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04 dicembre, 2016

Premio di Poesia - Mauro Marchesan



Ieri   sera c’è stata la premiazione del secondo concorso nazionale di poesia Città di Cervignano.
Il tema di quest’anno era:               L’ATTESA.

La  poesia  di Mauro Marchesan:   SEDUTI SULLE MACERIE si è classificata terza. 

Nella  poesia di Mauro, scritta in italiano, ci sono tutti gli elementi classici della nostra Isola:

le parole di Mauro descrivono la spiritualità e l' intensità di vite che, pur vissute in piccoli ambiti, si fanno carico dei problemi del mondo che le circonda, e si rivolgono in supplica all' Eterno perchè le protegga dagli stravolgimenti epocali in corso.

Le parole di Mauro sono una sintesi di profonde emozioni,  rivolgendo all' Eterno un ringraziamento, tipico della nostra gente,
perché si resta sempre gradesi, in ogni espressione e in ogni latitudine. 

SEDUTI SULLE MACERIE 

Ti scrivo questa lettera con l'inchiostro, 
come si scriveva una volta ai grandi amori  
o alla famiglia lontana,  
affinché le parole siano vere  
e non fatte di umori che corrono nell'aria 
come tanti rondoni senza meta.  

                     Ti prego, guarda, 
fra questi canali e queste melme, 
fra queste contrade e questi fossi, 
come s'ingegna la tua gente.  
Ti onora con il lavoro e le orazioni,  
quelle nostre, che sanno d'incenso e fango.  

                     Considera questa migrazione di popoli,  
questo tribolare di vecchi e bambine violate, 
questo continuo sciroccale di aeroplani in volo. 

Ascolta la supplica che si alza disperata
dalle acque torbide del mare,
negli occhi spenti delle madri
sui figli che hanno perso il sole. 
Tu che sai dove l'uomo tiene nascosto il cuore,  
togligli le guerre!  

Ti scrivo questa lettera di notte, 
(mentre i pescatori partono dal porto canale 
per il loro pane quotidiano),  
per renderti grazia, Maria de Barbana, 
di tutto il sostegno che abbiamo avuto, 
in queste epoche di razzi e stelle cadenti, 
in questi anni in cui la pietà si è nascosta,  
pavida, nella cava delle bore.  

Noi siamo solamente dei testimoni impegnati 
seduti sulle macerie,
che aspettano un segno dal cielo, 
per affrancarsi, salvi,
da queste ondate di sofferenze.

Ti scrivo questa lettera coi marosi,  
fra le onde e i destini,  
per una richiesta di sostegno e di speranza, 
per avere da Te la protezione che rasserena,  
questo eterno tempo che non ha più tempo.

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03 dicembre, 2016

I RII. Le vene occluse della Laguna







































Rispetto   a  quanto si può rilevare dalle cartografie lagunari anteguerra, buona parte dei vecchi canali naturali non esiste letteralmente più, una parte va scomparendo, il resto regge con precarietà grazie ai, pochi, interventi di manutenzione riservati ai canali di maggior uso per la navigazione.

La memoria dei vecchi pescatori ci tramanda il ricordo di un insieme molto articolato di canali, divisi in bacini di porto, ove da ogni canale di porto diramavano canali sempre più piccoli che alla fine terminavano in una fitta rete di ‘rii’. 

Tale insieme richiama per analogia il sistema venoso di un corpo umano. (in foto)

A differenza di oggi, diverse condizioni idrauliche, di salubrità delle acque e di organizzazione del fondale, colonizzato da praterie sottomarine di alghe, favorivano la stabilità e l’automantenimento sia delle secche che dei canali. 

Oggi, il problema é grave, la laguna é come un corpo dalle vene occluse e con i polmoni impediti.

Farsene carico significa porsi la questione in termini di manutenzione complessiva, con due criteri guida: - la navigazione e il riequilibrio ambientale ( che é valorizzazione, in quanto può aumentare considerevolmente la produttività ittica e diminuire il fenomeno macroalghe con i suoi effetti indesiderati).

