- L'associazione "La Signora delle Fiabe" in collaborazione con Grado Teatro, Associazione Alessandra Clama, Pro Loco Grado, Irreale Narrativa a KM 0, Rp RadioPresenza
- con il patrocinio e il sostegno della Provincia di Gorizia, Commissione pari opportunità ed il Comune di Grado.
- PRESENTA
- All' Auditorium Biagio Marin Venerdi' 13 Dicembre 2013 alle ore 20,45
- LA SIGNORA DELLE FIABE
- Dramma in un atto scritto e diretto da Marco Giovanetti
- con Luisa Venier e Cinzia Borsatti
- Musiche originali di Romans Etianen Feduns
- Foto di scena di Simone Vrech
- Audio e luci Flash Elettronica
- Grafica Camilla Federica Cozzutti Depase
- Voci fuori campo di: Tullio Svettini, Lidia Longo, Ivan Medeot, Luana Alba Leitao
- La storia drammatica di una donna alle prese con la violenza della società che la giudica per i suoi comportamenti "eccentrici". Un testo altamente drammatico, con ripetuti colpi di scena che lascerà il pubblico con molte domande.
- INGRESSO LIBERO
- PRESENTA LA SERATA IL DOTT. PAOLO QUAZZOLO
- Seguirà rinfresco
- Tutte le offerte verranno interamente devolute all'associazione Alessandra
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11 dicembre, 2013
La Signora delle Fiabe
10 dicembre, 2013
Vocabolario italo-graisan
Ieri sera in S. Rocco la Provincia rappresentata dal suo Presidente Gherghetta e dalla Consigliera Medeot hanno presentato assieme all' autore - Renzo Bottin - il lavoro di quest' ultimo, un corposo e completo vocabolario della parlata graisana pubblicato su un sito dedicato:
E sin qua niente di che, salvo il fatto che queste cose di cultura locale dovrebbero, in un paese normale, essere accompagnate e finanziate dal Sindaco e dal suo Assessore alla Cultura - il Sindaco c'era e ha fatto da comparsa l' Assessore no - noi a Grado invece facciamo così visto che "semo roversi";
rifiutiamo l' aiuto ad un concittadino che regala a Grado uno strumento così originale come un vocabolario dialettale frutto di 18 lunghi anni di ricerca, passione ed impegno.
Dunque ringraziamo la Provincia di Gorizia per l' impegno che ha messo nel sostenere la stesura e pubblicazione di un' opera che ci fa inorgoglire, ed è la seconda volta che lo dobbiamo fare perchè quel minimo di connessione Wi-Fi che abbiamo a Grado lo dobbiamo all' impegno Provinciale, quasi quasi proporrei di tenerci la Provincia ed eliminare la Regione come Ente visti i comportamenti dei nostri rappresentanti che l' Autorità Giudiziaria ha messo in luce.
Una piccola critica alla presentazione dell' autore, che è certamente ferrato in un' arte difficile come la glottologia e i suoi derivati ma è andato sopra le righe quando ad un certo punto ha fatto commenti piuttosto feroci ed ironici su i "poeti dialettali locali" che secondo lui dovrebbero controllare con maggior attenzione il lessico gradese usato.
Bah, a parte che in poesia tutto è lecito e c'è licenza poetica, non è giusto criticare chi tenta con passione pari alla sua di comunicare qualcosa alla gente, e poi altra magagna, lui dice che il vocabolario è dedicato ai ragazzi ma sostiene nello stesso tempo di fermarsi al dialetto parlato negli anni '50, è una contraddizione in termini.
Vuoi il futuro, occupatene, non fermarti al passato.
Bon insomma con quel minimo di polemica per dar sapore al tutto è stata una bella lezione di storia dialettale da parte del prof. Renzo Bottin che va ringraziato per l' ottimo lavoro.

rifiutiamo l' aiuto ad un concittadino che regala a Grado uno strumento così originale come un vocabolario dialettale frutto di 18 lunghi anni di ricerca, passione ed impegno.
Dunque ringraziamo la Provincia di Gorizia per l' impegno che ha messo nel sostenere la stesura e pubblicazione di un' opera che ci fa inorgoglire, ed è la seconda volta che lo dobbiamo fare perchè quel minimo di connessione Wi-Fi che abbiamo a Grado lo dobbiamo all' impegno Provinciale, quasi quasi proporrei di tenerci la Provincia ed eliminare la Regione come Ente visti i comportamenti dei nostri rappresentanti che l' Autorità Giudiziaria ha messo in luce.
