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07 ottobre, 2013

Silenzio, sogno ad occhi aperti

Un sacco di pensieri mi affollano la mente durante i trasferimenti in mare, quasi sempre notturni, a cui sono costretto dal porto alle zone degli allevamenti, sono momenti in cui sono solo e mi accompagna solamente il rumore dei motori a cui sono ormai abituato e, seppur forte, non disturba più, allora valuti e dai peso al valore del silenzio.

Perché penso che oggi è così che funziona, chi ascolta non capisce chi parla, e chi parla vede dalle espressioni dei suoi interlocutori che questi non capiscono o non vogliono sentire, chiusi nel loro mondo.

Non ci si capisce, probabilmente siamo diventati sordomuti.

Deve essere tutto questo parlare, tutto questo ascoltare, questa continua fuga dal silenzio.

Ti trovi però in momenti a cui non puoi sfuggire, solo con te stesso, di fronte al tuo silenzio.
Quando devi capire se sei soddisfatto di te stesso o se hai bisogno del continuo sguardo degli altri addosso, quando devi  prenderti la responsabilità dei tuoi pensieri, della tua sola visione del mondo.

Poi si scuoti e ti immagini due bambini sulla spiaggia, lui a dire con gli occhi a lei, che ha ancora un dito nella sabbia, "grazie, che mi hai disegnato un'onda." 


Allora il silenzio ha un senso, ti fa sognare ad occhi aperti, e ti riconcili con il mondo.

Sssh. Silenzio. 
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06 ottobre, 2013

Josef Maria Auchentaller

Uno dei nipoti di Josef Maria Auchentaller mi ha scritto per chiedere notizie su Morgo, il che mi ha fatto riandare alla figura dell' artista che seguendo la moglie si è trasferito da Vienna a Grado.

Josef Maria Auchentaller fu pittore ed artista eclettico e si trasferì da Vienna a Grado nei primi anni del 1900 al seguito della moglie Emma avviata con tutte le sue forze verso traguardi di imprenditoria turistica (ce ne fossero oggi), realizzò La Pensione Fortino uno dei primissimi alberghi del nostro paese.

Il pittore, uomo schivo e riservato, si è fatto notare poco a Grado, eppure era uno dei fondatori del gruppo dei seccessionisti viennesi amico di Klimt.


Il video girato nel 2009, commentato in austriaco, è molto bello ed intenso.



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05 ottobre, 2013

Ex Voto alla Madonna

Profitto di questi giorni di straordinaria presenza della Madonna di Barbana in Basilica a Grado per ricordare i tantissimi che hanno beneficiato dei suoi servigi con veri e propri miracoli ricordati per ringraziamento con gli ex-voto.

 Andar per mare ha i suoi rischi, non tanto oggi con le moderne imbarcazioni a motore ultrasicure e di facile manovra, ma un tempo neanche tanto lontano la navigazione era a vela e i marinai si raccomandavano l'anima a Dio ad ogni uscita di porto.

Da noi "graisani", vivendo e guadagnando il pane con il mare, la cronaca purtroppo fin troppe volte si è dovuta occupare di tragedie, ma anche di veri e propri miracoli.

Da qui il ricco palmares di ex-voto appesi sulle pareti della Basilica di S.Maria di Barbana (vedi foto tratta dal sito di Michele Gereon) a testimoniare la gratitudine di quanti si sentono miracolati dalla Madonna.

In controaltare purtroppo ci sono tante disgrazie e una in particolare successa proprio il giorno del Perdon il 5 luglio 1885.


La storia raccontata da Domenico Marchesini (Menego Picolo) narra del feroce accanimento del destino di quattro uomini di Grado naufragati miseramente e annegati causa un violento temporale estivo (caligà in busata) al largo di Grado proprio nel giorno dedicato al ringraziamento alla Madonna di Barbana.

Ironia di una sorte avversa l'imbarcazione aveva nome "Felice Destino".

Commenta con il suo stile crudo Menego Picolo:

...mai più a memoria de omo a Gravo
 ze nato disgrazia compagna
gni mai 'la 'ndarà desmentegagia de la mente.... 



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04 ottobre, 2013

Italiani e migranti

Papa Francesco ha gridato:    Vergogna!

Per rinfrescarci la memoria  pubblico questo rapporto al Congresso Americano del 1912:

PER  NON  DIMENTICARE

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed latta nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.

Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Clandestini” africani? No, sporchi italiani

e tanto per rincarare la dose un parere dei nostri cuginetti francesi:

Nullafacenza e vile devozione
La popolazione italiana che brulica da queste parti, macchia due volte il pavé del sobborgo rivoluzionario. Essa rappresenta la nullafacenza; rappresenta anche la vile devozione e mollezza nel pieno della sfacciataggine parigina e della blasfemia popolare.
da “La religion des Italiens vue par l’écrivain Jules Vallès. Cronique publiée dan la France” 1882

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03 ottobre, 2013

Amore virtuale per Grado




Un periodo impressionante, tutto accelera, muta.
Della politica fa male solo il parlarne, della situazione nostrana abbiamo già mastini pronti a mordere e informatissimi, io mi sento un pò fuori rotta e sconclusionato (più del solito eh!) dopo essermi affidato alla Madonnina mi va di dedicare questa mia, scritta molti anni fa preso da vapori di vario tipo e in lingua, mi è sempre piaciuta e allora la condivido perchè azzecca il mio stato d'animo del momento:

Amore Virtuale

Vederti
senza guardarti...
con l'immagine sfuocata
del pensiero...
Sentirti
senza toccarti...
col desiderio doloroso
della carne...
Amarti
senza averti...
con l'insana illusione
della speranza...
Morire
senza conoscerti...
con un vuoto disperato
in fondo al cuore...
Fiumi di parole
ho versato...
Solo per poter... in fondo...
Avere l'illusione...
Di galleggiare
In un mare di affetti...
E non già perdersi...
Nella landa deserta
dell'oblio...
già...
ma l'Amore virtuale
è una trappola reale...sigh...
prosit... 


Ps: Alla mia amata virtuale Grado

L' immagine è un quadro del pittore Silvano Braido. 

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02 ottobre, 2013

La Madonnina a Grado

Torna a Grado dopo 25 anni (non 50) come erroneamente scritto sui fogli locali, vi ripropongo questo video rarissimo che ci riporta indietro nel passato.

Vale la pena vedere nel video del 1952 la sentita ed intensa partecipazione della gente graisana e di conoscere un po di storia su di un voto popolare che piano piano si sta trasformando, svuotandolo dei suoi significati profondi, in spettacolo per il pubblico.

Le indicazioni storiche sono di Bruno Scaramuzza:

In verità la processione a Barbana della prima domenica di luglio è cosa recente (160/170 anni circa). 
Il voto sì, invece è antico (1237 o 1232, la data è sub judice come è ignota la pestilenza che colpì Grado) e veniva sciolto il 2 Luglio (Festa di Santa Elisabetta) da una piccola rappresentanza di gradesi (vedi la Storia di Barbana scritta dal padre francescano Vittorino Meneghin)

Il vero “Perdòn” di Grado veniva effettuato nel giorno di Pentecoste (chiamata anche Pasqua rosada) ed  era una festa religiosa e civile che durava tre giorni. 
Il “Perdòn” decadde durante l’occupazione francese dell’ Isola e, passati sotto amministrazione austriaca, si cominciò andare in processione a Barbana il 2 luglio. 
Forse, la processione venne portata alla prima domenica di luglio dopo le pestilenze degli anni ‘30 del 1800 (vedi la lapide murata nel presbiterio della nostra chiesa madre). 


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01 ottobre, 2013

Domenico Marchesini

In contraltare all' esposizione mediatica e riesumatoria consumata due volte, meritata per carità, da barba Bastian Scaramuzza al quale comunque nessuno ha dedicato l' attenzione minima che vorrebbe corretta la data di nascita sulla lapida a lui dedicata,  io ripropongo una personaggio più verace meno volatile, più aderente alla realtà quotidiana di una Grado d' epoca:

Domenico Marchesini

Lui e la sua lingua rimangono nel presente: non si arriva alla trascendenza e alla trasfigurazione lirica.

Marchesini non mitizza il suo mondo, non ha bisogno di compiere per esso un recupero nella memoria, non sorge in lui il desiderio o la necessità di questo itinerario spirituale. 
Esprime il rimpianto del tempo che fu e ne fa una idealizzazione sentimentale, di tipo casalingo e, come i gabbiani o le anatre, si trova bene nella sua laguna.

Più che "rappresentarlo" Domenico Marchesini ci "presenta" il microcosmo gradese: 
un nucleo la cui struttura sociale si esaurisce in pochi elementi: 
i pescatori di mare e di laguna, gli artigiani e i sabionanti.

E gli artigiani allora si chiamavano "artisti", ed erano artisti che per poter vivere in quella società costruita su un'economia del tipo più primitivo  erano spesso costretti a esercitare più "arti" contemporaneamente. 


