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31 gennaio, 2013

Fine del Mondo di Luca Decorte

E' un periodaccio, il tempo uggioso, poca gente in giro, molti escono poco da casa per vari motivi, non ultima  'sta maledetta crisi che ti mette se non altro in apprensione, qualche amico ha salutato baracca e compagnia e se nè  andato  verso lidi lontani e più caldi per rigenerarsi, allora approfitti per  rivedere un po di cose tue.

Mi è capitato così di ritrovare le cose che  avevo pubblicato su un bravo ragazzo, bravissimo fotografo e una sfortuna immensa:

Sono già passati due anni e mezzo dalla sua scomparsa e tra le fotografie che avevo pubblicato mi va, per ricordarlo, di riproporre questa sua, anche per il significato intrinseco così ben evidenziato nella presentazione di Matteo Marchesan:

“Fine del mondo”

Non è uno scenario apocalittico, l’immagine anzi suggerisce un senso di distensione, di serenità, quasi di contemplazione, sicuramente di pace interiore: di fronte alla sublimità e alla maestà della vita, di tutta la vita, l’animo si confonde, si perde tra le nubi della realtà.
Quel groviglio di rami rappresenta il mondo con le sue contraddizioni, con i suoi labirinti, ma c’è un punto luminoso, una meta, cui tende questa vita che rendiamo così complessa, perché non sappiamo innalzare lo sguardo al di là della misera quotidianità e di una programma esistenziale povero di significati e privo di entusiasmi, aggrovigliati su noi stessi.
Eppure qualcosa c’è, là, in fondo, che ci rende partecipi di un’altra natura…

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30 gennaio, 2013

Informalità: è figo.

Per restare nel clima cupo del senso di inutilità che a volte si prova a vivere in questi tempi così incerti vedo un pò di ragionare su degli stereotipi che vanno più in voga: 
 
la Parolaccia e l' Informalità

L' uso e l'abuso del turpiloquio è ormai generalizzato e sempre più utilizzato dai media televisivi, per far crescere il livello di attenzione, e dai giovani  la cui espressività è ridotta ai minimi termini e viene completata dalle parolacce.

Un' altra cosa molto fastidiosa è la predominante informalità:
ci si dà del tu, ci si veste a prescindere dalle situazioni, ci abbracciamo e ci baciamo anche se la conoscenza reciproca è fresca di qualche ora, e naturalmente parliamo anche come ci pare.

Ogni mutamento di costumi andrebbe giudicato non per la sua (presunta) immoralità, o perché differisce da precedenti ortodossie, ma per quanto aggiunge (o toglie) alla comunità, per quanto la arricchisce o la impoverisce.

La Parolaccia dilagante mi preoccupa non perché sia oscena, ma perché è banale e rivela una paurosa involuzione della lingua.

Se le parolacce si aggiungessero a un lessico ricco e fantasioso, non mi darebbero eccessivo fastidio.

Il problema è che ogni parolaccia dà la netta impressione di prendere il posto di concetti, ragionamenti, frasi che comporterebbero sapienza e fatica.

Le parolacce sono comode, segno di pigrizia più che di maleducazione, di ignoranza più che di trasgressione.

Credo che l’informalità contemporanea sia una reazione quasi fisiologica al formalismo pre 68.

Seppure fastidiosa e spesso fuori luogo, l’informalità dei modi è un passaggio quasi obbligatorio da una società formalista ed escludente ad una società democratica e inclusiva quale vuole essere la nostra.

La vivo come una faticosa fase di passaggio: un nuovo ordine (e una nuova educazione, e nuove buone maniere) è auspicabile, e tutti o quasi lo stiamo aspettando.

Ecco questo penso, non mi pare siano grandi mutamenti, Ostia!ooopps...scappata.
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29 gennaio, 2013

Trovare il lavoro

Tutti parlano di sogni:
è perché presto si sveglieranno molto lontani dai sogni che avevano
da ragazzi
C' è stato un momento da piccolo che mi hanno chiesto:

Cosa vuoi fare da grande?

Cuoco, operaio, autista, pescatore, impiegato, barista?

Ma neanche per sogno.

Volevo essere astronauta, o calciatore, o inventore, o pilota, o esploratore.
Non volevo un lavoro, lo vedevo il mio papà che rientrava piegato dalla fatica, volevo un sogno.

