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11 aprile, 2015

Popolo e storie


La storia di Grado è costellata di episodi fatalmente tragici, ma come sempre nella disperazione c'è sempre un filo conduttore ironico, bisogna saperlo cogliere.
Giovanni Marchesan "Stiata" è un mago di queste cose e con un vago alone ironico scrive  questa storia  in "graisan",  dove ci racconta l' intreccio della vita di un pescatore con un avvenimento storico reale, nel 1810 l' assalto inglese a Grado  occupata dai francesi.
Pare impossibile ma potrebbe essere vero.
Tutto dipende dalla fantasia:


Trista Storia de un pover' Homo
Tono "Mesovogio" al veva 'na muger furlana, cativa comò la peste e furba comò al diavolo.

Antonio Burchio detto Tono "Mesovogio" al sercheva una femena per compagnasse, dopo che gera morta so mare e 'l gera restao solo.
No importa una belessa, quela passa- diseva elo- e 'l penseva che ze la sostansia, quela che conta.
Una femena deve esse brava de fa de magnà e de cuzì e la deve savè tignì in ordene la casa, ma quel che conta de più, la deve esse sparagnina, perchè i soldi ze sempre pochi e no bisogna 've le mane sbusae, comò serte femene de contrà che al cognosseva.

Cussì co quisti ragionaminti e pe no intrapolasse co una de paese al se 'veva confidao co una so amia che 'ndeva in Friul a vende pesse.
De la do zurni l' amia la veva combinao duto, catando la nuvissa per so nevodo Tonio, no proprio una belessa e anche un poco in etae, de le parte de San Martin, ma sana e forte.
A di la verità gnianche Tonio no gera quel che se dise un bel ' omo, co quii dinti che sporzeva fora de i lavri e quel vogio meso stropao che te vardeva de traverso, difeti de nassita, basteva 'bituasse.

No sarave stao un matrimonio proprio de grando amor, ma insomma, i ha cumbinao e la furlana la ze vignua a Gravo, in qui do loghi che Tonio al veva in "Babao".

Primi timpi duto belo, Tono a pescà e ela la tigniva la casa in ordene, sò amia invesse vigniva a fa al boreto e una so suore i rustiva la sardele, la furlana  i pronteva al cafelate la matina, gera za gargossa!
Vol tempo-diseva Tono speransioso- bisogna dai un poco de tempo che la impari a fa al pesse... qui de campagna no pol savè...vol tempo.

E al tempo scoreva un ano... do ani,  so suore continueva a fai le sardele, so amia la gera morta e cussì boreto in casa no se magneva più.
Gera finio anche al cafelate perchè a la furlana i conferiva piuttosto un bicer de rosso.

Insomma tra i do novissi gerà incomunicabilità, anche perchè la sposa la continueva a favelà furlan.
Maledeta furlana- sigheva Tono- che Atila no ve ha brusao duti.

Una matina invesse de 'ndà a pescà  Antonio Burchio detto Tono "Mesovogio" al ze 'ndao fora de la ciesa a spetà al piovan e co elo al se veva verto comò a un pare spieganduli la trista situassion co Giacoma la furlana.
Deve esse un modo de remedià he tolto l' impegno in ciesa, cancelemelo.

Pover'homo, i dise al piovan, quel che Dio ha unito nessuno può cancellare, sei registrato sel Sacro Libro del Matrimonio.

Passa al tempo, in paese le robe le ze gambiae, al Conte gera scampao, Venessia co al so Lion la gera 'ndagia a fasse 'mbenedì, gera vignuo i francisi e veva messo la bandiera sul Campanil:
S.Roco gera un magazin de frumento, la Ciesa de le Grassie un ospedaleto pè i militari:

I francisi i ciacoleva de libertà de rivolussion de diriti, e Tono al s'ha pensao che forsi ili podeva giutalo co al so problema, chè la furlana la gera sempre in Babao.

Al se gambia e al va la del Luogotenente Deroux comandante la guarnigione.