Marchesini di questo "mondo picolo" è cosciente, e con insistenza gli pone di fronte, quasi a contrappeso spirituale, l'emblema di San Marco e il riflesso splendore della Serenissima, per cui i pescatori "comandauri del palù" ricevono una patente di nobiltà d'antica data e diventano cortesani e, pur nei loro miseri "casuni", i custodi eletti di un'eredità gloriosa e glorificante. 

In questa laguna, la pesca, era d'altra parte la vita stessa del paese. 
Una vita durissima: la pesca che impedisce di morire di fame e gli strumenti di essa sono sempre presenti, e  nel linguaggio hanno forma di modi di dire ed espressioni metaforiche: 
al pulindron , la mota, le cane, la batela; 
i pesci con la loro qualità più o meno pregiata rappresentano i ceti sociali, bransini e cepe , dall'alto verso il basso.

Tutte espressioni che si possono capire ma non tradurre, perché traducendole si distruggono, aderenti come sono alla sostanza isolana, come un affresco è tutt'uno col muro che lo porta.


La elementare durezza di questa vita di mare e di laguna spiega anche gli ideali di beatitudine, che si configurano nell'assenza del massacrante lavoro quotidiano, lo stah de bando  e nelle pochissime feste, che dovrebbero essere religiose ma  si presentano con il tumultuoso e spumeggiante aspetto di una godereccia sagra popolare.

Ecco Domenico Marchesini un graisan tra graisani.


Contrà


Qui! de in Cavo-de-Palasso

E de in Corte, duti fora
Li 'ntendeno su e co un brasso 
Anche qui! in Borgo-de-Fora! 
Thu! de Piassa e Cul-de-Muro 
Ve sfideno sie per tre.

Ocio eee! ... che caté '1 duro 
Se sto gatolo passé! 

Sapevatelo!

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30 settembre, 2013

Ermì -


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MIcro-alghe - Fonti di energia rinnovabili


In un mondo dove la tutela ambientale viene finalmente considerata assolutamente indispensabile per poter dare un futuro al pianeta, le micro-alghe e le loro potenzialità, specie in un ambiente adatto come la Laguna, tornano di grande attualità.

I primi studi sulle colture algali in laboratorio, determinanti per la comprensione dei meccanismi alla base della fotosintesi ossigenica, risalgono agli inizi dello scorso secolo.

L’obiettivo dei primi ricercatori era ambizioso: ottenere proteine da fonti inesauribili (acqua, sali minerali, luce solare) ed a basso costo mediante la fotosintesi algale, dopo i primi insuccessi la ricerca ha segnato il passo.

Oggi si assiste ad una rinascita di interesse per questo gruppo microbico, specialmente in relazione al suo enorme potenziale nel campo delle energie rinnovabili, anche se altre applicazioni quali la depurazione delle acque reflue e la produzione di integratori alimentari, mangimi e farmaci sono altrettanto promettenti. 

In Italia, fioriture di alghe produttrici di polisaccaridi (mucillagini) hanno interessato le coste del nord Adriatico negli anni ‘80 con gravi ripercussioni sul turismo.
Le conseguenze delle fioriture algali tossiche possono essere molto serie, con danni incalcolabili alla pesca ed alla molluschicoltura.

Però, d'altro canto, le colture algali massive possono darci una mano a ridurre l’impatto delle sopra citate emergenze. 
L’efficienza di conversione dell’energia solare in biomassa delle colture algali, e quindi la produttività per ettaro, è molto maggiore di quella ottenibile con le colture tradizionali.

Le colture algali non competono con le colture agrarie per terreni fertili, non richiedono pesticidi e si possono realizzare in acqua di mare o in acque reflue da dove, in sinergia con i batteri associati, prelevano i nutrienti che riciclano in biomassa dalla quale è poi possibile ottenere mangimi proteici o fertilizzanti oltre che biocombustibili. 

Le colture algali consumano grandi quantità di ossido di carbonio ed è dimostrato che possono efficientemente prelevarla dai fumi di combustione delle centrali termoelettriche. 
Va infine ricordato come le microalghe produttrici di molecole bioattive (tra cui le citate tossine) siano una fonte di antibiotici, antitumorali, antivirali, antiossidanti ed immunostimolanti a cui l’industria farmaceutica e cosmetica guardano con crescente interesse. 

Sul versante delle energie rinnovabili, le colture algali costituiscono una delle soluzioni di maggiore potenziale e sostenibilità.

Di fronte ai problemi ecologici, alimentari ed energetici del nostro tempo, le interazioni tra fotosintesi microbica, salvaguardia dell’ambiente e produzione di alimenti assumono una fondamentale importanza teorica e pratica per i possibili contributi agli equilibri del sistema biosferico, divenuti fragili e delicati”. 