Poi, invece, come alla maggior parte di noi, anzi, quasi a tutti per la verità, perché di astronauti, calciatori, inventori, piloti e esploratori, a conti fatti, ce ne son pochissimi, mi sono trovato un lavoro: un lavoro, al posto di un sogno.

Oggi invece continuando con la favola non ti trovi neanche quello, il lavoro intendo, perchè il sogno è proprio quello, trovarlo il lavoro.






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28 gennaio, 2013

Perdita di un amico

Ho perso un amico, un fratello con cui ho condiviso cose, sensazioni,  iniziative.
Un uomo forse un pò complicato ma buono con un' amore infinito per il mare.

La sua barca la  "Saratoga" per tutti noi amici la "Tegetthoff" derivata dalla sua ammirazione per l' ammiraglio austriaco ha fatto da ammiraglia a tante  manifestazioni con le bandiere al vento con lui orgoglioso al comando e in divisa.


Ciao Edi Toso speremo che la che tu rivi tu abia bon vento.


Strenzete al Mar

Duto sarà in salita,
tu varà vertigini de sima in sima.
Tu caminarà
co' i trampuli tra i nuoli
ma rivao, co' i brassi verti e spalancai,
tu te strenzarà al mar.

Un mondo diverso
scuminsia dai tò pensieri,
se tu sinti l'aria dentro,
se tu la sinti alsasse,
'lora girete
e la tera, de la in alto,
no sarà più solo una piera.

Ennio Pasta

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27 gennaio, 2013

2° parte della Conchiglia d' Oro 1988



Ecco la seconda parte della Conchiglia d'Oro del maggio 1988  in Piazza XXVI Maggio, la versione estiva del 30° Festival della Canzone Gradese riservata ai "fantulini" con la regia della Compagnia Spettacoli Viaggianti

Le immagini sono di Lorenzo Boemo (Pastor)  per il gruppo Corbola Folk.
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26 gennaio, 2013

Fanno la festa agli alberi



Per non farci mancar niente a noi cittadini varie amministrazioni comunali si sono accanite sul viale pedonale (sic) con la motivazione di migliorare il salotto buono di Grado.

Quanto sia rimasto di buono del salotto lascio giudicare agli interessati, ma per testimoniare la periodica frenesia dei comandauri pro tempore pubblico questo breve e raro video dell' amico Boemo sul 1° taglio degli alberi in viale che ha portato a piantare le magnolie, che sono state a loro volta tagliate nonostate la protesta civile della gente in autunno.

Ora non rimane che aspettare il prossimo taglio.

Par che ogni tanto al vial deve 'ndà la del barbier
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24 gennaio, 2013

fiction



pinocchi in TV.
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23 gennaio, 2013

XXX Festival Canzone Gradese- Trofeo Conchiglia d'Oro



Lorenzo Boemo ha un archivio  video-fotografico unico e vuole "un giosso a la volta" condividerlo con noi, io lo ringrazio per l' onore che mi concede di fare da tramite per tutti quelli che vorranno vedere queste immagini che sono la nostra storia.

Il video qui sopra fa riferimento al XXX festival della canzone gradese- trofeo Conchiglia d'Oro riservato ai bambini nel 1988.
Qualcuno si riconoscerà sicuramente.
L' organizzazione era affidata alla Compagnia Spettacoli Viaggianti di cui ho scritto tempo fa (per vedere cliccare sul nome)

I video sono due il prossimo tra qualche giorno.
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22 gennaio, 2013

Ocio agli sconosciuti!

Nessuno ha fatto all' onorevole Maran  questa raccomandazione?


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Comunicato di "Quelli che..il Festival"

Comunicato Stampa n.4 Quelli del Festival…della canzone gradese
Festival della canzone Gradese 1946-2013. XLVII edizion
e


