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17 novembre, 2013

Grado, Gradus, Gravo

L' immagine del barco è di Dino Facchinetti
E' interessante ricercare l'origine dei nomi ( c'è sempre una storia dietro), io seguendo la predilezione per il mio Paese ho seguito la traccia di Grado.

Lo studio di Bruno Scaramuzza, pubblicato con il volume  "I Graisani"  edito dalle Ediz. della Laguna, parte, per l'origine del toponimo, dall'età prelatina e ipotizza il lemmo Grad (borgo o città) di origine indoeuropea giunto a noi tramite i veneti o gli illiri confortato dall'esistenza nelle vicinanze di tre città preromane Trieste, Aquileia e Oderzo e l'importante flusso di traffici e contatti che ciò comportava.

D'altronde è certo che gli studiosi propendano per l'ipotesi di origine latina del nome Gradus (scalo, porto).

Vediamo così le varianti del nome della città e dei suoi cittadini nei vari linguaggi e dialetti limitrofi anche per fugare polemiche passate e future sull'origine del nome:

prelatino... GRAD (con il significato di città o borgo e non di castello)
(venetico? celtico? illirico?)

latino... GRADUS Gradenses, Gradisiani

greco .. KOGRADON

italiano GRADO

gradese ... GRAVO Gravisi, Graisani, Gravisani

istroveneto ... GRAO Graesani nel Dogado, Graisani, a Grado e Pirano, Graùssoli ad Umago e Capodistria

Friulano.. GRAU Graules, Gradesan, Gardisans, Grades

italiano antico Gradiggiani, Gradisani

italiano colto (1800) Gradensi

italiano moderno Gradesi

rovignese Gardesan, Gardisan

Una carrellata di nomi che possono aiutare a capire quando si leggono documenti di tutte le provenienze, anche se per me sarà sempre:

GRAVO
 
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16 novembre, 2013

Che Casino!

Si consuma la frattura del PDL con la ri-rinascita di Forza Italia:
Qualche commento recente su twitter:

Il cielo e' grigio, il palazzone muto. Parla Silvio e sembra Honecker, c'e' un'aria che ricorda la Ddr

Berlu: con un governo fatto da Pd e M5S, giustizialisti più giustizialisti, saremo costretti a espatriare".   Si', ma il passaporto?


Berlu: parla di lievito economico. Più tardi parlerà del botox politico e del silicone finanziario

Il manifesto (in foto) per non sbagliare ha riproposto l' immagine del Capo Immenso del 1994, ma oggi nonostante la rottura restano fedeli al Governo (boh?), non se possono andare, per il Bene dell' Italia.

Nel frattempo la lista Monti si disgrega dopo averci donato la Fornero, ora tornano UDC.

E il PD, beh li il casino fa parte del Dna, eppure c'è stato un tempo:

c’è stato un tempo in cui la sinistra andava davanti alle fabbriche e alle scuole, si batteva per il divorzio e per l’aborto, difendeva il diritto alla casa.
Oggi, quando parla di casa, la sinistra tutt’al più discute di Imu. 
Nel 2013 immigrazione e precariato dovrebbero trovarsi in cima alla lista delle priorità, ma non è così, forse per paura che queste battaglie siano elettoralmente controproducenti. 
In effetti, per non essere impopolari dovrebbero far parte di un progetto a lungo termine, di un’idea alternativa di paese, di società, di sviluppo. 
Però questo progetto e quest’alternativa non ci sono.
C’è stato un tempo in cui la sinistra parlava di politica, di questione sociale, di questione morale, di riforma del sistema, c'è stato un tempo che la sinistra stava dalla parte degli ultimi.


Quel tempo non c'è più, ora siamo prigionieri di questa gabbia di matti costosissimi e improduttivi.




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15 novembre, 2013

Pioggia


Pioggia


Incuo ze quela piova là.
Cattiva, invernale, stizzosa comò la tosse,
comò una tosse che no finisse mai.

