testimoniata l'origine gradese dei Lugnan dagli archivi parrocchiali, ho fatto un ulteriore passo indietro ancora con una possibile origine celtica.

Lugnan deriverebbe da Lughnasad, festa celtica del 1° agosto.

Vediamo le tracce e le origini di questo popolo misterioso:
i Celti,fanno la loro prima comparsa nel V secolo avanti Cristo.
Avevano costumi semplici, vivevano in povere capanne ed erano dediti all'agricoltura.(casoneri).
Quest'ultima era esercitata su terre comuni, che erano disboscate per coltivare generalmente il frumento. (socialisti)
L'attività agraria bastava per il fabbisogno del villaggio e pertanto chiariva i limiti di una società caratterizzata dal separatismo e circoscritta nel piccolo mondo delle tribù. (graisani)
I celti erano certamente buoni soldati, ma non erano altrettanto abili nell'organizzare l'attività politica. (siamo noi)
Non riuscirono a esprimere stabili istituzioni accentrate, ma furono sempre tenacemente isolati nei particolarismi tribali. (le somiglianze sono evidenti).

La presenza in Regione è certa, importanti centri celtici furono Iulium Carnicum (Zuglio) ed Aquileia, la cui prosperità economica testimonia la collaborazione fra l’elemento romano e quello indigeno, veneto e celtico e Trieste, città dal nome forse celtico, forse veneto, cui si attribuisce il significato di “mercato”, era un punto d’incontro e di scambi fra gli uni e gli altri.

L'aspetto sacro e religioso dei loro costumi era curato dai Druidi rappresentanti in terra degli dei e delle stagioni celtiche, una sapienza legata alle foreste ed alle forze della natura.
I templi dei druidi erano all’aperto, tutto era legato alla natura, alle foreste in particolare. (metti la Laguna e siamo a posto)
Tutto questo, fatte le somme delle tracce raccolte, mi identifica perfettamente e mi riporta al presente con il sangue celtico in ebollizione e a riflessioni sull'importanza degli avi e ai loro costumi.

Druidi e ampolle. Il grande fiume che rigenera. La Dea Sole.

Dovendo partecipare ad un movimento politico , non ho scelta ho ricostruito la mia storia cercando nelle sue pieghe il filo dell' identità e ho trovato la simbologia, un apparato di miti.

Non c'è gara con i friulani:

Sono Celtico!. W la Lega!

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10 aprile, 2010

Il PatchWorking di Lorenzo Boemo




Il nostro artista Lorenzo Boemo tra le altre forme d'arte che esercita si cimenta anche nella specialità di patchworking e presenta con altri una serie di suoi lavori alla mostra organizzata dal gruppo QUILTANDO- ENDAS di Trieste, presso la base nautica della Lega Navale (palazzina nuova) di Trieste - Molo Fratelli Bandiera dal 17 al 25 aprile.

Il patchwork (tradotto significa "lavoro con le pezze") è un manufatto che consiste nell'unione, tramite cucitura, di diverse parti di tessuto, generalmente ma non esclusivamente di cotone, al fine di ottenere un oggetto per la persona o la casa, con motivi geometrici o meno.

È una tecnica molto usata per realizzare dei quilt, che sono trapunte.

A fianco la locandina della mostra e l'immagine di un grande quilt del nostro artista gradese.
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09 aprile, 2010

Il Pollo Termale


Si fa un gran parlare a Grado del costruendo Polo Termale e visto che occorre come il pane do per scontato che si faccia.

Vediamo però a chi è destinato il nuovo impianto.

Il soggetto di riferimento sarà denominato Pollo Termale.

Eh si! costruito il cogolo bisogna dedicarsi alla strategia che porti il pollo all'interno del golin per sfruttarlo a dovere.

Vediamo strategie e tecniche di trattamento proposti al soggetto:

Le strategie mediatiche per rintracciare nell'universo mondo i nostri polli sono note e collaudate:
si propongono (per i maschi) avvenenti signorine denominate ad arte massaggiatrici che si occuperanno per tutto il trattamento del nostro soggetto- ovviamente per il sesso opposto vale esattamente lo stesso a ruoli invertiti-.