Nel rispetto della tradizione procede l’attività degli organizzatori del festival della canzone gradese, dopo la selezione delle canzoni finaliste, che daranno voce alla 47a edizione, si è proceduto al sorteggio definendo l’ordine di uscita e l’indicazione dei cantanti.
Il sorteggio avviene nel modo più classico, affidandosi alla sorte e quindi smazzando le graisane (carte da gioco locali ideate e realizzate dal maestro Dino Facchinetti) e affidandosi nella pesca alla fortuna dell’immagine e del numero, come avveniva per i pescatori un tempo.
Diverse le voci esordienti, giovanissimi, qualche conferma e diversi cantanti che rientrano nel giro del festival dopo un passaggio a vuoto. Questo è il festival un vero momento di identità collettiva che dal lontano 1946 la comunità gradese vive questa festa che ha battezzato Gravo Isola de le cansòn.
Da diversi anni l’organizzazione ha istituito il premio Graisani nel mondo che coinvolge concittadini e amici lontani e, grazie alla diretta internet che nella passata stagione ha registrato la fedeltà di svariate migliaia di utenti, una qualificata e variegata giuria premia in diretta per la speciale classifica appunto Graisani nel mondo, mentre il voto popolare dei presenti in sala, come tradizione vota ed elegge la canzone regina.
Prima di ufficializzare l’ordine di uscita gli amici di Quelli del festival della canzone gradese intendono ricordare il secolo dalla nascita di un personaggio che ha dato molto alla cultura, al festival gradese:

Danilo Onorio Dissette

“In piedi, in tutta la sua altezza, il fisico integro e asciutto, tipico di chi ha praticato per molti anni un’intensa attività sportiva, ha militato per dieci anni nelle file della società sportiva “la Gradese-calcio”; ha fatto parte assieme a Placido Gimona della rappresentativa regionale calcistica del Friuli-Venezia Giulia. Nel 1935 ha vinto il titolo italiano juniores di salto in alto, ha anche gareggiato ai massimi livelli nazionali nella specialità del lancio del giavellotto.
Nativo del “polesine” ma figlio adottivo dell’Isola d’Oro essendo giunto a Grado a soli nove anni, nel 1922, era nato, infatti: a Borsea S.Sisto - Comune di Loreo - in provincia di Rovigo il 25 gennaio del 1913.
Cuore di sportivo quello di Onorio ma soprattutto di artista. Non si contano - essendo innumerevoli le opere da Lui scritte tra canzoni, poesie e commedie.
Danilo Onorio Dissette, il suo costante impegno ed i suoi interessi nel campo professionale non gli hanno impedito di dedicarsi alle sue passioni preferite, che sono state: le canzoni, la poesia ed il teatro. Ed è qui che egli ha potuto dar spazio alla sua fantasia, che si scioglie facile, giocando anche sui più minuti particolari di una vicenda, senza tracimare tuttavia oltre gli argini di una verosimile realtà e rimanere dentro a una certa logica del senso comune.
Amore, acqua e aria sono i tre elementi essenziali che, si alternano di continuo; come il cambio delle stagioni . Senza perdere mai di vista, tuttavia, il sentimento amoroso. Perchè Dissette rimane innanzitutto un sentimentale. Un bizzarro, imprevedibile, sognatore e romantico.




Ordine di uscita 47° Festival della canzone GRADESE

“Un’ora de tu” di parole Alessio Gratton musica di Marzio Corbatto cantano: Ilaria Zanin, Michele Lugnan e Stefano Meneghel
“L’onda sita” parole e musica di Riccardo Gordini, canta Omero Gregori
“Comò sbruma de un’onda” parole di Renato Camisi musica di Gian Marchesan, canta Ideale Eros Gregori
“Soravento buora” parole di Nevio Scaramuzza musica di Gianni Raugna, canta Nevio Scuz “Nevis”   
“Le gno busíe piú grande” parole e musica di Andrea Marchesàn, cantano Deborah Civita, Andrea Marchesan
“Sogno” parole di Beatrice Krpan musica di Elia Bidut, cantano Mabel Troian e Elia Bidut
“Aqua alta” parole di Andrea Cicogna musica di Andrea e Paolo Cicogna, canta Andrea Cicogna
“Varvuola” parole di Marco Giovanetti, musica Michele Lugnan,canta Cinzia Borsatti
 “Quel giosso de me“ parole e musica di Andrea Felluga,  cantano Paride Bertogna, Gabriele Bottin, Andrea Felluga e Paolo Pozzetto           
 “Tunin” parole di Gabriele Krpan musica di Andrea Barzellato canta Fabio Fabris
“Ani Sessanta” parole e musica di Ilario Fanò  cantano Alessia Galzignato, Italo Salvemini Andrea Pellizzoni
“Forcola e remo” parole di Damiano Marchesàn musica di Roberto Camuffo, cantano Alessandra Marocco e Roberto Camuffo

Grado  21/01/2013

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