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27 febbraio, 2010

Le meridiane



Grado è cittadina a misura d'uomo e camminarci è probabilmente il modo migliore di godersela in tutte le stagioni.

Ho preso l'abitudine di guardarmi attorno, per rallentare stà strana vita che ti da si più anni da vivere, ma in fretta cosicchè non gusti nulla di quello che ti scorre vicino.

Ho così visto le meridiane di Riva S.Vito.

La prima storica e in marmo del 1916 con dedica alla vittoria e al ritorno all'Italia di Grado e la seconda stupenda disegnata sulla parte dell'ultima casa della vita con l'arredo di una frase bellissima : Fin che 'l sol se leva infiora al mondo
con le coordinate di Grado.

Dall'altra parte del porto, visavì, una grande meridiana sulla facciata di un condominio con un incipit di Biagio Marin :
Verzo le vele al vento
pien de stele,
navigo sensa rota
drento la note imota.
E Penso che gargun me speta...




Le meridiane sono il modo più antico per segnare il tempo che scorre e ti danno una sensazione fisica di movimento; è quasi magico veder scorrere in modo naturale il tempo che passa scandito dal lento scorrere dell'ombra che segue fedelmente il sole.

Bello e da provare qualche bella mattina sul porto, gustando fino alle interiora lo spettacolo della tua vita che si disegna sulla parete di una casa, così impari ad andar piano e palpare fisicamente quello che hai attorno.
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25 febbraio, 2010

Grado - 1959 momenti d'antan

Da Boscat la consegna delle prime case ai nuovi Graisani; a Primero - Don Turri e una messa in Laguna, il primo giorno di scuola nel 1959.


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24 febbraio, 2010

Habemus Papam



Ecce homo, finalmente dopo un anno di tira e molla l'ultimo strumento della passata gestione regionale della GIT se ne è andato.

Marino De Grassi è il nuovo Presidente della GIT subentrando al dimissionario Mauro Bigot.

Un gradese torna a guidare la società di gestione degli impianti turistici, un gradese con un curriculum con i fiocchi, imprenditore di successo con la sua Azienda - Edizioni della Laguna - casa editrice specializzata in prodotti di cultura con edizioni di alto livello, uomo di cultura raffinato e appassionato, giornalista e non guasta avvocato.

Uomo politico di livello assoluto in regione.

Bon, dopo tutto sto slinguacciamento dovuto e, in parte, un modo semplice di incrociare le dita, più semplicemente Marino De Grassi è un imprenditore che nasce e inizia la sua storia a Grado con la gestione con la famiglia di un ristorante, uno che capisce ed ha vissuto dall'interno i problemi dell' Isola, che avrà vita facile nel farseli raccontare dai diretti interessati e affrontarli speriamo con l'apporto di tutti, Istituzioni, in primis, ma anche associazioni e personale.

Insomma torniamo in famiglia.

Il suo percorso giovanile, che in parte coincide con il mio, l'ha sempre visto tra i protagonisti dell' apertura di nuove proposte nella gestione turistica, sempre in prima fila nell' assecondare il turista, in specie giovane, con proposte innovative.

Sono sicuro, che lo spirito è rimasto lo stesso.

In bocca al lupo, Marino!

Nella foto del 1971 all'Isola d'Oro
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23 febbraio, 2010

La Pista Ciclabile di Grado



Questa riflessione sulla pista ciclabile e gli sviluppi possiibili é di Nevio Scaramuzza:

A proposito di piste ciclabili.

Vista la situazione di stallo che punisce la progettata pista ciclabile e partendo dal presupposto che è indispensabile ricercare e adottare delle politiche di intervento, tecniche ma soprattutto di indirizzo, faccio le seguenti considerazionI:

I pali dell’elettrodotto sono stati tolti dalla visuale, sono rimaste le fondamenta degli stessi. Immagino che l’espianto sia tecnicamente impegnativo tanto da lasciare sul posto i basamenti. Allora sarà bene rinverdire alcune indicazioni che autorevoli concittadini hanno, al tempo, espresso e cioè:
progettare una pista ciclabile utilizzando le basi dell’elettrodotto.