I conta duto de la femena cativa che al veva in casa, i viliminti i dise:
he sabuo che in Fransia se pol scanssielà i matrimuni 'ndai mal, Ecellensia , che se pol perfin mariasse de novo, desso voltri biniditi se qua e noltri semo cittadini vostri.

Signor Antonio - i dise l' Uffisial - per i doveri la Legge francese è valida in ogni luogo, ma per i diritti vale solo per i cittadini francesi e voi qui siete italici.

Ma comò, ragiona Tono, sti francisi co la sova rivolussion, sto Bonaparte liberatore di Popoli no i riva a scansiellà un matrimonio maledeto.

Per no pensai tanto al s'ha ghitao vivo e morto sul lavor, pescà co la togna.
Gera un gran tognador Tono.

Intanto veva fato istae de quel 1810 gera un 28 giugno vizilia de festa de Piero e Paolo.

A duta note Tono l'ha molao la batela per 'ndà in un posto bon ma piuttosto lontan, tempo bon mar calmo.

Rivao che albezeva una foschia umida, comò caligo e in meso a quela foschia colda , un barco.

Un grando barco co le vele, co i canuni su le fiancade e le sialupe in coverta, mai vista Tono una roba cussì:

In un veghe no veghe Tono "Mesovogio" al se cata a bordo del bastimento:
Se fa vanti do de ili che pareva uffisiali e un i fa:
Voi parlate francese? e elo: No... graisan: Voi parlate italiano?  e elo: no...graisan. Siete pescatore di Grado? e Tono: no.. de Gravo.
Bene. dice l' ufficiale, proprio quello che cerchiamo; noi andiamo ad attaccare la città e voi ci porterete lungo il canale navigabile che conduce all' Isola, noi non conosciamo queste acque, naturalmente ci sarà un compenso per voi.

A Tono che al veva capio che no i gera francisi, i buliga in cavo un pinsier e i dise:
Che canal navigabile vole che sia, se 'ndè vanti 'ncora un miglio co sto barco 'ndè driti in seco, ve porto me a Gravo, ma co le sialupe, me ve porto in spiaza, voltri me fe un picolo piasser.

Sentiamo!, disse quello che pareva un Amiraglio:

Dal rapporto Inglese:
Le scialuppe s'avanzavano verso terra e allo spuntar del giorno i soldati di marina delle nostre due fregate, comandati dal luogotente Slaughter, sbarcarono a tiro di fucile dal lato destro della città e mossero per assediarla.
L' intero corpo distaccato dei francesi composto da 28 uomini caddero prigioneri lasciando in nostro potere la città intatta:
Fu bruciato solo il Palazzo e l'archivio della canonica!

Tono "mesovogio" l'ha vua finalmente vinta, 'desso no 'l gera più sul libro sacro che lo univa co quela furlana cativa comò la peste e furba comò al diavolo:
Antonio Burchio deto "mesovogio" al gera tornao un omo libero.


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09 aprile, 2015

Le Uti e l' assistente

Questa storia delle UTI  o così o pomì, la frenesia degli interventi di politici, chissà perchè con la stessa colorazione partitica, nello spiegare tutti i vantaggi che avremo e la pervicacia degli stessi politici nel nascondere gli svantaggi, in primis il fatto che comunque un taglio ci sarà o nel peggioramento dei servizi o nei trasferimenti Regione-Comune e che quindi l' operazione in ogni caso è da considerarsi a perdere per il cittadino e non solo di Grado.

Dicevo questa storia mi fa  ricordare  una figura assai  perturbante della mia carriera scolastica alle medie: l’assistente sanitaria.

Non me la sono mai dimenticata. Era sulla cinquantina, piccola e dalla faccia dura e rugosa come quella della Cosa dei “Fantastici 4″. 
Capelli corti e neri e rossetto sempre sbavato sugli incisivi radi. Sempre in camice bianco che più bianco non si può. Poveretta, magari in privato era una pasta di donna che coccolava i nipotini a forza di pane e nutella, ma mi terrorizzava.

