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08 gennaio, 2018

Ciosoti



I nostri sono  pescatori e marinai esperti che hanno navigato nei secoli  in lungo e in largo l' Adriatico settentrionale, commerciando e pescando, ma esiste un tipo di marinaio che tutti considerano più esperto e nato proprio in acqua:


il Ciosoto:

Vediamone la descrizione in gradese:

Me creo che i ciosoti i vaga navegando 'l mar cò i so bei bragossi de pupe larghe e le vele grande da che mondo ze mondo.

Ne ze de qui che i va a pescà cò le passelere, cò le gumbine e cò i squaineri longovia l' Istria e la  Dalmassia e i te a cuor de tornà in porto carghi a le manichele e ne ze oltri, invesse, che i se da al comersio e i va a vende cò le barche, a sigonda de la stagion, suche porchere, verze, agi, sevole, mili, angurie e patate 'mericane, fando porto una setemana quà e una là.

Le ze bele le barche ciosote, me ricordo cò gero mamolo che le se urmizeva in porto e i marineri i feva al cemo per riparà la roba dal sol  da la piova.
Cò tu passivi tu vighivi i bei teluni piturai cò la tera de ocra e tu sintivi 'l profumo del pesse rustio su la grela sora al fogon de bordo.
Tu sintivi, magari, oltri oduri meno gradivuli, dovui al tanto stà a bordo de sta zente, e su l' acqua galezeva scorsi de anguria e de melon o garghe agio e sevola cagiui fora bordo, ma duto feva parte de l' insieme de un ambiente a tinte vive, tanto che finiva squasi col scomparì  quel per de ciosoti drio a contratà, a vende, a netà, a ocupasse in una parola de i fati sovi.

I ciosoti, e favelo de i marinari de Ciosa, i ze zente brava, lavoraduri senza grili pel cavo anche se un poco massa scuntrusi e lesti, se tu li stussighi, a date serte risposte che le tagia comò corteli pena guai.

Capita raramente de veghe in porto una o più barche senza mercansia.
Ze barche che le ha finio de vende o vignue in serca de scampo perchè fora ze mar grando, perchè i ciosoti ze marineri mundi coragiusi e pratici e per fali sta in tera ne vol proprio mundi.


Tutto è liberamente tratto da "Le Onserne" di  Ferruccio De Grassi

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06 gennaio, 2018

Le strighe


Le streghe continuano a farsi vedere con straordinaria puntualità, anche con il cattivo tempo.
Quelle che una volta erano ragioni di fede e credulità oggi sono diventate, come tutto, ragioni commerciali, per cui l' orario e la continuità di apparizione sono importanti.

IO personalmente faccio il tifo per i miti e leggende.

A Grado anticamente si conviveva con i morti.

Il cimitero era situato accanto alla "Cesa granda" sino alla Canonica, era di forma triangolare e in uso sino al 1906, chiamato "Pulindron". 


Era simile, nella forma, alla vela triangolare "Pulindron" situata sul "sponter" del trabacolo

La tavola su cui si mangiava ogni giorno poteva divenire, per necessità, cassa da morto per qualche familiare.

Si può capire così lo stato di catatonica superstizione in cui vivessero i nostri antenati e il prendere corpo nell' immaginario collettivo di esseri terrificanti con poteri soprannaturali che impaurivano con il loro apparire improvviso quando l'oscurità era più intensa ( al tempo no se podeva dai colpa all' enel ) o magari accompagnata da una leggera nebbiolina o una pioggerellina fitta come ieri sera .

Ovviamente erano tutte mutazioni del Diavolo che con le sue arti tentava il credente per portarlo alla perdizione.
Domenico Marchesini - "Menego Picolo" - gradese  intriso di grande religiosità, cultore dei riti e delle costumanze gradesi che, nel riconoscere la presenza del maligno, riaffermavano e rafforzavano la fede del popolo - descrisse così quelle che sono le più note tra le streghe.                              Le Varvuole:

"Ze strighe de spirito maligno destinae de 'ndà vagabondando pe'l mondo"

Gli adulti per calmare i piccoli più vivaci le usavano come deterrente per calmarli e non farli allontanare troppo da casa.

