Non ci sono misteri in Italia, noi abbiamo poca voglia di dirci la verità.
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07 maggio, 2013
06 maggio, 2013
Wikicubes
Dopo aver consultato blogger, social network e quantaltro sono arrivato a fare una sintesi con queste rivelazioni (Wikicubes) che caratterizzeranno la nuova stagione:
La stagione durerà soltanto due mesi, poi verrà chiusa per problemi di contraddittorio (faremo le solite baruffe).
Il PD si scioglierà in 4 partiti più piccoli, mantenendo intatta la complessiva inutilità.
(la sezione di Grado verrà divisa in quattro unità, che sono i singoli rimasti a rappresentarlo)
I contratti di lavoro precario saranno aboliti e verranno sostituiti col passaporto cinese o/e bangla.
Papa Francesco si dichiarerà definitivamente a favore del preservativo, a patto che sia al gusto di lampone.
Vista la superiorità della Juve scritte le nuove regole per la Serie A:
in caso di pareggio, vincerà la squadra con più abbonati Premium.
Zamparini City verrà realizzata, per evitare rogne sull'Isola di Barbana per dare alloggio ai 300.000 pellegrini annuali.
Somministrare la pillola del giorno dopo diventerà obbligatorio, ma ai farmacisti verranno concesse 48 ore per temporeggiare.
Le Nuove Terme di Grado saranno realizzate sottoterra in modo la giustificare la segretezza del progetto e aggirare il Diritto d'uso civico gravante sulla superficie, ma, se rompiamo ancora le scatole, metteranno il divieto d'entrata ai gradesi, per il bene del paese naturalmente.
Scienziati olandesi realizzeranno un nuovo tipo di passera (opps! vagina):
stavolta è gratis per tutti.
Wikicubes
05 maggio, 2013
Graisanità
In questi ultimi tempi a vari livelli c'è stata una dimostrazione del carattere "graisan" orgoglioso e intollerante alle critiche, senza entrare nel merito preferisco tentare un' analisi delle componenti che consideriamo indispensabili per essere considerati "viri graisani".
A seconda dei punti di vista "la graisanità" è considerata un pregio o uno svantaggio, a me interessa solamente fare uno screening chirurgico di quelle caratteristiche comportamentali che la compongono semplicemente per poter dire sei fuori o dentro.
De cu tu son figio è la domanda del test iniziale per l' accettazione dei locali, se il pedigree non è perfetto, con mamme e nonni al punto giusto, sei fuori.
Al Dito se non hai un soprannome locale che possa ricostruire e collocare in un preciso contesto temporale e locale la tua famiglia, sei fuori.
Al Dialeto deve essere puro e duro, senza doppie che storpierebbero la parlata, dunque se sei istruito quel tanto da aver preso la cattiva abitudine ad una parlata in lingua corretta, sei fuori.
Al Gnanche pel cul, qui non si transige, non ce nessun altro al di fuori di ME, se cominci a fare discorsi filosofici o etici di coinvolgimento generale, di socialità a un Graisan, sei fuori.
La visione del futuro ristretta, il campo ha bisogno di spiegazioni:
è necessario, per gente che è sempre stata dalla parte del torto, solo perchè i posti dalla parte della ragione erano già tutti occupati dai cosiddetti foresti con le loro verità inattaccabili, chiudersi a riccio a guardare con diffidenza le novità.
Potremmo sicuramente cambiare, con calma, perché questo in fondo è un Paese meraviglioso, dove si sta bene e la velocità di trasformazione la si lascia volentieri ai foresti che vivono come pazzi nelle loro città dove tutto si consuma in fretta compresa la vita, in ogni caso se cominci a far proclami sul tipo:
Me son al megio de duti, caschi male perché infrangi la regola del Me che impedisce ad ogni vero graisan di considerare qualcun altro un Me, allora sei fuori.
Eravamo poverissimi, carne da cannone per tutti, ed è vero siamo anarco-cattolici, ribelli e malparlanti, ma è la nostra indole, gli orizzonti sono sempre stati limitati e a nessuno conveniva che noi in quanto gente ci si migliorasse intellettualmente, ci hanno sempre manipolato, ma siamo sopravvissuti, siamo sempre rimasti qui e abbiamo un cuore grande, per noltri.
Sono molte ancora le ragioni per non considerare Graisan un residente che non sia completatamente e indissolubilmente autoctono, non bastano gli anni di residenza:
W la graisanità, che in fondo per noi non è una malattia.