L'ambiente proposto deve essere quanto di più simile ad un paradiso terrestre o marino a seconda della bisogna, con fumi, profumi e veli svolazzanti.

Il Centro. Guai a definirlo Terme , che volgarità, ma Centro per la ricerca della bellezza e dell'armonia psicofisica,
i vari lavaggi o bagni saranno lavacri sensoriali per il raggiungimento del nirvana.

La grande vasca della piscina conterrà esclusivamente acqua calda salsobromoiodica (non so bene che significhi ma fa fino)

I grandi box per i bagni turchi oltre al vapore saranno dotati di profumi adatti per l'aroma terapia e, a richiesta, di un turco in carne ed ossa.

La doccia di acqua fredda che segue il bagno di vapore sarà come quella di casa ma con tantissime lucine colorate e per aumentare l'effetto freddo un bagnino/a ogni tanto farà vedere quanto costa fino a quel momento il trattamento in corso.

I massaggi che seguono sono proposti con vari materiali tra cui le alghe putrefatte, solo nel periodo di luglio/agosto se la Laguna fornisce la materia prima, oppure massaggi con pietre che gentili hostess tireranno, in alternativa massaggio con bastoni maneggiati da robusti ma aitanti bagnini.

Per la pulizia del corpo e la depilazione è prevista la ceretta integrale (si! proprio da per tutto) con l'esfoliazione a base di guano di corcalina, in alternativa meduse urticanti vive o fango infuocato (di Palù originale).

La botta finale al cliente ormai completamente tostato gliela darà il conto che bontà nostra potrà essere saldato anche in comode rate mensili per il resto della vita.
Pensate che rischio per l'amministrazione - e se il cliente muore? Nessuna paura si sono i discendenti.

Queste le prospettive per il nostro pollo termale.

Per il nostro Pollo Termale quanto di meglio ci sia sul mercato.
Per i polli locali, sono già caduti nel cogolo approvando il progetto senza una seria disanima di costi/benefici, oltre che per le persone, anche per l'ambiente!
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07 aprile, 2010

Meduse di Primavera



Il mio indicatore per l'arrivo della primavera sono le meduse della specie Aurelia Aurita che si fanno regolarmente vedere in grandi banchi in Golfo di Trieste quando la temperatura dell'acqua del mare comincia a salire.

Nelle foto di stamattina un bel "ciapo" di meduse di buon auspicio per l'inizio primavera e l'arrivo del caldo.
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06 aprile, 2010

Libretto Canzoni del Festival 2010




Come ogni anno Il Circolo Jazz si preoccupa che tutti gli appassionati delle canzoni gradesi, belli o brutti vicini o lontani, siano serviti di barba e capelli e dopo la trasmissione via Web del Festival in Diretta ecco il libretto con immagini e parole delle canzoni protagoniste del 2010.

Per chi avesse difficoltà a scaricarlo clicchi QUI sopra eeeee. ooplà il gioco è fatto!
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05 aprile, 2010

«Si tuteli almeno il parco delle Rose nella spartizione in corso a Grado»



Passano gli anni, diversi gli attori sulla scena del nostro Paese, non cambia il dramma.
Un grido di dolore lanciato nel 2004 da un "graisan" mi trova in perfetta condivisione oggi che ci ritroviamo di fronte gli stessi appetiti.
Il video del 1960 per ricordare il Parco quando era proprio delle Rose:

«Si tuteli almeno il parco delle Rose nella spartizione in corso a Grado» il Piccolo — 07 novembre 2004