Non sarebbe male considerarne l’economicità e l’efficacia. 

La spontanea evoluzione lagunare tende a compromettere il futuro lagunare, in questo senso una corretta distribuzione di terre emerse può volgere un ruolo importante.

In Passato si é fatto di tutto di più: dispersione di fanghi in maniera indiscriminata a fianco dei canali man mano che venivano dragati, con conseguente ulteriore danno all’equilibrio idraulico della laguna (peso al tacon del buso) ; sversamento in mare, apportando fango  nei pressi dei banchi di molluschi.

IL MARE NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO ALLA STREGUA DI UNA DISCARICA.
IL MARE E’ UN’AMBIENTE VIVO E PRODUTTIVO; GLI INTERVENTI CHE LO RIGUARDANO VANNO VALUTATI BENE, VANNO VALUTATE BENE LE CONSEGUENZE! 


E’ superficialità imperdonabile continuare a considerarlo, come un tempo, un contenitore che tutto riceve senza risentirne.
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02 dicembre, 2016

AMIAMOLI e RINGRAZIAMOLI



























Foto-elaborazione di Lorenzo Pastor


Ricordare può servire per crescere, per fare tesoro dell’esperienza passata e scegliere, di conseguenza, come organizzare il proprio futuro. 

IO, che sono consapevolmente arenato su questo banco di sabbia che è "Casa Mia", voglio ricordare e ringraziare i tanti personaggi "graisani" e non che con il loro lavoro, la loro dedizione hanno portato lustro a Grado e  approfitto, per fare questo oggi, del lavoro di ricerca fatto  dall' Associazione Grado Nostra  che, a suo tempo, mi aveva inviato un elenco di persone, gradesi e non,  meritevoli di essere ricordate per amore, l' amore che hanno profuso per la loro e  nostra Isola.

E' ovviamente un elenco incompleto, aperto ai ricordi di tanti altri, ma è un elenco di Graisani che meritano di non essere dimenticati perchè sono stati rappresentativi della Comunità e interessati a Grado nei campi della società civile, del sapere, della cultura, dell´arte e del turismo"


La dominante nel ricordo è l' amore che per definizione non ha mai fine e quindi l' incompletezza ne fa parte essenziale.
Amiamoli.