Di sicuro ci sarebbe stato un risparmio sulla bonifica e sulle migliaia e migliaia di metri cubi impegnati che si traducono in tonnellate e tonnellate di pietre scaricate in laguna. Con una pista ciclabile che utilizzi le basi dei piloni si centrerebbe (siamo ancora in tempo!?) un duplice obiettivo:
differenziare l’offerta turistica fornendo un’ulteriore novità in esclusiva;
impegnare un importo di progetto congruo, indirizzato a circoscrivere le risorse, in sicurezza, per un attraente utilizzo del manufatto.
Così dimensionata la pista, si presenterebbe come un gioiellino: una vera e propria pista ciclabile, se non unica ma sicuramente tra la più suggestive in regione, con l’originalità di percorrere in bicicletta sei chilometri sospesi sull’acqua, sicura attrattiva di un turismo in crescita, di un escursionismo che fa molto trendy.
Questo non è aprire ad una componente turistica in evoluzione?
Non è un modo concreto per non aggrapparsi disperatamente ai due mesi “de stagion”?
Ma se tutto ciò rimanesse pura accademia il futuro utilizzo della pista da Grado fino alla ex stazione della ferrovia di Belvedere e oltre (Boscat con i sui agriturismo, Aquileia, Palmanova, la Carnia, l’Austria e via… pedalando), la pista non può rimanere avulsa senza indirizzi tesi all’ottimizzazione dell’offerta.
Sarà pur necessario e interessante indicare alcune semplici “destinazioni d’uso” del comprensorio turistico.
Aspetti di semplice realizzazione, ad esempio: un posto di sosta e di ristoro, un ostello e/o B&B, il noleggio biciclette con officina di pronto intervento.
Sotto il profilo culturale un angolo espositivo (le testimonianze si potrebbero trovare o ricostruire) che rimodella la stazione di arrivo del turismo di quella che fu la Belle Epoque di fine ‘800 (Alla stazione di Praga le partenze dei treni internazionali venivano annunciate: treno diretto Praga – Grado).
Si potrebbe salvare un tratto di binario per sistemarvi una locomotiva dell’epoca con due vagoni dove si potrebbe attrezzare, con l’ausilio dell’informatica, un primo biglietto da visita e di accoglienza della nostra Isola.
Con la preziosa disponibilità annunciata dall’Amministrazione Comunale di Aquileia: accordare e favorire aree a parcheggio, finalmente si potrebbe realizzare, anche sperimentalmente, la sosta sulla terra ferma, una prima diversificazione dei parcheggi, favorendo un’ interessante inversione di tendenza, bandendo ataviche guerre di campanile; ma questa è altra storia. C’è un vecchio granaio che potrebbe ospitare un numero interessante di automobili, quindi offrire sostegno ai collegamenti navetta, all’imprenditoria e all’occupazione. Insomma favorire le iniziative che giustamente il Consorzio Grado Turismo ha inserito tra i programmi a breve medio periodo. Infatti non si deve inventare nulla, basta rendere di attualità quanto, in un secolo di storia turistica, Grado ha saputo offrire. Riposizionarsi con umiltà, senza la presunzione del tutto e subito perseguendo la politica turistica “dei piccoli passi”. In buona sostanza: la massicciata è ormai una fragile realtà, si tolga l’antiestetico “guard rail”, lato est, ricalibrando l’arteria di quel tanto che basta a rendere sicuro il rettifilo (termine amato e odiato da Alessandro Felluga nel suo Mar Grando) o magari creare la corsia di emergenza per autoveicoli e si realizzi la pista ciclabile sospesa su micropali, allocati nel rispetto dell’ambiente, impiantati in quel fango lagunare, testimone della nostra storia millenaria. Allora si potrebbe recuperare, seppur in zona Cesarini, gli impegni presi dalle Provincie di Udine e Gorizia e dai Comuni interessati, ottimizzando le risorse nel rispetto della progettualità complessiva e delle decisioni prese. L’Assessore della provincia di Udine - Capo progetto – è disarmato? Qualcosa non è stato previsto? Annunciare un’inaugurazione di un’opera incompiuta con le casse, del progetto, vuote: è un insuccesso. Perché Grado deve pagare, ancora una volta, in tempi di attesa e di poca considerazione? (n.d.r. ovviamente sono eufemismi). Pali e massicciata testimonieranno l’incompiuta per quanto tempo? Forse dovevamo riflettere sui messaggi della natura, l’uragano del 2008, interpretandoli in modo a noi conveniente: dove non arrivò l’ENEL a togliere gli antiestetici pali, la tromba d’aria fece di suo). Finalino: ci siamo chiesti quale soluzione progettuale è prevista all’arrivo a Grado, testata Mosconi, dove termina la pista e iniziano i problemi la strettoia del ponte e l’intenso traffico? Non sarà, un impianto semaforico a regolare l’accesso e l’uscita! Per concludere un messaggio al Sindaco Silvana Olivotto. Consapevole che i gli aspetti amministrativi, spesso problematici, sono tanti, mi permetto di inviargli una cartolina con i saluti da Grado, Isola del Sole, affinché, dirigendo il traffico amministrativo consideri queste tematiche, aggiungendone un’ulteriore e più immediata: il bisogno di sicurezza delle corsie preferenziali per biciclette in centro (che non sono piste ciclabili!) una per tutte: Via Carducci!