Ovviamente il rimedio contro tutte le immagini diaboliche era la devozione, il buon comportamento e la preghiera e  guai a mancare una messa della domenica.

Proprio come oggi!


L'immagine è una splendida tavola dell'artista gradese Dino Facchinetti 

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04 gennaio, 2018

Il Dott. Aldo Smareglia







Nella foto Vigilio De Grassi, Dott. Rumici e Dott. Aldo Smareglia

Dopo il primo conflitto mondiale la situazione sanitaria di Grado era disastrosa, quando nel 1919 arrivò a Grado un medico di Pola il dott. Aldo Smareglia, avendo sposato la sig. Aquilina DeGrassi - gradese.

Uomo schivo e di poche parole, ma estremamente pratico si rese conto subito della situazione disastrosa dell' ambiente gradese e così recuperò il materiale dell'infermeria che le truppe italiane avevano creato spostandolo nell'allora sede del Comune in via Marchesini. 

Il pian terreno venne adibito a struttura ospedaliera con una piccola sala operatoria. 
Fatta propria la necessità per Grado di avere una struttura sanitaria efficiente, dato l'isolamento, vi si dedicò anima e corpo. 

Nel 1935 il Comune finalmente costruì la propria nuova sede in P.zza B. Marin e l'Ospedale potè svilupparsi con altri reparti occupando il primo piano. 
Ulteriori progressi l'edificio li fece nel 1950 con la costruzione di due corpi laterali.
 Il suo progetto di potenziamento della struttura ospedaliera continuò anche dopo la sua morte che avvenne nel 1954.

Molti dei nostri padri e nonni devono la vita a quest'uomo. 

Va ricordato  anche l'impegno di Aldo Smareglia nel settore della talassoterapia.

La grande novità, che fece conoscere Grado nel mondo della medicina termale, fu organizzare il Convegno Nazionale della Talassoterapia svoltosi a Grado nell' agosto del 1929.

Qui avvenne il primo contatto della realtà curativa gradese con l'aristocrazia scientifica nazionale.

Aldo Smareglia e Grado nel suo insieme riuscirono a proporre e convincere, i numerosi intervenuti, delle grandi qualità del clima gradese, del nostro sole, della nostra sabbia.

Seguendo l'intuizione del dott. Barellai e la storia ormai consolidata dell' Istituto Barellai sulle cure marine riuscì a dare all'Azienda Turistica un' indirizzo non solamente turistico, promuovendo l'aspetto medicale del clima, del mare e della sabbia inventandosi così le Terme Marine nate nel 1931.

Il lavoro di Aldo Smareglia è stato far diventare Grado luogo per il turismo e per la salute.

Questo binomio è diventato inscindibile per il nostro Paese e ragione di benessere per i suoi abitanti.

Ricordiamoli questi uomini, ci hanno indicato la strada da percorrere, non buttiamo via i loro insegnamenti.
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02 gennaio, 2018

Secche e Acque Alte- Onde di Sessa


Grandi secche in questo periodo, dove l' attrazione lunare fa sentire i suoi massimi effetti annuali, la Laguna assume un aspetto magico venendo allo scoperto con tutti i suoi insospettabili canaletti che la disegnano come tante venuzze.
Ci sono altresì fenomeni che si sommano, accentuandoli, ai dati meteorologici puri e semplici.


E' bello sapere come gli eventi meteorologici influenzano quel catino di mare dove viviamo, estremità del Mare Adriatico il Golfo di Trieste è il luogo dove i fenomeni come le sesse vengono più rimarcati dagli eventi.
La particolare forma dell' Adriatico, stretta e lunga, favorisce queste oscillazioni della marea come fossimo in un catino pieno d'acqua.

Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi e forti variazioni della pressione atmosferica, e sono una delle cause delle acque alte e delle grandi secche.
Moto ondoso a parte, il livello del mare è determinato dalla somma del livello medio, delle variazioni climatiche, della marea meteorologica e della marea astronomica. 

A Trieste, ultima propaggine del Golfo, il livello del mare varia in media, da un anno all'altro, di circa 5 cm. 

