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20 ottobre, 2007

Puah!! che Pud


Il PUD (Piano Utilizzo beni Demaniali) entrato in vigore dal 21 settembre scorso ha portato allo sconcerto quanti operano nel settore turistico e, soprattutto, utilizzano per vivere beni demaniali. Dalle farraginose certezze del Demanio Pubblico, alle sconvolgenti novità della Regione. Nessun rinnovo delle autorizzazioni precedenti ma aste pubbliche per l'aggiudicazione dei siti demaniali. Una vita di lavoro e di investimenti che se ne va al cesso. Fortunatamente il compito intermediale spetta al Comune che nell'impossibilità materiale di formalizzare le iniziative d'asta per il 2008 stoppa tutto e rinnova per un anno tutte le concessioni, compresa la propria per la spiaggia principale. Con la nuova legge di riordino del Turismo Regionale che demanda alla regione la concessione dei beni demaniali per le società d'area, vedo dura la vita futura della Git. Che interesse ha il Comune girare la propria concessione a tale società? qual'è il controvalore che la Regione è disposta a dare? Insomma un pasticcio, che è stato fermato pilatescamente e rimandato di un anno causa prossime elezioni regionali.
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16 ottobre, 2007

Storia delle Religioni

Interessante video rintracciato su BoingBoing che visualizza la nascita e la diffusione delle religioni in meno di 2 minuti.
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14 ottobre, 2007

Arturo Marin


Ci ha lasciato Arturo Marin il suo violino non suonerà più. Lo ricorderò sempre serio ma pronto al sorriso specie con i suoi amici e compagni di musica Siego e Cavalin. Ciao Arturo mi mancherai.
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Il giorno dei "zachete"


Barcolana 2007 trentanovesima della serie, il giorno per eccellenza dei triestini amanti della vela e trionfo dei zachete in barca. E si, il ruolo del zachete è assegnato all'ultimo arrivato il servitore che deve piegarsi alla volontà dei superiori.
Tipica è la frase: zacheteson e te va in tera, ciolme al giornal, zacheteson in tera ciolme i spagnoleti. Il zachete è pagato con l'accesso alla barca ma il suo è il ruolo del bubez.
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09 ottobre, 2007

"Graisan" Diritto di Primogenitura


È stato troppo spesso detto che il friulano odierno sia il diretto continuatore del latino regionale parlato ad Aquileia. La cosa potrebbe in effetti darsi per scontata senza l'esistenza di Grado con il suo dialetto, sbocciato come un fiore di laguna, mantenutosi incontaminato sino al recente avvento del turismo di massa e che manifesta ancor oggi, integri ed eternati dal nostro poeta Biagio Marin, ì caratteri di un arcaismo ignoto altrove. Grazie alla sua periferìcità ma soprattutto alla secolare decadenza, l'apporto di Venezia è del tutto trascurabile.

All'epoca del suo splendore, Aquileia fu indubbiamente la mediatrice della latinità non solo nell'odierno Friuli e nell'Istria, ma in buona parte dell'intera Gallia cisalpina. L'attrazione culturale da lei esercitata era enorme e valicava i confini delle Alpi raggiungendo il Norico e la Pannonia. Se vi è però un dialetto che possa più degli altri vantarsi diretto erede della latinità aquileiese, questo non può essere che il gradese e ciò per fin troppo ovvie ragioni storiche ed etniche. Ma nell'Aquileia di oggi si parla friulano
Anche qui è la storia a chiarire l'apparente contrasto. Anzitutto il confine linguistico corrisponde al confine politico che per tanti secoli tenne separata la laguna dal suo retroterra. Di qua Bisanzio e di là i Longobardi ì quali non vogliono dipendere da un Patriarca suddito dì Bisanzio e insistono perché si ripristini quello di Aquileia. Il papato, nell'intento di accontentare tutti, lascia al suo posto il patriarca di Grado per i territori soggetti a Bisanzio (da Venezia all'lstria) e crea un doppione per il territorio longobardo. Ma Aquileia non è che un cumulo di rovine. I Longobardi hanno una nuova capitale, Cividale, ed è lì che, dopo una breve dimora a Cormons, risiede il novello patriarca che pur si fregia del titolo di Aquileia
Tratto da "Giuseppe Brancale & Lauro Decarli, Istria, Dialetti e preistoria"