Guido Andlovitz (design), Graziadio Isaia Ascoli (glottologia), Joseph Maria Auchentaller (pittura),Giuseppe Barellai (scienza medica), Gravino Bellan (tuffatori), Alamir Betsch (canzoni), Ilia Bevilacqua Oltramonti (già consigliere comunale), Leonhard Bianchi (turismo), Giglio Boemo (teatro), Giovanni Battista Brusin (archeologia), Giorgio Buda Dancevich (scuola), Giuseppe Bugatto (società civile), Luigi Camisi (associazionismo), Paride Candioli (turismo), Vittorio Candotti (musica), Giuseppe Caprin (storici), Giuseppe Caressa (fotografia), Rolando Cian (società civile), Isidoro Cicogna (cristiano sociali), Pietro Clama (salvataggi spiaggia), Antonio Coceani (pittura), Antonino Codraro (personaggi estivi), Giannino Corbatto (canzoni), Nicolò e Giuseppe Corbatto (impegno sociale), Vittorio Criutti (teatro di rivista), Guglielmo Czubert (compositori), Mario Czubert (canzoni), Mario David (sportivi), Placido De Grassi (studio arenili), Ferruccio De Grassi (storia), Lucio De Grassi (versi), Luigi De Grassi (compositori sec. XVIII), Luigi De Grassi (glottologia sec. XX), Maria De Grassi (diarista), Vigilio De Grassi (archeologia), Werther De Minelli (giornalismo), Ugo Degani (grandi alberghi), Giovanni Degrassi (industria conserviera pesce), Salvatore Degrassi (versi), Onorio Dissette (canzoni), Antonio e Giuseppe Dovier (cine all´aperto), Carlo Dovier (pittura), Elia (patriarcato), Luciano Esposito (preparatori sportivi), Flaviano Facchinetti (tradizioni), Eleazzaro Nino Fidao (canzoni), Antonia Fonzari (scuola), Tomaso Giacomo Fonzari (grandi alberghi), Silvio Fulignot (pittura), Adriano Gaides (turismo),
Silva Gessi (serate culturali), Attilio Gordini (canzoni), Ernesto Grammaticopulo (eroismo), Claudio Granzotto (scultura), Egidio Grego (eroismo), Giacomo Gregori (storici), Giuseppe Gregori (musica), Zaccaria Gregori (patrioti), Giuseppe Lucio Grigolon (campeggi), Leto Grigolon (cultori del rito), Rinaldo Grigolon (musica), Traiano Grigolon (musica), Giovanni Grigolon "Tronbai" (canzoni), Vido Grigolon (cantori), Carlo Gruber (teatro di rivista), Pietro Kandler (storici), Gianfranco Ledri (scienza medica), Bepi Liusso (pittura), Nicolò Loi (storici), Bernardino Lugnan (associazionismo), Mauro Lugnan (preparatori sportivi), G. Maraini (fabbrica ghiaccio),Dante Marchesàn (canzoni), Marco Marchesàn (psicologia della scrittura), Piero Marchesàn "Canàro" (trovatori), Vittorio Marchesàn "Canàro" (musica), Pietro Marchesàn "Draga" (sabbionanti), Domenico Marchesini (prosa gradese),Giacomo Marchesini (società civile),Gino Marchetot (restauro), Silvio Maricchio (pittura), Stefano Maricchio (partigiani), Arturo Marin (canzoni), Biagio Marin (poesia), Falco Marin (eroismo),Faliero Marin (preparatori sportivi), Giovanni Marin (zelatori),Domenico Marocco (fotografia), Matteo Marocco (bonifiche anteguerra), Matteo Marocco (cine), Matteo Marocco (rivoluzionari sec. XIX), Narciso Marocco (eroismo), Romano Marocco (mazziniani sec. XX), Ivo e Gianni Marzola (villaggi turistici), Mario Maurizi (giornalismo), Libero Mazzi (giornalismo), Camillo Medeot (storici), Matteo Melissa (compositori), Vittorino Meneghin (storici), Mario Mirabella Roberti (archeologia), Antonio Mosconi (alti funzionari), Emilio Mulitsch (glottologia), Ippolito Nievo (scrittore), Felice Olivotto (musica), Leto Olivotto (canottieri), Matteo Olivotto (canzoni), Aldo Oltramonti (eroismo), Maurizio Oransz (turismo), Francesca Oss-Pinter (scuola), Giovanni Pacco (fotografia), Giovanni Padovàn (sindacalismo), Silvano Padovàn (musicisti gradesi), Padre Corrado (frati di Barbana), Claudio Pagliaga (musica), Gino Panciera (gelaterie), Bartolomeo Parovèl (pittura), Pier Paolo Pasolini (cinematografia), Mario Pigo (canzoni), Domenico Pozzetto (ingressi spiaggia), Marco Pozzetto (architettura), Stelio Pozzetto (canzoni), Antonio Raugna (benemeriti del lavoro), Pietro Raugna (ammiraglie per Barbana), Aldo Regolin (associazionismo), Federico Ribi (bonifiche), Luigi Rizzo (eroismo), Quirino Salvador (canzoni), Francesco Luciano Sanson (giornalismo), Nazario Sauro (eroismo), Antonio Scaramuzza (farmacia sec. XIX), Giordano Scaramuzza (macchinisti cine),
Maria Scaramuzza Rumici (scuola), Sebastiano Scaramuzza (poesia), Toni Scaramuzza (musica), Luciano Scarel (musica), Albert Schretzenmayr (congressi medici), Aldo Smareglia (sanità ospedaliera), Renato Soldati (scienza medica), Luigi Sturzo (società civile), Nandy Suman (canzoni), Sebastiano Bruno Tarlao (arte della conchiglia), Antonio Tognon (impegno sociale),
Sebastiano Tognon "Pantièr" (cantastorie), Virgilio Tognon (Caduti), Corrado Tomasin (cantanti), Edi Tonon (canzoni), Gioacchino Troian (voci per Barbana), Dante Turco (fotografia), Graziano Turco (fotografia), Ettore Vallauri (società civile), Aldo Venier (organizzazioni), Paolo Verginella (canzoni), Bruna Vianello Criutti (teatro di rivista), Karl Warhanek (fabbrica sardèle), Giorgio Zerbin (canzoni), Giacomo Zuberti (canzoni), Ilario Zuberti (associazionismo), Fiorenzo Zuliani (fotografia), Mino Zuliani (fotografia), 