Poteva arrivare in classe in qualunque momento della mattinata e non si faceva annunciare, faceva irruzione. 
Spalancava la porta con la stessa grazia che avrebbero usato i Carabinieri, gracchiando:
“Visita medicaaa!” 

Da quel momento poteva capitarti la grattata al sangue per la  tubercolina oppure una di quelle schermografie, fatte nel cortile della scuola con l’unità mobile, che andavano così di moda negli anni ’60, fregandosene bellamente delle conseguenze delle radiazioni su di noi piccoli angeli. 

Mi viene da ridere a pensare che oggi, dal dentista, per una lastrina ad un molare escono tutti dalla stanza e tu rimani lì con dieci chili di piombo a grembiulone addosso che ti ricopre dal collo ai piedi. 
Allora si andava più per le spicce. Due, tre proiezioni ciascuno, e avanti il prossimo. 
E’ strano che noi di quei anni non siamo fosforescenti al buio.

Il potere dell’assistente sanitaria sulla tua salute era quasi assoluto e, ovviamente, tutto ciò che ti faceva: punture, lastre e visite, comprese le sgridate e gli scappellotti (allora usava, mica c’erano i genitori di oggi), perché a volte, in quanto bambino, ti capitava di piangere, era per il tuo bene. 
Ti faceva male ma era necessario e non si doveva discutere. 
Come la riforma delle Uti.

Ormai lo schema sembra essere: Governo Regionale annuncia nuova legge impopolare su qualcosa -> Lamentele e bestemmie generalizzate -> Governo Regionale spiega che è per il tuo bene e non rompere le palle -> Lamentele e bestemmie generalizzate.


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08 aprile, 2015

Grado è senza futuro

C' è un sacco di gente estranea  che si preoccupa del futuro di Grado, tutti  a dirci che bisogna far così o cosà, oggi sono stanco e far ragionamenti mi deprime.
Ci sono momenti che scopri che hai più passato che futuro e tutto ti cade sulle spalle con fragore ecco io la vedo così a proposito del nostro futuro:



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07 aprile, 2015

"Parangaloti

Mauro Marchesan mi manda una sua poesia che ci riporta in tema di lavoro dopo le festività.
Un affresco di un mondo quasi scomparso che rivive attraverso le parole di Mauro, li vedi quasi nei gesti e nella fatica i:

 "Parangaloti".


Semo piantai inte'l fang
co i pali,
coi ginùgi martoriai
e i brassi sui fondali a fai onbra 
a la luna cô l'aqua xe in semà,
a fai sgrìssuli a le stel
col mar se fa spetà.


I coremo drio a la dosan
e ai gransi inte le velme
semo suche de parangàli
e crièli inte le colme,
àneme 'nvirigolae
de disgropài le bràgol
o ami grandi zà lescai
co' le còrbole e le pègole.


Vardé le fadighe nostr
e i suri ch'i gales
rasinti la salvassion
fra i fari ch'i lanpesa. 
Vardé le mane firíe
e le piaghe che no stagn
in crose sul palù
ligae col fil de Spagna.



PARANGALOTI. Siamo piantati nel fango / come i pali, / con le ginocchia martoriate / e le braccia sui fondali / a fare ombra alla luna / quando l'acqua è in calo, / a fare il solletico alle stelle / quando il mare è allo scalo. // Corriamo dietro al riflusso / e ai granchi nel borea; / siamo zucche di palangaro / e crivelli nell'alta marea, / anime attorcigliate / da sciogliere nelle lagune / o ami grandi adescati / con cestelli e sfortune. // Guardate le fatiche nostre / e i sugheri che galleggiano  / sfiorando la salvezza / fra i fari che lampeggiano. // Guardate le mani ferite / e la piaga che non ristagna / in croce sulle velme / legate col filo di Spagna.


Parangaloti: pescatori  con il palamito o palangaro.

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06 aprile, 2015

Pasquetta

"Anche 'l sol voleva riposasse
e 'na bela taca l'ha ociao
gera giusto 'l posto per fermasse
e fero sora Gravo l'ha ghitao". G.Trombai


Pineta S.Marco, un pezzo di territorio gradese, una pineta rada di pini marittimi e pini neri, inserito come un cuneo nel territorio aquileiese, una chiesetta del settecento bellissima, poggiata su una collina che nasconde, sotto le dune lagunari che la fronteggiano, la costa friulana prima delle bonifiche.

