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10 giugno, 2013

Time Out




Mi tocca sospendere per qualche giorno i contatti, vado via per lavoro.

Bisogna pur magnà e seguimo la corente, vago là che me porta i pedoci.

Ciao a tutti e fate i bravi.
Enio
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09 giugno, 2013

Homo Paluantes

Giovanni Marchesan "Stiata" tra le tantissime cose che ha scritto: poesie, saggi e soprattutto testi teatrali, quasi fosse un antropologo, ha scolpito con le parole figure assolutamente originali e centrate della nostra umanità gradese.
In questo piccolo saggio teatrale, che io ho tratto da un suo lavoro più vasto, secondo me dà la visione più centrata di quella che è l' immagine ancestrale dell' uomo gradese:

L' homo paluantes


Ara qua noltri de 'ste lagune, inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,  paese svodo.. 'vilio?  No! no cedemo! Un goto de vin comò medicamento e se tiremo sù 'ndemo 'vanti!

Po', te riva l' istae co' la brusera, i foresti al sol che te bate su i sintiminti, i mossati, le aleghe. 
Un goto de vin e "La Vita continua" como che diseva quel film!

"L'uomo è un animale dotato di intellighenzia noi siamo il cosidetto "HOMO SAPIENS" : 
L'omo de la sapienzia e magnevemo gransi in fogo, incuo magnemo polastri solo se i xe rusti però!

Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.
"Oggi, letto alla francese con materasso Spermaflex e villetta in zona residenziale'!
e sì cussì va 'l mondo perchè quà ne ''L 'Isoladelsole" no' vinse "l' omosapiens" no! 
Qua vinse l'isola e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga a 'l mondo.!

No ha valso nianche le sento rasse che se ha casao a qua co' 'l tenpo... No ha valso ne ostrogoti, ne furlani, ne tudischi, ne taliani no ha valso ne la prima ne le ultime guere.

Ninte e nissun ha valso qua!

Palù gera e palù resta qua intorno  e un poco anche qua drento forsi (e si tocca la fronte).
Cu che se stabilisse a qua, in questa isola, poco a la volta perde le so' abitudini, al so' modo de vive, de esse.

Cù che loga a qua, se trasforma pianpian de "Homo Sapiens" a "Homo paluantes"
Si. signori!! Omo de la palude "nel bene ma sopratutto nel male!"- 

No' savaravo dì se xe 'l sol, al salso o  'l sabion che rispiremo o se xe 'l palu co' i so' miasmi.
Me no'savaravo dì, ma par che drento qua de le nostre teste i seculi sia passai per ninte e che 'l tenpo de Atila, de Francescogiusepe  al tenpo del duce o quel de Pipo Baudo sia duto un, sia duto un ninte.
Par che al tenpo a qua no' lassa segno.

Ma  xe un ben o xe un mal questo?

Cu  pol dilo...cu pol giudicà me 'i ragiono sora ma no'son un 'strologo!

''L'Homo Paluantes  è un mistero anzi un dogma e contro i dogmi non si puo! 
Per decifrare l'Homo sapiens sono bastati gli antropologhi ma l'Homo paluantes è fuori da ogni schema conosciuto.
E no'xe sienzia ne marchingegno che ne possa inquadrà!

Quando i oltri umani veghe bianco, per noltri xe duto nero.
Cò vol costruio gargossa, xe 'l momento che noltri disfemo e co se trata de esse insieme e 'frontà. no' semo mai prisinti però se se trata de sigà sighemo!  
Ma ne'l posto sbaliao! 

Un Umano, se al xe de fora al xe senpre bravo, capace, bon e perfin belo -
E per dili can! a un paesan, semo senpre prunti ma se xe de riconiusili gargossa de bon che l'ha fato mai mai!

Homo Paluantes, gargun dise che semo de un'oltro pianeta...
si! del pianeta sconosciuto chiamato PA-LU-DE     -      PALU'!. 

me digo che i scrive 'ste robe per insenpià la zente!

