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08 maggio, 2014

Mamuli


Un albero sul ciglio della strada, piccoli segni di ricordi e affetto infinito, dolore sordo per  una giovane vita spezzata.
Ad memoriam

Mamuli

Mamuli su machine veloci, i naviga nel cuor de la note
i rie de la vita intanto che i la rosega, cò fame.

Le gome le lassa sie perfete comò rii
la musica violenta, i bassi i te trapana la pansa

I me varda, riando, comò fossa i eleti
i suli che i ha la ciave de le emosiuni

I rie ma no i sà che anche me comò ili
e rosegao la vita bevendo al sò sangue

Anche me comò ili
 me zuguevo la vita invese de vivela.

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07 maggio, 2014

Ho visto cose...

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. »   Philiph k. Dick
Quello sopra è l' incipit di un famoso romanzo di fantascienza, questa sotto è  la realtà burocratica italiana che ha superato da tempo le Porte di Orione:



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06 maggio, 2014

Che succede in famiglia?

In Italia, in Italia -  Impoverirsi piano piano.

Scena: Interno casa - coppia 40/45 anni:

Quanti anni sono che, piano piano, cedi su faccende ritenute irrinunciabili? Venti? Venticinque?
Lo sai che comunque ammettere quella cosa lì, significa ammettere che ti hanno fregato. 

E devi anche parlare con tuo figlio che ha quindici anni e un’idea della vita che ha a che fare con la certezza che suo padre, cioè tu,  è una sicurezza assoluta contro ogni rovescio, contro ogni difficoltà  e che sua madre è  una delle donne più fortunate del mondo perché ha te come marito.

Tuo figlio pare non percepire il cambiamento di stile di vita della tua famiglia, ma questo può dipendere dal fatto che lui è sempre stato, come dire, un po’ spartano. 
Cioè uno di quelli che portano tutto l’anno lo stesso paio di calzoni, la stessa maglietta, le stesse scarpe. 

Anche se ha due cellulari, un tablet, un piccì.
Cose che, dal suo punto di vista, nemmeno si comprano, ma crescono spontaneamente
in casa. 

Fanno parte della sua vita e del suo corpo come i brufoli, i capelli unti e tutto l’armamentario esistenziale di quell’età terribile che lo attraversa o lo investe, fate voi.

Non ha capito che la mamma, cioè tua moglie, ha smesso di rinnovare periodicamente la tinta dal parrucchiere o di andare a fare la ceretta dall’estetista. 

Da qualche tempo tutte quelle operazioni si fanno in casa, anche se per amor di battuta, tua moglie dice che non sarebbero affatto necessarie visto che non uscite più. 
Tuo figlio  nemmeno se n’è accorto che non uscite più.
Dovrai dirgli che non rinnovi più l' abbonamento in spiaggia e l' ombrellone te lo porterai da casa quando avrai voglia di sole e mare.

Prima o dopo  dovrai dirgliela quella cosa lì.

Piano piano siete diventati poveri.

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05 maggio, 2014

Vento fuga, bonassa presto

Per mettere a fuoco l' immagine  del quadro fumino del nostro carattere, quel "vento fuga e bonassa presto" che ha caratterizzato l' esistenza della "gens Graisana" da sempre, vediamo le tracce raccolte da Giuseppe Caprin in "Lagune di Grado"

L' animosità graisana ha origini antiche e da questa traccia storica tratta dal Caprin si capisce che era una dote che i governanti Veneziani utilizzavano e coltivavano con astuzia.

I Gradesi medioevali erano considerati dai Veneziani ottimi armigeri e, per tener in esercizio i giovani e predisporre alla lotta e all' esercizio delle armi la gioventù locale, Venezia consigliava e promuoveva giochi di guerra raccomandando :

I Gradensi, confinanti gli Arciducali, di tratto in tratto ricevevano delle animosità onde il Civico Consiglio nell' anno 1423  comanda: 

che ognuno di Grado abbia la sua Balestra essendo cosa utile che si usa a tirar per i bisogni della Città, e si compra dalla Comunità un Palio del valore di lire 18 e vi deve tirare in quello nella Pasqua e sia il Palio di panno del color che piacerà alla Comunità, e niuno possa tirar se non sia Cittadino o Abitante.