Nevio Scaramuzza

Un picolo commento mio, me par de sintì Canaro nei Progeti: belo no?

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22 febbraio, 2010

Riflessioni de un "Graisan"



Che si sta, nasce una collaborazione tra Nevio Scaramuzza e me, che ha origine dal comune amore per casa nostra Grado.
Io sono felice che qualcun altro si decida (vale per chiunque abbia qualcosa da dire) a mettere un messaggio nella bottiglia virtuale del blog per far viaggiare pensieri e parole tra i marosi del Web, prima o poi su qualche spiaggia pensante si atterra.

Nevio Scaramuzza è uomo ha molto dato a quella Grado che non ha voglia a tutti i costi di essere protagonista, ma lavora nel profondo sul contatto con la gente e con i giovani trasmettendo messaggi culturali chiari e ben radicati, sono felice di dividere con lui questo spazio:

Carissimo Ennio e carissimi amici,
vorrei proporre una riflessione, scrivendo, sui modi di fare dei nostri stimati amministratori della cosa pubblica a Grado in questa settimana:

Gli amministratori della GIT, dopo la conferenza stampa di ieri 20 febbraio e spinti dalla lettura della lettera di Biagio Marin se ne vanno (sbrodoladandosi per il buon lavoro e sputando veleno contro una buona parte della popolazione gradese "...una parte di Grado è retrograda e che darà comunque contro tutti..."- questo inciso l'ho aggiunto io non Nevio che è molto più educato.

Il bello è che tra gli invitati spiccava l'assenza dei nuovi amministratori (non hanno letto la lettera di B.Marin) (!).

Nelle aziende private, anche per questioni di stile sono invitati tutti;
pertanto ci sarà l'accollo, in camera caritatis, di scelte che un c.d.a. uscente ha deliberato a ridosso della pasqua e della prossima stagione estiva per la quale non mancherò di auspicare un'autorevole benedizione.

News fresca: viene riferito che alla BIT di Milano (18-20 febbraio) allo stand FVG, contenitore dell'offerta regionale, Grado splendeva nella sua maestosità su un segnaposto di centimetri 25x10, che sia stato troppo visibile?
Per 30 secondi su rete RAI è andato in onda uno spezzone dedicato alla nostra cucina, intrattenimento di sicuro interesse presentato con arte e maestria da Vinicio Dovier (voto: ottimo) e la ripresa dei media in BIT di qualche refuso della conferenza stampa (voto scarso), presenti il Sindaco Olivotto il vice Sindaco Dovier nonché l'assessore al turismo, Giorgio Marin.

Una conferenza stampa "lamia" (insipida) nei contenuti e povera di sale e pepe nelle iniziative, svegliatevi amministratori, un esempio?:

L'URP acronimo di ufficio Relazioni con il pubblico - Turismo, istituito quale anello tra le realtà turistiche regionali di Turismo FVG (vi ricordate l'ex AIAT?) non funziona per indirizzi promozionali e nelle presenze;
il turismo non ha orari "amministrativi" di back office e manca di creatività nell'attuare politiche gestionali di front office, sbaglio o a coordinare l'ufficio è delegato l'assessore al turismo dr. Giorgio Marin allora anche per Lui: sveglia!

