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30 giugno, 2009

Lunario di Luglio


Per il lunario di Luglio mi affido ai versi straordinari di Mario Pigo:


S A B I O N

Sabion lisiero
Sabion valìo,
Polvere de oro colda del gno lio,
Tu tu ‘i dà un brivido de zogia
Al corpo nuo
Lassandolo sfinìo.


Mario Pigo

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29 giugno, 2009

Le Ville Bianchi



Nel 1900 il Barone Leonhard Bianchi inizia la costruzione delle 5 Ville in Grado, credendo e puntando allo sviluppo turistico che si pronosticava per Grado visto il favore e la frequentazione della nobiltà e alta borghesia austro-ungarica.

Di passaggio in passaggio di proprietà nessuno si è mai sognato (caso raro per Grado) di modificare l'architettura e il disegno complessivo delle 5 Ville, conservando l'aspetto liberty e ristrutturando gli interni per adeguarli ad un moderno albergo.

Le Ville Bianchi sono la testimonianza che ci vogliono imprenditori che diano continuità al turismo, credendoci e investendo in maniera intelligente.

Update Oppure Istituzioni preposte al controllo che non permettano lo scempio dell'abbattimento di edifici storici.

Nella foto il complesso delle ville nel 1902 e oggi.
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28 giugno, 2009

Alphabetical Divide


Si parla spesso del digital divide italiano, ma non a sufficienza dell’alphabetical divide, cioè del fatto che il 65% della popolazione non possiede competenze alfabetiche sufficienti a comprendere un articolo di giornale o ad interpretare un diagramma.  (fonte Censis 2006)
L’alphabetical divide spiega molto del digital divide, perché un computer è fatto per metà di una tastiera alfabetica, e perché Internet è un luogo a cui si accede digitando parole scritte .

Ovviamente  la quota di popolazione funzionalmente analfabeta o semianalfabeta è raggiunta solo dai media “non alfabetici”, come la radio, il telefonino e la televisione, che nella maggioranza dei casi è l’unica fonte di informazione.
L’alphabetical divide permette forse di capire meglio perché certi scandali politici, che tutte le persone colte conoscono, non “pesano” elettoralmente.

Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

L'invito a investire nelle conoscenze non è mai stato raccolto né dai partiti politici né dalla mitica "gente".

Secondo alcuni economisti il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni novanta, è frutto dei bassi livelli di competenza.
Ma nessuno li ascolta e nessuno ascolta neanche quelli che vedono la povertà nazionale di conoscenze come un fatto negativo anzitutto per il funzionamento delle scuole e per la vita sociale e democratica.
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27 giugno, 2009

W I Graisani e pensieri molesti


Eh già. Noi Graisani siamo pesci rossi in boccia di vetro con una memoria che dura tre secondi, il che ci consente di vivere chiusi in quest'isola con due ponti che danno l'illusione di libertà, di potersene andare, ma che possono usare solo gli altri, gli estranei all'Isola.

Parliamo solo di noi,, delle nostre miserie, dei nostri illusori successi, convinti di essere il centro del mondo ma chiusi in un mondo di vetro che mostra l' esterno, confuso poco percepito.

Lo sfacelo è la densa quotidianità in cui siamo invischiati in quest' Isola così bella da essere struggente ma che ci costringe da secoli alla promiscuità fisica ed intellettuale e a una sorta di cecità sul resto del mondo.

Ma alla fine che sarà mai, passarà al pensiero molesto e cantemo cò Aldo Tognon:

Graisani ! ‘viva i graisani,
‘viva i graisani, ‘viva ‘sto mar
e ‘viva Gravo !

“W i graisani !” ‘viva i graisani anche inbrugiùni,
che i frega duti e dopo i và in confessional;
“W i graisani !” rosario e borsa de la spesa,
graisani bigoti, quìì che và vìnti volte in cesa.
“W i graisani !” ‘viva i graisani a muso duro,
graisani astiusi, senpre ‘rabiai col mondo intiero.
“W i graisani !” graisani che i te da ‘na man,
che i giùta duti, buni comò un toco de pan !

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25 giugno, 2009

Grado cambia musica

Sul turismo si cambia musica...

