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11 maggio, 2013

Alessandra e Max


Per oggi non posso far altro che condividere il post di GradoSpia che mi fa sentire meschino per non essere stato presente.
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"Non sempre si ha la fortuna di potersi scegliere il destino.
Max Tresoldi e la sua famiglia, con la loro presenza pubblica, ci hanno ricordato quanto la volontà di vivere possa essere più forte di un incidente che ti spezza il futuro.

 Ieri sera, 10 maggio, in una Basilica di S.Eufemia occupata dal numeroso pubblico intervenuto ad ascoltare il racconto di Max, abbiamo verificato con i nostri occhi, le importanti differenze che distinguono diversi modi di intendere il proprio impegno per il prossimo.

Brevemente, per i lettori che non fossero a conoscenza di chi sia Max Tresoldi, condensiamo in tre righe oltre 20 anni di calvario.

Max, classe 1971, il 15 agosto 1991 al ritorno dalle vacanze estive, viene centrato da un’ altra autovettura e finisce in coma.
Dieci anni di nulla, poi, in occasione del Natale 2000, il primo segnale di presenza, al quale sono susseguiti grandi miglioramenti, fino all’oggi che vede il nostro Max completamente cosciente, anche se prigioniero del suo stesso corpo ancora parzialmente bloccato.

La sorprendente Sara Polo (in Lorenzutti), ha condotto la serata di incontro con il pubblico con consumata abilità, riuscendo perfino a contenersi nei richiami alla Fede, anzi, se non la conoscessimo avremmo anche potuto scambiarla per una esperta conduttrice.

Con il supporto della collega Lucia Bellaspiga (giornalista di Avvenire e co-autrice dei libri su Max ed Eluana), dei genitori e, sopratutto della vitalità e ironia del protagonista, Sara ci ha ben illustrato le tematiche che coinvolgono delicati problemi come l’eutanasia o la sofferenza dei parenti (che va ad aggiungersi alla sofferenza del malato), allorchè lo Stato abbandona casi come quello di Max.

Noi, inviati di GradoSpia, venivamo dall’incontro pubblico IrisAcqua / Comune di Grado (di cui resoconto e commenti in prima pagina), presente il Sindaco Edoardo Maricchio, l’assessoreRonchiato e il consigliere Troian, per la maggioranza.

Pensavamo di ritrovare in Basilica almeno il Sindaco, portavoce della solidarietà gradese nei confronti di un gruppo che gira l’Italia per portare la sua esperienza diretta sulla possibilità di tornare a vivere. Sempre. Anche dopo dieci anni di coma.
Almeno un quarto d’ora.
Prima di cena.

Vorrà dire che hanno ragione quelli che hanno già etichettato i collaboratori di GradoSpia (e le loro spie), un mucchio di cialtroni ignoranti, diretti da un poveretto in cerca spasmodica di un posto al sole, fuori controllo, pericoloso per il prestigio e l’onorabilità (???) della Castina di cui (per ora) fanno volume.
Infatti ci hanno fregato. Nessun presente.

Abbiamo registrato, al contrario, la presenza e la collaborazione (anche tecnica) di un nutrito numero di gradesi riconducibili al Gruppo Liber@, la cui rappresentanza era garantita (civilmente) da tutti e tre i Consiglieri Comunali del Movimento.
Anche il Consigliere del PD, Angela Giorgione, è passata per portare il suo saluto ai presenti, orfana del collega Giorgio Marin, probabilmente impegnato nell’attività di famiglia, oppure a incipriarsi il viso.

L’assenza del Consigliere Tirelli, sicuramente occupato per altri motivi personali,  ci sentiamo di comprenderla e giustificarla in toto, visto che non si può sperare, nè tantomeno chiedere a una natura palesemente avversa, di compiere il miracolo. 