Ecco ze quela piova là, no l' ha ninte de l' autuno
no la sbrissa su le tegole del tetto
la cage e basta, grigia, testarda pesante comò una maledission.

Ecco ze quela piova là, quela che te bagna l' anima
te la fa triste e pesante
proprio comò una coverta piena d' acqua.

Me odio sta piova, odio stò fredo
odio stò tempo incerto
comò che ze duto incerto in 'sto paese.

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14 novembre, 2013

Quelli che ...amano Grado




A completamento del lavoro di ricerca e di proposta per un rilancio turistico di Grado il Comitato organizzatore di "Quelli che...amano Grado"  presenta alla cittadinanza il risultato della 1^ trance del lavoro dell' esperto consulente dott. Amistadi.

Sentire non fa male e magari può aprire la testa per cui, nonostante i molti dubbi, io parteciperò alla Conferenza.

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13 novembre, 2013

Le Targarughe innamorate

Si fa fatica a non ridere quando si leggono articoli come quello apparso oggi sul Piccolo:


Cento tartarughe morte in Adriatico
Mai tanti casi in laguna, sospetti sull’alimentazione: cozze e meduse

Interviste a professoroni, tavole rotonde un gran dispendio di zucche che si agitano di qua e di la dell' Adriatico e dove si va a parare come ipotesi:

hanno mangiato cozze - aridaie - o meduse - questa è nuova -.

Mi sembrano i provvedimenti del governo che alla fine dopo un grandissimo girotondo con mille idee per incassare due lire aumentano la benzina l' alcool e i tabacchi.

Così tanto per buttare là  altre idee, non potrebbero aver fatto indigestione di reti da pesca?,
non potrebbero in contemporanea con il formidabile scirocco che ha soffiato in questi giorni precedenti in tutto l' Adriatico, aver perso la bussola e disorientate essere incappate in reti da posta fisse d' altura in uso proprio in tutto l' Adriatico.
Non potrebbero essersi suicidate dopo un' avventura amorosa di gruppo andata a male? 
Magari, per quel che ne sappiano delle tartarughe marine, facevano parte di una setta satanica che ha deciso di farla finita.

Io vorrei che la facessero finita questi scribacchini che non san nulla di scrivere a metro condendo tutto di molti - pare, si sente dire, potrebbe essere -, le microalghe nell' ambiente marino sono monitorate settimanalmente durante tutto l' anno nel Golfo di Trieste e in tutte le Regioni con colture di mitilo, per cui si conoscono i parametri con assoluta esattezza, che cavolo parlate di pericolosità.

Usate l' immaginazione e pensate ad altro.

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12 novembre, 2013

La Tormenta


Ze tormenta in paese.

In meso semo noltri,
notai del ninte,
sempre prunti a distingue
a capì, a spiegà che
si ze vero, ma anche.

Ne piase i furbi
co sorisi de complicità,
maledimo i Palassi
ma semo in atesa
de esse inviatai a pranso,
 anche noltri.

Catemo sempre un pretesto
per ciacolà de oltro,
per indignasse de oltro,
de canbià canal.


Ze tormentai in paese!

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11 novembre, 2013

Condivisione reale

Mi è capitato in questi giorni una cosa imprevista; ho incontrato uno dei personaggi gradesi che descrivo ogni tanto sul mio blog e, con grande sorpresa mia, mi ha detto di aver letto il mio post su di lui e ne abbiamo serenamente discusso insieme. 

Devo premettere che il mio Blog non ha pretese di verità assolute, mi limito a descrivere le mie impressioni di semplice spettatore del mio paese e dei suoi, per me, protagonisti.

Non ho mai messo in conto di farmi dire alcunché da nessuno, se non nei commenti, al punto tale che in qualche modo ho mascherato (non che ci voglia molto scoprirmi) la mia identità.

