Cerca nel blog

13 dicembre, 2009

Le Streghe - Strighe


A Grado anticamente si conviveva con i morti.

Il cimitero era situato accanto alla "Ciesa granda" sino alla Canonica, era di forma triangolare e in uso sino al 1906, chiamato "Pulindron".
Era simile, nella forma, alla vela triangolare "Pulindron" situata sul "spontier" del trabacolo

La tavola su cui si mangiava ogni giorno poteva divenire, per necessità, cassa da morto per qualche familiare.

Si può capire così lo stato di catatonica superstione in cui vivessero i nostri antenati e il prendere corpo nell' immaginario collettivo di esseri terrificanti con poteri soprannaturali che impaurivano con il loro apparire improvviso quando l'oscurità era più intensa o magari accompagnata da una leggera nebbiolina.

Ovviamente erano tutte mutazioni del Diavolo che con le sue arti tentava il credente per portarlo alla perdizione.

Domenico Marchesini-"Menego Picolo"- intriso di grande religiosità, cultore dei riti e delle costumanze gradesi che nel riconoscere la presenza del maligno riaffermavano e rafforzavano la fede del popolo- descrisse così quelle che sono le più note tra le streghe. Le Varvuole:
"Ze strighe de spirito maligno destinae de 'ndà vagabondando pe'l mondo"

Gli adulti per calmare i piccoli più vivaci le usavano come deterrente per calmarli e non farli allontanare troppo da casa.

Ovviamente il rimedio contro tutte le immagini diaboliche era la devozione, il buon comportamento e la preghiera, guai a mancare una messa della domenica.

Proprio come oggi!

L'immagine è una splendida tavola dell'artista gradese Dino Facchinetti
Share/Bookmark

12 dicembre, 2009

A Tavola con i nostri vecchi


E' in arrivo un groppo di aria fredda russa e  la voglia di stringersi addosso i muri di casa sarà più forte, la prossimità delle feste, poi, favorirà incontri e riunioni familiari e con esse la voglia dello stare in tavola.

Allora ecco due ricette proposte da nomi altisonanti del nostro piccolo universo gradese:

Fra Martino Rossi-
Conosciuto  come Maestro Martino, cuoco del camerlengo e patriarca d'Aquileia Ludovico Trevisan, scrisse il Libro de arte coquinaria, propone uno zabaglione che per l'apporto calorico si può considerare doping:

Per fare bono zambaglione per farne una taza, piglia quatro ova zoè lo rossame, e zucharo e canella a sufficienzia et de bono vino amabille, e sel fusse troppo fumoso mettili uno poco d'aqua o de brodo magro poi fale cocere amò se coce lo brodeto et sempre menace con lo cugiaro et quando se imbratta [ponilo in taza].
nel 1457.


Biagio Marin
bisognerebbe dilungarsi per descrivere tutto  ciò che è stato e ha fatto, ma diciamo un' unica parola che lo riassume - Poeta

Descrive così "Al Boreto"

El boreto de Liseta
xe 'rivao comò un gran don,
i mancheva un gran de sal
ma, del resto, gera bon.

Do moreli de bisato
i ha cundio un datragan;
l'agio drento ben disfao
e l'aseo de bona man.

Ma no devo lassà in parte
quel bon rombo de Nadal
messo in meso cò gran arte,
un bocon de gardenal.

Xe vignuo col pignatin
bon odor de casa mia
e la vanpa nel camin
che porteva l'alegria.

Share/Bookmark

10 dicembre, 2009

Addobbi natalizi del mare





Anche il mare sente la festività natalizia e prepara i propri addobbi.

Nella foto una formazione corallina sulle ventie in Golfo di Trieste
Share/Bookmark

09 dicembre, 2009

Eroi a Grado - Luigi Rizzo



Luigi Rizzo-siciliano di Milazzo, detto l'Affondatore per le sue imprese di guerra, arrivò a Grado verso la fine del 1915 con il grado di tenente di vascello.

Uomo di mare, di tradizioni marinaresche e patriottiche, divenne famoso per le azioni di guerra al comando dei suoi MAS (Memento Audere Semper)fragili imbarcazioni ma velocissime con cui il nostro eroe, profittando della loro manovrabilità ed agilità in mare, affrontava con sprezzo del pericolo navigli di stazza ben superiore sino ad affondare nel porto di Trieste nel 1917 la corazzata Wien e nel 1918 nelle acque di Premuda la Santo Stefano che gli valsero le medaglie d'oro e d'argento al valor militare.