Ora, cari lettori di GradoSpia, credo sia più chiaro comprendere quale sarà la scelta che (prima o poi), saremo chiamati a compiere: Profitto o Solidarietà?
La politica della truffa, della fuffa, fresca come la muffa, perennemente in baruffa, oppure la politica del buonsenso, del consenso, anche del dissenso ma, sopratutto del “penso”?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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10 maggio, 2013

Eredità

Nulla si crea!
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09 maggio, 2013

Edera Grado - Hockey a rotelle

Uno sport poco conosciuto oggi, ma nel 1956 ignoto ai più, eppure l'hockey a rotelle attecchì a Grado interessando un gruppo di ragazzi gradesi che lo videro giocare per la prima volta al nuovo pattinaggio.

Un Torneo Internazionale delle Nazionali di Francia, Germania, Italia. (nella foto il campo)

Le prime attrezzature furono di fortuna, manici di scope, pezzi di legno recuperati dalla falegnameria del padre di Mario Toso (uno dei promotori).
Finalmente nel 1959 la squadra si iscrisse al campionato di Promozione con il nome :

Hockey Pattinaggio Grado.

I Pionieri furono: Mario Toso, Marzio Degrassi, Edy Thomann, Livio Lòwenthal, Italo Marchesan, Mario Czubert, Giuseppe (pino) Palella; in panchina: Italo Salvemini, Ferdinando Thomann, Giuliano Cristofoletti.
Il tecnico sig. Renato Galessi.


La squadra contro ogni previsione sbaragliò ogni avversario e nel 1962 salì fino al massimo livello dell'epoca in serie B, il nome venne cambiato in Edera Grado e il nuovo allenatore giocatore fu Luciano Esposito.


Peccato che con l'abbandono progressivo dei giocatori la formazione isolana andò verso lo scioglimento.

UPDATE grazie a Gasparetti, uno dei protagonisti dell' epoca, pubblico alcune foto delle squadre giovanili dell' Edera






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08 maggio, 2013

Arturo Marin


Arturo Marin ha rappresentato un mondo che piano piano scompare, personaggi che vivevano per la musica e con la musica riflettendo emozioni tutto intorno a loro. 

Arturo era un saggio eclettico pieno di poesia che traduceva a volte in musica a volte in parole, era comunque un rappresentante di quella Grado di strada che ha fatto furore negli anni sessanta e ha portato credito ad un turismo stupendo fatto di balere e serate in spiaggia al chiaro di luna.
Vi propongo la serie di poesie della sua raccolta:  
Un Sbatocia' de Ale
(l' immagine di copertina e l' impaginazione sono mie)




La presentazione che segue e' un pensiero del giornalista Silvano Bertossi:


Arturo Marin l' ho conosciuto anni fa, una sera, mentre suonava il suo violino con il Gruppo Musicale Saltapasti composto oltre che da lui anche da Luciano Facchinetti (Siego) e Gianni Marchesan Cavalin. 
Arturo faceva cantare e piangere le note di una Amapola, di Besame Mucho, di dolce Vienna. 
Qualche anno dopo per una recensione mi viene recapitato un libro di poesie, non ricordo il titolo, che Marin ha scritto con il mio amico fraterno Enzo Driussi. Scopro che l' Arturo del violino scrive poesie in dialetto gradese, la sua lingua.
Sempre per caso, alcuni mesi fa, mi sono capitati fra le mani alcuni fogli delle poesie di Arturo. Leggo in fretta, le rileggo.
In quei versi, semplici, spontanei, colgo il profumo di Grado. Sento il profumo che voglio sentire a Grado. Un profumo esclusivo, che non porta firma, non griffato, ma molto di piu'.
E' unico. Leggo e rilegg
o El gno Mondo, In Porto a Gravo,. Mi trovo catapultato ..... sul paluo, in meso a le cane.
"dove...... se perde un canto de nuoli. Vado avanti con 
E piove L' Ostaria del Pensionato, quella della Filomena, De Note, Figia Mia Se no tu fussi tù. Sono intimiste frutto di trasporti affettivi, sofferti, vissuti. Continuo con  E xe caligo, poesia risultata vincitrice ad un Concorso di poesie dialettali, El Fugher, Fior de Tapo. Sono componimenti malinconici, sospesi...... sul tremola'  lisiero e sensa pase.
Chiudono la conversazione poetica di Arturo Marin le parole d
i In Simisterio dove..... la pase xe un sito in tel ninte.
Ecco, tutto qui,. Arturo Marin racconta le sue emozioni.
Silvano Bertossi Giornalista



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07 maggio, 2013

Cammello e cruna d'ago

Sembrava immortale, poi ha smesso!