Il blog è un'esercizio di crescita personale per me, mi aiuta a descrivere il mio habitat, il mio paese, i suoi personaggi, la sua storia per registrare in fondo la mia di storia, accuratamente e indissolubilmente legata a Grado, ma è pur sempre un mezzo di comunicazione virtuale, dove la materialità è scarsamente immaginata. 

Io credo che descrivendo e raccontando con le immagini il mio paese in fondo racconto me stesso e la mia di storia che, sullo sfondo, si confonde alla fine con quella di tutti i gradesi, con le loro rabbie, con le loro aspettative, con la condivisione di un luogo bello e unico dove vivere ognuno la propria esistenza ma costretto, dall'esiguità degli spazi isolani, a spalmarla una con l'altra senza scampo e magari senza voglia.

L'emozione della condivisione del pensiero mi affascina, il creare relazioni che travalicano le distanze e rendono il mondo una grande isola mi diverte e stimola.

Beh! l'emozione di ridere insieme sulle cose che ho raccontato su di lui, divertirmi a giustificare che non è un epitaffio maleaugurante, ma quello che penso veramente, mi ha gratificato e ricompensato davvero del lavoro che bisogna fare per scrivere un blog. 
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10 novembre, 2013

Le tartarughe spiaggiate

L' amico Lorenzo Boemo mi ha mandato due sue foto delle tartarughe recentemente spiaggiate sulle nostre spiagge con preghiera di informarmi se possibile sulle cause, ho sentito i biologi della Area Marina Protetta di Miramare che si occupano di fauna marina da sempre e questo è il loro comunicato:

Sulle coste della nostra Regione si è registrato un evento straordinario di spiaggiamenti di esemplari di Caretta Caretta. 
Il fenomeno si è manifestato principalmente lungo il litorale di Grado, nel tratto di costa compreso tra le foci dell’Isonzo e ad il cordone litoraneo del Banco d’Orio che delimita la Laguna di Grado e Marano.
I primi avvistamenti di esemplari spiaggiati sono iniziati il 26.10.2013 e si sono susseguiti regolarmente fino al  7.11.2013 per un totale  di ben 32 carcasse! 
Oltre agli esemplari rinvenuti nella zona di Grado, sono state segnalati altri tre esemplari nelle località Grignano (TS), a Lignano  e Marina Julia. 
In merito alla taglia degli esemplari recuperati, confermiamo quanto avevamo già anticipato nei giorni scorsi: si tratta di animali di dimensioni diverse con una lunghezza del carapace che varia da un minimo di 29 cm a un massimo di 70 cm. Dalla uniformità degli stati di decomposizione si presuppone che tutti gli individui siano deceduti in un lasso di tempo breve. Inoltre nessun esemplare presentava traumi evidenti tali da far presupporre a collisioni con imbarcazioni o ferimenti con attrezzi da pesca, etc.
Resterebbero quindi possibili le cause di intossicazione alimentare, avvelenamento ambientale, o qualche infezione batterica o virale, ma prima di  avvalorare una qualsiasi ipotesi sulle cause di decesso è opportuno attendere gli esiti degli esami autoptici e delle analisi tossicologiche e microbiologiche dei tessuti. 
Tali esami sono attualmente in corso presso il Dipartimento di Anatomia Patologica di Medicina Veterinaria di Padova e presso l’Istituto Zooprofilattico delle due Venezie sede di Basaldella.
I biologi della AMP-Miramare che già da anni  operano anche nell’ambito del progetto progetto NETCET, assieme alla ASS n.2 isontina - Dip. Prevenzione veterinaria, si sono attivati per sollecitare la Regione FVG ad aprire un tavolo tecnico permanente per affrontare “l’emergenza tartarughe” anche nella nostra Regione, sull’esempio di quanto già fatto dall’Emilia Romagna, dove si sono registrati casi analoghi di spiaggiamento.
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09 novembre, 2013

Croce Rossa Italiana -festa conviviale

Festa organizzata dai Volontari, nella Sede CRI di Grado, per i concittadini che a settembre erano andati in vacanza ad Arta Terme.