Una piccola critica alla presentazione dell' autore, che è certamente ferrato in un' arte difficile come la glottologia e i suoi derivati ma è andato sopra le righe quando ad un certo punto ha fatto commenti piuttosto feroci ed ironici su i "poeti dialettali locali" che secondo lui dovrebbero controllare con maggior attenzione il lessico gradese usato.
Bah, a parte che in poesia tutto è lecito e c'è licenza poetica, non è giusto criticare chi tenta con passione pari alla sua di comunicare qualcosa alla gente, e poi altra magagna, lui dice che il vocabolario è dedicato ai ragazzi ma sostiene nello stesso tempo di fermarsi al dialetto parlato negli anni '50, è una contraddizione in termini.
Vuoi il futuro, occupatene, non fermarti al passato.
Bon insomma con quel minimo di polemica per dar sapore al tutto è stata una bella lezione di storia dialettale da parte del prof. Renzo Bottin che va ringraziato per l' ottimo lavoro.
Vocabolario italo-graisan
09 dicembre, 2013
Artigiani - I Barbieri
Tempi complicati, tutto gira attorno al Dio danaro ma si tratta di una divinità mooolto esclusiva che si rivela a pochi eletti.
I mestieri, l' artigianato non tira più, le spese le tasse la crisi tutti i futuri vengono preclusi.
Se non c'è futuro i pensieri e i discorsi vanno sempre alla memoria, come due anziani che ai giardinetti rievocano la giovinezza, le belle ragazze, il tempo dei balli all' aperto.
E allora alla memoria vediamoli 'sti mestieri che pure hanno nutrito un sacco di gente per annorum.
Uno dei tanti mestieri della Grado di una volta, il Salone di Bellezza per siuri in Vial.
Il ricordo dei barbieri mi fa venire in mente tanti personaggi della Grado di non tanto tempo fa:
Bepi Soto, Rico, Geto Gato, Guido Sgarigola, Leto Canon, Toni Soto artigiani delle forbici,
Simpatici e al corrente di tutti i più reconditi segreti di Grado raccontati dai clienti sotto le loro
abili mani e diffuse all'istante nel piccolo mondo dell'Isola, naturalmente con la
raccomandazione "no stà dilgio a nissun"
Nella foto Marocco lo staff della Barberia di Simeone (Simon) Gimona in Viale.
Artigiani - I Barbieri
08 dicembre, 2013
Concorso di Poesia
La vulcanica Monica Maran graisana emigrata per amore, solo per amore in quel di Malborghetto organizza un concorso di Poesie e chiede un pò di visibilità a tutto tondo, oggi questo spazio è il suo.
BANDO
Primo Premio Internazionale di Poesia “EDELWEISS”
L’associazione Teatro della Mandragola e l’associazione culturale ATEV di Grado in collaborazione con il Comune di Malborghetto-Valbruna e la Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale.
Indice il Primo premio Internazionale di Poesia “EDELWEISS”
Le poesie sono a tema libero
Tutte le opere inedite, mai premiate o segnalate in altre concorsi,dovranno essere inviate unitamente alla scheda di partecipazione pena l’esclusione dal Concorso, entro il 15 marzo 2014.
Le opere unitamente alle schede di partecipazione,devono essere inviate tramite posta elettronica all’indirizzo premio edelweiss@gmail.com o tramite posta alla sede del Teatro della Mandragola via Bamberga, 67 - Malborghetto-Valbruna 33010 (Udine). Se tramite R.R. dovranno essere inviate 5 copie dattiloscritte unitamente alla scheda di partecipazione che è scaricabile sulla pagina del teatro.
Il concorso prevede due sezioni:adulti e bambini,il concorso è riservato a tutti i cittadini italiani residenti in Italia o all’estero.
Ogni autore può concorrere con tre poesie che non devono superare i 36 versi.
Per la sezione bambini l’età massima è di anni 13.
La partecipazione è completamente gratuita.
La giuria sarà formata da persone qualificate ed impegnata nel campo della letteratura e delle arti e da alcuni appassionati di poesie. La decisione della giuria è insindacabile.