L' Esercizio alla guerra nei bambini veniva coltivato prevedendo gare di battaglie con armi di legno:
i bambini  venivano divisi in due squadre una detta di Porta Granda e una di Porta Piccola e limitati in un grande steccato posto al di fuori delle due Porte, nell' odierna Piazza, alla presenza di tutto il popolo si sfidavano con spade e coltelli di legno.

Spinti dalle grida dei parenti, i ragazzi si lanciavano  in sfide  che si protraevano nel tempo e, da organizzate inizialmente quasi militarmente, diventavano mano a mano vere e proprie zuffe che alla fine costringevano gli adulti ad intervenire per evitare ferite più o meno gravi.

Questa consuetudine ( si è sopita un duecento  anni fa, ma cova sotto le ceneri sempre) era abituale i sabati dei mesi di giugno, luglio e settembre e si accendeva in modo particolare quando durante l' estate  le famiglie dei pescatori lagunari rientravano in paese e le vecchie questioni familiari si accendevano.

I ricordi miei  di bambino vanno alle "guere per le cube" all' obbligo di partecipare alla bande dei rioni, al controllo feroce del territorio, ora so da cosa deriva!

scagni e carieghe solteva per aria
me credevo che fossa 'legria
e in conpagnia soltevo anche me

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04 maggio, 2014

La rivolta de Golometo

Leggo oggi dell' intervento della Green Gang di Monfalcone sul Giornalino locale con libera interpretazione del gazzettiere, giusto un paio di osservazioni:
farsi un' impepata di c..zi vostri no è? ci date degli incapaci di amministrarci, e chi lo dovrebbe fare al nostro posto voi? ma avete dato un' occhiata a quel che succede in giro dalle vostre parti? non vi basta come base di operazioni di salvaguardia;
una parte della gente di Grado combatte contro il malcostume e lo fa con le regole democratiche che prevedono una maggioranza e una minoranza nei luoghi deputati al governo locale, oggi di più, oltre che informare correttamente la gente, non si può.

Comunque la storia politica  di Grado è costellata più da  Commissari che Sindaci e molti di essi sono andati spesso e volentieri contro il volere popolare, a tal punto da poter parlare di corsi e ricorsi storici.

Uno dei casi più eclatanti è la storia della nascita del Fossalon di Grado.

Nel 1927, Grado come al solito sotto tutela commissariale per le solite baruffe tra "politici" locali, il Commissario ad acta decise, per fare cassa, di vendere 2000 ettari di Laguna, l'estremo lembo levante della Laguna all'Opera Nazionale Combattenti che, all'italiana, faceva da prestanome all'Ersa per ottenere i contributi che lo Stato concedeva agli ex combattenti, per realizzare una grande bonifica da cui sarebbe nato il Fossalon.

La Laguna di Levante o "Palù de sora" comprendeva il Promero, La Lama, L'Averto,il Golometo e Punta Sdoba.
Si scatenò una rivoluzione, guidata da il capo carismatico della piccola comunità de casoneri che popolavano quel tratto di Laguna:
Giovanni Fumolo conosciuto come "Barba Nane Strolo" o "Podestae de Golometo" che guidava una settantina di persone.

Nonostante le proteste veementi non ci fu nulla da fare e nel 1928 fu perfezionato l'atto di vendita all'Opera Combattenti. (ricorda qualcosa di odierno)

Nasce così, su una baruffa, il Fossalon di Grado, bonificato a son di badili e carriole da uomini provenienti dal vicino Veneto sempre alluvionato e affamato, quegli uomini, che i graisani denominarono "piavoti" o "mantelline" gente dura e laboriosa arrivata a Grado con vecchie biciclette, bonificarono a mano il territorio strappandolo alla Laguna, scavando canali di sgrondo, costruendo argini perimetrali di difesa e meritandosi con un enorme sacrificio il diritto alla terra.

Quasi che il ricordo di quelle proteste sia traccia indelebile, il rapporto tra la gente di Fossalon e quella di Grado non è mai stato facile, sembra si sia due corpi estranei in uno stesso Comune.