Negli ultimi 120 anni si è verificato un aumento complessivo di 15.5 cm (1.3 mm/anno), leggermente inferiore all'aumento medio globale degli oceani. 

La marea meteorologica. 
E' l'insieme delle variazioni del livello marino, con periodi compresi tra pochi giorni e poche ore, causate dal vento e dalle differenze della pressione dell'aria sul mare durante il transito delle perturbazioni atmosferiche.

Venti sciroccali persistenti per alcune ore sul bacino Adriatico causano un innalzamento del livello marino, mentre la bora produce un abbassamento, pari a circa 15 cm per una velocità media del vento di 10 m/s (36 km/h). 

Le perturbazioni meteorologiche inoltre producono delle oscillazioni del livello marino chiamate sesse: i venti meridionali innescano la sessa fondamentale del Mare Adriatico, che ha un periodo di 21.5 ore ed un'ampiezza che può raggiungere, a Trieste, 50 cm nei casi piu' intensi.

La bora e l' alta pressione produce una sessa con periodo di tre-quattro ore tra Trieste e Venezia; il Golfo di Trieste può oscillare, tra Trieste e Duino, con un periodo di circa un'ora. 

L'effetto combinato di una bassa pressione atmosferica sul Golfo e di forti venti meridionali può dunque produrre in Golfo di Trieste un innalzamento del livello del mare sino a circa 130 cm sopra il livello medio; 
viceversa un'alta pressione con forte bora può produrre un abbassamento sino a circa 60 cm sotto il livello medio. 

























'Sto qua l' ha ligao la barca co la colma e no 'l  saveva   che sarave stao seca granda.
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31 dicembre, 2017

BUona fine e Buon principio cò l' Oroscopo


L’economia analizza disastri e rinascite, ma noi volevamo saperlo prima, non dopo. 
La politica ci dice quello di cui già siamo convinti o quello che non ci convincerà mai. 
E anche le previsioni del tempo non c’azzeccano mai del tutto.

Per questo ci si affida sempre più spesso  all’astrologia, quella cosa per cui voi e Berlusconi, se siete nati nello stesso giorno, avrete la stessa giornata. 
Se poi non è la stessa, colpa vostra che non avete calcolato l’ascendente.

Allora il bisogno di un oroscopo  fatto come si deve, senza quelle stranezze, quelle difficoltà d’interpretazione, quelle ruffianerie che ne rovinano molti. 

Religiosità e spiritualità, miti e credenze: le basi antropologiche per maghi e maghe "faduni e fadone".
L’astrologia in passato era un mezzo per rendere religioso l’essere umano. 
Inseriva nella sua vita l’accettazione, la comprensione dello stato d’essere delle cose.

Sangue grosso e unghie sporche, sperare "oltre" è indispensabile, sono anni difficili.
Alla conclusione di un anno complicato, ecco l'oroscopo 2018 elaborato sulle tracce antiche dei signi e de le stele .

Quest'oroscopo, pur in condensato per ragioni di spazio, parla chiaro e senza possibilità di appello, fatene buon uso.

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ARIETE: Scuminsia ad alenà la fantasia, tu farà un viaso ai confini de la realtà.
                No esse pig
ro.

TORO: Al tovo simbolo sarà un ragno, tu devi esse pronto a fa una granda rede che te giutarà a catà le risorse de la tova vita.

GEMELLI: Tu devi preocupate de che i pensa de tu i oltri, serca de mete in ciaro cò duti la tova posizion, podarave servite a diventà più benvoluo.


CANCRO: Tu devi fate veghe de più in giro e frequentà zente che non tu cognussi.
Al consiglio ze de fa un viaso all'estero.


LEONE: Anno propisio, le tove idee le varà un riscontro dei oltri e finalmente te vignarà ricognosuo la tova capacità.


VERGINE: Tu dovaravi piantala de 'vè paura e fobie, al novo no ze al diavolo, se tu pol sgombra al campo de quii che tu crii nemici.


BILANCIA: Per tu sarave megio smetela de considerà al tovo lavor un suplissio, se no tu rivi gambielo. Tu sarà giutao a fate sintì più in pase co'l tovo destin.


SCORPIONE: Dividi le tove fantasie co cu te fa tremà l'anema e segui co serenità cu che te fa balà al son de un valzer.


