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14 ottobre, 2018

Un giorno non può essere speciale per sempre


In un mondo che vive di sensazionalismi di catastrofismi, di brutalità da sbatterti in faccia, qualche volta si ha bisogno di cose banali, quiete, normali insomma.
Noi tutti trascuriamo l' importanza della normalità.

Sarebbe bello alzarsi la mattina, aprire il giornale e sorseggiando un caffè e leggere solo notizie che fanno piacere. 

Che ne so, roba così:

Inventata lavatrice che lava, asciuga, stira, indossa e rimette in lavatrice
Il tutto senza che ci sia bisogno di sposarla.
Rilassarsi, chiudere gli occhi  trovare una buona posizione sulla sedia o sul cuscino, sentire i piedi sul pavimento   abbassare le spalle, rilassare braccia, mani, gambe.
Distendersi.
Concentrarsi sul  respiro.
Osservarlo. 

Se è veloce, rallentarne il ritmo. 
Inspirare consapevolmente, espirare consapevolmente. 

Riempire i polmoni d'aria. 
Sentire il benessere provocato dall'aria nel nostro corpo, la dolcezza del movimento dell’aria che entra ed esce dal nostro corpo. 
Il ventre si gonfia leggermente, i pensieri si calmano, un piacere sottile ti invade.


Non tutti i giorni, non sempre, solo una volta ogni tanto, perché indignarsi è bello, ma dopo un po’ stufa.


Riscoprire l’importanza dei giorni che sembrano normali, ma che uno dopo l’altro fondano nel profondo la tua vita. 
Perché ciò che è speciale, ciò che è eccezionale, è effimero: 


un giorno non può essere speciale per sempre.

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12 ottobre, 2018

Cittadinanza Onoraria a Don Luigi


GRADO NOSTRA
Sodalizio di cattolici gradesi
 “Don Luigi Pontel”

PROPOSTA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ONORARIA
ALLA MEMORIA DI MONS. LUIGI PONTEL (1925-2010)

All’ Amministrazione Comunale di Grado
La figura di don Luigi Pontel e la sua presenza generosa e positiva in seno alla nostra Comunità civile di Grado è nota a tutti. Si è protratta ininterrottamente dagli Anni del Dopoguerra fino ai giorni nostri, fino alla sua morte, non per dovere di istituto ma per scelta di amore che egli onorava quasi quotidianamente negli spazi liberi dopo aver svolto altrove i suoi autorevoli incarichi di insegnamento ed ecclesiastici.
Era un sacerdote che elargiva il suo sapere e la sua fede religiosa, ma la sua coerente presenza a Grado, intimamente legata alla nostra società isolana era quella di un vero e proprio cittadino che condivideva come tutti noi le vicende paesane.
Fu un grande nostro concittadino che considerava Grado la sua Città, e un vero amico di tutti e di ciascuno, una persona a cui tutti hanno voluto bene. Tante sono state la sue sollecitudini non solo in campo culturale gradese e dello studi per i giovani di Grado, ma anche e soprattutto nel campo dei rapporti umani instaurati con rispetto, grande simpatia e confidenza con tutti poiché tutti conoscevano lui e lui conosceva tutti.
La presenza di una vita di Don Luigi tra noi gradesi è un grande valore umano, tradizionale e storico per Grado. La cittadinanza onoraria per lui è il naturale riconoscimento che gli dobbiamo.
Grado, 8 Ottobre 2018.
L’ Associazione Grado Nostra, cogliendo un diffuso desiderio della gente, invia Il presente documento all’Amministrazione Comunale di Grado quale proposta di concessione della cittadinanza onoraria, in memoria, al mons. Luigi Pontel, nell’anniversario della morte avvenuta otto anni fa proprio di questi tempi autunnali.
                                                                                                                                                      Il presidente
cav. Augusto C. Marocco

Condivido con tutto il cuore la richiesta della Associazione Grado Nostra e di mio aggiungo una breve biografia della figura di Don Luigi, un prete ed un uomo che amava Grado e tutti noi nel profondo del cuore.

Monsignor Luigi Pontel era nato ad Aiello del Friuli 26.10.1925 la sua vocazione trova l’ufficialità di sacerdote il 26 giungo del 1949, assume la missione di sacerdote in quel di Monfalcone: cappellano dell’ospedale della città dei cantieri. Dal 1958 ininterrottamente celebra la messa delle 11.30 a Grado (accompagnando il percorso dell’arciprete cormonese Silvano Fain e poi di Monsignor Armando Zorzin con il quale ha fondato il liceo linguistico.
Liceo Linguistico Paolino di Aquileia, in quel di Gorizia.- Liceo fortemente voluto e che lo aveva visto preside a titolo gratuito dalla fondazione al 2006/7.