Gli elaborati non verranno restituiti, per una eventuale pubblicazione di estratto dell’opera inedita non sarà riconosciuto alcun compenso economico o diritto d’autore.
Ai vincitori sarà data tempestiva comunicazione a mezzo telefono ed e-mail, gli stessi saranno tenuti ad assicurare entro due giorni dalla ricezione della comunicazione, la presenza alla cerimonia di premiazione. In caso contrario subentrerà l’autore meglio collocato nella graduatoria. La premiazione si terrà domenica 25 maggio alle ore 17,30 presso il Museo Etnografico di Malborghetto, è obbligatoria la presenza dell’autore alla premiazione, non sono ammessi delegati o rappresentanti. Ai vincitori verranno consegnati premi in libri ed ai primi classificati una targa. E’ prevista una menzione d’onore .Alle ore 17.30 del giorno 24 maggio presso il Kirchenwirt Macoratti di Tarvisio, verranno lette le poesie partecipanti al concorso.
Per i risultati si potrà consultare la pagina dell’associazione Teatro della Mandragola.
Info:e-mail premio edelweiss@gmail.com
Cell. 347 2638106 Cell. 349 4945008
Il bando è visibile sulla pagina facebook del Teatro della Mandragola
Concorso di Poesia
07 dicembre, 2013
Rivoluzione di Lunedì
L' amico Gasparetti mi scrive una mail per ricordare al popolo tutto che lunedì scoppierà (boh?) la rivoluzione.
Devo dire la verità, anche se in mezzo a quanto affermano gli organizzatori ci sono cose che condivido, non mi sento pronto per una rivoluzione e meno che mai per una rivoluzione che non mi dice dove andremo poi, non ho l' età per pormi futuri troppo lontani, devo navigare a vista e questo richiede cose che possa capire in fretta, ma tant' è nel rispetto delle opinioni di tutti io metto a disposizione questo spazio per informare poi ognuno faccia come crede nel rispetto del prossimo possibilmente.
_______________________________________________
"Fate provviste: bloccheremo l'Italia". Pronta la rivoluzione del 9 dicembre
"Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato con mazze e pietre".
E commercianti, impiegati, artigiani, agricoltori, padri e madri di famiglia sono pronti. Almeno stando a sentire gli organizzatori dellarivoluzione del 9 dicembre, quella che, a partire dalla mezzanotte del giorno dell'Immacolata, promette di bloccare ad oltranza l'intero Paese, da Bolzano a Reggio Calabria isole comprese.
Una specie di movimento dei Forconi, resuscitati per l'occasione e più vitali che mai, che nel gennaio 2012 paralizzarono per nove giorni strade e raffinerie in Sicilia. Solo che stavolta, complice internet, la protesta è più grande. Sul piede di guerra ci sono anche il Movimento autonomo autotrasportatori, Aitras Trasportunito, Assiotrat, Assotrasport e Azione nel trasporto italiano. E poi altre associazioni, (Comitati Agricoli Riuniti, Associazione Rurale Veneto, Life, Cospa) e tanti cittadini comuni.
"Frontiere, porti, strade e autostrade saranno bloccati da cittadini semplici affiancati da autotrasportatori, agricoltori e allevatori, tutti uniti nella lotta", spiegano gli organizzatori per nulla ridimensionati dal passo indietro di Unatras, l'Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci, e Anita, dopo un incontro positivo al ministero dei Trasporti.
"Non ci possono essere revoche di sciopero, perché questo non è uno sciopero di categoria ma una protesta di tutti i cittadini", spiega ad Affaritaliani.it uno dei protagonisti e ideatori dell'iniziativa, Danilo Calvani di Comitati Agricoli Riuniti. Che non ha dubbi: "L'Italia si bloccherà".
Come non li hanno gli altri sostenitori. "Fate tutti rifornimento di carburanti, alimentari e di ogni cosa" perché i negozi resteranno vuoti, avverte un'aderente particolarmente battagliera sulla pagina Facebook dell'iniziativa 9 dicembre 2013, dalla quale si evince che i motivi della rivoluzione sono tanti e svariati.
Rivoluzione di Lunedì
05 dicembre, 2013
Calendario 2014
Ogni anno, ormai da tempo, mi creo il calendario, quest' anno ho scelto come tema i percorsi lagunari tra le valli con i loro nomi, per facilitarne il riconoscimento.

