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11 aprile, 2014

Comitato di rappresentanza di Concessionari di Mote e Casoni



I concessionari di mote e casoni  riuniti in un comitato spontaneo per poter dialogare direttamente con il Comune, hanno avuto ieri in un incontro tra gli aderenti per poter informare sul recente incontro con i rappresentanti dell' Amministrazione Comunale.

Il tema è sempre quello chiarire e perfezionare il regolamento comunale Mote e Casoni   che pone obblighi notevoli a carico degli stessi concessionari, con spese non di poco conto.
Un problema è ad esempio il consolidamento degli argini delle mote e i dragaggi delle cavane, che impegnano i concessionari  con procedure amministrative autorizzative complesse e costose oltreché con spese  notevoli per la realizzazione dei lavori.
I casoni  hanno un ciclo di  manutenzione annuale complesso che non viene riconosciuto ai concessionari.
Questi vorrebbero ad esempio che in caso di  subentro si stabilisse il valore e la cessione del bene, in modo da rimborsare chi lascia il bene stesso.
E' previsto, infatti, che, a fine concessione, tutti i beni diventino proprietà del Comune, che li può nuovamente dare in concessione ad altri senza rimborsare un solo euro al precedente titolare.

La riunione, ospite della Cooperativa Pescatori, ha visto la presenza di 40 ( complessivamente sono circa 90) concessionari che hanno rinnovato la fiducia e la delega di rappresentanza al Comitato rappresentato da:

Claudio Chiusso, Rudi Corbatto, Lionello D’Adamo, Igino Mantoani, Enzo Olivotto, Enzo Padovan e Pierfrancesco Regolin.

Da notare che i concessionari delle mote e cassoni con la loro costante presenza sul territorio  garantiscono la vigilanza su aree di elevata valenza ambientale.

L' Amministrazione ha rassicurato che il problema è all' attenzione dei tecnici e che si farà di tutto per venire incontro alle esigenze dei concessionari.

Il prossimo incontro tra concessionari è fissato indicativamente l' 8 maggio 2014 per relazionare su eventuali novità.


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10 aprile, 2014

La Litoranea Veneta


Visto che se ne parla pubblico un piccolo promemoria per il nostro Assessore, nel caso lo fa presente in Regione giusto per capire  che via d' acqua stanno trascurando con le loro "ciacole" .

Esiste in Italia un sistema idroviario che si sviluppa nella lunghissima estensione dell’entroterra costiero nella nostra penisola ed inoltre con maggior continuità attraverso le vie fluviali interne. 
Alcuni tratti di questo trasporto via acqua si sono sviluppati ed anzi potenziati, come ad esempio nei grandi fiumi del nord, altri invece hanno visto assottigliarsi la presenza di imbarcazioni, fino ad una quasi irreversibile estinzione.

Nell’area padana e veneto-friulana comprendente tutto il nord del mare Adriatico, fin dai secoli lontani ha assunto notevole importanza la famosa via d’acqua "Litoranea Veneta"

Essa è stata nel tempo un sistema fluviale di navigazione di grande importanza e sviluppo per i trasporti e per i commerci dal golfo di Trieste a quello della laguna di Venezia.

Un sistema di canali navigabili all’interno delle lagune, l’attraversamento e il percorso di tratti di fiumi che sfociano nell’Adriatico, ha permesso fino a qualche decennio fa la navigazione da diporto dalla laguna di Venezia a Punta Sdobba, proprio alla foce del fiume Isonzo.
Ciò è stato possibile fin dai tempi più lontani ed ha avuto momenti di grande sviluppo soprattutto dall’età medioevale in poi.

La Litoranea Veneta come via di comunicazione inserita in un vasto territorio dalle caratteristiche prettamente lagunari, assunse un ruolo di idrovia facilitante i trasporti interni tra la Serenissima, Caorle e Marano. 
Una appendice di ulteriore estensione raggiunse poi per altre vie, Trieste ad est e fino al delta del Po a sud, nei secoli di maggior utilizzo, sia durante il Patriarcato che nel periodo della Repubblica di Venezia cui le terre appartenevano.

Allora, Portus Gruarius (Portogruaro), Portus Tesana (Latisana), Portus Naonis (Pordenone) e Marano, per citarne alcuni, costituivano attivissime realtà operanti e punti di raccordo e d’incontro tra le genti del nord con le loro merci ed i marinai che provvedevano ai trasporti marittimi sull’Adriatico ed oltre.