Nel 1917 Luigi Rizzo sposò a Grado, poco prima di evacuare l'Isola visto lo sfondamento austriaco del fronte a Caporetto, Giuseppina Marinaz.

Negli anni di Grado seppe farsi voler bene dalla popolazione residente per la sua abilità marinaresca e la spensieratezza di fronte al pericolo che lo rendeva particolarmente simpatico ai nostri rudi vecchi abituati a parlare poco ma di mare ne capivano.

Morì a Roma nel 1951.

A lui nominato Conte di Grado il nostro ricordo per un coraggioso soldato e valente uomo di mare.
Share/Bookmark

08 dicembre, 2009

Gianni "Cavalin" Marchesan



Gianni Marchesan, detto popolarmente “Gianni Cavalin” è uno dei tanti personaggi della nostra Isola che ha lasciato traccia di se attraverso le parole delle sue canzoni.

Le compone, in coppia con Luciano Facchinetti detto "Siego"alle musiche, con testi che rappresentano uno spaccato straordinario della Grado degli anni settanta.

Bravo musicista e fine umorista assieme all'amico "Siego" e ad Arturo Marin formò il Trio Saltapasti scrivendo tra le più belle e cantate canzoni della Grado popolare e allegra.

Descrive bene in questa canzone come la vanità si debba fermare di fronte alla necessità:

"POVERO MA IN CAPELO"

L’elegansa la me piaze,
ma se vago drìo la moda,
la scarsela resta svoda
e me toca dimagrì

e se anche le vetrine
le hà vistiti in abondansa,
co’ trascuro la gno pansa
più no posso caminà.

II
Me cavao sto capricio
Ma, se a posto xè la testa
Al gno stomego protesta
E nol sente la ragiòn

Co’ le ganbe che se piega
No me tiro su de’ leto
E stasera un bel boreto
Col capelo me farè.

Ritornello

Me basta ve’ ‘un capelo
Se vogio comparì
Ma do sardele in tola
Te vol pe’ no murì
E duta la fadiga
Xè quela de studià…
Se devo fame belo
O tome de magnà !

( finalino )

O tome de magnà



Share/Bookmark

06 dicembre, 2009

Bando -Festival della Canzone Gradese 2010


Bando Festival della canzone Gradese 2010

Art.1 - Il Circolo Jazz Grado “Quelli del festival”, tenuto conto che il dialetto è l’espressione viva, ricca di tradizioni culturali, letterario - musicali, organizza la XLIV. edizione del FESTIVAL della CANZONE GRADESE.
La manifestazione popolare ha il preciso obiettivo di valorizzare la tradizione di Grado nelle sue espressioni poetiche e musicali mantenendo viva la parlata.

Art.2- Le canzoni in gara, CATEGORIA ADULTI, dovranno essere così presentate, pena l’esclusione:
a) il testo dovrà essere rigorosamente in dialetto gradese;
b) la partitura musicale dovrà essere ad una voce con accompagnamento di pianoforte (o fisarmonica), con l’indicazione degli accordi simbolici completa di testo letterario;
c) i partecipanti dovranno allegare al testo la partitura musicale, il tutto in cinque copie contrassegnate da uno pseudonimo che sarà riportato, successivamente, all’esterno di una busta contenente il nome e l’indirizzo dell’autore o degli autori;
d) i partecipanti dovranno allegare una registrazione completa del brano musicale assolutamente inedito (Cd );
e) ogni elaborato dovrà essere accompagnato da Euro 10,00 (dieci a parziale copertura delle spese organizzative e consegnato al responsabile dell’organizzazione, nel giorno 05 gennaio 2010 dalle 10.30 alle 13.00, presso la Biblioteca Comunale sede di Via ORSEOLO- Grado;
f) i partecipanti al concorso s'impegnano a non divulgare le canzoni presentate al FESTIVAL, sino alla conclusione del medesimo, pena l’ ESCLUSIONE.