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08 giugno, 2013

Al Savial

Ho riletto il libro di Massimiliano Cicogna "Massi Tachelo" - Le gno do scale - e mi sono soffermato su una delle sue frasi di presentazione di casa sua, la sua contrada Al Savial, una vampata di ricordi mi si sono affacciati in testa e ho cercato di fissarli con una foto del prima e del dopo Savial, senza vena critica o polemica, solo ricordi veloci brucianti per certi versi dolorosi di quello che si è perduto, la giovinezza.

Queste le parole di Massi.

SAVIAL
La gno contrada gera Savial, son passao de là l' oltro geri
e 'l gno pensier el xe 'ndao indrio col tempo.
Apunto, veci ricordi. Una volta 'l gera la contrada più
popolagia de Gravo vecio, desso invesse la xe quasi
disabitagia: co' 'sti gno racunti vogio spiegave fati reali de
vita dei mamuli de Savial.
Géremo là duti co 'i mussi a picolon, sule scale del balaor
de l'amia Leta. Se gera intorno a l'ano 1940, géreno magri
magri, la buora fistieva a sento a l'ora, no veveno nianche' le
scarpe in pie, le braghe dute rote, ma co véveno un toco de

pan géreno duti cuntinti.

Oggi "Al Savial" certe volte si presenta così:

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07 giugno, 2013

La Crisi spiegata ai bambini (non solo)

Non ne parlano più hanno altre cose per la testa ma lo spread ed il mercato sono sempre là in agguato pronti a risaltare al collo di tutti e farci neri, che è lo scopo principale.
Ho pensato allora di scrivere un piccola traccia da dedicare ai bambini per spiegare loro le meccaniche che muovono questi prodotti deleteri della finanza globale.

Cari bambini che non giocate in borsa e (per fortuna) non vi frega nulla della finanza, che quando vostro papà ha il Sole 24 Ore lo ha solo perché ha comprato il pesce (ma che razza di quotidiani legge il suo pescivendolo?), eccoci ad un piccolo corso di economia, dove cercherò di spiegare cosa siano questi spread e bitipì e default di cui tanto si parla alla televisione fra un cartone animato e l’altro, in modo che anche voialtri ci capiate qualcosa.

Allora, bimbi belli, dovete sapere che numerosi Stati di questo pianeta (fra cui brilla ahimè il nostro) sono pieni di debiti fino al collo perché negli anni hanno dilapidato montagne di danaro in vari modi. 

Come accade a molti di noi adulti, ogni anno essi Stati guadagnano assai meno di quanto spendano: allorché ciò accade, noi mortali o ci lanciamo dalla finestra (ma questo gli Stati non possono farlo) o accendiamo un mutuo, cioè imploriamo un prestito a una banca.

Ebbene gli Stati si comportano nella medesima maniera: trovandosi in difficoltà chiedono aiuto ai moderni cravattari, cioè alle banche, e a una misteriosa entità molteplice e metafisica costituita da strozzini e giocatori d’azzardo chiamata “il Mercato”.

Accade quindi che gli Stati, su quei soldi prestati, debbano pagare un prezzo: se a loro vengono prestati 100 euro, essi Stati dovranno nel tempo restituirne 110. 

I 100 iniziali più altri 10. Quel “10″ viene chiamato dagli economisti il rendimento, e corrisponde infatti a quanto il prestito concesso rende allo stroz- pardòn-, al creditore.

Gli Stati perciò cominciano a domandare soldi un po’ a tutti, e ne domandano talmente tanti da aver inventato dei foglietti validi  come richiesta di prestito. 

Le banche, i poveri cristi rispiarmatori e il perfido sig. Mercato possono comprarsi un foglietto, dare in cambio i 100 euro, e attendere nel futuro il rimborso dei 110. 

In Italia codesti foglietti si chiamano BTP, e sono in vendita un po’ ovunque, fra un po’ forse anche in tabacchino come i biglietti della lotteria.

E tuttavia le banche e quel figlio di buona donna del sig. Mercato (ma non i poveri cristi risparmiatori, loro nelle decisioni non contano un tubo) si fanno furbi e capiscono che i loro clienti Stati non sono mica tutti uguali: 
ci sono Stati con fama di essere persone serie e laboriose e altri  invece conosciuti come macachi facili da infinocchiare e dediti ad attività ricreative quali buttar banconote prestate giù dal terrazzo.