Da molti anni i Volontari CRI vanno a far loro visita per un incontro conviviale, allietato dal coinvolgimento canoro degli ospiti nell’ampio repertorio della tradizione musicale gradese, la consegna di alcuni omaggi ed uno spazio culturale dedicato quest’anno a Giosuè Carducci che, nel 1885, fu ospite della località termale dove scrisse “In Carnia” ed  “Il Comune rustico”.

L’incontro si era concluso con la promessa di rivedersi per condividere un altro momento di festa ed assistere alla proiezione di tutte le foto scattate nell’occasione.

Il gruppo si è così ritrovato nella Sede CRI di Grado, adeguatamente allestita dai Volontari per l’occasione.

Al termine di questo piacevole momento di socializzazione e della proiezione di tutte le immagini memorizzate nel 2011, 2012 e 2013, riversate poi su compact disc, ospiti e Volontari CRI si sono dati appuntamento al prossimo anno. 


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08 novembre, 2013

L' Incidente a D' Annunzio

Vedevo oggi delle foto di Gabriele D' Annunzio, l' orbo veggente, su Facebook postate da Alessandro Grubissa e questo mi ha fatto ricordare un fatto gradese non accertato ma come al solito "ciacolao", quasi sicuramente una presa in giro locale sul nostro Condottiero Superuomo:

Grado, abbandonata quasi subito dagli austriaci perchè indifendibile, ha avuto un ruolo notevole per l' esercito italiano durante la prima guerra mondiale, come punto di appoggio e di rifornimento per la prima linea dell'Isonzo.

Una delle grandi novità di quella guerra è stata l'utilizzo per la prima volta in combattimento del mezzo aereo e in specialmodo gli idrovolanti che facevano base all'Isola di Gorgo:

L' incidente a D' Annunzio viene così descritto nelle cronache della Regia Marina:

Nel luglio 1915 la Regia Marina provvede a organizzare a Gorgo, nella laguna di Grado, al comando del tenente di vascello Ugo de Rossi, una “stazione idrovolanti” che più tardi verrà dislocata vicino al porto con l’arrivo di un gruppo di idrovolanti FBA dell’aviazione francese che collaboreranno con gli italiani fino all’inizio del 1917, quando saranno sostituiti da un gruppo di volo italiano al comando del maggiore Ezio Martellucci.
Il 16 febbraio 1916 (il 23 febbraio secondo altre fonti) alcuni idrovolanti di Grado sono in missione su Trieste, fra essi quello pilotato da Luigi Bologna ha a bordo quale osservatore un ufficiale, Gabriele d’Annunzio; al rientro l’aereo ha un guasto ed il pilota deve ammarare, ma ingannato dal riflesso del sole sull’acqua colpisce con tale violenza la superficie del mare che d’Annunzio subisce quello che sembra un modesto trauma all’occhio destro che potrebbe risolversi in poche ore. Ma il fastidio permane e un’accurata visita oculistica constata il distacco della retina dell’occhio, problema che non può essere risolto, e quindi Gabriele d’Annunzio perde per sempre l’uso di quell’occhio.
 

La versione locale dell' incidente, riportano le cronache locali dell' epoca, dà un' immagine diversa.

"L' idrovolante stava uscendo in mare e percorreva a bassa velocità il canale di Belvedere, incrocia un vecchio pescatore che, quando l' aereo lo affianca,  lancia un ' avviso al pilota:

Sior, varda che fora ze mareta de siroco, se tu te miti a core tu podaravi impirate su un' onda.

Detto fatto, il pilota che non poteva certo dire al nostro condottiero che non usciva per mare mosso, insistette e nel decollo "s' impirò sull' onda vaticinata" e il nostro Vate battè violentemente con il viso contro la mitragliera, l' evento messo così era decisamente poco glorioso per la personalità del Nostro e gli si è data una versione ufficiale più marziale."

Me digo che i scrive ste robe per insenpià la zente!


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