La biotecnologia algale allo stato delle cose sembra ormai puntare sui sistemi chiusi che consentono la coltura di tutte le specie. 
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29 settembre, 2013

Variante di Manutenzione al Piano Regolatore di Grado

Ricevo da Natalino Marchesan con preghiera di pubblicazione lo faccio senza commenti :

         Proposte per la Variante di manutenzione al P.R.G.C. di Grado.

Premesso che lo sviluppo urbano dell'isola di Grado, dagli anni settanta ad oggi, a causa di una deleteria attività di speculazione edilizia ed assenza di un valido piano di urbanizzazione, è avvenuto in modo disorganico tanto da determinare una distribuzione disomogenea dei residenti presso i diversi rioni, con conseguente disgregazione del tessuto sociale. Abbiamo infatti alcuni rioni in aree periferiche più abitati dai residenti ed altri invece, compreso il centro cittadino, che, essendo costituiti da tante seconde case, risultano poco abitati per buona parte dell'anno. Si rivela quindi necessario, da una parte porre sotto tutela paesaggistica l'ambito urbano dell'isola che, oltre al centro storico, ha una certa valenza storica inerente il periodo austroungarico (vedi: l'area  del centro cittadino, del porto, dei viali pedonali, del lungomare e retro-spiaggia) e del secondo dopoguerra senza trascurare la necessità di predisporre una tutela per tutta l'area limitrofa alla laguna. 
Un'ultima considerazione riguarda la tipologia di urbanizzazione di Grado  la quale risulta troppo caratterizzata da edifici ad uso residenziale mentre, nel corso degli anni, sono stati limitati gli spazi di verde pubblico e trascurate le necessità di aree utili per i servizi d'interesse pubblico.
Proposte: Considerato che molti ambiti dell'isola risultano già ampiamente fagocitati dall'ambiente costruito senza preservare adeguati spazi di verde pubblico, risulta fondamentale preservare le poche aree del centro cittadino rimaste libere e destinarle tutte, o almeno parte delle stesse, a verde pubblico migliorando il contesto urbano e la stessa  qualità di vita dei cittadini. 
Ci riferiamo alla spiaggia libera di via Milano, la passata amministrazione aveva infatti accolto la proposta, previa ricostruzione di dune litoranee, di realizzare un'area verde procedendo con piantumazioni (magari parziali e di carattere sperimentale con oasi di tamarici e pini marittimi) presso l'area antistante posta a sud-ovest del Jolly-bar, dove sta già crescendo vegetazione spontanea. 
Realizzazione di un'area di verde pubblico con sistemazione e riqualificazione di tutto l'ambito di Piazza Carpaccio e l'area retrostante alla stazione. 
In tale ambito potrebbero trovare posto oltre ad un parcheggio, anche gli uffici comunali più utilizzati dalla comunità (anagrafe, ecc.) mentre l'attuale sede municipale, che risulta inagibile alle persone disabili, potrebbe mantenere alcuni servizi ed una funzione di rappresentanza. Con tale soluzione si favorirebbe la chiusura del traffico nel centro cittadino, auspicata da tutti, disponendo le opportune limitazioni al traffico da Via Manzoni in avanti.
Nell'isola della Schiusa, oltre ad un piccola area di verde pubblico da realizzare presso l'area piazzale del lavoro, a ridosso della scuola elementare, il campo di calcio andrebbe trasferito in area est dell'isola (Val Cavarera od altro ambito) dove potrebbe essere realizzato con le opportune piste di atletica e risultare attrezzato per importanti eventi sportivi. L'area dell'attuale campo di calcio della Schiusa potrebbe essere utilizzata per realizzare un bel ambito di verde pubblico, un campetto sportivo polivalente per i ragazzi e parte per realizzare, in accordo con l'Ater del FVG o con altri enti, abitazioni per i residenti a prezzi ragionevoli, in modo da offrire opportunità abitative ai giovani che sistematicamente abbandonano l'isola. La piazza dell'acquedotto necessita di un'opportuna valorizzazione urbanistica con verde pubblico, onde renderla più confacente all'adiacente museo del mare; sarebbe opportuno inoltre migliorare la comunicazione con l'adiacente piazza Duca d'Aosta.  Per tale pregevole ambito sarebbe auspicabile porre in atto un concorso di idee internazionale.
L'area verde del Parco delle Rose deve assolutamente essere preservata e valorizzata, anche tramite opportuni ampliamenti, perché oltre ad essere l'unica area verde di una certa rilevanza del nostro contesto cittadino, riveste fondamentale importanza per un'adeguata ambientazione dell'auspicato rinnovamento degli impianti termali. 