Art. 3- Un’apposita commissione giudicherà, insindacabilmente ed inappellabilmente, le composizioni regolarmente pervenute, scegliendo fino a DIECI finaliste che saranno presentate durante serata conclusiva del FESTIVAL DELLA CANZONE GRADESE.
Gli autori delle canzoni finaliste cedono tutti i diritti dei brani all’organizzazione e proporranno al direttore artistico della manifestazione il nominativo del cantante esecutore entro e non oltre (pena l’esclusione) dieci giorni dalla pubblicazione delle stesse.
In sede di votazione, durante la serata finale, il pubblico in sala potrà esprimere fino a due preferenze. Potrà essere considerata, di concerto con i finalisti, l’opportunità della presenza di una giuria speciale.
Per evidenziare il carattere puramente dilettantistico - popolare della manifestazione, non sono ammessi al FESTIVAL DELLA CANZONE GRADESE autori e compositori iscritti alla SIAE.

Art. 4 - L’organizzazione, per il buon fine della manifestazione, può apportare delle modifiche al vigente regolamento e non si assume alcuna responsabilità verso i concorrenti nel caso di sospensione o rinvio della serata finale del FESTIVAL della CANZONE GRADESE.
Grado, novembre 2009

NB le prime tre classificate parteciperanno di diritto alla finale del festival regionale FVG e ad una serie di manifestazioni, locali , regionali e/o nazionali coordinate dall’organizzazione
1946-2010
Festival
della
Canzone Gradese
CircoloJazzGrado

Share/Bookmark

05 dicembre, 2009

Sorci verdi nell' Uso Civico


Il neonato Comitato per la gestione degli Usi Civici ha organizzato ieri una conferenza, in tantem con l'Italia dei Valori (c'era l' On.le Monai), per esporre al pubblico gradese lo stato delle cose e il conflitto (preannunciato) creatosi con il Comune di Grado a proposito della cessione degli usi civici dell' area dal parco delle rose per la costruzione del parco termale.

Bisogna dire che l'amministrazione prende le cose alla leggera, tradendo in toto il suo programma di trasparenza nelle decisioni collettive, pretendendo dai cittadini una cambiale in bianco su uno stravolgimento serio del diritto comune e che riguarda tutti per gli anni a venire.

Direi che, visti i precedenti di Grado e la sua cementificazione, sia il caso che espongano con chiarezza il progetto delle nuove terme:
le zone d'intervento, l'impatto ambientale previsto, i vincoli che il privato dovrà osservare, l'autorità (neutra) che controllerà che tutto resti nei binari prestabiliti.

la Regione pretende, per iniziare l'iter progettuale, l'area priva di vincoli mostrando una prepotenza insolita ma in linea con le ultime mosse di questa Giunta che è insofferente ai controlli dei Comuni come se spendessero soldi loro e non nostri e dopo aver trattato Grado come cenerentola per decenni sembra che ci facciano la carità, pretendendo serie garanzie.

Nessun progetto (faranno una gara internazionale), si sa che bisogna liberare da ogni vincolo l'area in oggetto chiedendo un atto di fiducia al buio, incredibile che abbiano portato in Consiglio Comunale una tale deliberazione senza informare la popolazione in pubblica assemblea in paese (si sono dimenticati l'arengo).

Il sindaco, poi, non ci fa una bella figura quando dichiara, ai giornalisti, astratti i diritti di pesca e caccia sull'area;
si adegui ai tempi sig. Sindaco e usi la fantasia per una pesca di turisti e una caccia di clienti e vedrà che l'uso civico torna di attalità;
... poi intercederà per un trattamento economico differenziato per i residenti gradesi.
Mi scusi sa, signor sindaco, mi sento davvero poco rappresentato da Lei sia economicamente sia nell'orgoglio di essere gradese.

In buona sostanza la situazione attuale è che a seguito di un esposto promosso dal Comitato degli Usi civici il Commissario ha bloccato l'iter del bando per la liquidazione dell'uso civico, fermando il Comune, accogliendo le tesi del Comitato e con richiesta di approfondimenti della questione.

Ma temo che non finirà tanto facilmente con la composizione pacifica della questione, credo invece che ne vedremo ancora delle belle e ci faranno vedere i sorci verdi.