A Fossalon hanno sviluppato una cultura propria, autonoma, perpetuando modi di fare e di dire propri.  

Compreso? tutti sono sempre intervenuti a toglierci qualche cosa- oh in nome di alti ideali, interessi superiori naturalmente - ma comunque a togliere alla comunità non ad aggiungere, per cui vedete di guardare bene in casa vostra prima di parlare di quella degli altri.
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Mixer di canzoni dal Festival Gradese 1981 di Norio del Piccolo


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03 maggio, 2014

Motoraduno per Alessandra

Lorenzo Boemo ha fotografato qualche fase della kermesse in onore di Alessandra il 1 maggio ecco le foto:






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Il blog di Liber@: Un pio sostegno al pio sovvegno

Il blog di Liber@: Un pio sostegno al pio sovvegno
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02 maggio, 2014

Passera Locale o Palustre (Platichthys Flesus).

Pressato da tutti gli avvenimenti successi in questi giorni convulsi di vita cittadina, non ultimo il fatto che c'è gente che ci considera incapaci di gestire il nostro paese (bisiachi ma dai!),  per distrarmi e per non arrabbiarmi troppo mi son messo a rivangare nel nostro recente passato e mi è capitato di rileggere il post sulla Passera scopaiola interessante campagna promossa a suo tempo dalla benemerita  associazione "Sbrissa al Bisato".
il risultato di giorni e giorni di dibattito intensissimo in sintesi è stato:

Nella prossima campagna di salvaguardia della Passera Scopaiola, si dovranno tenere conto delle seguenti caratteristiche:

Averla grande, lui piccolo, lui grosso, lui forestiero.

Dopo essermi fatto una bella risata liberatoria ho  pensato, per completare il quadro proposto, di ampliare il dibattito con una piccola scheda sulla Passera Locale o Palustre (Platichthys Flesus).
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La Passera durante il periodo invernale migra verso acque più profonde evitando la Laguna come la peste.
Ma nel Golfo di Trieste (specie in città) è presente in quantità industriale anche se, essendo per il periodo magra, si può pensare sia una moda.
Ma siccome secondo il detto "quando la cana sponse la passera onse" in primavera le passere dirigono la prora verso i lidi Lagunari.

Il tipo di pesca in uso è di vari tipi:

Stanziale:
Aspetti la passera giusto fuori le spiagge calando le tue reti dette appunto passelere facendo attenzione nel "cavale" perchè hanno una piccola spina laterale;

oppure le catturi a strascico (in Vial) con cocce e rampuni.

A questo punto dopo averle catturate avere un bel casone e portare le passere in Laguna può essere molto divertente e istruttivo.

Fare attenzione che esiste la specie "passere dal buelo roverso" da evitare con cura.

C'è il detto popolare "cognosso i tovi passarini" che significa, tradotto in volgare,- so quello che hai fatto e con chi -, per cui nel muovervi in Laguna usate prudenza e silenzio.

Tutte le altre caratteristiche di questo pesce di forma piatta, con gli occhi solo sul lato pigmentato, della famiglia dei Pleuronettidi, sarà materia di discussione nella fase successiva di approfondimento.

Visto che va di moda potremmo aprire un tavolo di concertazione per maggiori approfondimenti sulla Passera per chi li volesse (gradita la presenza femminile).

Aha! dimenticavo, per amor di verità, la Passera nostrana non è a rischio estinzione, anche se non si mai! 
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01 maggio, 2014

1 maggio: "fanno la Festa ai Lavoratori".




Il primo Maggio:  "fanno la Festa ai Lavoratori".

L'occasione meriterebbe un post lungo e pieno di afflato liberale, frasi memorabili e razionali, forza espressiva, retorica da rivoluzionario, varie ed eventuali ed avariate ecc. ecc.

La realtà è rappresentata da questa letterina fatta in anticipo con le richieste per Babbo Natale.

Caro Natale, 
tu che campi di lavoro stagionale 
ascolta i nostri aneliti precari
             che in fondo è come fossimo tuoi pari.

Sostieni il nostro fragile equilibrio  
non regalarci un cenone 
ma conservaci il lavoro.
        
             E fammela ti prego questa strenna,
        sono disposto a tutto
        persino a lavorare come renna...

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