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09 aprile, 2023

CORBOL AFOLK


  •  

che, nella sua lunga carriera di professore alla scuola media,  è stato partecipe di mille mila iniziative assieme al suo gemello artistico il Professor Matteo Marchesan:


  • Il gruppo Corbola Folk,

    nasce ufficialmente nel 1982 ma esisteva di fatto dal 1979, qui in una registrazione al festival del folclore friulano di Mulhouse (Francia), gli scopi erano di promuovere la cultura popolare di ballo e canto recuperando le tradizioni locali e regionali

    Tutto era iniziato con qualche timida iniziativa già nel 1976 quando Grado ospitò i profughi della tragedia del terremoto friulano, poi di passo in passo il gruppo crescendo ebbe bisogno di costituirsi in Associazione per poter beneficiare dei contributi alla cultura.


    Ha partecipato come gruppo folcloristico a numerosi festival regionali e alla trasmissione televisiva "Sereno Variabile" oltre a vari passaggi sulla tv regionale "Tele Friuli".


    Come tantissime iniziative a Grado si è spento di fronte alla difficoltà di sostituire i ragazzi che inevitabilmente diventavano via via più grandi e alla crescente necessità di contributi in danaro per poter affrontare trasferte e attrezzatura scenica.





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08 aprile, 2023

IL CAMPANILE

Sono   tempi questi dove un tutore è necessario per vegliare sui nostri destini, noi "graisani" siamo fortunati abbiamo l' anzolo S. Michele che dal 1460 veglia sulle nostre sorti, con discreto successo, chè nonostante tutto siamo ancora qui a continuare le nostre baruffe.


Vediamo la storia di quest' Anzolo a tutti noi così caro: 


Nel 1460 i Veneziani fecero riattare il campanile di Grado e sulla sua cuspide collocarono, a mo' di segna-vento, un angelo di rame con anima di legno ruotante su di un perno. 

L'Angelo, alto circa un metro e mezzo, in metallo cavo, raffigurava l'Arcangelo S.Michele che indicava con il braccio e l'indice destro distesi la provenienza del vento, per effetto della resistenza all'aria offerta dalle ali semispiegate. 


Bruno Scaramuzza, con la solita gentilezza mi fa annotare:


 Dall'inedita Storia di Grado (1862) di Pre Matteo Corbato:

 

"Non avendo a disposizione documenti di Archivio (bruciato dagli Inglesi nel 1810), i vecchi viventi ragionando del nostro campanile ci fan sapere, avendo co' loro occhi veduto, che l'Angelo attuale di rame, fu messo in luogo dell'antecedente nell'anno 1791 in cui un fulmine incendiò l'interno del vecchio Angelo ch'era di legno, il quale ardendo gettò giù a pezzi le lamine di rame, di cui esternamente era coperto. 

Nel 1797 poi un uragano avendo piegato il palo ossia perno che lo sostiene per cui l'Angelo era pur piegato, questo fu motivo per cui venne tirato giù lo stesso Angelo, e tornato a metterlo su, nel qual incontro fu restaurato anche il campanile. L'ultimo restauro fu fatto nel 1860 in cui si spendettero fiorini 1.000, restauro però non ancora completato per mancanza di mezzi".

Questo è quanto apprendiamo dal buon Pre Matio dii Sucuni


Nel 1875 esso venne sostituito dall'attuale manufatto alto 2,80 mt, pure esso in rame cavo, opera dello scultore udinese, Olimpio Cescutti, recante un giglio nella mano sinistra che si spezzò durante una bufera di vento e cadde senza provocare danni


Riparato sul posto una prima volta dall'artigiano Tripoli Zorzini nel 1951, venne poi rimosso dal suo sostegno portato a terra e nuovamente riparato, ricollocandogli il giglio in mano dallo stesso artigiano nel 1967. 


A quest'Anzolo noi graisani siamo attaccatissimi, gli attribuiamo un enorme potere di attrazione e la nostalgia di cui tutti più o meno soffrono quando sono lontani dall'isola. 


Dall' alto dei suoi 43 metri San Michele vigila sui destini del paese che si stende sotto di lui. 


Da secoli alla sua ombra ferve una vita operosa con un susseguirsi di grandi e piccoli avvenimenti che formano la storia della nostra Isola. 


San Michele guarda, richiama e vigila che nulla vada perduto di quanto di buono vi è nei Gradesi e che deve restare il nostro patrimonio spirituale nei secoli.  


Gli ultimi momenti tempestosi dell' Agelo Vecio nel  1797  li ho immaginati così:




Gera un anzolo vecio, cò al peto pien de segadura

e culpi de tosse, cavili de stopa zala, 

nissun ricordo de zoventù.

Al pativa de solitudine, de veciaia.

Al longo e bel corpo de la so Isola

no lo consoleva più della sova solitudine.

Al gera inconsolabile fin in te 'l anema,

che al 'veva ramosa.





Al gera, quela note là in alto, al centro del sielo

che pareva, co duti i nuoli, imenso.

Un strano silensio de atesa. 

A un trato, 

L' Anzolo l' ha tirao un respiro profondo, l' ultimo, 

e  no podendo ne volendo scampà 

la ciapao al fulmine in pien peto,  

tra i mile coluri del fogo al ze scopiao,


ne veva viste massa!

 


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06 aprile, 2023

UN ANGELO SOLO


 


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01 aprile, 2023

LA LAMPADA

P.zza Duca d'Aosta è diventata il salotto buono di Grado, tutto nuovo e lustro, nulla da dire un proficuo lavoro.


  • Dal mio punto di vista fotografico, per fortuna, questa facciata è sfuggita ai rifacimenti moderni e l'hanno conservata (ancora per poco) così ve ne offro testimonianza con questa foto- un pò lavorata -.