Questo lungo biscione navigabile in parte formatosi nella morfologia stessa del terreno paludoso ed in parte costruito dall’uomo, scorporando tra loro una miriade di canali e di intersecazioni di corsi d’acqua ha permesso, oltre ad assumere una importanza economica e sociale evidente per la zona, anche la delimitazione dell’ambiente vallivo, la riorganizzazione della pesca nelle valli ed un assetto delle superfici costiere comprendenti specchi d’acqua arginati, stagni, laghi, lagune, bacini salsi o salmastri.

La Litoranea Veneta, che ha come inizio naturale la laguna di Venezia (anche se la navigazione interna si può spingere fino al Po), prosegue verso il Porto del Lido e attraversando i Canali "dei Tre Porti", "Pordelio" e "Casson", tocca il primo fiume che è il Sile. Si immette poi nei Canali: Cavalla (ponte mobile su barche presso Cortellazzo) Revedoli, Largoa, Comunessera, dell’Orologio e Saetta e attraversando Bocca Volta prosegue nei Canali: Nicessolo, del Morto, Baseleghe, Cavanella, dei Lovi, Lugugnana, Cava Nuovo, Cava Bevazzana (Tagliamento Lovato, dei Pantani e dei Lustri fino alla Bocca Tre Canali e Allacc. S.Andrea. 
Si immette di nuovo sui Canali Zellina e Muro,  attraversa Porto Buso giunge al Canale Anfora Vecchia e al Taglio Nuovo.

La Litoranea Veneta, già in territorio gradese, si identifica poi con i Canali: 
delle Mee, di S.Pietro Dorio di Grado, dell’Uomo Morto, di Barbana (S.Maria di Barbana), Zemolo, Taglio Cucchini, Ponte dei Fensi (girevole), per finire il suo tragitto nel Canale Isonzato che a sua volta si immette nell’Isonzo
Da qui si può giungere poi fino a Trieste traversando il Golfo di Panzano. 

Continua.... 
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09 aprile, 2014

L' ultimo dei Dehors




Vicenda triste che racconta la storia di  Serge Damontes, un cacciatore bianco di coperti  soprannominato Occhio di Falco (in seguito chiamato La Longue Carabine, lungo fucile), e della sua lunga resistenza alle angherie monumentali, i suoi colleghi uno ad uno hanno ceduto alle prepotenze amministrative pur di lavorare ma il nostro eroe non cede ed  è   ormai:


L' Ultimo dei Dehors

«Ogni mattina un imprenditore
si alza cercando di
portare avanti la sua azienda;
ogni giorno un burocrate introduce
regolamenti che rendano

la vita impossibile a chi lavora»


Update: anche a Trieste hanno ceduto su tutto il fronte, ora Serge è proprio l' ultimo dei Dehors!



Addio a fioriere, pedane, poltroncine e divanetti all’esterno dei locali pubblici triestini. 
E arrivederci al soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia. 
Il Consiglio comunale, con maggioranze variabili, approva a malincuore lunedì a tarda sera il
regolamento sui dehors (30 voti a favore e 8 contrari) e adotta una mozione (30 a favore, 4 astenuti
e 2 non votanti) nella quale si chiede la testa del soprintendente Maria Giulia Picchione.
Un atto è la conseguenza dell’altro.
I dehors “indigesti” in cambio di una “rotazione” degli incarichi da chiedere a Roma. 
Un intero Consiglio comunale schierato in blocco contro la Soprintendenza di piazza Libertà.

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08 aprile, 2014

Dinosauri


se abbiamo ancora bisogno dei poeti
è perché non siamo liberi


Ha qualche senso  tutto questo parlottio, 'sto diluvio di fotografie 'ste citazioni dotte se poi sui temi spinosi e ce ne sono - oh! se ce ne sono , son pochi gli storni che la fanno fuori "del bucal" e sembra che tutto sia quieto, le situazioni risolte e i pochi che commentano son sempre gli stessi


Chi siamo noi, indifferenti o indignati o semplicemente curiosi quando si commenta nel social?

Io penso che la maggior parte coltivi la dimensione eroica, anche se la praticano poco. 

Un amore platonico dunque, come si diceva una volta. Mica siamo stupidi. 

La quotidianità è fatica, delusione. Pensare in grande e passare oltre è la cosa migliore

Non costa niente e ti riempie la vita. 

