Cerca nel blog

11 novembre, 2016

Blogger. Puro piacere




Doppia giornata pesante per lavoro e godimento.

Saltato l' appuntamento consueto con il blog stremato e contento all' unisono.

Contento perchè mi sono fatto il regalo di Natale in anticipo con una nuova macchina computer, ovviamente mac,  di ultima generazione, che però richiede del tempo per mettere a punto  ogni sua parte e per  maneggiarla con sufficiente agilità.

Questo mi fa pensare al ruolo che mi sono ritagliato quale blogger.

Oggi la funzione di testimoniare e fornire aggiornamenti in tempo reale è stata assunta dalle reti sociali e dagli sms. 

Dopo tutto i post di un blog, quale che sia l’urgenza con cui vengono composti, richiedono un uso esteso del linguaggio e una qualche formattazione, i blog non possono sperare di competere con i social-network  quanto a sveltezza e tempestività. 

Né possono competere con Facebook e Twitter come forum di discussione. 
Inoltre i troll di Internet hanno parecchio contribuito a fare dello “spazio commenti” un lusso che solo i siti web economicamente più forti possono affrontare.

Però uno degli aspetti più divertenti del blogging è che non ha bisogno di intermediari.

È una forma di espressione che non richiede né ragione né ricompensa, né pubblico né causa e come tale è quanto di più puro e piacevole si possa immaginare.

Questa libertà mi consente di passare serenamente dagli argomenti più seri ed articolati a delle cagate galattiche con grande leggerezza, 

Ma non è solo questo:
 nulla nel tenere un blog è sorprendente quanto il puro piacere di farlo.

Share/Bookmark

09 novembre, 2016

Idraulici o Pensatori



In   questi momenti di incertezza, specie nel mondo del lavoro giovanile, è tutto un fiorire di nuove professioni, quasi tutte descritte con termini inglesi.
Maghi e streghe trasformati in  pensatori di futuro  o "future thinkers".

Personaggi esperti in calcolo cognitivo, intelligenza artificiale, tecniche di previsione, tutto molto fantascientifico (lo screening dell' immagine pare quella degli stregoni indiani che fanno le previsioni con le ossa, ma qualificati da una laurea).
Ecco questi mi mancavano.
E' vero che il mondo va veloce e di gente "avanti" che vede quello che accadrà, culo o non culo, alla società e alle imprese si ha bisogno.

Per me però il lusso del futuro  è la realtà. 
La possibilità, cioè, di vivere, toccare con mano, gustare la vita reale.
E’ su questo che si misurano le vere tendenze. 
Questa è le direzione verso cui si orienta la qualità della vita e le aspettative della gente.

I questi ultimi anni si sono immaginate, proposte e vendute infinite tendenze. 
Con una velocità e, a volte, superficialità disarmante. 

L’apoteosi del trend. 
Un trend per ciascuno. One to one. 
I nostri giornali e politici si sono specializzati in trend.

Stiamo andando tutti verso un mondo personalizzato da grandi tristezze. 
Abbiamo personalizzato la solitudine, e perso il contatto con la realtà.
La realtà: è il vero lusso del futuro. 

Si riparta dalle esperienze singolari, personali, reali.

Non più l’unicità un po’ stravagante che isola e che divide ma l’unicità da condividere come ricchezza dell’insieme. 

Dello stare insieme. 
Nelle piazze, nelle strade e nelle città di tutto il mondo. 

Altrochè di stregoni, abbiamo bisogno di idraulici. 

Sapevatelo! 

Share/Bookmark

08 novembre, 2016

Verde Pubblico

Solito comunicato del Consigliere Natalino Marchesan che trasmette le nuove strategie della Giunta Comunale riguardo il verde pubblico.
                       



                   

Gent.mi,   vi informo che tutti gli alberi che sono stati rimossi per malattia o problemi di radici che determinavano gravi sconnessioni alla pavimentazione pubblica  verranno sostituiti. Naturalmente nelle situazioni critiche verranno sostituiti con essenze arboree più adatte a tali siti. 