Un luogo magico, ora poco frequentato dai graisani, ma un tempo e in special modo a Pasquetta era tutto un correre, coperte per terra, bambini urlanti, giochi con il pallone e"marende".

La tradizione ci dice che segna il punto esatto dello sbarco di S.Marco arrivato da Alessandria per evangelizzare l'entroterra.

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05 aprile, 2015

Auguri di Buona resurrezione ai Poveri Cristi

Un diluvio di auguri pasquali accompagnati da uova, nastri e colombe di tutte le dimensioni, mi unisco al coro internettiano facendo i miei personali auguri di Buona Pasqua a tutti ma soprattutto ai  Poveri Cristi.
Le radici cristiane tanto invocate da tutti a tutela della nostra tradizione impediscono di vedere in altri il volto di quel (povero) Cristo davanti alle cui immagini piamente ci s'inchina. 

Poveri cristi sono i licenziati cui nessuno bada, derisi con la corona di spine dell'indifferenza e, addirittura, dell'inesistenza; di loro non si parla, anzi, la crisi sarebbe addirittura finita: la loro vita, quindi, non è una croce.

Gente che aspetta gli stipendi da mesi... come se fossero fatti d'aria". 
"Fatti d'aria", un'immagine forte proprio per il suo evocare l'inconsistenza; eppure l'aria è presente, l'aria fluttua, cova, scalcia, strepita, grida. 
L'aria può esplodere e, realmente, distruggere tutto.

Poveri cristi sono i precari della scuola che, giunti stracciati alla soglia dei cinquant'anni, mai potranno sperare in un posto fisso.

Poveri cristi sono i giovani e i senza diritti, la nostra società esalta astrattamente la gioventù  ma annichilisce i giovani; spezzandone i sogni, decurtando loro le future pensioni, costringendoli a navigare a vista nel mare fangoso d'una quotidianità avvilente, consci che nulla potrà cambiare, che la parola futuro è loro preclusa.

Povera crista è questa democrazia in agonia.

Poveri cristi sono i milioni di morti per fame, un record negativo mai toccato da settant'anni a questa parte. 


Povere criste per eccellenza sono le donne, una donna non è nemmeno degna di rappresentarlo il Cristo, per la sua stessa natura considerata peccaminosa e imperfetta, ne è esclusa.

A tutti i Poveri Cristi Auguri. Vi Auguro di Risorgere.


La croce del Cristo la si porta o la si aiuta a portare. 
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04 aprile, 2015

Libretto Festival 2015



Leonardo Tognon, con la solita sollecitudine e cortesia mi ha inviato copia del libretto del Festival della Canzone Gradese edizione 2015 n° 49.

So che tanti lo avranno già letto e visto ma molti di più, in specie quelli lontani da Grado no.

Per loro pubblico sul blog il Libretto, ho autorizzato il download, ma se non funzionasse lo ho caricato a questo link -Libretto Festival-  e da qui ve lo potete tranquillamente scaricare.

Buona lettura
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03 aprile, 2015

E.T. Un Intruso



Giornate di sole fantastico con il giusto vento fresco, ottimale per una passeggiata in Sdobba un' area quasi selvaggia.
Ma ohibò! All' arrivo un pugno su un occhio.
C' è un intruso là in Sdobba  all' inizio del Caneo.

Un doppio gancio al mento ad un ambiente incontaminato, non sarà mica l' inizio di accampamenti per la salvaguardia dell' ambiente, ovviamente, con il cotorno di un sacco di ciclisti e amanti della natura.

Se magari i titolari lo togliessero di torno con grande celerità farebbero un grosso piacere a tutti.

Così possiamo tornare a camminare sereni nel nostro ambiente naturale.



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02 aprile, 2015

"MOVIMENTO DI OPINIONE CITTADINO"

Si è costituito in Associazione formale il: 
 "MOVIMENTO DI OPINIONE CITTADINO".