Parole sante del Ministro del Turismo Brambilla.
Io le faccio mie e, nel mio piccolo, propongo questo shekerato di immagini turistiche di Grado rivitalizzate da una base musicale pragmatica e divertente.
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24 giugno, 2009

Al Cogolo


Sono tornato in Laguna co' al Cason, restiamoci e vediamo lo schema e i termini dialettali di uno dei sistemi di pesca più comuni in Laguna, in uso dalla notte dei tempi: Al Cogolo.

E' una rete da posta abbinata sempre ad uno sbarramento che costringe il pesce ad entrare in quella che sembra l'unica via d'uscita: Al Cogolo, appunto.
Il corpo del cogolo è formato da una rete a sacco di circa 1 o 2 metri sostenuto da una serie di cerchi di legno denominati "sirci" e termina in una sacheta a cono.
Lateralmente all'apertura del cogolo vi sono due "cane de reo" una per lato.
Dal primo "sercio" parte un cono di rete più fitta "al golin" tenuta in tensione da cordicelle dette "pasturi" che va a terminare nella sacheta chiusa anche lei da una corda detta "secola" annodata con un nodo a"strangolacan" e assicurata ad un palo posteriore detto" palo de la sacheta " fissato a forza sul fondo lagunare e facilmente estraibile per controllare ed eventualmente vuotare il contenuto della "sacheta".
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23 giugno, 2009

Al Cason



Si parla sempre di casoni, ma cosa sono, come sono costruiti, che materiali si usano e soprattutto la terminologia dialettale usata per i vari componenti, è meno noto:

I Casoni sono capanne in canna con una struttura semplice di dimensioni massime sino a 9 mt x 6 mt, facili da costruire, per esperti, utilizzando i materiali che l'ambiente circostante mette a disposizione.

Piccola guida dei termini dialettali per aiutare ad indentificare gli elementi costruttivi:

Colomeli: pali robusti, per lo più in acacia per il sostegno della copertura,
Giona: il trave apicale del casone dove convergono le canne,
Natole: correnti in legno di abete o canna grossa fissati orizzontalmente a circa 40/50 cm di distanza tengono insieme la copertura del casone,
Pupoli: Piccoli fasci di canna che formano la parte finale del tetto, servono anche da ornamento,
Pariane: Parte laterale del Cason, che ricopre il colomelo,
Masse: travi in legno, o pali di acacia, che formano la struttura piramidale del cason.
Dresse: rotoli di canna che chiudono la sommità del tetto e rendono impermeabile il casone,
Recul: Parte posteriore del cason, normalmente posta a Est, l'ingresso è sempre rivolto a Ovest.
Caneo: E' l'elemento predominante, la canna lacustre per la copertura e le pariane.
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22 giugno, 2009

I Miracoli della Madonna


Quest'anno la Madonna di Barbana non è stata scomodata per invocare il miracolo dell' escavo dei canali (da 20 anni si scava ogni anno precariamente, non si poteva scegliere una soluzione più radicale e duratura?), il Comune si è mosso per tempo e le autorizzazioni e i soldi si son trovati .

Il miracolo, però, lo si è dovuto invocare per le autorizzazioni della ricorrenza del Sabo Grado una festa riproposta non dalle istituzioni ma dalla Comunità (grazie a Dino Facchinetti che ha avuto l' idea) che attraverso le sue Associazioni partecipa, con fervore, all'organizzazione di una serata dedicata ai gradesi e a tutti gli ospiti, gratuitamente.

Da quando il Comune ha tentato di intromettersi, le complicazioni burocratiche si sono moltiplicate sino al punto da far stufare tutti e a dir di no alle condizioni poste dai vari Enti che non sanno nulla di voti, di lavoro gratuito, di volontariato generoso e senza condizioni, ma sanno tutto di divieti, di rotture di scatole, di si ma, per fortuna la Madonna è intervenuta e toccando per un attimo (un attimo eh!) la fronte del Sindaco, le ha fatto scrivere un'ordinanza che in deroga a una montagna di orpelli ci autorizza per una sera ad essere buoni, generosi e allegri.

Grazie Madonnina, se hai un attimo di tempo c'è un sacco di altra gente da toccargli la fronte.


