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21 aprile, 2023

LA VALLE CAVANATA


 La  Valle Cavanata:


  escursus storico della nascita e formazione di una Valle che pur  facendo parte del tessuto geografico gradese in fondo non ne ha mai fatto parte perchè data via, alienata dal Comune nel 1928, per la bonifica di quello che successivamente sarebbe stato il Fossalon.



Nel 1927, Grado come al solito Commissariata per le solite baruffe tra "politici" locali, il Commissario ad acta decise di vendere 2000 ettari di Laguna, l'estremo lembo levante della Laguna all'Opera Nazionale Combattenti che, all'italiana, faceva da prestanome all' Ersa per ottenere i contributi che lo Stato concedeva agli ex combattenti, per realizzare una grande bonifica da cui sarebbe nato il Fossalon.


La Laguna di Levante o "Palù de sora" comprendeva il Promero, La Lama, L'Averto,il Golometo e Punta Sdoba.


Alla notizia dell' alienazione territoriale a Grado si scatenò una rivoluzione, guidata da il capo carismatico della piccola comunità de casoneri che popolavano quel tratto di Laguna:

Giovanni Fumolo conosciuto come "Barba Nane Strolo" o Podestae de Golometo"  guidava una settantina di persone.


Nonostante le proteste veementi non ci fu nulla da fare e nel 1928 fu perfezionato l'atto di vendita all'Opera Combattenti. 


La Valle Cavanata fa parte di quest' area ceduta stupidamente dal, diciamo così, rappresentante del Comune di Grado all' Ersa che dopo averla snaturata e sottoutilizzata per decenni l' ha passata al demanio regionale che alla fine, per chiudere il cerchio, l' ha ripassata al Comune di Grado con vincoli feroci sia in termini paesaggistici sia gestionali. 


Di fatto nulla che non sia associazione ambientalista può gestire la valle escludendo tutti i professionisti del settore.


Questa la descrizione da depliant:


"La Cavanata è una valle di mare con ricambi naturali e acqua e di sutura che le garantiscono un buon ricambio d' acqua in tutte le condizioni meteo, ha dunque le caratteristiche di protezione che quasi nessuna valle lagunare ha.

La Valle Cavanata è oggi con i suoi 250 ettari una delle valli da pesca più estese della laguna di Grado, anche se è solo una parte di quella valle che è stata realizzata in una zona lagunare e palustre degli anni Venti in poi, quando iniziarono le grandi bonifiche. 

La Valle  è stata completamente arginata negli anni Trenta, diventando una valle da pesca e da caccia con una superficie di circa tre volte maggiore quelle attuali. 

Nello stesso periodo, il territorio posto ad est della valle odierna è stato bonificato a fini agricoli, riducendo così le zone paludose, ed è stato sbarrato a mare il Canale Averto, un antico ramo dell'Isonzo trasformato in canale scolmatore delle bonifiche dette "della Vittoria". 

Negli anni Cinquanta sono state completate le opere di bonifica nei territori posti a nord della valle che hanno ridotto drasticamente la sua superficie, raggiungendo le attuali dimensioni. 

Dopo le alluvioni del 1965 e 1966 è stato rinforzato l'argine a mare e chiuso il Canale Cavanata ed è stata realizzata l'attuale spiaggia.

La Riserva naturale regionale della Valle Cavanata è stata istituita con la legge regionale n. 42 del 30 settembre 1996.

 La Riserva comprende oltre alla Valle Cavanata anche il Canale Averto e la fascia di bosco che lo circonda.

La riserva è situata nella parte orientale della laguna di Grado che è stata arginata, dotata di chiuse regolabili comunicanti con il mare e trasformata in una valle da pesca che ha funzionato fino al 1995.

La Valle Cavanata è stata riconosciuta di valore internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, in particolare quale habitat per uccelli acquatici con ottime potenzialità per la sosta e la nidificazione di molte specie di uccelli."


Come si può facilmente capire su questa Valle si sono spesi moltissimi soldi pubblici che, a quanto pare , non bastano mai anche se onestamente non si può dire abbia prodotto molto di quel turismo ambientale profetizzato ed auspicato in sede di progetto.




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19 aprile, 2023

LE LAGUNE


 " Ara qua, noltri de 'ste lagune,

 inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,

 paese comò medicamento 

e se tiremo su, 'ndemo 'vanti!