Continua...
Share/Bookmark

04 dicembre, 2009

Gli Asburgo a Grado


Il primo dei regnanti d'Austria a presentarsi a Grado fu l'arciduca Carlo Ludovico d'Asburgo nel lontano 1873, provenendo da Aquileia che cominciava a restituire dal sottosuolo i tesori romani e aveva destato l'attenzione delle teste coronate di mezza Europa creando così,anche per la nostra Isola, interesse e curiosità.

Nel 1885 arrivò a Grado, proprio dopo un terribile fortunale che distrusse quasi tutti i campi coltivati e fece diverse vittime tra i pescatori impegnati in mare, l'Arciduca Alberto d'Asburgo che informato della cosa fece una donazione per le famiglie toccate dall'evento.

Nello stesso anno arrivò in pompa magna l'Arciduchessa Stefania a bordo del vapore "Fantasia" imbarcandosi dal molo di Belvedere .

L'arrivo dei coronati ospiti, ogni volta suscitava l'entusiasmo della gente ben poco abituata a vedere gente di così alto lignaggio e squisito comportamento.

Insomma da quei di: vemo scuminsiao a piegasse in do a ogni vista de foresto ben vistio (in foto), me par de vighili co i oci dei nostri veci e fantulini del tempo i varà parso de veghe alieni, l'efeto ne ze restao fin incuo,

...e la storia continua (sic).
Share/Bookmark

02 dicembre, 2009

I Banner


Oggi voglio parlare di questa cosa in cui siamo dentro adesso, ossia internet e dei mezzi di marketing che si usano per attirare il popolo del Web.
Si sa che su internet esistono dei bandieroni pubblicitari colorati e lampeggianti.
Si chiamano banner.
Insomma, voi state leggendo un sito che vi piace o guardando qualcosa, delle foto per esempio, e sopra o di fianco, c’è questo cartellone animato che si agita come un ossesso nel tentativo disperato di attirare la vostra attenzione.
A voi di lui non frega niente, lo vedete solo con la coda dell’occhio.
Però un pochino tutto quel dimenarsi vi da fastidio.
Si dice che nell’ultimo anno, nessuno al mondo sia stato talmente fesso da cliccare su uno di codesti banner, per cui non si sa cosa succeda dopo.
Comunque, nonostante tutto, c'è qualcuno che ci marcia più che bene.

Un altro fastidioso oggetto pubblicitario è il pop up.
Già il nome è da scemo.
Viene dall’inglese: to pop up, comparire all’improvviso, insomma, rompere le palle.
Il pop up è quel coso che fiorisce in mezzo alla pagina senza neppure avvisare, per impedirci di consultarla.
In alto ha un bottoncino piccolo piccolo con scritto ‘chiudi’: esso rappresenta l’unico modo per disintegrare il pop up.
Peraltro spesso il pulsante 'chiudi' non funziona, o finge di non saper funzionare.
Fortunatamente, il pop up risulta quasi in estinzione.
Ci sono infatti altre forme pubblicitarie, meno invasive ma altrettanto insinuanti.

Ad esempio: tu stai leggendo la ricetta della pizza margherita, oppure stai solo cercando una ricetta della pizza margherita.
Bene. Il sito – astuto come una volpe – capisce che sei interessato a un argomento specifico, e che quindi sarebbe meglio offrirti una promozione pubblicitaria mirata: allora indaga la semantica del caso e a corredo della lettura ti propaganda indirizzi di pizzerie.
O, se è poco intelligente, la reclame di articoli da giardinaggio e concime per margherite.
Pare che questo sia il futuro della pubblicità.
Andiamo bene.

In ogni caso prestare attenzione.
Share/Bookmark

01 dicembre, 2009

Denti di cane - Dinti de Can


Nuove frontiere nella cura e sostituzione dei denti.

Uno studio dell' Università di Pechino propone come alternativa alle protesi in ceramica i famosi "Denti di Cane" - Chthamalus stellatus - Categoria: Cirripedi e Balani.

I denti di cane sono crostacei dall'endoscheletro modificato, a forma di un tronco di cono, costituito da sei piastre calcaree che in età adulta equivalgono, in durezza, la ceramica.

Vista l'abbondanza del prodotto in Golfo di Trieste (vedi foto) si aprono nuove prospettive commerciali per i produttori.
Share/Bookmark