P.S. V'he zugao a stinche drio del lavatoio è titolo di merito.drio la Ghira
ghira
Graisanità
03 maggio, 2013
Piccola storia dei "casoneri" In Laguna di Grado
Fare il nonno è un gran mestiere, quando poi i tuoi nipoti ti chiedono aiuto (non capita spessissimo) la cosa si ingrossa e tu fai la ruota come un pavone.
In questi giorni passati è capitato che in classe della mia nipotina Alice è stata fatta una lezione sulla presenza dei pescatori in Laguna di Grado.
Mossa bellissima e di grande sensibilità organizzata dalla scuola elementare locale, parliamo sempre di preservare la nostra cultura ma se non cominciamo dai nostri piccolini la cosa è molto difficile da ottenere, comunque...
Il compito per casa sotto forma di questionario era interessante, ma un pò incompleto.
Qui scatta il ruolo di nonno, interpellato per una volta quale esperto, ho aggiunto un pò di cose non del tutto usuali alle risposte, che hanno avuto l' effetto di provocare l' interesse della maestra per la nostra storia in Laguna.
Mi sono attivato e profittando degli archivi di immagini storiche ormai condivisi su Facebook, tenendomi basso con i testi sapendo di rivolgermi a dei bambini ho messo giù la piccola pubblicazione che vedete sopra, l' ho stampata con l' aiuto di mia figlia in una ventina di copie e distribuita a tutti gli allievi della classe terza elementare della mia nipotina.
E' bello essere nonno e sentirsi utile!
Ps. la pubblicazione si può scaricare a questo link: Piccola storia dei casoneri
Piccola storia dei "casoneri" In Laguna di Grado
02 maggio, 2013
01 maggio, 2013
I Liberatori
Il 1 Maggio oltre alla Festa dei Lavoratori, per Grado rappresenta una data storica.
Segna il giorno in cui avvenne l'avvicendamento tra truppe tedesche di occupazione e alleati (in primis americani, neozelandesi e inglesi) che fu concordato tra comandi nemici per evitare contatti il più possibile.
In pratica, come ci piace sempre dire, La Liberazione (da cosa poi, siamo sempre stati occupati da altri permanentemente e in ogni caso ci fu solo un cambio di occupanti) a Grado avvenne in maniera non traumatica la notte tra il 30 aprile e 1 maggio 1945.
Uno dei gravi rischi che il paese corse in quei frangenti fu il possibile brillamento delle mine posizionate dai tedeschi nel Porto, alla base del Ponte e al Comando nel vecchio Ospizio Marino.
Fu l' opera del Commissario Ing. Ribi e dei rappresentanti del C.L.N. locale a convincere i tedeschi ( fornì loro carte di identità false e sicuramente qualche barcaiolo gradese di supporto ) a non far saltare in aria il paese in cambio di garanzie per il ritiro delle loro truppe.
Il Ritiro tedesco avvenne nel silenzio notturno e la mattina, con grande spolvero, gli alleati si presentarono a Grado con tutti i loro armamenti, la loro incredibile diversità e soprattutto, per la nostra gente, l' aspetto florido che voleva dire mangiare a volontà, cosa difficile a Grado in quei momenti.
I Liberatori
30 aprile, 2013
29 aprile, 2013
ItaliLetta
Letta sta facendo outing:
ci dice che in realtà è una specie di Superman arrivato sulla Terra per salvare le sorti degli italiani.
Vorrei tanto credere alle sue parole, per una volta vorrei tanto essere positivo e smetterla di contestare tutto.
Ne avremmo un gran bisogno ma la realtà che conosciamo per il momento è questa, così drammaticamente descritta da P.P.Pasolini:

ci dice che in realtà è una specie di Superman arrivato sulla Terra per salvare le sorti degli italiani.
Vorrei tanto credere alle sue parole, per una volta vorrei tanto essere positivo e smetterla di contestare tutto.
Ne avremmo un gran bisogno ma la realtà che conosciamo per il momento è questa, così drammaticamente descritta da P.P.Pasolini:
“Pieta’ per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pieta’ per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pieta’ per la nazione che non alza la propria voce
tranne che per lodare i conquistatori
e acclamare i prepotenti come eroi
e che aspira a comandare il mondo
con la forza e la tortura
Pieta’ per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria
nessun’ altra cultura se non la propria
Pieta’ per la nazione il cui fiato e’ danaro
e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena
Pieta’ per la nazione – oh, pieta’ per gli uomini
che permettono che i propri diritti vengano erosi
e le proprie libertà spazzate via
Patria mia, lacrime di te
dolce terra di liberta.”