Considerata la vocazione curativa e termale di Grado è' di fondamentale importanza mantenere il vincolo di destinazione sanitaria delle aree in cui ci sono strutture riabilitative e curative quali l'Ospizio Marino.  
Riguardo alle altre aree, tenuto conto che l'isola di Grado risulta circondata per parte dal mare e per parte dalla laguna, quindi è nell'interesse di tutti evitare soluzioni urbanistiche impattanti, bisogna assolutamente porre dei limiti alle altezze degli edifici in modo da valorizzare la paesaggistica ed evitare la  realizzazione di edifici spropositati (vedi il Tiziano) che hanno compromesso lo Skiline dell'isola.  A tale riguardo non siamo assolutamente d'accordo con la scelta di consentire lo sviluppo in altezza dell'albergo “Stella Maris”sino a sette piani, perché tale soluzione comprometterebbe lo skiline del tratto di lungomare adiacente il museo del mare ed antistante il centro storico, precludendo, tra l'altro dal mare e dalla spiaggia libera, la visibilità del nostro campanile. 
All'attività ricettiva citata, considerata la pregevole posizione che ha sempre garantito la costante presenza di clientela, sarebbero più che sufficienti cinque piani. Considerato infine l'alto numero di edifici disabitati e di seconde case che caratterizza l'isola, sarebbe auspicabile limitare ai minimi termini il consumo del territorio restante ed abbassare considerevolmente l'indice di edificabilità delle rimanenti aree con diritto di urbanizzazione, cercando di preservare aree di verde pubblico, aree periferiche per i parcheggi, per i servizi sportivi, turistici e di altro genere, utili a qualificare il sistema paese. 
Un'ultima considerazione infine sulla grande viabilità d'ingresso a Grado:
- ormai risulta evidente che la principale via d'accesso a Grado sarà costituita dalla strada provinciale Monfalcone-Grado, sia per la comodità rappresentata  dal raccordo autostradale da Vilesse a Grado, sia per la già approvata circonvallazione di Aquileia e l'auspicabile variante grande Viabilità Palmanova-Cervignano-Grado con la bretella Bosco San Marco-Belvedere-Boscat-Tiel-SP 19, la quale renderebbe centrale l’area Campeggi- Golf.
Risulta opportuna un riqualificazione della splendida Pineta comunale che va dal Camping Punta Spin, Gradualis, fino a Grado Pineta, tramite una
semplice pulizia ed un minimo di valorizzazione (eliminazione alberi secchi e schiantati,  sistemazione recinzioni ex Lido del Carabiniere e Campeggio Mantova, posa gruppi Tavolo/panca) che trasformerebbe un’area oggi marginale in una pregevole ed apprezzata area ambientale paesaggistica. 
L’accesso da est, che necessita di un'opportuna individuazione di aree parcheggio ed ampliamento di quelle preesistenti, (Sacca dei Moreri)porterebbe anche ad uno sviluppo delle Frazioni di Boscat e Fossalon, oggi per buona parte estromesse dalla realtà turistica gradese! 
La strada Grado-Belvedere deve decisamente assumere una connotazione di strada panoramico-turistica, prevedendo tutta una serie d'interventi (adeguato limite di velocità, realizzazione di alcuni terrapieni con alberature, utili per consolidare la strada e per creare delle gradevoli oasi di sosta ed osservazione della laguna. 
Restando alla variante del piano Regolatore, questa non può prescindere dal Piano dei Porti e dai progetti d’iniziativa privata, presentati e non discussi.
Risulta fondamentale in tale pianificazione tenere presente gli sviluppi, in senso positivi o negativo, che possono derivare da modifiche d'impostazione  presso il porto Mandracchio e nella portualità da S.Vito a Molo Torpediniere, i quali   potrebbero determinare alcune linee nell’urbanistica della Città.
L'unica proposta che ci permettiamo di fare su tale settore, che andrebbe affrontato dopo l'indispensabile sistemazione idrogeologica del nostro territorio, deriva dalla valutazione di realizzare una bella darsena presso l'ambito ad est di Pineta, al fine di potenziare la rete dei servizi e valorizzare il rione citato.

Rimanendo disponibili per chiarimenti inviamo distinti saluti. 

Associazione “Noi Cittadini” di Grado 
Campiello della Scala 6, Grado (34073)

tel. 0431-82996      uff. 0431-80965

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