Perciò le banche e il Mercato dicono: aspetta un attimo, forse e il caso che allo Stato buono e virtuoso io chieda un prezzo basso, e da quello zuccone ed ebete ne pretenda uno più alto.

Cosi lo Stato macaco e scialacquatore (e nel frattempo pure con le pezze al culo) si trova a dover pagar sempre maggiori cifre ai suoi usurai, e quindi a impoverirsi ancora di più.

E mano a mano che lo Stato si impoverisce e si mostra in giro malridotto, le banche e il loro amichetto Mercato pensano: madonna guarda come è conciato male questo Stato a cui stiamo prestando quattrini, chissà se mai ce li restituirà, siccome corriamo questo rischio sarà meglio chiedergli un prezzo ancora superiore per i nostri prestiti.

Quindi: lo stato virtuoso ottiene prestiti a condizioni favorevoli, lo Stato fesso e spendaccione no. 
E per risarcire i suoi aguzzini (le banche e il Mercato) il disgraziato si vede costretto a domandare proprio a costoro ulteriori prestiti. 

Senza andar troppo per il sottile, la differenza fra quanto paga in prestiti lo Stato virtuoso e quanto lo Stato sciocco prende appunto il nome di spread (parola inglese traducibile anche come divario,differenza).

Dai e dai, si avvicina il default, il momento in cui lo Stato mendicante dichiara di non detenere il becco di un quattrino manco per bersi un latte caldo al bar sotto casa, figuriamoci per risarcire parecchi miliardi di euro agli usurai, vale a dire le Banche e il malvagio Mercato. 
Ma questi due signori cattivi ribattono di non volerne sapere altrimenti portano lo Stato in un vicolo buio e lo picchiano di brutto.

Ecco qua, paura eh?

Ci sarebbe anche da dire delle pensioni, del fiscal drag, degli eurobond e delle agenzie di rating, ma non intendo spaventarvi ulteriormente. 

E poi oramai è tardi. Questo cari bimbi è il mondo che vi attende. 

Crescete pure, piccini, ma senza fretta. 
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06 giugno, 2013

Ripartire dall' Ultima Spiaggia

Grado: ripartire dall' Ultima Spiaggia?
come dare fiducia alla Comunità.

Titolo impegnativo ed per tanti versi esplicativo di una situazione contingente di Grado.

La conferenza promossa dall' Ascom di Grado che si prepara a dare vita ad un Comitato di gestione di un progetto  di studio dei flussi turistici e delle possibili soluzioni da adottare per rimediare affidata al dott. Amistadi  è stata sorprendente.

Io me la sono presa comoda stavolta, ci sono stato alla conferenza ma ho potuto restarci per poco tempo per fatti miei personali, ho visto però che la gente per una volta è intervenuta e  ho percepito  nell' aria aleggiare uno stato d' ansia quasi di paura,  lo stringersi della gente che chiede di farsi indicare un percorso smarrito.

Ho parlato con i responsabili di questa iniziativa per capire e sono rimasto  sorpreso dal lunghissimo iter che ha richiesto il realizzarla.
L' iniziale entusiasmo che va piano piano a sbattere contro i se e i ma dei vari enti pubblici che devono essere parte integrante in un piano di rilancio che coinvolga la comunità, perchè sia chiaro senza la presenza pubblica nessun rilancio è possibile, nessuna ripartenza.
Il decidere il farla nonostante i dubbi ormai serpeggianti e qualche incomprensione sulla certezza degli appoggi.

Poi ho capito il perchè sentendo per una mezzoretta il dott Amistadi sparare cifre che dicevano che Grado il futuro se l' è giocato promuovendo l' abbattimento di alberghi per costruire condomini, oh cifre alla mano, impressionanti:
Su 23.000 posti letto complessivi  appena 4.600 sono in albergo.

Con che cosa facciamo turismo a Grado se non ci crediamo noi per primi, se gli investimenti (sic?) proposti continuano a parlare di espansione quando dovremmo consolidare l' esistente.

Mi ha impressionato il relatore con una frasetta:
in Alto Adige nelle comunità locali, che fanno tutte turismo e di successo, la prima preoccupazione di ogni Sindaco e Consiglio Comunale è far stare bene i propri cittadini prima che il turista, ogni cosa deve essere fatta e pensata per il benessere del locale, solo allora puoi stare sicuro di avere una buona base per la tua offerta turistica.