Se per avvicinare il turista si cade con eccessiva enfasi sul boreto (boreto pranso, sena e colasion) magari servito a bordo del taxi boat durante il viaggio di Attiliana memoria Aquileia-Grado (riflettiamo sulla complementarietà del piatto all'offerta, poniamo capi saldi di natura economica, si organizzino conferenze stampa, consultazioni popolari e via dicendo tutto ciò dovrebbe essere naturale per chi ama Grado.

Mi chiedo se ci siamo addormentati, ignari che la navigazione l'abbiamo affidata un tempo a valorosi capitani, sulla carta e alla ricerca del voto, e che nel quotidiano non riescono ad esprimere una rotta sicura.

Un presentimento: non sarà che sia in atto un disegno per decretare l'inizio di una crisi turistica senza uguali.
E così caro Ennio, e chi legge, per te una rilettura con alcuni aggiustamenti, mi sono lasciato andare, ma sapendoti una persona equilibrata(!) mettici pur mano per una sciacquatura dei cenci in palù.

Mi piacerebbe un tuo commento mentre nell'augurarti buona domenica cordialmente ti saluto.


Nevio Scaramuzza
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21 febbraio, 2010

OK tutto a posto


Eliminato l'intruso, torna la calma sul mare virtuale (guardate che alba ogni tanto mi trovo ad ammirare) certo che mi hanno fregato alla grande con una brillante operazione di phishing facendomi credere ad un' aggiornamento del portale Yahoo.

Per fortuna c'è la bella abitudine di avvisare ad altro indirizzo per un cambio di password improvviso.

Esperienza in più!
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L'Amore al tempo di Internet


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20 febbraio, 2010

Ladri di mail


Se vi capita di ricevere mail di case da Gioco o di qualsiasi altro genere, scritte in inglese con la provenienza dal mio indirizzo Enio Pasta "pedocio1@yahoo.it" cestinatele alla svelta, non sono io.
Qualcuno è entrato nel mio accout ed è riuscito a cambiare la mia password, mi ci vorranno almeno 24 ore per sistemare tutto, ho bloccato l'account, ma comunque ritengo la mail compromessa e ho cambiato, vedi a lato----->, l'indirizzo per i contatti personali.
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19 febbraio, 2010

Grado...Wundershon, Adriablau!!


L'Isola si sta preparando alla nuova stagione con straordinarie premesse.

Lavori in corso in tutto il paese
Consiglio d'amministrazione dell'Azienda da insediare
Consigli Comunali all'alba
Bandiera Blù dietro l'angolo

Solite cose, per un ambiente così vivace, ma i nostri ospiti austriaci e tedeschi sono in arrivo e assieme ai fiori a tutti i lampioni, ecco le parole di Giovanni Marchesan "Stiata" per accoglierli e per augurargli e augurarci "in bocca al lupo" ne abbiamo bisogno.


"WUNDERSHON! •... ADRIABLAU! •• "


Danubbio blù?.Nein!
Adriablau! •• Mare meravegiào ••
Wundershon! •• Wunderbàol •• -

Questa Isola di Grado -
Wundershon!
Questa sabbia, questo mare -
Wundershon!
Vecchia Kirken admirare
Alten Stadt ich visitare ••
Wundershon •• Adriablau ... Wunderbào!
Ja •• Ja •• ja! ••
Tutto bello, tutto bono ... Wunderbào ...
Ja •• Ja •• Ja! ...
. Tanto sole,brava gente trovo a Grao
Ja •• Ja •• ,Ja!" ...
Con la scusa tutti amici ..
Adriablau Ich no capir,
Varum gradese VoI baciare meine Frao
•• Wundershon •• Adraiblau •• Wunderbào!