Canonico onorario del Capitolo Metropolitano nel 1999 rimane scolpito nei cuori e nella memoria dei gradesi per il suo attaccamento e amore per l’isola. 

Gran filosofo (laurea in filosofia all’università di Trieste e uomo aperto) sapeva in ogni modo comunicare con tutti, 
Dal pulpito della basilica di Santa Eufemia, puntualmente alle 11.30 di ogni domenica predicava tanto che generazioni e generazioni di giovani gradesi (e ospiti) si ritrovavano attenti a quel modo  moderno ( siamo nei primi anni 60) di consegnare al parola di Cristo.
Oggi generazioni e generazioni di ex giovani o formati nei vari licei di Gorizia o alle magistrali ricordano la figura di un sacerdote minuto, con gli occhiali che spesso scendevano sulla punta del naso per incrociare il suo severo sorriso capace di avvolger tutti con uno stile ed una profondità di messaggio modernamente unica.
La città di Grado lo piange, lo piange tantissimo.


Lo voglio ricordare con il suo splendido sorriso in un momento di convivialità.


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09 ottobre, 2018

Semo Graisani - Noltri


Quii ch'i nasse a Gravo i ze furtunai
perché i nasse zà studiai!


Nella foto:
Danilo Onorio Dissette, Giacomo Zuberti, Tullio Svettini, Maria Kiefer-Tarlao, Nico Gaddi, Augusto C. Marocco, Giglio Boemo, Giovanni Marchesan "Stiata", Mario Pigo e Alberto Corbatto.

La cultura a Grado è  sempre stata un affare di pochi.

Prima per scelta delle autorità costituite alle quali è sempre convenuto tenere sotto il tallone dell' ignoranza il popolino, poi per fatti contingenti di vita - la miseria non è un gran condimento dell' intelletto -.

Pochi ma buoni, persone che hanno portato avanti proposte teatrali, prosa, studio del dialetto, poesia, fotografia, e soprattutto canzoni.

Persone che hanno impedito la dispersione di esperienze secolari di una piccolissima comunità isolata e per questo meritevoli di essere ricordate se non altro in questo piccolo, ma inalterabile, spazio web.

Il mio ricordo non vuole essere riduttivo nè omettere nessuno, ovviamente mancano tantissimi altri personaggi che hanno fatto la loro parte nel nostro piccolo mondo e penso a Edi Tonon a Giovanni Grigolon  ad Arturo Marin a Maria Marchesan "Stiata" a Leonardo Tognon che tiene alta la difesa del dialetto con il Festival della Canzone, ai nuovi poeti, a tutti i giovani parolieri delle canzoni.

Voglio accomunarli, ricordandoli e ringraziarli, con un grande abbraccio ideale che la nostra Isola ha sempre saputo dare ai propri figli.

a duti   Noltri:

" Graisani "

Noi siamo la nostra memoria:
noi siamo quelli che sono gia’ stati,
noi siamo i nostri padri,
noi siamo i nostri nonni,
noi siamo i nostri avi,
noi siamo AustroUngarici,
noi siamo Francesi,
noi siamo Veneziani,
noi siamo Istriani e Dalmati,
noi siamo Ispanici e Portoghesi,
noi siamo Longobardi,
noi siamo Bizantini,
noi siamo Romani,
noi siamo Celti,
noi siamo Greci,
noi siamo Atlantidi,
noi siamo la nostra laguna,
noi siamo il nostro mare...

noltri semo  Graisani  !!!

Aldo Tognon


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08 ottobre, 2018

Ottobrate


Ottobre è il mio mese per varie ragioni, le più importanti: la nascita di mia figlia e della mia nipotina Alice, ma anche:

Perché è il mese in cui tutto è incerto.    

Perché è l’anello più debole nella catena del tempo e delle stagioni, il passo zoppicante, il tratto di penna più incerto; e come tutti gli anelli deboli alle catene, è quello che lascia intravvedere l’imprevista possibilità della fuga e del ritorno.

Perché si lascia scoprire di soppiatto, come un frusciare d’ali che non t’ aspetti, che senti salire lentamente ed è come un lentissimo tuffo nel battito del sangue.

E' il mese che alle cinque del pomeriggio guardi il cielo e il cielo ha un colore che appassisce. 

Perché ha il sapore dello disfarsi e dello svanire. 
Ma contiene in sé una  promessa, che rimarrà nascosta per altri mesi, e che sarà un rimpianto. 

Perché è il tempo dei progetti e dei ripensamenti, il tempo del futuro semplice e del passato remoto.

Perché è il gesto che socchiude, senza coraggio, non abbastanza sfacciato da sembrare definitivo; ma è in quella sua timida, esitante lentezza che avverti una perentorietà che non ti lascia scampo. 

Perché ottobre non ammette repliche.