In questo contesto va intesa la proposta di Grado Nostra, esprimere un grato ricordo a persone che nella storia con il loro talento e la loro opera hanno aiutato a rendere Grado significante, conosciuta e ricercata. 
Certamente è un primo elenco, pur incompleto, ma aperto e sempre prezioso.

Ringraziare - sono parole dell' ex-parroco di Grado  Zorzin - è un atto altamente umano ed umanizzante che dimostra  l´ umiltà della persona che riconosce il bisogno dell´altrui aiuto, mette in evidenza la dimensione sociale della persona umana e la bellezza della collaborazione, ripresenta l´urgenza di aver sempre ben presente il "bene comune", inteso come bene di tutti e che offrire il proprio contributo specifico e disinteressato è un atto di amore alla propria Città affinché ognuno possa trovare il suo spazio. 
Ciò favorisce anche la formazione di gruppi che forniscono l´anima alla vita cittadina nelle sue varie espressioni artistiche e di civile solidarietà, rende i cittadini protagonisti della vita del paese e li fa crescere in talento e cordialità. 
Grado è ben dotata di vita associativa e su vari fronti, il che in un´epoca di tendenza individualistica e spesso anonima diventa una ricchezza di tutti. 
Ricordare nelle persone il passato, specie nel suo aspetto costruttivo e felice, diventa stimolo anche per noi gradesi di oggi, che viviamo l´inizio del terzo millennio cristiano per dirci "abbiamo tante possibilità e potenzialità per mantenere la nostra isola vivibile, accogliente e personalizzata".

I protagonisti di ieri assieme all´ ànzolo ci dicono "graisani steme ben"
 

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01 dicembre, 2016

La Canonica Abbandonata
























Foto del vecchio giardino con antica fontana (sparita anche lei) e l' edificio della canonica

Lo    stile di Raffaele Lisco di porre con durezza i problemi non sempre mi trova d'accordo, rispetto i suoi punti di vista ma non mi piace il metodo di esposizione, comunque ad majora.

Oggi però ha pubblicato un post che condivido in toto e mi riprometto di approfondire.

La Canonica è veramente abbandonata ed è veramente la dimostrazione dell' inefficienza della struttura pubblica.
Spero che la nuova Amministrazione lo prenda come stimolo a fare meglio dei predecessori, sono là per questo motivo, è bene che lo ricordino.