Nel caso di Campo del Patriarca Elia verranno sottoposte al parere della Soprintendenza tre possibili soluzioni con gli ulivi, gli ippocastani ed i cipressi. (in foto le tre soluzioni)

La Giunta  Comunale ha recentemente approvato il piano di adozione e sponsorizzazione dellle aiuole e del verde pubblico, un provvedimento già in atto in molti comuni, tramite il quale i privati e gli enti interessati potranno prendere in carico la gestione di aiuole, alberi e tratti di verde pubblico in base a precise modalità con i competenti uffici comunali responsabili del verde pubblico, che verranno pubblicizzate a breve.
L'intendimento dell'iniziativa  è di sensibilizzare e coinvolgere la comunità per la massima attenzione e rispetto del verde pubblico, consapevoli che dallo stesso deriva il nostro benessere. 

Proseguirà anche il progetto "Adotta un albero per la tua Isola"  tramite il quale chiunque sia interessato, accordandosi con l'ufficio comunale del verde pubblico,  può acquistare e donare un'albero che verrà inserito nei numerosi siti disponibli del territorio comunale. Il costo medio di un'albero giovane di 3-4 metri si aggira sui 300-350 euro.

Sebastiano Marchesan

Share/Bookmark

07 novembre, 2016

Come favorire la crescita dell' Italia?- Ci vuole il C.U.L.O.



Questa   proposta è stata lanciata sul WEB da Luca (Wu Ming 3)  qualche anno fa e copiata sfacciatamente  da molti dei nostri rappresentanti politici, fate attenzione alla semplicità delle soluzioni proposte, tutto parte dal quesito:

come favorire la crescita dell' Italia?

Questa è la risposta serve il:  C.U.L.O.  (Contratto Unico Libero da Oneri)

Per ottenere la crescita, bisogna favorire la crescita.
Solo incentivando la crescita possiamo raggiungere gli obiettivi che tutti auspichiamo: ottenere una crescita solida e duratura.
Dobbiamo crescere. 
Non possiamo andare avanti a palliativi, a mezze misure. 
Non possiamo permetterci altri costosi tabù. 
Dobbiamo attirare gli investimenti stranieri. Ce lo chiede l’Europa. 
Lo dobbiamo ai giovani. I mercati ci guardano.

Per la Crescita serve il C.U.L.O. (Contratto Unico Libero da Oneri)

Il Contratto Unico Libero da Oneri è il nostro passepartout per la crescita. 
Ci porterà le imprese da ogni angolo del pianeta. 
Vinceremo la sfida della globalizzazione. Otterremo la Crescita. Una crescita esagerata.

Vediamone le principali e semplici caratteristiche:

Il C.U.L.O. è un contratto biennale rivolto a giovani e meno giovani, alle donne, ai disoccupati o inoccupati. 

Nei due anni previsti, gli assunti non percepiranno un salario, ma un punteggio che consentirà loro, una volta giunti alla scadenza, di scalare posizioni nelle liste per eventuali impieghi futuri.

 Di certo non è cosa da poco. 

Se consideriamo che si trattava in ogni caso di soggetti già privi di reddito, è del tutto evidente il carattere vantaggioso che una tale soluzione offre a tutti.

Questa è una Rivoluzione. 
Grazie al C.U.L.O. avremo la Crescita eterna. 
Il made in Italy non morirà mai.

Firma anche tu per dare il C.U.L.O. al Paese.
(Già che ci sei firma anche perchè il nostro paesello abbia un po di CULO.)

P.S.  vorrei sottolineare che si fa per dire Eh?  non prendetemi troppo alla lettera e prima di sottoscrivere qualsiasi contratto leggete bene le parole scritte in piccolo.