Grado e la sua Laguna 2014
Spero vi piaccia e se qualcuno volesse scaricarlo questo è il Link:
E' un percorso che mi è sempre stato caro e visti i mezzi che Internet ci mette a disposizione ne ho approfittato per visualizzarlo sia come mappa generale che nei particolari.
Spero vi piaccia e se qualcuno volesse scaricarlo questo è il Link:
La prima pagina e l' ultima sono arredate con due poesie di Aldo Tognon e Giovanni Marchesan (Stiata)
Calendario 2014
04 dicembre, 2013
Mariegole
Ho letto il manifesto della presentazione del vocabolario di Bottin, complimenti per il lavoro fatto senza un grazie da parte di nessuno, bisogna essere eroi in questo paese.
Il link al graisan.it è sul blog.
Ma sono le regole e la loro osservanza la questione in ballo in questi giorni e a tal proposito ricordo un' interessante ed intelligente esercizio del buon governo nel mondo antico lagunare veneziano, regole che venivano applicate con ferocia anche se avversate, e che toccava anche il nostro piccolo mondo.
In età ducale la pesca e la caccia costituivano le attività economiche che fornivano l’alimentazione prevalente dei veneziani.
Per questo tipo di attività produttive, destinate alla soddisfazione dei bisogni alimentari della popolazione, le autorità veneziane misero progressivamente a punto non solo forme di controllo e di regolamentazione, ma esercitarono anche, almeno per la pesca, uno sforzo di indirizzo e di sfruttamento razionale delle risorse.
La gestione di queste attività, un tempo molto attenta, era affidata alle
matriculae o “mariegole”.
Nel XIV secolo tutto ciò che riguardava la laguna, i lidi, i porti e i fiumi
veniva definito dal Consiglio dei X e talvolta dal Senato, previa la
discussione tecnica affidata ad alcuni collegi provvisionali, chiamati :
“Savisopra la laguna” o “provveditori alle acque”.
Dal Consiglio dei X furono anche creati Cinque Savi sopra le mariegole e ogni volta che il caso lo
richiedeva, venivano introdotti nell’assemblea i «sensati vechi et pratici pescadori».
La Repubblica rivolse anche una particolare attenzione agli strumenti
utilizzati per la pesca e specialmente alle reti, tanto che queste erano
sottoposte a bollatura da parte dell’Ufficio della Giustizia Vecchia e
dovevano avere lunghezza e maglia uguali al modello depositato presso i
Provveditori di detto Ufficio.
Giusto per non farla troppo lunga, la chiudo qui, ma una piccola considerazione da fare è necessaria:
le regole se applicate portano a futuro, l'anarchia e far ognuno per se porta al disastro.

Il link al graisan.it è sul blog.
Ma sono le regole e la loro osservanza la questione in ballo in questi giorni e a tal proposito ricordo un' interessante ed intelligente esercizio del buon governo nel mondo antico lagunare veneziano, regole che venivano applicate con ferocia anche se avversate, e che toccava anche il nostro piccolo mondo.
In età ducale la pesca e la caccia costituivano le attività economiche che fornivano l’alimentazione prevalente dei veneziani.
Per questo tipo di attività produttive, destinate alla soddisfazione dei bisogni alimentari della popolazione, le autorità veneziane misero progressivamente a punto non solo forme di controllo e di regolamentazione, ma esercitarono anche, almeno per la pesca, uno sforzo di indirizzo e di sfruttamento razionale delle risorse.
La gestione di queste attività, un tempo molto attenta, era affidata alle
matriculae o “mariegole”.
Nel XIV secolo tutto ciò che riguardava la laguna, i lidi, i porti e i fiumi
veniva definito dal Consiglio dei X e talvolta dal Senato, previa la
discussione tecnica affidata ad alcuni collegi provvisionali, chiamati :
“Savisopra la laguna” o “provveditori alle acque”.
Dal Consiglio dei X furono anche creati Cinque Savi sopra le mariegole e ogni volta che il caso lo
richiedeva, venivano introdotti nell’assemblea i «sensati vechi et pratici pescadori».
