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06 novembre, 2021

san roco a grado


(a eli che lo desdegna e pastrocia)

In veritae, capindo fa despeto, Che a Gravo mundi 'i 'ntenda pe sbravura A despreziah la patria in garghe 'speto 'Gnoranti de lenguistiga cultura. De 'ntoscanah vernaculi ze s-cieto Che 'ncuo 'I progresso vogia, e se procura Ma pur tra 'sti compari de dialeto Me sta che faga rieh e che desfigura. Si ze stomegarie che no le ha paria Che col tocah de l'eco o del somaro Più de un, int'i descursi per dahse aria A Dante e çiçeron j tò '1 tabaro; Fiorentinae de stampa straordenaria 'I te spua drento senza vegheh ciaro. E quii che se pretende indotorai e de savehlo ben, senza aveh base 'I merita, lafè, d'esseh impalai Senza 'ncolpah filologia che tase.


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05 novembre, 2021

cul de muro (calle del palazzo)


Calle Degrassi


Picola, bela

trentasie passi

‘na tabela…

scuminsiagia e fenia.

Gera un balaor per soltà

una caneva per scondese

un saliso per zugà

e la fantasia…


Poche porte e tanti barcuni

al longo muro

de la casa dii “Fumi”

da una parte “Piasseta”

cò la Madona Mora

de l’ oltra Portanova

E sempre, ogni ora,

pescauri arte in spala

femene mastela in testa…


Cù passeva

Cù qua logheva

qua viveva, pativa, zugiva…

‘Desso

trentasie passi

‘na tabela…

tante case svode

Calle Degrassi 

no ze più quela.


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04 novembre, 2021

vento amaro


Un mondo aspro che sa di amaro e di sale come le alghe dei suoi lidi. E proprio per la visibile asprezza di questa sfera isolana dobbiamo render merito al Marchesini del suo amore per essa, un amore per cui - unica idealizzazione - la ristrettezza della quotidianità quasi scompare per far posto a un paese di favola, dove si fanno pesche miracolose e il denaro guadagnato si spartisce a peso , e i s-ciopeteri raccolgono prede prodigiose che farebbero impallidire d'invidia i cacciatori d'oggi. Esagerazione sentimentale? Ma i fondali nereggianti di anitre sono anche immagine dei miei ricordi.


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03 novembre, 2021

MUSEO


L’idea di allestire un museo nell’ex canonica di Grado è nata da un’amministrazione passata con un vizio di origine,
senza (purtroppo) che fosse garantito il materiale da poter esporre tale da giustificare l’iniziativa. L’amministrazione
comunale attuale ha dato una svolta razionale alla questione concependo il museo, a quanto si sa, come un percorso
intellettuale-documentale-iconografico della storia di Grado nei secoli che può essere molto interessante da come
verrà allestito. Ora, tuttavia, si mette in primo piano il tesoro del Duomo come indispensabile oggetto di esposizione
nel futuro museo. A parte il fatto che togliere alla Chiesa il tesoro per relegarlo in un museo sarebbe un vulnus
all’antica fede dei gradesi, non pare che ciò sia neppure necessario alla ratio espositiva come descritta virtualmente
sulla cronaca locale. Ma se proprio fosse necessario esporre anche il tesoro nel percorso del museo, questo potrebbe
rimanere al suo posto in chiesa ed essere incluso nel percorso museale esterno garantendo la dovuta sicurezza. Per
chi non lo sapesse il tesoro è costituito dalla pala d’altare (basilica Sant’Eufemia) pervenuta in dono da Venezia alla
“chiesa madre” di Grado, dalla reliquia della Santa Croce, da alcune croci e alcune capselle reliquiario, tutti oggetti
consacrati di chiesa. Ricordiamoci che in tempi passati ci fu un parroco (gradese!) che passò i suoi guai non avendo
consentito, occultandolo, la visione laica e mondana del tesoro di chiesa.
Eppure ci sarebbe qualcosa di più semplice e forse piú importante: il museo della pesca, del turismo, del lavoro in spiaggia, della flora e della fauna lagunare, dei casoni, ecc. Molte comunità, marine e montane, hanno scelto di tramandare con buona volontà la propria cultura attraverso gli oggetti del lavoro e della natura circostante. Chissà che anche Grado non riesca a fare questo, prima che attrezzi e attrezzaure storiche spariscano del tutto e non si trovi piú nessuno che le conservi e le doni ad un museo civico di tutti.