Il Movimento si occuperà di tutte le problematiche che riguardano il sistema imprenditoriale gradese nella sua interezza.
In particolare il problema della viabilità, dei parcheggi, dello spiaggiato degli stabilimenti balneari ecc. ecc. sino all'ultimo dei problemi: la nuova delibera della Giunta in tema di Z.T.L. (Zone a traffico limitato) e A.P.U. (Aree Pedonali urbane).
Sono 74 gli associati sinora, quasi la metà degli imprenditori e commercianti cittadini, credo che questo accadimento tellurico sul cambio della rappresentatività cittadina del commercio e ristorazione provocherà diversi mal di pancia a livello provinciale e regionale dell' Ascom, ma in sostanza il sentirsi poco o niente rappresentati sinora è stata una delle cause della nascita della nuova Associazione.
In bocca al Lupo e Buon Lavoro: 

questo lo stralcio del primo verbale per la distribuzione della cariche sociali:


L’anno 2015 il giorno 23 del mese di marzo alle ore 15,30, presso la sede Sociale, espressamente convocato, si é riunito il Consiglio Direttivo per trattare e deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO

1.     Nomina del Presidente e delle cariche sociali;
2.     Apertura di un c/c bancario;
3.     Varie ed eventuali.

Sul 1° punto: -  il Presidente fa presente che il Consiglio deve provvedere  ai sensi dello Statuto alla nomina del Presidente e ravvisandone la necessità di provvedere alla nomina di altre cariche sociali.
Fa presente che i consiglieri MENEGHEL Roberto e DOVIER Renzo nominati dall’Assemblea hanno rassegnato le dimissioni come pure il primo dei non eletti il sig. SCARAMUZZA Nevio. 
A questo punto i primi dei non eletti, risultanti dalle votazioni, sono i sigg. DAVID Luca e DOVIER Rosanna che, preventivamente contattati, hanno dato la loro disponibilità ad accettare la nomina a consiglieri.
Su proposta del Consigliere FOLADORE Sergio all'unanimità viene deliberato di nominare il Presidente dell’Associazione, il Sig. DAMONTE Sergio , il quale accetta ringraziando.

Il Consiglio, all'unanimità, delibera inoltre l’assegnazione delle seguenti cariche sociali:

- Vicepresidente  DOVIER Rosanna
- Segretario        TROIAN Tiziano
- Consiglieri       FOLADORE Sergio, DAVID Luca

Su proposta del Presidente sig. DAMONTE Sergio, all’unanimità,  viene nominato
Cassiere/Tesoriere il sig. MENEGHEL Roberto.



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01 aprile, 2015

Manutezione Internet

Avviso importante

Per la giornata del 1 aprile, dalle ore 23:59 (ora di Greenwich) e per ventiquattro ore, Internet verrà sottoposta alla consueta manutenzione annuale dell'   Internet Cleaning Day
Verranno rimossi dalla Rete i link inattivi, le mail non consegnate, gli account inutilizzati, gli indirizzi IP temporanei e i bit scaduti.

Esclusivamente per precauzione, durante questo periodo tutti gli utenti sono invitati a scollegare da Internet tutti i propri dispositivi, compresi quelli mobili e le Smart TV, per evitare che gli scanner automatici di pulizia della Rete possano cancellarne per errore il contenuto.

Sicuramente a molti un'intera giornata senza Internet può sembrare un disagio intollerabile, ma questa sospensione del servizio consentirà a tutti di avere una Rete più veloce ed efficiente.

Con varie formule, il rito dell'Internet Cleaning Day si svolge almeno dal 1996, ma è la variante moderna di un invito che risale a prima di Internet, quando circolava sotto forma di un avviso di sospensione del servizio telefonico per poter pulire le linee intasate. 
All'epoca gli utenti venivano chiamati a lasciare la cornetta sganciata, in modo che potenti getti d'aria potessero togliere dalle linee lo sporco, che sarebbe stato sfiatato attraverso i fori della cornetta stessa.



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