Ho capito vedendo in sala una vagonata di costruttori ed i loro sgherri (cosa cavolo centrano con il turismo), tronfi come al solito, ma credo per una volta timorosi, perchè il vento sta cambiando, la gente si informa, vuole essere informata e soprattutto sentirsi dire verità per poter decidere da sola del proprio destino.

Il dott. Amistadi ha detto un sacco di verità scomode deve essere lasciato lavorare e portare a termine questo lavoro di rilevazione dei dati turistici di Grado fatto in maniera scientifica e le conclusioni scomode o no vanno condivise con tutta la gente di Grado.

Sapere cosa siamo e come fare per migliorarci può solo farci bene.




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04 giugno, 2013

Conferenza


Questa mi è arrivata mooolto tardi, c'è una stranezza rilevabile, sembra quasi che nessuno la promuova, anche se si sa che gruppi di commercianti, ristoratori e imprenditori graisani si sono spesi per organizzarla, non ha padri in testata questa locandina, sembra orfana.
Mostrare la faccia è indispensabile per seguire virtude e conoscenza e farsi credere.

Update: è un commento ma è meglio sia visibile sul post, lo completa e lo rende comprensibile.
 nevio ha detto...
Caro Ennio, hai pienamente ragione anche se, passami il bisticcio, ci sono ragioni fondanti che non traspaiono dalla forma anonima dell'invito, che tu lamenti. Basti pensare che presi dalla necessita di fare ora o chissà quando la conferenza i già stampati 1000 inviti, con i loghi di chi invita non trovando un accordo forse una mossa spontanea di far passare il tempo in attesa di una stagione in ritardo e in crisi, sono andati in cestino, allora il dunque! Dopo cinque mesi di lavoro sul tema, ci siamo detti lo facciamo anonimo almeno scuoteremo le coscienze. Dall'altro canto senza etichetta manca si l'autorevolezza di chi invita, ma poiché l'obiettivo è quello di unire idee forze ed energie per un progetto, pensandoci bene senza etichetta, considerato pure l'azzardo, dovrebbe portare ad un più sereno confronto costruttivo. La faccia la metteremo questo pomeriggio confrontando delle idee e delle auspicabili proposizioni. Un ultima considerazione rivolta ai giustamente scettici: ma perché siamo capaci di lagnanze e non accogliamo di buon grado(sic!)di portarle in un dibattito pubblico, forse ci vuole coraggio o forse assumerci degli impegni nei confronti degli interessi di tutti non fa parte del nostro carattere? Grazie Ennio per l'opportunità, unito all'auspici di salutarti questo pomeriggio.



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03 giugno, 2013

Un Libretto di ricordi del Circolo Operaio Gradese

Nevio Scaramuzza ha suggerito un'idea che  è  ghiotta :

L'idea di mettere insieme testi, foto del Circolo Operaio Gradese e farne un libretto da affidare alla memoria collettiva è felice.

Io mi presto volentieri per l' impaginazione eventuale, facciamo insieme un libretto virtuale, spedite ricordi, foto e quello che vi pare purchè in tema.
Potete usare il mio indirizzo mail pedocio@libero.it


E' buo el privilegio de cognosse Massi incora nela adolesensia e qua podarave partì el film dei ricordi, e no i xe pochi.
Strensendo el cuor e al spassio penso che ne mancarà un capitolo de la sova e nostra vita: la"diaspora" separassion, da la Fides Intrepida per fondà al Circolo Giovanile Operaio Gradese (C.G.O.G.).

Cò Massi veveno ciacolao un istae e cargo de buni propositi al me veva confidao la sova intension de usà ricordi e apunti per un raconto, vero, dei timpi dopo le gnò do scale. 
Garghe lengua lo à ferio e al manoscrito al xe 'n dao in sansarele.

Pecao, se pensemo che 'l xe stao protagonista de un tempo de grando coragio, elo omo de ciesa, bandonà al ricreatoro dei preti.
Posso dì, me gero? 