Aggiungo un link ad un post precedente che spiega bene le origini e l'importanza del Sabo Grando:

Poco conosciuta è la storia della valenza politica che per lunghissimi anni sotto l'egida del Leone di S. Marco ebbe questa festività tutta gradese. Il periodo del Perdon serviva a rafforzare l'idea del potere repubblicano di Venezia ove a tutti veniva ricordato che nessuno era superiore al popolo, i giorni di festa erano 3 e in quei tre giorni denominati la Pasqua Rosada, decadeva il potere del Conte di Grado che veniva sostituito da un Capitano nominato dal Consiglio e da un Contestabile nominato dall' Arengo (la comunità) tutte le questioni, fossero di odio o guerra, erano sospese in quei tre giorni per rispetto e fede

E sti quà i ne fa guera cò le carte.
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20 giugno, 2009

Vitige Gaddi

Una persona speciale Vitige Gaddi, cacciatore, fotografo, viaggiatore, casoner, graisan.

Cortese e disponibile, la parte di Laguna di Grado conosciuta attraverso i filmati televisivi passa quasi tutta dal suo cason su la Mota dei Biviaqua, con una sterminata raccolta di immagini dei suoi viaggi e di personaggi della Grado antica mostrati ai visitatori.

Una cultura quieta che sta scomparendo.

Questo breve filmato lo mostra in un tramonto a "cason"
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18 giugno, 2009

I Von Treffen- Furlan/Tedischi



La nostra regione è stata sempre terra dì frontiera e zona di passaggio dal Nordest dell'Europa di popoli nomadi o seminomadi alla ricerca di conquiste e di benessere; questa particolare posizione geografica l'ha esposta a più riprese alle scorrerie e alle razzie degli stranieri invasori, accanto però a queste invasioni patite dal nostro immediato entroterra, la nostra storia regionale annovera una lunga serie di attacchi da parte dei patriarchi di Aquileia, contro la città di Grado, in seguito alle vicende che avevano portato allo sdoppiamento delle sedi e dei titoli patriarcali.
Questa “nemesi” storica, che porta la fiorente città romana prima ad essere invasa e poi, a sua volta, ad aggredire, ha contrassegnato buona parte della storia medievale di Grado.
Ma non furono solo gli Aquileiesi ad effettuare queste incursioni: già nel VI secolo l'esarca di Ravenna Smaragdo aveva saccheggiato Grado, facendo prigioniero il patriarca scismatico Severo, di origine appunto ravennate; allo stesso modo nell'VIII il Duca longobardo Lupo la invase con la sua cavalleria per il noto argine che congiungeva l'isola con il continente e ritornò alla sua terra con un ricco bottino

I più gravi saccheggi furono operati dal patriarca di Aquileia Wolfang Von Treffen detto Popone (o Poppone) nel 1023 .
Così racconta il primo attacco G. Gregori, riferendolo al 1026: "Tra tutte l'ostilità e saccheggi ch'ebbe a soffrire quest'infelice nostra patria non fu certamente la più barbara ed inumana quanto questa del sacrilego profanator ed irreligioso prelato Aquileiese Popone ... che profanò chiese, atterrò altari, violar fece le sacre vergini, uccise i sacerdoti, disseppellì l'ossa persino dei morti, rubò e spogliò ogni chiesa e abitazione…”.
La decadenza del patriarcato gradese è attribuita agli effetti delle invasioni di Popone.

Afferma il Gregori: "Dopo questo barbaro saccheggio [quello del 1044] non potè questa nostra infelice città risorgere, e quantunque l'innata pietà e religione di questa nostra cristianissima Repubblica abbia in parte ristorato i danni di questa divota popolazione..., e da questo tempo principia la decadenza di questa città, e della patriarcale sede..."
Ai violenti attacchi militari poponiani seguì quello di Ulrico II Von Treffen detto Voldarico nel 1162, quando Grado fu liberata dall'arrivo della flotta veneziana, i cui soldati arrestarono il patriarca invasore e lo portarono a Venezia perché espiasse la sua colpa, che alla fine pagò con il tributo simbolico e umiliante del giovedì grasso.

In seguito non si hanno notizie di invasioni degli Aquileiesi: le rivalità politiche e religiose tra le due città ebbero fine, e con esse le invasioni e i saccheggi, ma il patriarcato gradese era destinato irreversibilmente al tramonto.
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