SAGITTARIO: Tu devi sbassà al ritmo, tu devi fermate a pensà de più. La cura del corpo te farà sintì più forte e libero.


CAPRICORNO: Tu devi sforsate de migliorà le tove cognosense per cresse. Sfruta al bon momento che tu passi per imparà robe nove.


ACQUARIO: Anno bon, fantasia che diventarà realtà. Una racomandasion, tu dovarà esse giusto e onesto per meritate la fortuna che te tocarà.


PESCI: Ze al tempo de la solusion de problemi gravi che i te core drio da tempo. Tu rivarà finalmente a sintite libero de compiti gravusi e pesanti. 


P.S. :  Me creo che se scrive ste robe per insempià la zente....
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29 dicembre, 2017

Le frazioni di Grado- BOSCAT





Grado, ha sempre avuto uno strano rapporto con le sue due frazioni: Boscat e Fossalon.

Nate nel dopoguerra per ospitare gli esuli istriani e ridare speranza ai veneti colpiti da alluvioni e carestie, sono state corpi estranei sempre. 

Nel 1927, Grado come al solito Commissariata per le solite baruffe tra "politici" locali, il Commissario ad acta decise di vendere 2000 ettari di Laguna, l'estremo lembo levante della Laguna, all' Opera Nazionale Combattenti che, all' italiana, faceva da prestanome all' Ersa per ottenere i contributi che lo Stato concedeva agli ex combattenti.
Fu così  realizzata una grande bonifica detta " della Vittoria" che iniziò nel 1933 per finire nel 1941 da cui sarebbe nato il Fossalon.
Venne ceduta all' Ersa anche  la parte gradese  di Belvedere, il Boscat, da destinare all' agricoltura, una sorprendente e inaspettata  risorsa in più per Grado antico paese di pescatori.

Pur essendo in territorio gradese gli abitanti delle due frazioni  non si sono mai integrati del tutto,  hanno continuato sulla falsariga  culturale delle loro origini  perpetuando modi di fare e di dire propri. 

Questo  video  mostra la consegna delle case in Boscat, la messa di don Turi a Primero e l'inizio dell'anno scolastico delle elementari a Grado nel 1959.  
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27 dicembre, 2017

Strada per Beveder




Ci si accorge dell' importanza delle cose che hai solo quando ti vengono a mancare;  è questo in questi giorni  l' argomento di maggior rilievo in Paese, la chiusura della Strada per Belvedere.
Vediamo le origini storiche e l' importanza che ha per Grado  questa strada.

Il vero freno allo sviluppo di Grado sino al 1900 sono sempre state le comunicazioni.
La difficoltà presentata dal viaggio in vaporetto: percorrere la Laguna, risalire la Natissa, arrivare ad Aquileia dove per proseguire c'erano le carrozze, era un vero impegno da ben ponderare prima di intraprenderlo.

La storia della strada Belvedere-Grado inizia nel 1871 quando l'allora Podestà avviò l'iter procedurale per la realizzazione di un tronco stradale che si raccordasse con la strada regionale Cervignano-Belvedere.

Il percorso scelto (vedi cartina -contrassegnato dalla lettera C) partiva da Morsano per arrivare a Grado ricalcando il tracciato dell'antica strada romana.

Insormontabile per la realizzazione fu il preventivo di costo che superava di gran lunga le possibilità delle casse comunali e provinciali dell'epoca.

L'aumento del traffico commerciale e turistico e degli ospiti dell'Ospizio Marino fece sì che dopo ben 30 anni il progetto tornò di attualità sotto la spinta di un uomo fondamentale per Grado, Giacomo Marchesini, uomo liberale e di straordinarie doti umane e professionali, dotato di una visione ampia del futuro sviluppo di Grado, grande amministratore sapeva cavalcare a perfezione le strade della burocrazia imperiale.
Il Marchesini  fece fare un nuovo progetto a basso costo da un ingegnere del I.R. Governo Marittimo, Josef Wilfan.

La novità del nuovo progetto fu che si pensò di scavare un nuovo canale (assolutamente necessario) partendo da Belvedere a fianco della Volpera e con il materiale di risulta costruire un' arginatura da trasformare solo successivamente in strada translagunare.