La Repubblica rivolse anche una particolare attenzione agli strumenti
utilizzati per la pesca e specialmente alle reti, tanto che queste erano
sottoposte a bollatura da parte dell’Ufficio della Giustizia Vecchia e
dovevano avere lunghezza e maglia uguali al modello depositato presso i
Provveditori di detto Ufficio.
Giusto per non farla troppo lunga, la chiudo qui, ma una piccola considerazione da fare è necessaria:
le regole se applicate portano a futuro, l'anarchia e far ognuno per se porta al disastro.
Mariegole
03 dicembre, 2013
Psicosi ingiustificate-Barboni
Questi sono due modi di presentare la stessa questione, il primo, giornalistico, provoca paura con un titolone non giustificato dalla realtà, il secondo scritto da un professionista del settore che tenta di disinnescare la preoccupazione del pubblico ma pubblicato da riviste informatiche professionali e quindi difficilmente raggiungibili dal grosso pubblico ( il primo articolo è il titolo del Piccolo del 24/11/2013 il secondo art. è tratto da http://www.prodottoitticosicuro.eu/ )
1 -"Pesce al mercurio in laguna più colpiti mamme e bambini"
"L’Università di Udine ha completato l’indagine: la concentrazione del metallo nei capelli e nel latte supera in 484 casi analizzati la soglia di riferimento"
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2 - IL PESCE DELLA LAGUNA DI MARANO E GRADO E IN GENERALE DELL’ALTO ADRIATICO SI PUO’ CONSUMARE TRANQUILLAMENTE
2 - IL PESCE DELLA LAGUNA DI MARANO E GRADO E IN GENERALE DELL’ALTO ADRIATICO SI PUO’ CONSUMARE TRANQUILLAMENTE
LE PREOCCUPAZIONI PER LA PRESENZA DI MERCURIO NELLE ANALISI SULLA POPOLAZIONE LOCALE SONO FUGATE DA UNA SITUAZIONE CHE E’ DA TEMPO SOTTO CONTROLLO
LO SOSTIENE IL BIOLOGO GIORGIO MATTASSI, DA ANNI STUDIOSO DEL FENOMENO, GENERATO ANCHE DALLA PRESENZA DEI SEDIMENTI RILASCIATI DALLA MINIERA DI CINABRO (MERCURIO) ATTIVA PER 500 ANNI A IDRIA
Gli studi sulla popolazione di Marano Lagunare (UD) inerenti la presenza del mercurio nei campioni organici esaminati da un’indagine sanitaria, non debbono allarmare i consumatori del pesce adriatico e lagunare.
Lo sostiene con determinazione il biologo, Giorgio Mattassi, che da trent’anni studia l’ambiente lagunare, con particolare attenzione ai sedimenti di mercurio derivanti dalla miniera di cinabro di Idra. Dalla quale, per cinquecento anni si è prelevato il mercurio. Tale attività avrebbe causato il trasferimento di tale minerale nei sedimenti lagunari.
“Basta con gli allarmismi che potrebbero sembrare interessati”- sostiene Mattassi, che è stato anche Assessore regionale all’Ambiente e alla Sanità. “Sono stato il primo – specifica – a scrivere sulla presenza di mercurio nella Laguna, nel 1987 su incarico dell’USL Bassa Friulana e dell’Università di Trieste; presenza che è analoga in tutto l’Alto Adriatico”.
Si tratta di mercurio, o cinabro, che come specifica Mattassi non è biodisponibile.
Ovvero, non può venire assimilato dall’organismo umano semplicemente attraverso l’alimentazione.
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Vedete. Una notizia che non c'è, o poteva essere trattata solo da ambienti professionali interessati, diventa pubblica con titoloni per creare spavento e conseguentemente interesse, salvo poi smentirla con un articoletto successivo in corpo 8 tanto per mettersi la coscienza a posto, e via così. Questa è l' informazione che ci tocca.
Barboni!!!
Barboni!!!
Psicosi ingiustificate-Barboni
02 dicembre, 2013
Aldo Smareglia una medico a tutto tondo
Dopo il primo conflitto mondiale la situazione sanitaria di Grado era disastrosa, quando nel 1919 arrivò a Grado un medico di Pola il dott. Aldo Smareglia, avendo sposato la sig. Aquilina DeGrassi - gradese.
