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15 novembre, 2022
LE OLOTURIE
L' immagine è come al solito del fotografo della casa Lorenzo Boemo Signore, Ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà, perché ho imparato l'arte di sopravvivere. Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l'arroganza, perché ho capito il valore dell'umiltà. Ti ringrazio di avermi concesso la sofferenza, perché ho diviso il pane della solidarietà. Ora vorrei rivolgerti una preghiera: ....per me,Non sarebbe possibile una botta di culo? La vita è solo una gran sedere. Per questo potrebbe sembrare assolutamente inutile arrabattarsi per qualunque cosa , prevenire, informarsi, allenarsi, trascorrere il proprio tempo a preoccuparsi di un futuro ipotetico. Ecco, di tutto ciò che ho appena detto solo l’ultimo concetto, a mio avviso, è vero: preoccuparsi è un inutile spreco di tempo, tempo che non è misurabile per cui è preziosissimo. Ciò che invece bisognerebbe fare, sempre, è occuparsi di sé, preservarsi per ciò che potrebbe accadere in qualunque momento. Pianificare, anche questo è esercizio inutile, se si accetta l’assunto che la vita sia una gran botta di culo. A ben pensare a noi gradesi è andata di lusso, La Madonnina ha scelto questo dosso galleggiante su un mare di fango per sua residenza a nostra protezione perpetua. Una gran botta di sedere.
il soprannome
"Al Deto" è il soprannome personale ereditario che passa dai genitori ai figli per distinguere i numerosi casi di omonimia.
I soprannomi in una piccola comunità come Grado sono necessari per distinguere le famiglie dato il numero relativamente piccolo di cognomi originari, ancor più con l'andar del tempo per i numerosi casi di omonimia dovuti al costume di perpetuare i nomi.
Particolare curioso "al Deto" era ereditario e per la maggior parte delle volte passava da madre in figlio anche per dare differenziazione incrociata ai figli perchè poteva facilmente succedere che nomi cognomi e diti fossero uguali a tanti altri dalla parte del padre.
La nomenansa invece distingueva e distingue tuttora il singolo individuo per una particolarità o di lavoro o di comportamento ma si esauriva con lui.
Giovanni Stiata Marchesan con la solita arguzia ne ha fatto una filastrocca che fa una fotografia, se pur non completa, dei numerosi soprannomi "i Diti" graisani:
"LA TIRITERA DE I SORANOMI"
Masaneta, Bisatelo Corcalina.. . Mazurin Morospari, Ganbarelo Grilo e Galo...Sanmartin!
Magnamili, Magnalardo Brusaboschi e Stefanin Biviaqua e Cavogrando Serenoti co' Papin!
...e vemo Scartasse, Scuvili e Ciodi Sorbuli e Gnoculi, Beati e Bei... Nanemeso, Nanelovo, Ziganti e Vovi Duto'l paese...semo fradei!...
Maranisi e Polachi Stiati e Steli, Bernardon Sanpieroti coi Patachi Paciaroti.. Danielon!
Xe i Barbieri co'i Duturi Ciciaroli, dò Scanài pùo Pantieri cò 'i Pasturi Farineli e Trapanài!...
...E vemo Balanza, Trotuli e Sponza Toltini e Piegore, Cagnoli e Clài. Xe Bareta, Morganti e Bronza
Duto'l paese...xe numinài!...
Belaganba, Munisselo Tecla, Cianci, Ortolan Zini, Botuli, Cranielo Stianpa, Principe, Bacan!...
Xe Curiola Farinelo Forti, Rosso, dò Tronbài Xe i Burloti, Bisanelo l Butighi co' i Catài...
E vemo Burcere, Tossi e Valuni Sopuli e Lovere, Schileta e Sian Dò-trè Sieghi,Canon e Spaguni...
Quisti xe i nomi del graisan
I soranomi, per incùo e doman!
SOLO UN PICCOLO APPUNTO: Non ci sono tutti i soranomi gradesi, qualcuno evidentemente è tralasciato ma senza malanimo e me ne scuso.

il soprannome
14 novembre, 2022
la nostra madonnina, un bella fortuna
L' immagine è come al solito del fotografo della casa Lorenzo Boemo
Signore,
Ti ringrazio di avermi fatto provare le difficoltà,
perché ho imparato l'arte di sopravvivere.
Ti ringrazio di avermi fatto incontrare l'arroganza,
perché ho capito il valore dell'umiltà.
Ti ringrazio di avermi concesso la sofferenza,
perché ho diviso il pane della solidarietà.