Non ci sono misteri in Italia, noi abbiamo poca voglia di dirci la verità.

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06 maggio, 2013

Wikicubes


Dopo aver consultato blogger, social network e quantaltro sono arrivato a fare una sintesi con queste rivelazioni (Wikicubes) che caratterizzeranno la nuova stagione:


La stagione durerà soltanto due mesi, poi verrà chiusa per problemi di contraddittorio (faremo le solite baruffe).

Il PD si scioglierà in 4 partiti più piccoli, mantenendo intatta la complessiva inutilità.
(la sezione di Grado verrà divisa in quattro unità, che sono i singoli rimasti a rappresentarlo)

I contratti di lavoro precario saranno aboliti e verranno sostituiti col passaporto cinese o/e bangla.

Papa Francesco si dichiarerà definitivamente a favore del preservativo, a patto che sia al gusto di lampone.

Vista la superiorità della Juve scritte le nuove regole per la Serie A:
 in caso di pareggio, vincerà la squadra con più abbonati Premium.

Zamparini City verrà realizzata, per evitare rogne sull'Isola di Barbana per dare alloggio ai 300.000 pellegrini annuali.

Somministrare la pillola del giorno dopo diventerà obbligatorio, ma ai farmacisti verranno concesse 48 ore per temporeggiare.

Le Nuove Terme di Grado saranno realizzate sottoterra in modo la giustificare la segretezza del progetto e aggirare il Diritto d'uso civico gravante sulla superficie, ma, se rompiamo ancora le scatole, metteranno il divieto d'entrata ai gradesi, per il bene del paese naturalmente.

Scienziati olandesi realizzeranno un nuovo tipo di passera (opps! vagina):
 stavolta è gratis per tutti. 

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05 maggio, 2013

Graisanità


In questi ultimi tempi a vari livelli c'è stata una dimostrazione del carattere "graisan" orgoglioso e intollerante alle critiche, senza entrare nel merito preferisco tentare un' analisi delle componenti che consideriamo indispensabili per essere  considerati "viri graisani".

A seconda dei punti di vista "la graisanità" è considerata un pregio o uno svantaggio, a me interessa solamente fare uno screening chirurgico di quelle caratteristiche comportamentali che la compongono semplicemente per poter dire sei fuori o dentro.


De cu tu son figio  è la domanda del test iniziale per l' accettazione dei locali, se il pedigree non è perfetto, con mamme e nonni al punto giusto, sei fuori.

Al Dito se non hai un soprannome locale che possa ricostruire e collocare in un preciso contesto temporale e locale la tua famiglia, sei fuori.

Al Dialeto deve essere puro e duro, senza doppie che storpierebbero la parlata, dunque se sei istruito quel tanto da aver preso la cattiva abitudine ad una parlata in lingua corretta, sei fuori.

Al Gnanche pel cul, qui non si transige, non ce nessun altro al di fuori di ME, se cominci a fare discorsi filosofici o etici di coinvolgimento generale, di socialità a un Graisan, sei fuori.

La visione del futuro ristretta, il campo ha bisogno di spiegazioni:
è necessario, per gente che è sempre stata  dalla parte del torto, solo perchè i posti dalla parte della ragione erano già tutti occupati dai cosiddetti foresti con le loro verità inattaccabili, chiudersi a riccio a guardare con diffidenza le novità.
Potremmo sicuramente cambiare, con calma, perché questo in fondo è un Paese meraviglioso, dove si sta bene e la velocità di trasformazione la si lascia volentieri ai foresti che vivono come pazzi nelle loro città dove tutto si consuma in fretta compresa la vita, in ogni caso se cominci a far proclami sul tipo:
Me son al megio de duti, caschi male perché infrangi la regola del Me che impedisce ad ogni vero graisan di considerare qualcun altro un Me, allora sei fuori.