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02 novembre, 2021

il patriarca elia


il terzo canto del patriarca elia.dito anche la chiesa granda.
se sa che al primo canto al ze sta costruita incetta nel 454ed un se condo canto sempre del vescovo incetta nel 485, ma alla fine de distruzioni e saccheggio stai al vescovo elia nel 579 rifece  sl terzo canto la chiesa sepoltura veghela nel quDRATO DEL FONDO DI S,EUFEMIA,, TANTE GARUSE LE ZE ANCORA DESTINAO A FA LA MALTA DELL' ALTARE.
UNA POESIA DI GIOVANNI MARCHESAN  DESCRIVE LSA SUA OPERA:
RADO: NON C'è COSTRUZIONE ANTICA, QUA NELL'ISOLA CHESU QUESI MURINON AVBBIA UN UMPASTO CON LE NOSTRE CONCHIGLIE, CON LE NOSTRE SCUSSE.
E NEI RESTI DELLA CIESA DE CORTE C'è U GUSCIO CON NOI SABION E SCUSSE-
CIAVE DES.PIRE NARIDOLE . ONDE DE LA MADONA.
BISOGNA CONOSCER LE SCUSSE.


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01 novembre, 2021

il calendario romano


In questo calendario furono assimilati anche i Nomi Romani dei Mesi dell'Anno che nel tempo subirono piccole variazioni di forma fino a trasformarsi nei nomi che tutti noi conosciamo oggi e che sono "Gennaio" (Ianuarius), "Febbraio" (Februarius), "Marzo" (Martius), "Aprile" (Aprilis), "Maggio" (Maius), "Giugno" (Iunius), "Luglio" (Iulius), "Agosto" (Augustus), "Settembre" (September), "Ottobre" (October), "Novembre" (November) e "Dicembre" (December). Per quanto riguarda il termine "calendario", esso ha origine dalla parola "calende" (dal latino calendae che significa "calare") che a sua volta deriva dal greco "kalein" (convocare) e che veniva usata dai Romani per indicare il primo giorno di ogni mese in cui organizzavano feste e giochi.


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31 ottobre, 2021

la trata


Il Banco di sabbia a ponente di Grado identificato sempre come Banco Dorio inizia invece con il primo Banco denominato "dei Tratauri" per intenderci è quello quasi scomparso con le mareggiate di quattro anni fa. L'origine del nome viene da un sistema di pesca che ormai non si pratica quasi più— la trata.


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29 ottobre, 2021

mamma hooligan





HOOLIGAN LOVE


Mamma mamma
amo un hooligano
e' biondo e' forte
e viene da lontano
c'ha tatuata sulla schiena 
una splendida sirena
c'ha tatuate tibie e teschio
sull'avambraccio destro
c'ha tatuato sul coppino
un panorama di Dublino
c'ha tatuate sul pipi'
le parole di Let it Be
Puzza di sudore come cento militari
fa dei rutti di birra che sembra una Ferrari
mangia gli spaghetti conditi col Campari
c'ha delle scarpe bianche che sembran calamari
e' violento e britannico
quando lo abbraccio vomito
ma se penso a Montezemolo
e pur sempre il massimo.



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26 ottobre, 2021

l' isola de cason


L' Isola

Impinisse al vardo del


verde impissao de la tera


dopo, 'spetà l' ultima curva,


serà i vogi e verzeli


in mezo a l' azuro


tra sielo e mar, in una


luse bianca che


che se slonga fin a la prima


fila de case e pò oltra


la curva linea de l' orizonte.


Sentisse suspisi su quela


strada pusagia su l' aqua


e vardasse  'torno 


sercando un porto più


siguro: strisse de sabion e


garghe fassoleto de tera         


i rompe la linea


tremolante de le onde                                                                             


 e l' isola la par salda


anche se gambia i confini.



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25 ottobre, 2021

menego picolo


Un mondo aspro che sa di amaro e di sale come le alghe dei suoi lidi. E proprio per la visibile asprezza di questa sfera isolana dobbiamo render merito al Marchesini del suo amore per essa, un amore per cui - unica idealizzazione - la ristrettezza della quotidianità quasi scompare per far posto a un paese di favola, dove si fanno pesche miracolose e il denaro guadagnato si spartisce a peso , e i s-ciopeteri raccolgono prede prodigiose che farebbero impallidire d'invidia i cacciatori d'oggi. Esagerazione sentimentale? Ma i fondali nereggianti di anitre sono anche immagine dei miei ricordi.


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