Ora vorrei rivolgerti una preghiera:
....per me,Non sarebbe possibile una botta di culo?
La vita è solo una gran sedere.
Per questo potrebbe sembrare assolutamente inutile arrabattarsi per qualunque cosa
, prevenire, informarsi, allenarsi, trascorrere il proprio tempo a preoccuparsi di un futuro ipotetico.
Ecco, di tutto ciò che ho appena detto solo l’ultimo concetto, a mio avviso, è vero: preoccuparsi è un inutile spreco di tempo, tempo che non è misurabile per cui è preziosissimo.
Ciò che invece bisognerebbe fare, sempre, è occuparsi di sé, preservarsi per ciò che potrebbe accadere in qualunque momento.
Pianificare, anche questo è esercizio inutile, se si accetta l’assunto che la vita sia una gran botta di culo.
A ben pensare a noi gradesi è andata di lusso, La Madonnina ha scelto questo dosso galleggiante su un mare di fango per sua residenza a nostra protezione perpetua.
Una gran botta di sedere.

la nostra madonnina, un bella fortuna
13 novembre, 2022
GRADO. SEMBRA UNA GALEA
Grado un’isola stretta tra mare e laguna, aperta alla luce ed alle voci del vento, ha profonde misteriose radici, una civiltà segretamente custodita lungamente sedimentata.
i gradassi ridono sempre sentiti orgogliosamente diversi, fedeli e coerenti con la loro storia innestati saldamente nelle strutture civili e politiche storiche.
Da cicli loro gloriarsi tutt’altro che servile facciamo parte delle repubblica di s.marco il massimo del prestigio di cui eravamo i depositari.Grado he una città, è fabbricata in forma lunga e stretta, quasi a modo di galea, ed è circondata da muraglie antiche.per chi è avvezzo a servirsi di navi grado figura come una proiezione sul mare aperto una galea pronta a salpare
Grado e una città, è fabbricata n forma lunga e stretta, quasi a modo di galea, ed è circondata da muraglie antiche.per chi è avvezzo a servirsi di navi grado figura come una proiezione sul mare aperto una galea pronta a salpare
Grado un’isola stretta tra mare e laguna, aperta alla luce ed alle voci del vento, ha profonde misteriose radici, una civiltà segretamente custodita lungamente sedimentata.
i gradassi ridono sempre sentiti orgogliosamente diversi, fedeli e coerenti con la loro storia innestati saldamente nelle strutture civili e politiche storiche.
da cicli loro gloriarsi tutt’altro che servile facciamo parte delle repubblica di s.marco il massimo del prestigio di cui eravamo i depositari.grado ha una città è fabbricata in forma lunga e stretta, quasi a modo di galea, ed è circondata da muraglie antiche.per chi è avvezzo a servirsi di navi grado figura come una proiezione sul mare aperto una galea pronta a salpare
Grado e una città è fabbricata n forma lunga e stretta, quasi a modo di galea, ed è circondata da muraglie antiche.per chi è avvezzo a servirsi di navi grado figura come una proiezione sul mare aperto una galea pronta a salpare
GRADO. SEMBRA UNA GALEA
12 novembre, 2022
FERRAGOSTO HE FINITO
Nonostante i tanti gufi Il Ferragosto è arrivato, passato e digerito anche a Grado. Fuochi bassi o alti tanta gente sicuramente in diga. Dovete sapere che: Qui A Grado si è così ospitali che pur di mettere a tavola un DioTurista, l'albergatore o il ristoratore se lo tiene sulle ginocchia ed è tutto un sorriso, poi, dopo che ha pagato e svoltato l' angolo, alle volte capita che tira un metro di cristi e di madonne che ti sgonfiano le ruote delle macchine nel parcheggio e rintocca la campana della chiesa. Qui la stagione da sempre va male e tutti tutti gli esercenti piangono miseria, poi comprano un "caien" a testa a tutta la famiglia, compresa la nonna, che tanto guida la badante, e partono per mete esotiche tutti assieme a ottobre. Qui il DioTurista s'incarna spesso sotto forma di sessantenne semiobesa vestita come un' abat-jour cui han fatto un gavettone di lustrini, vinavil e coriandoli. Oppure s'incarna in urlatori molesti che alle 4 di notte sono ubriachi e questionano in dialetti dalle vocali chiuse come le loro menti. Qui da ragazzi tenevamo i punteggi di quelle che c' eravamo trombate durante l'estate (che trombarsi la turista era cosa buona, giusta e, con tutta probabilità, raccomandata fortemente dall'Azienda di Soggiorno), tramite un sistema articolato: perchè se provenivano da certe città o nazioni c'eran più punti in palio. C'erano un paio di città e nazioni di provenienza che davano punteggio negativo perchè era troppo facile, ma non mi pare elegante dire quali. Insomma crisi o non crisi anche a Grado c'è stato ferragosto. Oh Mio Dio!