Alle piccole miserie quotidiane ci pensino gli altri, quelli che si espongono, quelli che non capiscono niente di come si dovrebbe vivere.

Meglio fare come le trottole, girare ciascuno intorno al proprio asse. 

Possibilmente davanti a uno specchio: girare, girare e girare, fino a che non finisce la carica. 

Poi buonanotte ai suonatori, sarà per la prossima vita.

Non ci passa per la mente che un uomo diventa un cittadino solo se, mentre gira su se stesso, procede anche insieme agli altri lungo una direttrice comune. 
Non è difficile capire che non è la rotazione, che pure è indispensabile, ma la traslazione l’elemento determinante del mutamento sociale; ma ci piace pensare che procedere insieme sia degradante, una cosa da pecore. 

Ci frena il solito discorso: cominci prima lui!

Ecco  'sto "scuminssia tu che a me me vie da rie" è la chiave di volta di queste frequentazioni così interessanti per chi le sente e le fa sue davvero e invece semplice gossip (con speranza neanche tanto sottintesa di vero e proprio sputtanamento) per la maggior parte del pubblico che mai proverà ad esporsi.

Eppure se non abitiamo ancora"a cason" non è per il compiacimento di guardarsi vivere che sicuramente animava, come noi, anche i nostri vecchi; ma perché, per amore o per forza, hanno costruito qualcosa che è andato oltre la loro vita, arrivando fino a oggi.

E allora siamo indifferenti o indignati e quando diventeremo cittadini?

Avanti così e faremo la fine dei Dinosauri. 

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07 aprile, 2014

Maurizio e Sofia Oransz


Scoprire il passato di Grado è avventura affascinante per me, il problema che mi si pone sempre è il tempo necessario per ricerche sistematiche, allora è da tempo che ho deciso di affidarmi alla casualità che significa tenere gli occhi aperti su quello che mi circonda, nomi di strade, targhe ricordo ed edifici, poi quando mi colpisce qualcosa parto.

Questa volta quello che mi ha colpito è stata una targa ricordo dedicata ai coniugi Oransz nel giardinetto davanti al condominio "Alla Salute" in viale Dante.
Una targa ricordo sbiadita e seminascosta in un giardino che loro hanno donato in perpetuo alla comunità.

Una breve ricerca mi ha aperto gli occhi su un mondo imprenditoriale che credeva in Grado, su persone buone ed illuminate, mai mosse da puri tornaconti personali, innovative e di grande personalità.

Vediamo allora brevemente chi era il Dott. Maurizio Oransz:

giunto a Grado nel 1905 costruì la Casa di Cura-Albergo "Alla Salute" inventandosi una tubatura di captazione dell'acqua di mare dalla poco lontana Diga al suo Albergo, proponendo in maniera assolutamente pionieristica le prime cure termali in acqua di mare.

Volle ingentilire l'aspetto dell'area antistante la casa costruendo a sue spese un giardino (dove ho visto la targa un po sbiadita) dotandolo di un grande barometro e di una tabella con le ore di varie capitali europee per sottolineare la vocazione internazionale di Grado.

Essendo medico chirurgo assistette malati poveri sempre senza mai chiedere compensi e da imprenditore di lungo corso trattò il suo personale sempre con grande correttezza e magnanimità.

Con sua moglie Sofia fu prelevato dai nazisti a Grado nel novembre 1943 in quanto ebreo, internato ad Auschwitz, dove fu purtroppo trucidato.

Era un gradese come noi, di grande levatura e un uomo buono, ogni tanto, se capita, date un'occhiata alla targa e pensate che se quel giardino è ancora la e non trasformato in qualcosa di cemento è perchè lui l'ha donato alla nostra comunità con l'unico patto che restasse per sempre giardino.

In un paese con il mattone al collo come il nostro, per il fantascientifico albergo di cura (per l'epoca) purtroppo non c'è stato nulla da fare, bacchetta di cemento ed è  apparso il condominio.



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06 aprile, 2014

Giorgio Tortora

Ci sono personaggi in questa nostra WonderLand isolana che sono schivi e poco disposti a mettersi in evidenza eppure incidono pesantemente nei loro campi di competenza perché sono di assoluta eccellenza.

E' il caso di Giorgio Tortora,  che ha svolto, e svolge tutt’ora una intensa attività concertistica sia come solista che in varie formazioni cameristiche (flauto e chitarra, duo di chitarre, trio flauto, violino e chitarra, quartetto d’archi con chitarra, quintetto d’archi con chitarra, solista con orchestra, ensemble vari) partecipando ad importanti festivals e rassegne musicali quali: Festival dei Due Mondi di Spoleto, Settembre Musica di Torino, Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, Musica in Museo di Reggio Calabria, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Rosetum di Milano.