E anche perché il mare, a ottobre, è bellissimo. 
Come se riportasse a terra la spossatezza e la folla e gli urli e i giochi e  le corse e le rincorse dell’estate: disfatti. 
Come se li restituisse stancamente volentieri: piccolo omaggio alla transitorietà delle cose umane e lieve sussurro di rassicurazione, pronunciato controvoglia. 

Perché è il mese degli ossi di seppia e delle alghe marce e degli odori sciroccali di acqua salata imputridita. 


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06 ottobre, 2018

Corcali


Ottobre
, il blu del mare si stinge dal blu all' azzurro, perché tutto ad ottobre è più dolce e sfumato, ma in Paese l' aria è frizzantina, parole lente e a mezzavoce circolano, c'è voglia di muoversi.

I "corcali" si stanno risvegliando dal lungo sonno estivo.

I "corcali" si stanno riprendendo la spiaggia. È come se lo sentissero che gli umani se ne vanno. 

A partire dal 1 di ottobre, piano piano, planano, prima da soli, poi in gruppo, e passeggiano sempre più sicuri fra gli asciugamani che diventano radi. 

Camminano lenti come se fossero un comitato (S.S.S.) di valutazione, alle volte mandano gridi acuti per richiamare qualcuno. 

Sono lì a sorvegliare che gli umani invasori se ne vadano presto, senza lasciare tracce, perché il loro tempo è finito, e la sabbia deve tornare al mare ed a loro, che sono i legittimi proprietari.

In sottofondo l’eco di onde leggere che arrivano sempre più vicine, sulla battigia.


E i "corcali" guardano, e controllano, con negli occhi una velata disapprovazione per tutto questo affannarsi di noi stupidi umani.   

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02 ottobre, 2018

Festa dei Nonni

in foto Alice con il nonno-bis

Oggi, 2 ottobre, si celebra la Festa dei nonni, ricorrenza civile  quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società.

Non a caso il 2 ottobre è il giorno in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli custodi. 

Una giornata dedicata a tutti i nonni-angeli custodi dell’infanzia.

Dove c' è un nonno/a c'è sempre anche un/a nipote.

Ecco questa è una conversazione ipotetica tra nipote tecnologica e nonno, beh un po meno!

Alice, ho il mouse che non funziona bene.
Nonno ogni tanto il mouse va pulito.
A bene!
Allora nonno tutto bene con il mouse?
Non so, l' ho lavato e messo sul balcone ad asciugare, ti saprò dire ciao.

Non è ancora così per fortuna ma Alice saprebbe, con un sospirone, tollerare il nonno un po fuori di testa, ne sono sicuro.

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30 settembre, 2018

Storia della protesta


In foto una mia elaborazione di un disegno del Maestro Dino Facchinetti

Si sa, oh se si sa!  che noi Graisani siamo dei tecnici della protesta, cinture nere del dissenso in specie  di piazza, ci riesce bene e  se ne vedono anche i risultati, ma la storia della protesta (devo dire alternata a momenti di apatia incredibile) è cosa antica.
Scartabellando tra le mie vecchie carte ho trovato in una pubblicazione estiva degli anni '30 questa lirica satirica contro i soliti noti del tempo.

Insomma le cose a Grado vanno nello stesso modo da tempo immemore, e chissà se ci va di cambiare:

A fondo, a fondo…

C’è quel che taglia,
quel che t'abbaglia
ma spesso sbaglia...
poi, chi progetta
con molta fretta,
chi dice:  getta!

Giorgino troneggia,
il Pino ondeggia,
Luciano vaneggia;
Chi proibitive
cosette scrive
e così vive...

Il Bullo vende,
ognuno prende,
Tonin difende:
Marino fantastica
(coscienza elastica),
Sandrino mastica;

Camillo prega,
Dario nega,
Maurizio…frega!
e a tutte le ore
con tanto amore
Nardino si fa le suore...

Intanto il popolo
sta come un broccolo
tenendo il moccolo,
è senza pane
e come un cane
sta nelle tane;

Ma nessuno vede,
nessun ci crede,
nessun provvede...
Quando vien l'onda
che alfine affondi
'sta baraonda?...

L' Anonimo vi saluta
1930

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27 settembre, 2018

Risanamento del Centro Storico-Mostra

Una fantastica copia della Laguna di Grado e Grado in una carta francese del 1809

Una bella e documentata mostra sul risanamento del Centro storico è aperta e visitabile fino al 15 ottobre, allestita dal Prof. Massimo Degrassi dell' Università di Trieste in collaborazione con il Comune di Grado in Casa della Musica.

Racconta e documenta le vicissitudini passate dall' Ing Vigilio Degrassi e dal fratello Ugo nel proporre e realizzare  il risanamento e restauro del centro storico di Grado.