Seguendo quelle arcane strade della burocrazia, che consentono interpretazioni diverse di cose simili, non si trattava più di costruire una strada ma un canale i cui costi sarebbero ricaduti sulle spalle del Governo Marittimo, mentre solo le opere di contenimento dell'arginatura erano a carico del Comune.

Contenuti così in termini più modesti e possibili da sostenere i costi, si potè approvare il progetto che portava notevoli benefici raccordandosi con il tronco ferroviario di Belvedere, proponendo una diversificazione delle vie di accesso dell'Isola, una stradale e una via mare (vedi il percorso D della cartina) con i vaporetti che potevano usufruire di una via diretta e decisamente più corta per il trasporto di persone e merci.

Nel 1900 (anno cruciale per Grado, ci fu anche la battitura dell'acqua) partì così l'opera di scavo che durò sino al 1907.
Le cose andarono in fretta e il progetto si espandeva.
In 5 anni, venne costruita la linea ferroviaria Cervignano/Aquileia/Grado con treni diretti da Vienna.
La strada fu percorribile solo nel 1908 dopo la costruzione del Ponte della Figariola (venne fatto in legno).
Subito dopo la fine dei lavori portuali iniziò un servizio di vapori per Trieste, aprendo così Grado alle strade dell'universo mondo.

Interessante leggere la progressione inarrestabile di un'idea che, partendo da un'esigenza locale, si trasforma in futuro per un'ampia zona, rapidissimamente.
Meditate gente, meditate.
Grado con il suo canale-strada si affacciò così alle soglie del 1900 con, finalmente, le infrastrutture adeguate alle nuove esigenze del turismo e del commercio e aprì l' Isola ad una completa integrazione con l'entroterra friulano-veneto.


Le notizie provengono da uno studio del Prof. Ruggero Marocco e Prof. Matteo Marchesan
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25 dicembre, 2017

Buon Natale dal Blog



Ringrazio tutti per gli auguri e Ricambio.
So che l' occasione del Natale  meriterebbe un post lungo e pieno di afflato liberale, frasi memorabili e razionali, forza espressiva, retorica da letterato, varie ed eventuali ed avariate ecc. ecc., invece la realtà ci sta appresso con i suoi problemi irrisolti, orizzonti bui, cose terribili che succedono nonostante questa artificiale aria di festa.

E' sempre più difficile pensare ad un Natale Buono e tendo a spostarlo come percezione nell' area:

"L’unica differenza tra amore, amicizia e babbo natale è l’età a cui si smette di crederci"

E' possibile affermare che tutti, almeno per un po’, abbiamo creduto ad amore ed amicizia, se non altro per motivi ormonali, e a babbo natale, anche se solo per puro interesse, poi  con l' età succede qualcosa che ti secca il sentimento e ti restano solo i ricordi.

Ma basta!  ancora una volta tento di crederci e vi auguro:

 A TUTTI, PROPRIO A TUTTI

Buon Natale

Ps:  aggiungo questa mia letterina per i regali: 

L’ oltro Nadal te he regalao al gno cuor
No tu lo varà miga ghitao via?
Se fossa, tu te ricordi ‘ndola?
No sarave ‘na maravegia.
No restaravo nianche mal.

Se tu lo vissi ‘ncora tu,
tu me lo tornaravi per piasser?
No tu savivi che fatene:
a me, al me ocorarave, sa?
Sé…sé, no se domanda indrio i regali
Ma creo de ‘vè esagerao,
gera, disemo, un regalo impegnativo.


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23 dicembre, 2017

Serbidiola - L' organizzazione Asburgica a Grado



Lo scavo del Canale verso Belvedere dà il  La  alla accelerazione storica dell' evoluzione gradese verso il Turismo, che sarà lo stimolo principe per la crescita del nostro Paese , si badi bene sempre sotto il tacco di stranieri, prima sotto i Napoleonici e finalmente con gli lluminati e pragmatici Austriaci .

 Giovanni Marchesan "Stiata" nel  suo "Duemila anni di Sabbione"  immagina  così  l' arrivo degli Austriaci a Grado e la loro sorpresa per la bellezza dei luoghi.