Eravamo poverissimi, carne da cannone per tutti, ed è vero siamo anarco-cattolici, ribelli e malparlanti, ma è la nostra indole, gli orizzonti sono sempre stati limitati e a nessuno conveniva che noi in quanto gente ci si migliorasse intellettualmente, ci hanno sempre manipolato, ma siamo sopravvissuti, siamo sempre rimasti qui e abbiamo un cuore grande, per noltri.

Sono molte ancora le ragioni per non considerare Graisan un residente che non sia completatamente e indissolubilmente autoctono, non bastano gli anni di residenza:

W la graisanità, che in fondo per noi non è una malattia. 

 P.S. V'he  zugao a stinche drio del lavatoio  è titolo di merito.drio la Ghira
ghira

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03 maggio, 2013

Piccola storia dei "casoneri" In Laguna di Grado


Fare il nonno è un gran mestiere, quando poi i tuoi nipoti ti chiedono aiuto (non capita spessissimo) la cosa si ingrossa e tu fai la ruota come un pavone.

In questi giorni passati è capitato che in classe della mia nipotina Alice è stata fatta una lezione sulla presenza dei pescatori in Laguna di Grado.
Mossa bellissima e di grande sensibilità organizzata dalla scuola elementare locale, parliamo sempre di preservare la nostra cultura ma se non cominciamo dai nostri piccolini  la cosa è molto difficile da ottenere, comunque...

Il compito per casa sotto forma di questionario era interessante, ma un pò incompleto.

Qui scatta il ruolo di nonno, interpellato per una volta quale esperto, ho aggiunto un pò di cose non del tutto usuali alle risposte,  che hanno avuto l' effetto di provocare  l' interesse  della maestra per la nostra storia in Laguna.

Mi sono attivato e profittando degli archivi di immagini storiche ormai condivisi su Facebook, tenendomi basso con i testi sapendo di rivolgermi a dei bambini ho messo giù la piccola pubblicazione che vedete sopra, l' ho stampata con l' aiuto di mia figlia in una ventina di copie e distribuita a tutti gli allievi della classe terza elementare della mia nipotina.

E' bello essere nonno e sentirsi utile!

Ps. la pubblicazione si può scaricare a questo link: Piccola storia dei casoneri 
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02 maggio, 2013

IMU



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01 maggio, 2013

I Liberatori


Il 1 Maggio oltre alla Festa dei Lavoratori, per Grado rappresenta una data  storica.

Segna il giorno in cui  avvenne  l'avvicendamento tra truppe tedesche di occupazione e alleati (in primis americani, neozelandesi e inglesi) che fu concordato tra comandi nemici per evitare contatti il più possibile.

In pratica, come ci piace sempre dire, La Liberazione (da cosa poi, siamo sempre stati occupati da altri permanentemente e in ogni caso ci fu solo un cambio di occupanti) a Grado avvenne in maniera non traumatica la notte tra il 30 aprile e 1 maggio 1945. 

Uno dei gravi rischi che il paese corse in quei frangenti fu il possibile brillamento delle mine posizionate dai tedeschi nel Porto, alla base del Ponte e al Comando nel vecchio Ospizio Marino.

Fu l' opera del Commissario Ing. Ribi e dei  rappresentanti del C.L.N. locale a convincere i tedeschi ( fornì loro carte di identità false e sicuramente qualche barcaiolo gradese di supporto ) a non far saltare in aria il paese in cambio di garanzie per il ritiro delle loro truppe.

Il Ritiro tedesco avvenne nel silenzio notturno e la mattina, con grande spolvero, gli alleati si presentarono a Grado con tutti i loro armamenti, la loro incredibile diversità e soprattutto, per la nostra gente, l' aspetto florido che voleva dire mangiare a volontà, cosa difficile a Grado in quei momenti.






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