E alora se, oltra le patache, vemo veramente de ricordalo, questo si i piasarave, ingrumemo testi e testimonianse, anche drento i muri de le nostre case e anche del Barelai, la vemo fato animassion coi mamuli la ricoverai che no i ha buo la fortuna de esse como oltri fortunai e costruimo un quadernetto dedicao ala sova dedizion. 


Scuseme se son stao longo, ma no podevo lassa score al film che disevo, sensa al sonoro. 
Massi fa, a pien titolo, parte dei personagi amai e anche trascurai. 


In zimiterio vizin de la so tomba, un fior vero i starave de oro, xe Eselino, bandonao. 
Cussa perché ma me vien de ricordà "A livella" de Totò. 

Nevio 

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02 giugno, 2013

Rimanenze pubbliche



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01 giugno, 2013

Centro Giovanile Operaio Gradese

La storia di Grado è costellata di associazioni per praticamenente qualsiasi cosa, ma ce n'è una che è stata una stella che ha brillato di luce propria per un periodo, lasciando un vuoto quando si è spenta.

Nel 1972, nacque a Grado il Centro Giovanile Operaio Gradese, un'associazione popolare con obiettivi di aggregazione giovanile, ricreativa, culturale e sportiva.

Nacque per iniziativa di Massimiliano Cicogna (Massi Tachelo) e da Ilario Fanò, Paride Enea Tognon, Giovanni e Stefano Gordini, Aldo, Rino e Silvano Marchesan, Franco Tomasin, Ottone Camuffo e Nevio Scaramuzza che formarono il primo Direttivo.


Il soldalizio ebbe un successo strepitoso da subito tanto che il primo tesseramento portò a 167 i soci e nei due anni successivi arrivò sino a 300.

Grazie all' aiuto dell'Associazione Grado Nostra e in specie del suo Presidente Augusto Cesare Marocco riesco a pubblicare le motivazioni che spinsero Massimiliano Cicogna (Massi Tachelo) a creare quella che per molti di noi è stata forse la più importante aggregazione sociale di sempre a Grado, Il Centro Giovanile Operaio Gradese.

Si trattava di una piccola grande rivoluzione essendo un' associazione per la prima volta in assoluto "laica" che univa entusiasticamente giovani di varie e contrastanti estrazioni sociali.

Un esempio di società civile che si distingueva per una volta dal contesto politico locale  non sempre corretto e disinteressato e a quanto mi consta mai più riproposto.

Ma leggiamo le parole dello stesso Massi  così riviviamo meglio quei momenti:

Eravamo nel 1969 e causa anche la partenza di don Silvano Pozzar si affievoliva l' interesse attorno al gruppo della Fides Intrepida dopo operavo da anni.
Pensai allora non senza grande preoccupazione ed emozione con alcuni amici di fondare un nuovo Gruppo per giovani lavoratori. Sapevo che era molto difficile e che non tutti avrebbero compreso ed accettato questa iniziativa, tuttavia continuammo e nacque ufficialmente nel 1972 il Centro Giovanile Operaio Gradese.La prima sede fu in Via Morosini, gli obiettivi erano ricreativi, culturali, sportivi e comprendevano tra i soci anche i ragazzi dell' Ospizio Marino.
I primi tesseramenti furono un successo al punto che in pochi giorni avevamo ben 167 iscritti, all' inaugurazione della sede intervennero tutte le autorità cittadine e l'artista Dino Facchinetti addobbò la sala con dei murales bellissimi.
Grande emozione destò la visita informale dell' arcivescovo di Gorizia Pietro Cocolin che entrò in sede chiedendo permesso, sentito poi i dettagli delle nostre intenzioni, ci dette la sua benedizione incoraggiandoci ad andare avanti.
L'attività spaziava dal teatro ad una mostra di disegno per i bambini delle scuole, un ballo mascherato per carnevale in Taverna Municipale un grande raduno di motociclisti con 500 iscrizioni e 1000 partecipanti al pranzo, risolto da Ilario Fanò con l' idea del piatto unico di pasta con le seppie.
Poi finalmente calcio, la mia passione, più di 100 ragazzi al primo allenamento.

la storia continua.....
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31 maggio, 2013

Facciamo le riformine



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