«Diviserunt sibi vestimenta mea».
In questo versetto del Salmo XXI,19 si allude alle vesti di Gesù che furono sorteggiate fra i soldati ai piedi della Croce. Nell’uso comune sta ad indicare le spogliazioni di cui la gente generalmente è vittima. Nella gestione della cosa pubblica, l’aspirazione di quanti si propongono ai vertici delle istituzioni è quella di trarre benefici dall’uso delle risorse patrimoniali della comunità. Però, essendo sempre più numerosi i concorrenti in questa attività agonistica, ecco fiorire sulle ceneri di un solo ente tanti cespugli che producono frutti di facile raccolta. Qualcuno li chiama prebende, altri li definiscono dividendi. Ecco perché dallo smantellamento dell’Aacs di Grado sono nate le più svariate entità: la Git, l’Itur, l’Aiat, la gestione spiaggia, il Palacongressi, le Terme, il Parco acquatico e quantaltro, tanto per usare un termine attualmente in voga. Per ogni etichetta, naturalmente, occorre un consiglio d’amministrazione con relativo presidente, vice, segretario e direttore senza contare i provibiri ed i revisori dei conti. Tutti con congrui compensi, senza parlare del presenzialismo e del protagonismo.Frattanto la gente comune rischia i posti di lavoro, subisce il danno e la beffa, non riesce a comprendere come mai tutti questi previlegiati siano sempre gli stessi sulla cresta dell’onda e perché il Comune che ha in delega la tutela delle spiagge, la proprietà delle aree, l’uso del diritto di gestione e di controllo, si faccia condizionare da qualche lobby che, sistematicamente, attribuisce cariche ed incarichi a predestinati di preclare virtù, per così dire, capaci di farsi da sé. Infatti prima non avevano un soldo, ora sono pieni di debiti. Vorrei tanto poter essere contraddetto, purtroppo le cose vanno avanti così. Intanto le gestioni passano da una mano all’altra con grande dispersione di utili e di mezzi. In realtà ci sono personaggi che pensano in grande e vogliono svilupparsi su beni non propriamente loro. Una volta i consigli d’amministrazione erano formati da rappresentanti di categorie ed associazioni operanti sul territorio. Sostanzialmente venivano indicati dalle formazioni politiche democraticamente votate. Attualmente le privatizzazioni hanno dato il via libera agli amici degli amici, con i soldi della Regione ed i beni patrimoniali del Comune. Naturalmente non si parla più del futuro benessere della comunità, ma di rapporto tra costi e profitti con lo scopo di conseguire cospicui dividendi. Pertanto l’incremento turistico è affidato all’abilità dei cuochi che si cimentano nelle gare di boreto alla graisana. A questo punto sarebbe opportuno che qualcuno dicesse: «Giù le mani dal Parco delle Rose!» Il verde dei parchi e gli alberi dei giardini sono il polmone naturale che libera l’ambiente dalle scorie dannose che intossicano l’aria. Il parco non è soltanto un luogo di riposo e refrigerio, ma principalmente un mezzo indispensabile di vita, una necessità sociale. Quindi i presidenti, i direttori, i consiglieri, i soci della Git, dell’Aiat, dell’Itur e di tutti i gruppi interessati che si disputano i benefici appartenenti alla comunità, si rileggano l’art. 32 della Costituzione che prevede la tutela della salute come fondamentale diritto del cittadino. Pertanto i bambini, i nonni, le mamme di Grado non possono in tutto il corso dell’anno non usufruire di un diritto che appartiene alla cittadinanza, cioè l’accesso al parco delle Rose ed alle annesse strutture per il tempo libero, lo sport salutare ed i giochi dei bimbi. Salvatore Tosto
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03 aprile, 2010

Buona Pasqua




Dalle sabbie di Grado, un saluto e.....

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01 aprile, 2010

Lunario di Aprile - Al Disgelo


Per il lunario mensile una buona foto, di pura fortuna e un pò lavorata e una mia poesiola che porta speranza:
Al Disgelo


Radise del tempo
vere vene
de quel che de noltri
ze l'inisio e la vita.

L'albero ze cressuo
col scorso grosso
pè difendese del fredo.

Al ghiasso no ze eterno
ma al coverse i patiminti
che i volarave finì.

In fin, se mola
e da i rami le geme fiorisse,
le mane se alsa verso al sielo.
Ze al disgelo
.

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