Uomo schivo e di poche parole, ma estremamente pratico si rese conto subito della situazione disastrosa dell' ambiente gradese e così recuperò il materiale dell'infermeria che le truppe italiane avevano creato spostandolo nell'allora sede del Comune in via Marchesini.
Il pian terreno venne adibito a struttura ospedaliera con una piccola sala operatoria.
Fatta propria la necessità per Grado di avere una struttura sanitaria efficiente, dato l'isolamento, vi si dedicò anima e corpo.
Nel 1935 il Comune finalmente costruì la propria nuova sede in P.zza B. Marin e l'Ospedale potè svilupparsi con altri reparti occupando il primo piano.
Ulteriori progressi l'edificio li fece nel 1950 con la costruzione di due corpi laterali.
Il suo progetto di potenziamento della struttura ospedaliera continuò anche dopo la sua morte che avvenne nel 1954.
Molti dei nostri padri e nonni devono la vita a quest'uomo.
Va ricordato anche l'impegno di Aldo Smareglia nel settore della talassoterapia.
La grande novità, che fece conoscere Grado nel mondo della medicina termale, fu organizzare il Convegno Nazionale della Talassoterapia svoltosi a Grado nell' agosto del 1929.
Qui avvenne il primo contatto della realtà curativa gradese con l'aristocrazia scientifica nazionale.
Aldo Smareglia e Grado nel suo insieme riuscirono a proporre e convincere, i numerosi intervenuti, delle grandi qualità del clima gradese, del nostro sole, della nostra sabbia.
Seguendo l'intuizione del dott. Barellai e la storia ormai consolidata dell' istituto Barellai sulle cure marine riuscì a dare all'Azienda Turistica un' indirizzo non solamente turistico, promuovendo l'aspetto medicale del clima, del mare e della sabbia inventandosi così le Terme Marine nate nel 1931.
Il lavoro di Aldo Smareglia è stato far diventare Grado luogo per il turismo e per la salute.
Questo binomio è diventato inscindibile per il nostro Paese e ragione di benessere per i suoi abitanti.
Ricordiamoli questi uomini, ci hanno indicato la strada da percorrere, non buttiamo via i loro insegnamenti.
Nella foto Marocco, Aldo Smareglia all'ingresso delle Terme.
Aldo Smareglia una medico a tutto tondo
01 dicembre, 2013
Campione d' Italia 1955- Antonio Gregori (Campana)
L' equipaggio campione d' Italia 1955
Ricordare è una specie di tuffo nel passato, un ripassare parti di vita con gli occhi del cuore.
Durante una conversazione con il mio amico Aldo Facchinetti (Biro), gran pescatore, cuoco sopraffino e cacciatore, in cui i ricordi hanno affollato la mente di tutti e due, si è finiti a parlare dei trascorsi sportivi di Aldo - un ottimo canottiere dell' Ausonia - e dei suoi compagni di avventura di un tempo.
L' imput lo ha dato la notizia della scomparsa di Antonio Gregori (Campana) a Padova agli inizi di novembre.
Toni era parte integrante con Aldo dell' armo remiero quattro con Campione d' Italia nel 1955 a Bari con i colori bianco verdi dell' Ausonia; equipaggio:
Antonio Gregori, Italo Deltin, Domenico Bosio, Aldo Facchinetti, timoniere Piero Scaramuzza.
Aldo ridendo e toccandosi di nascosto mi ricordava di essere rimasto l' ultimo dell' equipaggio sopravvissuto al tempo e all' intemperie.
Toni Campana, come era affettuosamente chiamato, -ricordava Aldo- era un ragazzo fortissimo e buono con mani e braccia enormi, era stato nel 1956 candidato per le Olimpiadi di Melbourne come probabile olimpico assieme al compagno Italo Deltin e al timoniere Piero Scaramuzza nel due con , si era poi, seguendo la sua stella, spostato a Padova dove ha fatto il fisioterapista del Petrarca Padova Rugby in serie A per tantissimi anni.
Si è conclusa la nostra conversazione, ormai un po rattristati, su quanto Grado rimanga nel cuore dei propri figli anche se lontani, riflettendo sul fatto che nonostante Toni Campana fosse via da 50 anni ha voluto essere seppellito a Grado. Casa sua.
Il ricordo di questi graisani è doveroso.
In foto Antonio Gregori (Campana)
Campione d' Italia 1955- Antonio Gregori (Campana)
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