Il Centro Storico al tempo era un ammasso di vecchie costruzioni senza fognature e senza servizi igienici con l' aggravante che era intensamente popolato visto che vi abitava tutto il popolo di Grado del tempo.

Una delle grandi difficoltà del Comune fu convincere i proprietari delle vecchie case- anche 80 parti per singolo edificio - a rinunciare a parte della proprietà per le necessarie espropriazioni di parti lesionate degli edifici e poter permettere al Comune di spendere denaro pubblico per il passaggio delle fognature.

Non esistevano servizi igienici in casa e così pensate all' andirivieni mattutino delle donne con il secchio della "sangola" un misto semi liquido di escrementi da portare alla discarica detta "Villa dei Profumi" verso la diga.

Ma alla fine le ragioni di pubblica utilità furono capite e così il  1930 fu la prima data inizio dei lavori  di progettazione per il risanamento, ma i lavori furono interrotti per la guerra e ripresi con celerità solo nel 1946 sotto l' egida ed il finanziamento del Comando Militare Alleato e si conclusero nel 1947.

Una bella ed interessante mostra che va visitata leggendo le didascalie delle immagini per comprendere meglio la nostra storia passata e recente.

Il piano regolatore dell' Ing. Degrassi per il Castrum.


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23 settembre, 2018

Biblioteche e futuro


Io non sono proprio un topo da biblioteca ma ne sono un frequentatore assiduo; mi piace l' idea di leggere in pace un libro toccando con mano l' oggetto, anche se, con i mezzi di oggi, si può dire che teniamo in tasca tutta l' informazione che ci può servire, io non trascuro il fatto fisico del libro.
La biblioteca è un deposito di informazioni che dà ad ogni cittadino equo accesso. 
È uno spazio della comunità. È uno spazio sicuro.
L’istruzione è ora più importante che mai, in questo mondo di testi  virtuali, un mondo di comunicazione scritta. 
Io sento il bisogno di saper leggere e scrivere in maniera corretta, la nostra società ha bisogno di cittadini globali che sappiano leggere agevolmente, comprendere ciò che leggono, cogliere le sfumature e che sappiano farsi comprendere.
LE BIBLIOTECHE SONO DAVVERO PONTI PER IL FUTURO.
È terribile vedere che, in tutto il mondo, le autorità locali colgano l’opportunità di chiudere biblioteche come un modo semplice per risparmiare denaro, senza capire che rubano al futuro per pagare l’oggi. 
Chiudono ponti che dovrebbero essere aperti.
Secondo recenti studi gli anziani hanno maggiori competenze alfabetiche e numeriche rispetto ai giovani, anche tenendo conto di altri fattori, quali  retroterra socioeconomico e tipo di occupazione.

O, per metterla diversamente, i nostri figli e nipoti sono meno istruiti di quanto non fossimo stati noi. 
Senza conoscenza si può essere più facilmente vittime di bugie ed imbrogli e sarai meno capace di cambiare il mondo nel quale ti trovi.
Sapevatelo...testine!


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21 settembre, 2018

Vacanza? Un' eccezione


Un   rito è un vero e proprio rito, la fine stagione è una specie di spartiacque di vita.

Sul viale, fra le vecchiette che prendono il gelato al nipotino e per sé ordinano uno spritz, si segna il rito di passaggio, il momento di svolta in cui la spiaggia viene abbandonata dalle torme di famigliole e di ragazzini patiti di abbronzatura. 

Intanto, comincia l’esodo dalle capanne, che è cosa lunga ed intricata, un vero trasloco, perché in tre mesi la quantità di cianfrusaglie che si sono ammonticchiate è impressionante, non ha fine, pare che si riproducano per clonazione.

Le cose che riporti indietro dalla spiaggia hanno un’aria spaesata. 
Entrano in casa come se non fosse loro, una dimensione avversa in cui non hanno un posto proprio, un senso. 
Assieme ai granelli di sabbia, si portano addosso la tristezza di chi sa che, dopo un frettoloso passaggio in lavatrice, l' attende mesi nel fondo di un armadio buio, nell’angolo di un cassetto dimenticato.

Non li vuoi vedere più fino a fine maggio, quei costumi colorati, quegli asciugamani su cui ti sei steso fino al giorno prima:  fan venire il magone. 
Rappresentano la vacanza che non c’è più, i giorni di sole, il mare, il tempo senza impegni, i libri letti mentre le onde ti carezzano i piedi, i bagni improvvisi per stemperare il calore, e non ci sarà ancora per un intero grigio inverno fatto di lavoro, di impegni, di routine.

Le cose che porti a casa dal mare le odi per il resto del tempo che non è estate, perché con il loro esistere ti sbattono in faccia questa suprema ingiustizia, incomprensibile alla logica: 

che la vacanza, nella nostra vita, è solo l’eccezione.


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