Share/Bookmark

06 novembre, 2016

Gravo - Origini del lemmo









L' immagine del barco è di Dino Facchinetti



E' interessante ricercare l'origine dei nomi ( c'è sempre una storia dietro), io seguendo la predilezione per il mio Paese ho seguito la traccia di Grado.

Lo studio di Bruno Scaramuzza, pubblicato con il volume  "I Graisani"  edito dalle Ediz. della Laguna, parte, per l'origine del toponimo, dall'età prelatina e ipotizza il lemmo Grad (borgo o città) di origine indoeuropea giunto a noi tramite i veneti o gli illiri confortato dall'esistenza nelle vicinanze di tre città preromane Trieste, Aquileia e Oderzo e l'importante flusso di traffici e contatti che ciò comportava.

D'altronde è certo che gli studiosi propendano per l'ipotesi di origine latina del nome Gradus (scalo, porto).

Vediamo così le varianti del nome della città e dei suoi cittadini nei vari linguaggi e dialetti limitrofi anche per fugare polemiche passate e future sull'origine del nome:

prelatino... GRAD (con il significato di città o borgo e non di castello)
(venetico? celtico? illirico?)

latino... GRADUS Gradenses, Gradisiani
greco .. KOGRADON

italiano GRADO

gradese ... GRAVO Gravisi, Graisani, Gravisani

istroveneto ... GRAO Graesani nel Dogado, Graisani, a Grado e Pirano, Graùssoli ad Umago e Capodistria

Friulano.. GRAU Graules, Gradesan, Gardisans, Grades
italiano antico Gradiggiani, Gradisani

italiano colto (1800) Gradensi
italiano moderno Gradesi
rovignese Gardesan, Gardisan

Una carrellata di nomi che possono aiutare a capire quando si leggono documenti di tutte le provenienze, anche se per me sarà sempre:

GRAVO
  
Share/Bookmark

05 novembre, 2016

Che tempo






Lo    scirocco uno lo sente prima di alzarsi, a letto con gli occhi chiusi: 
le cose si fanno più pesanti, specialmente il corpo, e ogni cosa costa fatica doppia, specialmente pensare.

Così,  non si pensa a niente e ci si muove pianissimo - anche il tempo funziona molto lentamente, quando è scirocco - e i giorni possono durare settimane intere.

E poi piove.  
Quando piove nel nostro Paese di mare, è acqua più acqua che nelle altre parti del mondo: è un’apoteosi dell’ umido. 
Non viene giù dal cielo, ma da qualunque parte: da sotto, da sopra, da destra e da sinistra. 
Cade dall’alto, da cieli di nuvole spesse che diventano grigie come il metallo e poi nere, e impietriscono in un attimo l’aria, ingoiandosi i raggi di luce. 

Poi vedi il mare, il suo andare e venire, e immagini:

cò i brassi verti e spalancai,
tu te brassarà col mar.
Un mondo, diverso
scuminsiao dai tò pensieri,
 tu te sinti l'aria dentro,
 tu te la  sinti alsase
comò onda che te porta via.

Share/Bookmark

04 novembre, 2016

Vita a Cason




Io   sono fermamente convinto che la cultura del casoner lagunare va preservata, non fosse altro per prudenza visto l' andamento sempre più critico della nostra cosiddetta civiltà, non si sa mai ci sia bisogno di tornare.


Un mondo piccolissimo spartano ma sereno in sintonia con la natura.
Vediamo come era organizzata la vita  all' interno di un  Cason, osserviamone gli spazi, le zone e  l' arredamento.

Nella zona notte -"al recul" - si trovavano i letti grandi e piccoli  "le Licere", un semplice tavolato poggiante su pioli fissi con i "stramassi  de pagia" i Pagiuni.

Le lenzuola o "linsioi" le coperte "stiavina o felsada" il cuscino "al cussin".


Durante l' inverno, per coprirsi alla meno peggio, tutti i vestiti portati di giorno venivano utilizzati quali sopracoperte, tenuti fermi con una delle reti usate per la pesca.