Si è esibito altresì in varie nazioni europee quali: Ungheria, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera.

E’ autore di produzioni musicali pubblicitarie (Spoot, Jingle) sia a carattere multimediale, che aziendale.

Da anni si dedica anche all’attività di  composizione e ricerca musicologica curando diverse pubblicazioni per  chitarra: La Battaglia di Marengo per flauto e chitarra, le Variazioni op. 38 per chitarra e orchestra di Mauro Giuliani, la Sonata 1984 di Giulio Viozzi, edite da  Chanterelle Verlag, nonché varie opere a carattere didattico.
In particolare, le sue opere originali sono presenti nel catalogo delle più importanti case editrici alivello internazionale. A  tale proposito si segnala “Le Bouquet” 12 studi floreali per chitarra, (edizioni Sinfonica – Milano).

E’ stato ideatore e direttore artistico della “Stagione Sinfonica di Gorizia” per tre anni consecutivi, dei Masterclasses “Gorizia Armonica”,  della stagione concertistica “Musica a 4 Stelle” di Grado per 20 edizioni, nonché consulente della rassegna musicale “Note in Rifugio”.
E'  titolare (dal 1983) della cattedra di chitarra classica, e Musica da Camera  presso la Fondazione Musicale “Città di Gorizia”, della quale è stato Direttore per quatto anni.


Ecco, a grandi linee, questo è Giorgio Tortora un concittadino di cui essere orgogliosi e che ha pubblicato ultimamente due studi per la casa editrice Sinfonica:

"Castelli Friulani" e "Sei Quartetti" 

Giorgio mi ha fatto l' onore di usare una mia foto per arredare la copertina di uno dei due studi.

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05 aprile, 2014

Alberto Guazzetti

La nostra abitudine di sparlarci addosso ogni tanto viene stemperata da qualche buona notizia a proposito di concittadini che emergono nel loro lavoro e si fanno notare per capacità e presenza personale.

E' il caso di Alberto Guazzetti dipinto in maniera molto garbata (non ha voluto si citasse il suo nome) in questa descrizione del suo lavoro dal Piccolo:

E' pur bello sapere che qualcuno di noi è meno corcal del solito, bravo Alberto!


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03 aprile, 2014

Git e Grado aerea



Tira brutta aria a Grado solite tensioni, allora per stemperarle con boccate di ottimismo un rapido video benaugurante sulla nostra fantastica Isola che diventa aerea e per la prima volta su questo schermo un comunicato della Git che diventa GIT 2.0.

Comunicato Aprile GIT SpA GRADO 

La Grado Impianti Turistici SpA in prossimità della stagione balneare, e in virtù di una intensa attività di preparazione invernale, si presenta con una nuova immagine, meglio con un’immagine rinnovata grazie ad un restyling, non solo formale, del sito Web.
“Si tratta di un ulteriore passo qualificante di uno strumento – sottolinea il Presidente GIT Spa, avvocato Marino De Grassi - legato all’accoglienza  e comunicazione dell’ospite prima, durante e dopo il viaggio, una opportunità di informazione legata al 2.0 che, sebbene nel rispetto della tradizionale vocazione turistica isolana, si configura come una maggiore e qualificata vicinanza al turista di oggi.
”L’operazione nasce per migliorare e rimanere al passo con l’attuale sistema di comunicazione e promozione legata all’obiettivo di attirare nuovi turisti, generare prenotazioni e migliorare e aumentare la conversione il tutto attraverso strumenti del marketing relazionale: l’Inbound Marketing, il digital marketing e social media Marketing  social CRM.
“Nell’ottica di aggiornare il sito della  Grado Impianti Turistici SPA – sottolinea Maurizio D'Angelo della Start 2000 che ha curato l’evoluzione del sito- secondo le ultime tendenze in uso sul web, oltre ad aver migliorato le aree dedicate alle notizie e gli eventi in evidenza, abbiamo adattato i contenuti su un nuovo sito web “responsive”.”
Con questo termine intendiamo di un sito che si adatta automaticamente al dispositivo che lo visualizza (PC, tablet, smartphone ,IPad ecc), rimanendo sempre chiaro facile da navigare, in virtù di una sempre maggiore importanza del Mobile. Per la prima volta nella storia, è cronaca di queste ultime settimane, sono di più gli utenti che accedono ad Internet e in particolare ai Social network sui dispositivi mobile piuttosto che quelli sui computer veri e propri. La notizia è importante anche perché per esempio Facebook sta sempre più diventando un’esperienza mobile, con servizi appositi (Facebook Messenger in America permette di effettuare chiamate in VoIP), allontanandosi dal concetto di social network che aveva ai primi tempi. Questa tecnica è fondamentale per determinate tipologie di siti ed è sempre più importante perché i modi di fruire la rete sono ormai molto eterogenei.
Oltre a questo, - prosegue la GIT SpA -, abbiamo potenziato i profili sui principali social network (Facebook, Twitter, Google+) e abbiamo attivato un nuovo canale YouTube sul quale confluiranno a breve i filmati dedicati alle varie aree di attività della spiaggia e delle Terme marine gestite dalal GIT SpA. Spazio anche ai filmati degli ospiti a testimonianza della vacanza a Grado.
Infine, nella varie sezioni dei sito saranno a breve inseriti dei “virtual tour” (servizio Business View di Google), ovvero delle finestre interattive che permetteranno ai navigatori di “entrare” e “camminare” dentro le varie location della struttura, come se fossero lì, anche se in realtà si trovano a chilometri di distanza. Attualmente è online il virtual tour nella sezione Piscina e Centro Benessere.”