Subito fu tutto un proliferare di :

 Adria blau - Wundershon!

Napoleone con i suoi guai artritici sparì dalla storia di Grado e arrivarono i più furbacchioni e preparati  asburgici nell' Isola verso il 1800 e qualcosa... capirono immediatamente che i bagni di mare e di sabbia si fanno d' estate.

E con il sottofondo di "serbidiola" si misero a far progetti, visto il posto incantevole e il clima adatto alle cure e alla villeggiatura:

Un Imperial Regio Decreto 

In nome di Sua Maestà Imperiale Franz Joseph Re d' Austria e Ungaria signore di Gorizia e Trieste, padrone di tutte queste Lagune..

oggi -heute -  finfundzwanzig juni melleottocento achtund neuzig .. per gli incolti (25/6/1888) viene riconosciuta a l' Isola di Grado la qualifica di:

Stazione Balneare e Luogo di Cure marine

naturallicht  di Erste category!

E vai con il boom turistico, tutto un proliferare di vaporetti, anche da Trieste e arriva la ferrovia senza nessuno sciopero chè all' epoca i sindacati non li avevano ancora inventati, e poi meraviglia nel 1889 il telegrafo arriva in Laguna.

Il progresso! La fine di una lunga storia fatta di difficoltà e di povertà dignitosa  ma anche, per certi versi e per certuni,  l' Inizio della fine.
Non è stato più possibile per noi gradesi riappropriarci del nostro Paese.


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21 dicembre, 2017

I Vaporetti


Le comunicazioni tra Grado e la terraferma, tornate all' ordine del giorno oggi con la chiusura del ponte Matteotti per manutenzione, sono sempre state un cruccio per i gradesi e alla fine dell' 1800 avvenivano via acqua con vaporetti che percorrevano la Laguna risalendo il Canale di S.Pietro, la Taiada, le Mee e il Natissa.

I loro nomi "Cesare" e "Grado" poi successivamente l' "Elvira" un vaporetto armato dalla concorrenza aquileiese, a questi tre si aggiunsero in seguito il "Belvedere" e "Aquileia" che trasportavano promiscuamente merci e persone.
Si trattava di barche solide ma malandate e andava in voga all' epoca una canzoncina per ridicolizzarle:
"Al Cesare porta i sachi.
al Grado porta i siuri
L' Elvira l'ha duluri
e in porto i toca stà..."

Appena alla fine del 1910 questi vaporetti vennero finalmente messi definitivamente messi in disarmo e sostituiti da motoscafi più moderni il  Nibbio, l' Irma, ed il Beleno di proprietà della società gradese N.I.B. (le iniziali dei tre battelli).

L' aumento del traffico commerciale e turistico, mosse l' allora Podestà Giacomo Marchesini a sottoporre all' Imperatore Francesco Giuseppe, in occasione di una visita a Gorizia, le difficoltà del paese  in materia logistica e al movimento dei turisti che cominciavano ad affluire da tutte le parti dell' Impero.
Il progetto interessò l' Imperatore che approvò rapidamente  lo scavo di un canale navigabile tra Grado e Belvedere e la costruzione di un rettifilo stradale ad oriente del canale con il materiale di risulta (fregandosene della composizione dei fanghi).


L' Imperatore a supporto del progetto  dette ordine di costruire una Draga Scavafango per la bisogna che fu ordinata e realizzata nel Cantiere Navale di Monfalcone e successivamente fu utilizzata anche per lo scavo del nostro Porto Canale.

Nel 1900 per merito dell' intraprendenza del Podestà Giacomo Marchesini  (anno cruciale per Grado, ci fu anche la battitura dell'acqua) partì così l'opera di scavo che durò sino al 1907.
La strada fu percorribile solo nel 1908 dopo la costruzione del Ponte della Figariola (venne fatto in legno).

Grado con il suo canale-strada si affacciò così alle soglie del 1900 con una dotazione di infrastrutture adeguate alle nuove esigenze del turismo e del commercio e aprì l' Isola ad una completa integrazione con l'entroterra friulano-veneto.

Sapevatelo!.
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