Al centro il focolaio al "fugher" costruito su uno zoccolo di fango secco con lati di circa 1 metro e alto "una quarta" circa 25 centimetri.


Ad una delle "tresse" -pali di sostegno orizzontali- veniva assicurata con una catena la "caina"provvista di un gancio regolabile in altezza.

Verso la porta veniva posta la tavola con le sedie "carieghe" oppure sgabelli "scagni".

La dotazione di piatti e vettovaglieria varia era ridotta al minimo, ma era sempre presente al Brunsin pentolino in ghisa su treppiedi per fare il caffè.

Nelle famiglie più abbienti era presente una cassettiera per gli abiti "l' armer".

Le immagini sacre erano presenti in quantità con prevalenza dell' immagine della Madonna di Barbana.

Una frase conosciuta da tutti i casoneri era talvolta presente subito sopra alla porta:

Primo la mota, sigondo al cason, terso la licera, quarto al pagion.



Share/Bookmark

03 novembre, 2016

'Gnò Nono Piero




'Gnò Nono Piero Zuliani durante la prima guerra mondiale era in Cina, prigioniero dei Giapponesi.
In una fase finale della guerra l'avevano fotografato, serio con i baffi spioventi, con quella bandiera Italiana alle spalle tenuta da un compagno, qualificati come italiani irredenti per poter tornare in Patria.

E' tornato a Grado dopo 8 anni, lui, imbarcato come marinaio di I Classe con la marina austriaca appena ventenne nel 1912 con la nave da guerra a.u."Kaiserin Elisabeth" in missione nei mari della Cina, fu imprigionato dai giapponesi nel 1914 e successivamente si fece il resto della guerra in campo di prigionia in Giappone.

Tornò a casa nel 1920 con la divisa del' esercito italiano a cui aveva giurato fedeltà, come irredento, per poter essere rimpatriato.

Strano destino di tanti nostri nonni, essere considerati contemporaneamente traditori (dalla parte austriaca) ed eroi (dalla parte italiana).
Io l' ho conosciuto poco, era un uomo chiuso attorniato da una nidiata di figli (quindici) a cui si aggiungevano, con il passar del tempo, 
i nipoti  e spartiva i sui rari sorrisi con moderazione a tutti.

Non ti dava soddisfazione, non ti raccontava niente, lui che avrebbe potuto stupirci con il suo passato, zitto.

Mia madre mi disse che gli avevano imposto il silenzio sul suo passato così contraddittorio (come fosse colpa sua) ma tant'è che io la sua storia l' ho saputa leggendo il libro di Bruno Scaramuzza " I Gradesi nella prima guerra Mondiale".


Lui non ricordava, aveva rimosso, si dedicava al suo lasciarsi vivere circondato da una marea di figli vocianti ed affamati e con pochi amici con cui condivideva silenzi davanti ad un "quarto de rosso" la "De Tanori".

La guerra gli aveva tolto tutto, gioventù e voglia di vivere, tanto per ricordarci che le guerre si possono solo perdere, tutte, da qualsiasi parte tu sia. 




Share/Bookmark

02 novembre, 2016

Microcosmo Graisan di Menego Picolo



Domenico Marchesini (Menego Picolo) nasce a Grado nel 1850 e vi muore nel 1924, figlio della Grado storica, poco conosciuto perchè purista del dialetto antico, attraverso i suoi scritti (sono pochi) riusciamo a conoscere l'arcaismo dialettale del vero proto veneto graisan che evita con grande attenzione le contaminazioni del giuliano triestino, proponendo con forza la vigoria del dialetto autentico graisan.

Più che "rappresentarlo" Domenico Marchesini ci "presenta" il microcosmo gradese: un nucleo la cui struttura sociale si esaurisce in pochi elementi:
 i pescatori di mare e di laguna, gli artigiani e i renaioli. 
E gli artigiani allora si chiamavano "artisti", ed erano artisti che per poter vivere in quella società costruita su un'economia  del tipo più primitivo, erano spesso costretti per sopravvivere ad esercitare più "arti" contemporaneamente. 