Po', te riva l' istae co' la brusera, i foresti, 

al sol che te bate su i sintiminti, i mussati, le aleghe 

Quii de tera i ze calcolai omini de la sapienzia.

si, si! 

noltri magnevemo gransi in fogo, 

incuo magnemo polastri solo se i xe rusti però!

Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.

Incuo, letto alla francese con materasso Spermaflex 

e villetta in zona residenziale 

e si cussì va 'l mondo .perchè qua 

nell' "Isoladelsole" no' vinse "l'omosapiens" no!


Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!" Ara qua, noltri de 'ste lagune,

 inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,

 paese comò medicamento 

e se tiremo su, 'ndemo 'vanti!


Po', te riva l' istae co' la brusera, i foresti, 

al sol che te bate su i sintiminti, i mussati, le aleghe 

Quii de tera i ze calcolai omini de la sapienzia.

si, si! 

noltri magnevemo gransi in fogo, 

incuo magnemo polastri solo se i xe rusti però!

Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.

Incuo, letto alla francese con materasso Spermaflex 

e villetta in zona residenziale 

e si cussì va 'l mondo .perchè qua 

nell' "Isoladelsole" no' vinse "l'omosapiens" no!


Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!" Ara qua, noltri de 'ste lagune,

 inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,

 paese comò medicamento 

e se tiremo su, 'ndemo 'vanti!


Po', te riva l' istae co' la brusera, i foresti, 

al sol che te bate su i sintiminti, i mussati, le aleghe 

Quii de tera i ze calcolai omini de la sapienzia.

si, si! 

noltri magnevemo gransi in fogo, 

incuo magnemo polastri solo se i xe rusti però!

Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.

Incuo, letto alla francese con materasso Spermaflex 

e villetta in zona residenziale 

e si cussì va 'l mondo .perchè qua 

nell' "Isoladelsole" no' vinse "l'omosapiens" no!


Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!


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VILLA BAUER


  •  
    Il primo dei regnanti d'Austria a presentarsi a Grado fu l'arciduca Carlo Ludovico d'Asburgo nel lontano 1873, provenendo da Aquileia che cominciava a restituire dal sottosuolo i tesori romani e aveva destato l'attenzione delle teste coronate di mezza Europa creando così,anche per la nostra Isola, interesse e curiosità.

    Nel 1885 arrivò a Grado, proprio dopo un terribile fortunale che distrusse quasi tutti i campi coltivati e fece diverse vittime tra i pescatori impegnati in mare, l'Arciduca Alberto d'Asburgo che informato della cosa fece una donazione per le famiglie toccate dall'evento.

    Nello stesso anno arrivò in pompa magna l'Arciduchessa Stefania a bordo del vapore "Fantasia" imbarcandosi dal molo di Belvedere .

    L'arrivo dei coronati ospiti, ogni volta suscitava l'entusiasmo della gente ben poco abituata a vedere gente di così alto lignaggio e squisito comportamento.

    Insomma da quei di: vemo scuminsiao a piegasse in do a ogni vista de foresto ben vistio (in foto), me par de vighili co i oci dei nostri veci e fantulini del tempo i varà parso de veghe alieni, l'efeto ne ze restao fin incuo,


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17 aprile, 2023

GIOVANNI "TROMBAI"


 


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GRADO A WIENNA


Che Grado da oltre un secolo sia la spiaggia prediletta dagli austriaci è noto. Meno noto – ma forse non ai gradesi – è che proprio a un austriaco va il merito di aver immortalato le immagini dell’isola d’oro di un secolo fa. Era anche lui un villeggiante, capitato a Grado per caso a bordo di un piroscafo salpato da Abbazia. La località lo affascinò immediatamente, tanto da legarlo a sé per tutta la vita. Parliamo di Moriz Fürst, viennese, classe 1872, figlio di un gioielliere ebreo e appassionato fin da giovane da quell’arte appena scoperta che era la fotografia.

  • Fürst giunge a Grado per la prima volta nel 1892, per una vacanza a conclusione degli studi. È amore a prima vista. Vi ritorna anche negli anni seguenti, ogni estate. Nel 1896 Grado è tappa obbligata anche del suo viaggio di nozze. Ogni soggiorno costituisce per lui un’occasione di fotografare Grado in tutti i suoi aspetti: la città vecchia, la basilica, l’arenile, la laguna, il lavoro dei pescatori, i primi stabilimenti balneari con i loro frequentatori. Molte di quelle foto diventano cartoline e portano le immagini di Grado a Vienna e in giro per l’impero, contribuendo a farla conoscere in tutta la Mitteleuropa.