ItaliLetta
28 aprile, 2013
Nuovi orizzonti
Bell' articolo di Alessandro D'Amato:
Come da tradizione italiana, la nascita del governo Letta si accompagna a giudizi tranchant e rabbiosi.
Tra grida all’inciucio e accuse di tradimento del mandato elettorale (in effetti, piuttosto fondate), quello che nasce è un esecutivo modello Letta, con tanta gioventù di facciata e molta attenzione pragmatica ai ruoli chiave e alle persone giuste.Se la Idem, la Kyenge e la Carrozza sono i tre nomi migliori schierati dal Partito Democratico, dall’altra parte il PdL si movimenta la giornata promuovendo (meritatamente) la Lorenzin a un ministero, quello della salute, dove non potrà che cacciarsi nei guai a causa delle sue posizioni sulla fecondazione assistita, una delle più grosse porcate fatte dal PdL negli anni che il ministro ha già dichiarato di non voler cambiare. Aggiungiamoci che, ad esempio, tra le donne ministro del Pd c’è chi a favore dei matrimoni gay, cosa che primo ministro e il suo vice vedono come il fumo negli occhi, e abbiamo un quadro della comicità della situazione.
La gestione dell’economia è affidata a Fabrizio Saccomanni, che così compensa la sua delusione per la nomina in Bankitalia mancata. E’ un nome di sicura affidabilità e competenza, per fortuna possiamo scordarci certi fenomeni che Silvio ci ha regalato in questi anni. Ma senza legittimazione politica, e questo peserà.
Poi c’è il fantasma di Berlusconi, ovvero quell’Angelino Alfano che come premio per non aver riformato la Giustizia in tanti anni al governo, adesso va agli Interni lasciando così per l’ennesima volta il sospetto che la vita di questo governo sia sempre a tempo, e che non dipenda in pieno dalla sua attività.
Quello di Letta è un governo di larghe intese, ci insegnano. Nasce con l’appoggio di partiti che insieme mettono insieme la stragrande maggioranza delle forze del parlamento. Ma è anche vero che nessuno degli elettori aveva votato quei partiti per fargli fare un governo con i loro avversari.
Magari sarà il miglior governo degli ultimi anni (non è che ci voglia molto, a vedere gli ultimi tre predecessori). Ma il vulnus democratico rimarrà, e a pagarne le conseguenze sarà il partito che si è prestato a guidarlo. Non è un golpe, e nemmeno un golpettino. Ma non è un bello spettacolo lo stesso.
Nuovi orizzonti
27 aprile, 2013
Maturità e cretini
Mi è capitato qualche giorno fa un incontro/scontro, non cercato ne voluto, con un cretino, le riflessioni sono inevitabili.
La parte più lunga del mio viaggio, non la più eccitante, si chiama “maturità”.
È il tunnel che imbocchi quando ti rendi conto che i cretini sono inevitabili e, in qualche misura, invincibili.
Non c'è errore più grande che prenderli di petto, ed è un errore che ho commesso così volentieri in gioventù.
Non vedevo l'ora di scontrarmi con un cretino per dirgli: Cretino! Che gran soddisfazione.
Ma durava pochi istanti, e lasciava un gusto amaro.
Ti ci vuole tutta la maturità per capire che un cretino, se gli dai del cretino, non migliora.
Si offende, si arruffa, fa la ruota, mostra le unghie, "impira i oci", comincia ad abbaiare, chiama i parenti, gli amici altolocati, e resta un cretino.
Ti va già bene se non ti trascina con sé (è contagiosa, la faccenda).
È una patologia seria, forse genetica, di certo incurabile nei soggetti adulti, e io pensavo di guarirla con cosa?
Con la verità? Non funziona.
Non è un rimedio, la verità, a volte diventa un semplice dettaglio, la verità, una curiosità.
Non si agita uno specchietto davanti a un toro nell'arena: all'inizio era un'idea divertente, ma alla fine capisco che non è sano.
Passerò il resto del mio viaggio ad aggirarli, i cretini, a provare a raggirarli, metterli nella condizione di fare cose intelligenti senza accorgersene, mordendomi la lingua ogni volta che il grido “cretino” ti cresce in gola.
Ma che rabbia essere maturi.
Maturità e cretini
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