E il Marchesini di questa angustia è cosciente, e con insistenza le pone di fronte, quasi a contrappeso spirituale, l'emblema di San Marco e il riflesso splendore della Serenissima, per cui i pescatori .comandauri del palù ricevono una patente di nobiltà d'antica data e diventano cortesani e, pur nelle loro misere capanne, i custodi eletti di un'eredità gloriosa e glorificante. 

Si direbbe quasi che  Menego Picolo voglia per rassicurare noi e se stesso che ci sono veramente, perché questo mondo non sfugga alla nostra attenzione, e per renderlo, se possibile, più ampio in latitudine e longitudine, e rendere la laguna più vasta, e perciò più ricca di pesce.
 Questa laguna, la pesca, era d'altra parte la vita stessa del paese.

 Una vita durissima, la pesca che impedisce di morire di fame e gli strumenti di essa sono sempre presenti, e trapassano nel linguaggio sotto forma di modi di dire ed espressioni metaforiche:
Al Cason,  al pulindron , la mota, le cane, pegia ; 
i pesci con la loro qualità più o meno pregiata rappresentano i ceti sociali, da bransini a cepe , dall'alto verso il basso. 
Tutte espressioni che si possono intendere ma non tradurre, perché traducendole si distruggono, aderenti come sono alla sostanza isolana.

La elementare durezza di questa vita di mare e di laguna spiega i desideri sognati dai casoneri:
 lo sta de bando , il contare denaro - è segno quanto mai rivelatore - e nelle pochissime feste, religiose o meno, si tramutano sempre in tumultuose  sagre popolari.

E la sfilata continua: la storia passa davanti ai nostri occhi con il più immediato e palpabile simbolo del potere, il denaro: marculini, fliche, fiurini. 
con le sue parole assistiamo al documentario della flora e fauna, e  scopriamo che nelle lagune di Domenico Marchesini crescono soltanto erbe utilitarie, buone soltanto per farne fascine e scope, che il cielo è popolato soprattutto da volatili commestibili  e  quelli che commestibili non sono-  il corcal - fungono da sinonimo per "stupido" o peggio . 

Ci sono si a nostro conforto le ordole a canta più liegre, e le silise che fanno il nido.



Share/Bookmark

01 novembre, 2016

Novembre





Laguna
...Tu dovaravi veghe la laguna
in una sera novembrina  
sensa vento.....
la vita se ferma 
per fà posto ai sò coluri.


Novembre è un conto alla rovescia.

Corri, dannati. Ti resta poco da fare.
Sistema, confeziona al meglio ciò che hai costruito.
Hai fatto il possibile? Cosa hai lasciato indietro?
Puoi ancora recuperarlo. 
Ricordati, però, la fretta è cattiva compagna.

Giorno dopo giorno, Novembre ti cancella un residuo di speranza. 
Quel che è fatto è fatto. I tuoi progetti annegali, se non l’hai portati a termine, nella pioggia incessante che sferza rimorsi e rimpianti.

Pochi giorni. Volano. Dicembre non ti concederà più nulla. 
Novembre è l’illusione del fare, del completare, termine ultimo di un tuo anno di progetti: se hai rimandato fino ad ora, lascia stare. 
Concentrati su quei nuovi progetti che rimanderai giorno dopo giorno l’anno prossimo. 
Novembre ti concede la speranza. 
Speranza amara. 

Sa di terra bagnata. Buon odore, ma quanto è fastidioso camminarvi sopra. Macchia scarpe e speranze.
Dicembre non ti concederà più nulla. 
Novembre te lo annuncia. 
Come le campane di oggi  giorno di Ognissanti: suonano a monito, 
“ultimo giro prima della fine”. 
Nell’ultimo giro non vi è mai sorpresa:

  Novembre è solo la fotografia di un anno intero che hai alle spalle.


Share/Bookmark