    Il padre vorrebbe che Moriz gli subentrasse nel laboratorio orafo, ma il figlio ha altro in testa: nel 1905 rompe gli indugi, torna a Grado e apre a villa Bauer un negozio di souvenir, bigiotteria, articoli di moda, costumi da bagno. Fino al 1914, così, Moriz Fürst trascorre le estati a Grado, dove gestisce il negozio e continua a scattare fotografie, e gli inverni a Vienna. La guerra interrompe la sua attività, ma a Grado ritorna subito dopo, nel 1919, per riaprire il negozio. Vi lavora fino al 1922, anno della sua morte. L’attività viene proseguita dai familiari e, con alterne vicende e un trasloco in via Caprin, è continuata fino al 1991. Di Moriz Fürst è rimasto il ricordo e soprattutto sono rimaste le sue fotografie, testimoni straordinarie di una Grado che non c’è più.

    Quelle foto ora sono tornate a Vienna, per essere fatte conoscere, probabilmente per la prima volta, ai concittadini del loro autore, attraverso una mostra allestita nella sede della Raiffeisen Bank della Bassa Austria, in Seilergasse 8. L’iniziativa è stata del Consorzio Grado Turismo, mentre l’allestimento è stato curato da Mauro Bigot. La mostra ha il titolo “Maurizio Fürst: da Vienna a Grado” e comprende foto scattate tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, accompagnate da didascalie in tedesco e in italiano. La mostra è accompagnata dal volume “Da Vienna a Grado” edito nel 2008 da Senaus, di cui sono autori Maurizio Cacciavillani ed Ezio Marocco.

    All’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi, hanno partecipato il presidente del consorzio gradese Roberto Bernacchia, che ha portato il saluto ai presenti assieme al socio Thomas Soyer. Ha parlato anche Silvana Olivotto, ex sindaca di Grado, sostenitrice dell’iniziativa quando rivestiva la carica di prima cittadina. Gli onori di casa sono stati fatti da Christian Konrad, boss delle Raiffeisen Bank (è presidente della Banca regionale della Bassa Austria, che ospita la mostra, ma è anche presidente del consiglio di sorveglianza della Raiffeisen Zentralbank). Konrad può essere considerato un “testimonial” d’eccezione di Grado: ai presenti ha riferito di aver comprato casa a Grado e li ha invitati ad andare in vacanza nell’isola d’oro. Tra gli intervenuti alla cerimonia inaugurale, l’ambasciatore d’Italia a Vienna Massimo Spinetti, il direttore dell’Enit Gaetano Manzo e il direttore dell’Istituto italiano di cultura Dante Marianacci. 

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16 aprile, 2023

LE VILLE BIANCHI


 Nel 1900 il Barone Leonhard Bianchi inizia la costruzione delle 5 Ville in Grado, credendo e puntando allo sviluppo turistico che si pronosticava per Grado visto il favore e la frequentazione della nobiltà e alta borghesia austro-ungarica.


Di passaggio in passaggio di proprietà nessuno si è mai sognato (caso raro per Grado) di modificare l'architettura e il disegno complessivo delle 5 Ville, conservando l'aspetto liberty e ristrutturando gli interni per adeguarli ad un moderno albergo.


Le Ville Bianchi sono la testimonianza che ci vogliono imprenditori che diano continuità al turismo, credendoci e investendo in maniera intelligente.


Update Oppure Istituzioni preposte al controllo che non permettano lo scempio dell'abbattimento di edifici storici.


Tempo fa stavo appunto pensando come mai le ville bianchi esteriormente sono sempre le stesse come nel'900, e non hanno fatto la fine di quelle ville menzionate da anonimo l'originale, che con il suo scritto mi ha aperto la lacuna.



Mi dispiace dissentire ma se le Ville Bianchi non avessero subito i vincoli della Sopraintendenza ai beni architettonici e quello di destinazione d'uso del vincolo alberghiero avrebbero fatto la fine de: Villa Marchesini, Villa Matilde, Villa Bauer, Zipser, Esplanade, Warner, Fortino e molti altri. Quel tipo di imprenditoria a cui tu fai riferimento a Grado non la vogliono preferiscono il mattone.

Anonimo, quello originale.