 


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I MIEI SESSANTA


 


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30 marzo, 2023

UN SALUTO A PASOLINI


 


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29 marzo, 2023

GRADESI E MARANESI

il lavoro era pesante lo stesso la parola vagamente diversa i graisani chi siete "voi"  i maranesi in chi se "valtre"; ma il problema di queste spendide comunità era : Fatti di secoli di lavoro che oggi, assurde leggi impediscono di dragare le cavane e ripristinare gli argini ?   la burocrazzia ha livellato in peggio gli argini.

 


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28 marzo, 2023

ACQUE. GRADATE


 Grado o Acque Gradate  l'origine del nome dovrebbe essere questa,


"sembra che quelle Acque Gradate fossero dove è situata l' Isola e Città di Grado, lungi ben più di 8 miglia dalla città di Aquileia"   dice il Palladio.


ma oltre a Grado c'erano le Isole Gradate.


La Laguna è ancora sconosciuta a tanta gente vediamone un po di storia.

Delle antichissime Isole Gradate, esistono ancora le seguenti:



San Pietro d'Orio, una volta terra congiunta con l'Isola di Grado; gli storici hanno accertato che i romani vi eressero un tempio dedicato al Dio Beleno sulle cui rovine il Patriarca Elia costruì un tempio, distrutto da Popone, e rifatto dai Patriarchi Gradesi, dato poi in custodia ai monaci Benedettini: 

Il mare corrose il punto più stretto dell'isola aprendosi un passaggio che fu denominato Porto Piccino. 

Nel 1578 passò in giuspatronato ai Patriarchi di Venezia, la chiesa venne affidata ai Frati Francescani.

Una terribile inondazione nel 1779 rovinò la chiesa, danneggiando il campanile, ricostruito nel 1820 con il contributo della Borsa di Trieste perchè serviva da faro per le barche. Definitivamente abbattuto nel 1915 dagli italiani per non offrire bersaglio alle batterie costiere austriache.


San Giuliano, aveva in origine circa tre miglia quadrate di superficie, Il Patriarca Fortunato parla nelle sue cronache di un monastero che esisteva nel IX secolo, intorno l' isola vi sono numerosi resti di ville romane.


Santi Cosma e Damiano o Isola di Gorgo, si è ingrandita con le secche, le tracce dell'antica strada romana che univa Aquileia con Grado l'attraversano, numerosi resti umani e oggetti antichi sono stati ritrovati.


Barbana, conosciuta ormai in tutto il mondo per il suo Santuario dedicato alla Madonna, si presume sia stato un antico lazzareto e rifugio per viaggiatori,


Isola dei Busiari, in mezzo alla laguna nei pressi della foce del Natissa


Isola dei Luvi, nei pressi del Belvedere


Monton, nei pressi dell' imboccatura della Natissa, in antico lasciata a fieno


Volpera, nei pressi di Belvedere ora con un campeggio


Zemole, antico e prospero possesso dei Patriarchi, con grandi ritrovamenti di monete ed oggetti antichi negli anni passati.


Villanova, nei pressi di Isola Gorgo. Ritrovamenti di ossa antiche di grandi dimensioni fanno presupporre ad antichi insediamenti celti. 


Così quando navigate per la Laguna guardatevi intorno e pensate al passato.


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27 marzo, 2023

LA LUCY


 


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ENZO ITALIA

Si è spento, dopo aver lungamente lottato con la malattia, Enzo Italia.

  • In molti lo ricordano per aver composto la canzone “la storia de un anzolo”, assieme all’amico Egidio Lugnan con il quale, tra l’altro, fondò negli anni sessanta il complessino musicale dei “Timidi"- e visto il carattere non potevano chiamarsi diversamente.


    Proprio il 29 settembre nel giorno dell’onomastico dell’arcangelo Michele-Gabriele, simbolo importante per Grado, Enzo è salito al cielo, guidato per mano da quel nostro anzolo.


    A quest'Anzolo, come emerge dalla canzone, noi graisani siamo attaccatissimi, gli attribuiamo un enorme capacità di attrazione e la nostalgia di cui tutti più o meno soffrono quando sono lontani dall'isola.


    San Michele guarda, richiama e vigila che nulla vada perduto di quanto di buono vi è nei Gradesi e che deve restare il nostro patrimonio spirituale nei secoli. Da secoli alla sua ombra ferve una vita operosa con un susseguirsi di grandi e piccoli avvenimenti che formano la storia della nostra isola.

    Quell’angelo che, prendendoti per mano, ti solleva dalla malattia, dal dolore mentre rimane al tuo fianco l’amore dei tuoi cari, dei medici che ti hanno assistito.


    Ed Enzo con la sua timidezza, la sua semplicità ha saputo raccogliere questi grandi concetti in un semplice canto. Chi ama la tradizione, la graisanitae , sa leggere e riconoscere la grandezza della composizione, noi tutti prima col cuore poi con la mente ci approcciamo al capolavoro: la canzone la storia de un’anzolo.


    Una semplice canzone del festival gradese de 1969 (allora proposta dall’esordiente Gianni Camuffo) che oggi è parte integrante della tradizione isolana.


    Gli amici dei festival, i cantanti gli autori oggi ti salutano così, immaginaci tutti col naso all’insù traguardando la statua e quello che rappresenta cercando nel sielo il punto più alto e più limpido che apre sul Paradiso.


    “Eco, al tovo suriso e quel de l’anzolo del canpanil, al né fa veghe meno torgolo, più ciaro duto:

    Grassie Enzo e……


    saludene l’anzolo.


    Leonardo Tognon


 


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