Questo il post di Raffaele:

 Raffaele Lisco.
Non si può rimanere indifferenti di fronte all’ennesimo esempio d’immobilismo Istituzionale. L’immobile posto in pieno centro di Grado, ex Canonica, di proprietà del Comune, versa in condizioni inaccettabili da anni. Qualcuno pensa di risolvere il problema?
C’era una volta (e c’è ancora) la ex Canonica di Grado. La palazzina a due piani posta all’angolo tra piazza Biagio Marin e Campo Patriarca Elia, era il luogo dove Monsignor Fain (prima) e Zorzin (dopo), ricevevano i parrocchiani dell’isola. Immobile di proprietà della Curia.
A un certo punto, qualcuno s’inventa la possibilità di fare uno scambio d’immobili e propone di “regalare” il palazzo di via Gradenigo dove risiedeva la Fides Intrepida(proprietà del Comune), costruzione che conteneva nel suo retro il celeberrimo Cine Razzo, cinema all’aperto dove gli “anziani” come il sottoscritto, andavano da ragazzini ad amoreggiare (completamente indifferenti al tipo di proiezione proposta), con la sopradetta Canonica.
Immediatamente, la palazzina di via Gradenigo (diventata della Curia), passa sotto le cure di un restauro che la trasforma (in poco tempo) nel bell’immobile odierno, a parte l’eliminazione del cinema per far spazio a un pseudo cortile adibito a parcheggio privato…
Al contrario, l’ex Canonica, passata sotto le “amorevoli” cure dell’amministrazionedell’epoca, invece di essere ricondizionata e trasformata in Museo, dopo una rapida “romanella” ristrutturante, passa nel completo dimenticatoio per TUTTE le amministrazioni Comunali che ne sono conseguite.
Due semplicissimi piani, nel cuore del Centro Storico di Grado, luogo d’intersezione tra la via che porta al Sagrato della Basilica e la piazza principale dell’isola, lasciati andare in malora, orrido biglietto da visita per chiunque venga in visita nella nostra località turistica. La dimostrazione palese di quanto si possa essere inutili una volta messi a “comandare”.
Basterebbero poche decine di migliaia di euro (pubblici), oppure, l’affidamento a un privato (…), per completare quella ristrutturazione iniziata mille mila anni fa e mai portata a termine da sindaci troppo impegnati a cercare di rimanere nella Storia locale(e ci sono riusciti…), per risolvere una discrasia elementare.
Questo (e non solo), avrei cercato di attuare, se – invece dei “diversi” – avessero vinto le elezioni la mia candidata tascabile e il suo “tutore” de Tavagnàc. Operazioni semplici, soluzioni di alto valore visivo, migliorie facilmente bancabili e immediate. Naturalmente, a valle di questa denuncia, già pregusto la serie infinita di pietose “giustificazioni” che, attraverso il buon Fabris (ass. ai LL.PP. – ndr), il Coordinamento Civico adotterà come “risposta”. Di certo, uscirà qualche impedimento “europeo”, il solito, scontato e inascoltabile “…no se pòl…”.
Adesso c’è il Faraone, Capo Assoluto dei “diversi”, Podestà dei Civici. Chissà se sarà capace di rendere fruibile l’ex Canonica, in tempi brevi, oppure dovremo aspettare che “…telefoni dove deve telefonare…” per poterci togliere dallo sguardo quel rifugio per pantegane che è oggi l’immobile che appartiene a tutta la Comunità.
Vorrei lanciare un appello ai gradesi, da questo Blog, con l’auspicio che le associazioni, gl’imprenditori, le categorie economiche e i semplici cittadini, si facciano sentiredall’amministrazione in carica, magari, distraendo fondi dalle sciocchezze già ascoltate durante la previsione di bilancio e destinando qualche euro alla completa ristrutturazione dell’ex Canonica.
Possiamo benissimo fare a meno (per il momento) di inutili tettoie per esistenti campi da bocce, non è una priorità lo sperperare decine di migliaia di euro per incomprensibiliPiani Antenne, ne, tantomeno, Siti Internet per dummies,…Faraonici piani di sviluppoche, tanto, non vedranno MAI la luce.
Proviamo a migliorare quanto ci sfugge da sotto gli occhi, non solo i nostri ma quelli di tutto il mondo che passa davanti a quella porcheria edilizia denominata ex Canonica.
Sono le “piccole” cose che rendono grandi i sindaci.
Soprattutto quelli “scarsi”…

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