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21 maggio, 2009

Zef del Tamburo



E' proseguita sino agli anni '30 la tradizione del banditore che annunciava le Assemblee Pubbliche.

L'ultimo di questi banditori fu Zef del Tamburo - Giuseppe Bepo Gereon -, che girando per le calli con un tamburello e un codazzo di bambini urlava (letteralmente) gli annunci del Comandaor , come nuove disposizioni o modifiche ai Regolamenti Comunali.

Nella foto Zef circondato da bambini graisani e contornato da turisti divertiti.
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08 marzo, 2009

28 marzo 2009-43° Festival della Canzone Gradese



Conto alla rovescia per l’edizione numero 43 del Festival della Canzone Gradese che dal lontano 1946 rappresenta l’evento più atteso e più partecipato ( secondo solo al Perdòn de Barbana) da parte della comunità e sempre più amato e ricercato dagli ospiti.
IL Circolo Jazz - Quelli del Festival, organizzatore dell’evento che sabato 28 marzo al palazzo dei congressi di Viale Italia partire dalle 20.30 vedrà in gara ben dodici brani rigorosamente in dialetto gradese, ha reso noto l’ordine di uscita e i nomi dei cantati in gara.
A sostegno della manifestazione: Il Comune di Grado, Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Gorizia, la Rai, con il supporto di Credifriuli e l’ Audimark per la parte tecnica.
La sensibilità di qualche sponsor e sostenitore è attesa anche in questo rush finale che vede la gara vivere i momenti più sentiti. Dalla corsa al biglietto, non solo per dire c’ero anch’io ma per essere protagonista, al voto popolare, votano i presenti in sala.
Le novità non mancheranno, sottolineano i responsabili delL’organizzazione ma è altresì vero che la tradizione della manifestazione canora nata grazie alla lungimiranza della Cooperativa pescatori ( Giacomo Zuberti rimane il Papà del festival) nel dopoguerra in concomitanza del Veliòn del Pescaòr proprio per mantenere la parlata e vivere tutti assieme una giornata ( serata) di festa con al consapevolezza di essere gradese, di essere “barco” per veleggiare a bordo del “barco” vogando e cantando tutti assieme. Comunità.
La canzone è la protagonista , forse la più importante, al centro della festa della comunità.
Il Circolo Jazz - Quelli del festival nel rispetto della tradizione prepara anche qualche piccola sorpresa mentre, come già sottolineato in sede di selezione delle canzoni finaliste, da segnalare che due brani sono giunti da lontanissimo: dall’Australia e dagli Stati Uniti (Florida) questo a sottolineare lo spessore, la valenza della manifestazione, dell’interesse anche da parte dei gradesi lontani magari quelli di seconda o terza generazione e soprattutto la valenza di una parlata che tanto musicale e utilizzata da ottomila anime sia così sentita, amata da coinvolgere anche a decine di migliaia di chilometri di distanza. Come tradizione i brani saranno raccolti in un CD al fine di finalizzare l’impegno artistico dell’evento tramandando anche a quelli che non potranno essere presenti. Il manifesto dell’edizione numero 43 è un dono dell’artista isolano Dino Facchinetti e riprende la simbologia del barco.

Ecco l’ordine di esecuzione e i nomi degli interpreti.

Ricordi de vita ( parole e musica Ilario Fanò) cantano Alessia Galzignato – Rino Marchesan
La cortegà ( parole e musica Riccardo Gordini) cantano Francesco e Omero Gregori, Riccardo Gordini
Torna indrio ( parole di Paolo e Domenico Lauto musica Domenica Lauto) canta Federica e Domenico Lauto
I me à assunto in spiaggia (parole e musica Aldo Tognon) Cantano Gabriele Bottin e Gianluca Pastoricchio
Vecio casòn ( parole e musica Alberto Camuffo) canta Gianni Camuffo
L’oltra metà (parole Diego e Gian Marchesan Musica Gian Claudio e Mattia Marchesan) canta Mattia Marchesan
‘L Menestrelo de Gravo ( parole e musica di Gasparo Tognon) cantano Gianni Marchesan e Ferruccio Polo
Cuori de vento ( parole e musica Andrea, Luciano e Paolo Cicogna) cantano Anna e Andrea Cicogna, Artico Romanello
Là, ‘ntel’oltra parte del sielo ( parole e musica Andrea Felluga) canta Viviana Salvador, Michele Lugnan
‘Na cantada in conpanìa ( parole e musica di Nicola Grigolon) cantano Niky Grigolon e Carlo Marzaroli
La vose del cuor ( parole e musica Andrea Barzellato E Fabrizio Dovier) canta Fabio Fabris
In quii ultimi muminti ( parole Gian Nicola Corbatto musica Sebastiano Corbatto ) canta Seba Corbatto



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04 marzo, 2009

Sposarsi a Grado


Gli usi dei casoneri:

Sposarsi a Grado presentava due momenti ben distinti:
le nozze tra i residenti in paese e le nozze dei "cazoneri".

La donna che si sposava ad un cazoner (o paluante) seguiva il marito e restava con lui a "cason", ritornava a Grado solo in occasione del parto che, però, poteva avvenire anche in cason.
(La gestante andava a Grado due mesi prima, spesso ci veniva da sola e, in genere, ospitata dalla madre)

Dopo la nascita ed il battesimo la donna tornava in cason e riprendeva l'attività al fianco del marito e con gli altri familiari; se per caso le capitava di restare sola di notte e non aveva un figlio maschio, metteva i calzoni del marito sul letto per proteggersi (a Grado i calzoni vengono anche appesi fuori dalla finestra).

La vita dei cazoner pareva meno irta di difficoltà, almeno riguardo al cibo,
In cason si trovava sempre da mangiare, pesce o selvaggina, (la selvaggina viene non solo venduta ma anche affumicata per la conservazione) che si accompagna con la polenta che ci si procura là "dei furlani" barattandola con il pesce.
In cason si teneva anche qualche gallina, raramente una capra per cui anche il latte si prendeva dai contadini.

I bambini imparavano presto dai padri l'arte ed i segreti della pesca (l'uso della seragia, il modo di ghipà e guà e di battere con lo stumigio...), la cura delle barche e delle reti, le varie consuetudini come cavasse la bareta e pregà un Salve Regina a la Madona de Barbana e ingenogiasse prima di buttare le reti per avere una buona pesca o fare le speciali tacche simbolo di riconoscimento (al baitan).
La mattina recitavano le orazioni e la sera il rosario e le preghiere per i defunti ed ascoltavano poi le storie dei grandi prima d'addormentarsi.

Per i bambini piccoli c'erano le ninne-nanne:
Fa la nana bel bambin che presto vignerà el papà e porterà i gransi col pelo,
fa la nana cocolo belo

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