Pescatori fon lagunen ••
Wundershon!
Ich mangiare Kapelonghen
- Wundershon!
Promenade, Shone viale
Grand-Hotel und Villa al mare ••
Wundershon •• Adriablau .... Wundersào!
Ja •• Ja • ..Ja! ....
Tutta notte ich cantare "per la strà'~
JA •• Ja •• Ja! ...
Hostaria no mancare per di qua!
Ja •• Ja •• Ja! ...
Vino bianco •• vino rosso •. gut rosè.
Ich trinken wein ....
Ma c' è gradese
Beve vino più di me! •.
Wundershon •• .Adriablau ... Cabernet!


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17 febbraio, 2010

Sergio Endrigo - Un disco sulla poesia dialettale


Luciano Cicogna mi segnala questo testo di Sergio Endrigo e del suo disco basato sulla poesia di Biagio Marin, purtroppo la cosa non ebbe seguito e sarebbe bello poter avere accesso ai testi e alle canzoni contenute nel disco, se qualcuno sa qualcosa batta un colpo!
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"Subito dopo la guerra, ho passato un’intera estate a Grado. Avevo quattordici anni. C’ero già stato prima ma ricordavo poche cose. Il viaggio in corriera (non si chiamava ancora pullman), la lunga strada con la laguna attorno e Grado che si avvicinava come un’isola e isola è sempre stata; le farfalle notturne palpitanti sui vetri della terrazza, mia nonna viennese di cui avevo un sacro terrore, mio zio Aldo Smareglia, i miei cugini più grandi. E, prima di addormentarmi, il fascio di luce di un faro intermittente sulle persiane, il motore di un peschereccio e la risacca sulla diga.
Ora invece avevo tutto da scoprire, la grande libreria di mio zio, la cuginetta del piano di sotto e soprattutto una libertà che credo oggi nessun ragazzo può conoscere.
Una libertà fatta di aria, acqua, luce, senza rumori, pericoli di traffico ed altro. Ero diventato amico dei pompieri che avevano l’autorimessa a pochi metri dalla casa di mio zio e a volte mi portavano in giro sul loro camion rosso luccicante di ottoni. Ricordo sempre l’odore di nafta e acqua che mi portavo addosso al ritorno.
La mattina, dopo aver fatto la spesa alla nonna ed esser stato sgridato e rimproverato perché avevo sempre dimenticato o sbagliato qualcosa, scappavo in giardino, scalavo un muretto ed ero sulla diga, sulla spiaggia libera piena di conchiglie e in fondo alla diga andavo a pescare i “guati” con le “naridole” e i “peoci”.
Ho ricordato tutto questo solo perché Biagio Marin viveva e vive anche oggi nella stessa casa dove abitava mio zio. E’ una grande casa divisa in due da una rete, oggi forse un muretto, che separa i due giardini. Chissà quante volte avrò visto un distinto signore passeggiare tra le zigne, le dalie, i mazzetti multicolori di verbena e le “vanesse” di radicchio e prezzemolo.
O camminare curvo sull’arenile alla ricerca delle sue amate conchiglie, ali di rondine, capesante, ostriche levigate da sembrare vetro.
E oggi ritrovare nei suoi versi quella atmosfera, quel colore, quella malinconia delle sere gradesi quando tutto si placa il mare, il cielo e la gente, per me è una gioia tanto grande da farmi male.
Già il dialetto gradese sta morendo sostituito dalla lingua “ufficiale”, e la laguna con i suoi banchi, le sua valli, i casoni, comincia a conoscere l’inquinamento industriale e forse tra poco la speculazione edilizia.
facemmo un disco con Biagio Marin, grande poeta di Grado.
Nell’altra metà della villa abitava Biagio Marin… Dopo aver fatto questo disco, mi accorsi che non riuscivo nemmeno a pagarmi le spese di viaggio, nonostante sullo statuto della Fonit Cetra (allora IRI) c’erano forti incentivi alla cultura…
Se ci ripenso oggi, mi dispiace molto, ma allora andò così: lasciai perdere. I dischi li ho conservati e oltre alle belle poesie recitate dagli autori, sono interessanti i loro punti di vista su tanti argomenti. Peccato sia finita così…
Cosa resterà della vecchia Grado se non l’Anzolo del Duomo e i versi di Biagio Marin?
[Sergio Endrigo]"



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