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07 ottobre, 2007

Ala de Vita


Ala de Vita Il bel documentario di Gianni Maran, con la collaborazione per le immagini di Nico Gaddi dà uno spaccato di vita graisana che vale la pena vedere ogni tanto.
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06 ottobre, 2007

Qualità dell'acqua


Le recenti affermazioni catastrofiche sull'aumento della temperatura e sulle sue ripercussioni enunciate dal ministro Pecoraro Scanio alla conferenza sui cambiamenti climatici mi ha portato a fare una ricerca sulle condizioni del nostro Golfo di Trieste visto che ci campo.
I risultati dell'indagine dell' Arpa, pur non essendo tranquillizzanti del tutto, portano a smentire l'aumento ipotizzato di 4 gradi della temperatura del mare, ma confermano uno spostamento di temperatura di 0,1 grado all'anno negli ultimi dodici. Qualche problema lo dà il continuo aumento della salinità dovuto ad un sempre più scarso apporto di acque dolci da parte dell'Isonzo. Aumentano di conseguenza le situazioni anomale come la comparsa di mucillaggini in inverno (non toccano il turismo ma creano una grave preoccupazione per la pesca) gli sciami di meduse fuori stagione e la scomparsa di microalghe. Tutto questo porta a considerare di grande importanza il lavoro di monitoraggio costante dell'ambiente marino.
Il Comune di Grado nella logica del rispetto dell'ambiente, senza strombazzare nulla, sta facendo una cosa ottima adeguando il depuratore di Primero con nuove tecnologie meno impattanti e di maggiore efficacia nell'abbattimento dei parametri inquinanti, prevedendo in 5 anni il completamento dell'opera con un investimento di 5 milioni di euro.
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05 ottobre, 2007

Il seguito del Vday


Avrà un seguito il vday, domani a Roma verrà presentata ufficilamente la repubblica dei cittadini con una manifestazione di piazza per lanciare una lista civica nazionale dei cittadini nata dalle proposte urlate da Beppe Grillo nel fatidico giorno del vday, che se non altro ha smosso una sacco di letame ormai stratificato e perfino qualche coscienza.
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Albergo Diffuso



Torna d'attualità la proposta dell'albergo diffuso in Laguna. La nuova Giunta,contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale, ci ripensa e si dice d'accordo con la Regione che spinge in questa direzione (i soldi sul piatto sono 2 milioni di euro). C'è un distinguo, nessuno viene coinvolto, niente privati (non mi pare giusto) ma solo il Comune con le sue proprietà lagunari. A fare una lista di queste proprietà ci si metterebbe del tempo ma per logica io penso che l'obbiettivo sarà sistemare la ex caserma delle finanze di Portobuso e relativo porticciolo. Ricordo che girava voce di un progetto per una scuola vela e un albergo da costruire al posto del vecchio edificio e mi pare che questa sia una cosa giusta da fare attenendosi con rigidità al basso impatto ambientale. E' un' opportunità in più, cogliamola. Non mi fermerei però come prospettiva a solo 50 posti letto, altrimenti lo sforzo e il rischio non varrebbero la pena.
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01 ottobre, 2007

Friulano 2


Continuano a discutere di friulano, addirittura come lingua veicolare nelle scuole e l'obbligatorietà è sicuramente lesiva delle libertà individuali, nel frattempo abbiamo gli esempi eclatanti di voti di scambio in Provincia di Udine che si ritenevano localizzati solo in Sicilia e Calabria, le famiglie sono costrette ad "updatare" a caro prezzo ogni anno i libri scolastici, non ci sono i soldi per la carta da cesso nelle scuole ma Otto milioni di euro da buttare al cesso si trovano.
Vi aggiungo un commento fatto al post friulano da un friulano che spiega bene la situazione vista da loro.
Intervengo per dire la mia opinione di abitante del "friuli".
Le stesse paure e sensazioni le abbiamo anche noi che abitiamo la zona del cividalese. Ci si sente tirati da una parte verso l'appartenenza "friulana" dall'altra verso quella della minoranza "slovena" alla fine la gente se ne frega e gli unici che ci guadagnano sono gli appartenenti alle varie associazioni che si spartiscono i contributi . . intanto si fanno i cartelli bilingui, un pò in friulano, un pò in sloveno, niente in inglese o tedesco e gli stranieri ci prendono per pazzi . .
Intanto non ci sono i fondi per insegnare a scuola l'inglese o il tedesco. . .
Alessandro

Non ci sono parole a questo punto.
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