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MARINA DE MACIA-- GORGO

Josef Maria Auchentaller pittore ed artista eclettico si trasferì da Vienna a Grado nei primi anni del 1900 al seguito della moglie Emma avviata con tutte le sue forze verso traguardi di imprenditoria turistica.


Il pittore, uomo schivo e riservato, si è fatto notare poco a Grado, eppure era uno dei fondatori del gruppo dei seccessionisti viennesi amico di klimt, se non per le decorazioni da lui fatte alla Pensione Fortino e alla Dependance, con grandi motivi marini.


Il vero personaggio, anche se meno noto, tra i due era la moglie Emma.


Donna di forte carattere, nata da una ricca famiglia viennese si trasferì a Grado e nel 1903 aprì la Pensione Fortino, non senza noie finanziarie, "sul reparo" nata dalle fondamenta del Forte Francese


Donna passionale, visse una vita personale giudicata sconsiderata per i tempi, fregandosene delle "ciacole" ebbe una lunghissima storia con un bel giovane di Grado nascondendo ben poco la cosa se le malelingue dell' epoca parlano di un "menage a trois", cosa che non contributì alla stabilità emotiva del pittore e della figlia Maria Josepha.


Acquisì anche l'Isola di Morgo e vi costruì una casa bellissima dotando l'azienda agricola dell'Isola dei più moderni meccanismi dell'epoca precorrendo la moderna agricoltura. ( ho la foto di un mietitrebbia a vapore)


La tradizione orale dei casoneri che abitavano la zona di Marina de Macia (famiglie Longo e Zuliani) racconta della figlia sfortunata e depressa che alla fine nel luglio del 1914 si suicidò.


Io che ho vissuto per molti anni a Marina di Macia mi ricordo bene i racconti dell' amia Zuliani che dipingeva con le parole i tormenti della povera Maria Josepha che secondo lei era stata sepolta sotto la casa in Isola per nasconderne il suicidio, tutti noi infatti abbiano sempre indicato l' edificio (in foto) come " la casa de la morta".


Sono seppelliti entrambi a Grado.

 


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11 aprile, 2023

MUSEO. MARANESE


 


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LA SITUAZIONE DI GRADO

Scartabellando tra le mie cose, mi è capitata in mano una poesia di Giovanni Marchesan (Stiata) che descrive con grande ritmo poetico la nostra Laguna semplicemente usando i nomi di isole, mote e luoghi ormai per lo più sconosciuti.


PALUO

Paluo, Paluo de Gravo 

Sensa de tu che faravo.

...

Ponta de La Silisa 

Ara de l'Ordolagranda

Isola dei Luvi

Canal Biero

Fondao de le Oche

Marina de le Ghire

Promero.

Velme dei cani

Canal de l' Omomorto

Paluo de la Carogna

Fosso dei Frati

Isola dei Orbi

Vao dei Barelati.

..

La Cava de la Buora

Dosso del Fogon

Vao Desora

Ponta del Dron

Rio de l' Acqua granda

Fondao de la Moronda

Rio Gorgona, a le Cree.

Balo de la Toronda 

Canal de le Mee

Isola de le Elbe

Paluo del Bosco

Tapo della Fighera

Foldao de l' Olmo

Rio Volpera

Marina dei Manzi

Ara dei Sabionanti

Canal de Frà Simon

Balo de la Nassa

Fondao Nassion.


Paluo, Paluo de Gravo

Sensa de tu che faravo.


Tapo Rabante

Rio Bueo

Velma Persa

Arzine Luseo

Rio dei Gui

Le Mole

Gorgo

Averto

Morgo

Banco Dorio

Canal Levoso

A Le cave

In Baroso

Le Borae

Rio de l' Arastorta

Canal de la Traghita

Banco dei Tratauri

Ponta del Tremolo

Baro de le Rane

Ara del Bronbolo

Ponta de Barbacale.

Canal de la Crose

Ara del Mulin

Dossi de l'Oro

Balo del Campanil.

..

Paluo, Paluo de Gravo

Sensa de tu che faravo.

..

Canal de San Giovani

Barbana e San Zulian

Centenara e Vilanova

Ponta del Pian

Piere de San Gotardo

Anfora, Noghera

Le Domine, San Marco

San Vito, Panera

Puo.. Sant' Andrea e Montaron

San Grisogono, San Piero

San Zenon


Paluo, Paluo de Gravo 

Sensa de tu che faravo.

 


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