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02 aprile, 2014

Parolacce e informalità: è figo!

Per restare nel clima cupo del senso di inutilità che a volte si prova a vivere in questi tempi così incerti vedo un pò di ragionare su degli stereotipi che vanno più in voga: 

L' uso e l'abuso del turpiloquio è ormai generalizzato e sempre più utilizzato dai media televisivi, per far crescere il livello di attenzione, e dai giovani  la cui espressività è ridotta ai minimi termini e viene completata dalle parolacce.

La Parolaccia dilagante mi preoccupa non perché sia oscena, ma perché è banale e rivela una paurosa involuzione della lingua.

Se le parolacce si aggiungessero a un lessico ricco e fantasioso, non mi darebbero eccessivo fastidio.

Il problema è che ogni parolaccia dà la netta impressione di prendere il posto di concetti, ragionamenti, frasi che comporterebbero sapienza e fatica. 

Le parolacce sono comode, segno di pigrizia più che di maleducazione, di ignoranza più che di trasgressione.


Un' altra cosa molto fastidiosa è la predominante informalità:
ci si dà del tu, ci si veste a prescindere dalle situazioni, ci abbracciamo e ci baciamo anche se la conoscenza reciproca è fresca di qualche ora, e naturalmente parliamo anche come ci pare.

Credo che l’ informalità contemporanea sia una reazione quasi fisiologica al formalismo pre 68.

Seppure fastidiosa e spesso fuori luogo, l’ informalità dei modi è un passaggio quasi obbligatorio da una società formalista ed escludente ad una società democratica e inclusiva quale vuole essere la nostra. 

La vivo come una faticosa fase di passaggio: un nuovo ordine (e una nuova educazione, e nuove buone maniere) è auspicabile, e tutti o quasi lo stiamo aspettando.


Ogni mutamento di costumi andrebbe giudicato non per la sua (presunta) immoralità, o perché differisce da precedenti ortodossie, ma per quanto aggiunge (o toglie) alla comunità, per quanto la arricchisce o la impoverisce.
Ecco questo penso, non mi pare siano grandi mutamenti, Ostia! ooopps...scappata.
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01 aprile, 2014

Eh si, Putin arriverà a Grado

A conferma della notizia data da "Grado Spia" sull' arrivo di Putin a Grado per santificarci e convincerci che la sua Madonna è migliore della nostra, oltre a fare i cazzi propri.

(Voci amiche danno per certo che arriverà a nuoto partendo dalla Crimea seguito da tutta la flotta del Mar Nero)

Abbiamo, tra le varie, avuto notizia che i membri della sua guardia del corpo saranno dotati di nuovissimi apparecchi per i denti modello  “Microsoft Braces”.

Funzionano con il WI_FI o  bluetooth, e montano una foto/telecamera 32 megapixel smarthphone con  allarme a vibrazione, il traduttore simultaneo “Bing Translator for Braces”, un proiettore mentale e Gps oltre alla (nascosta) capsula atomica portatile.



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