FERRAGOSTO HE FINITO
11 novembre, 2022
RISATE
RIE’ RIE’
Me son speciào ‘nte la povera zente,
quela che no tu i dà ‘na lira,
quela che co tu la vighi … tu rii
anche se i so’ vogi i zè vilii.
No tu sa che maravege i pol vè,
magari, no te interessa savè
perché zè più fassile mincionà al defora
anche sensa ‘vè un perché;
e tu gioldi, tu rii, tu te maguni,
tu crii che i zè solo dii poveri muni,
vistii co’ roba rota e sburìa,
no i ha roba firmagia, ni biancheria.
Vesse i “scartussiti” duti in tiro,
quii si che i zè figuni,
quii che i và col comio de fora ‘ntii machinuni
e magari svodo i ha ‘l frigo.
De siguro svodo i ha ‘l cavo
e un cuor pien de pelo,
perché no i riva capì un sovo frelo
e no i pensa che cussì gera anche un sovo avo.
Persiò riè, riè a pansa rota,
fin che’l pare o la mare ve mantièn
spuè ‘ntii travagi ‘l vostro velen…
ste tinti però un zorno de no cage de viso ‘nt’una lota.
Teti
RIDETE RIDETE
Mi sono specchiato nella povera gente, quella a cui non dai una lira, quella che quando la vedi… ridi, anche se hanno gli occhi tristi/ e non sai che talenti possono avere, magari non ti interessa nemmeno sapere, perché è più facile ridicolizzare per quel che si vede, anche senza avere un motivo/ e tu godi, ridi e ti sbellichi dalle risate, li credi solo dei poveri stupidi, vestiti con abiti rotti o consunti, non con vestiario firmato, non hanno nemmeno la “biancheria”/ invece quelli “di città” tutti in tiro, quelli si che sono alla moda, quelli che vanno con il gomito fuori dal finestrino su macchine di grossa cilindrata, e magari a casa hanno il frigo vuoto perché l’apparenza richiede un costo spropositato/ di sicuro vuote hanno le teste, e un cuore ingrato, perché non riescono a capire un loro fratello, e non pensano nemmeno che così erano anche i loro avi/ perciò ridete, ridete a crepapelle, finche i papà o la mamma vi possono mantenere, sputate nei problemi il vostro veleno, state attenti però di non cadere un giorno con la faccia in una cacca.
Stefano Teti Dovier UN GRAZIE di benvenuto per rie-rie. una piccola nota per sorridere un poco dopo tanto tempo di sfortuna. riè momole e mamuli ci deve essere un dopo. grazie da ennio.
RISATE
10 novembre, 2022
LA VERGINE DELLA MADONNA
Grado riserva sempre sorprese se le sai cercare, sei con la mente aperta e l' occhio vigile Camminando per le cube come al solito con il naso all'insù, mi sono fermato in Campiello Tonegazzo, per capire, presso la sede dei Portatori della Madonna, a guardare e far una foto della Madonna Mora, un' icona venerata da tutta la contrada fin dai tempi antichi. Per capirne meglio l'origine ho fatto un pò di ricerca e mi sono imbattuto nello schizzo, che vedete in foto, dell' Ing Vigilio De Grassi che mostra una piazzetta che non ha riscontro con la realtà attuale in quanto una casetta occupa attualmente metà di quella che era il campiello di un tempo. Oltre a questo ho trovato, e ciò ha destato ancor più il mio interesse, tracce di un'icona che non c'è più dipinta sul muro di una casa di Calle Degrassi al n°4 alla fine del Campiello, tale icona rappresentava pare quattro sacre vergini che trovano riscontro nella tradizione clericale aquileiese. L'affresco scompare , i ha dao una man de bianco, sembra intorno al 1914 su decisione delle autorità austriache che vollero eliminare il "feral" che serviva per l'illuminazione dell' icona per timore di segnali segreti per l'irredentismo dilagante. Pare che le Vergini fossero state dipinte come ex-voto da una famiglia Marchesan (Doturi) per lo scampato pericolo in un ritorno burrascoso da Aquileia dove si erano recati per caricare acqua potabile. Durante la tempesta ai vogatori del "batelon" apparvero le Vergini e improvvisamente "la caligà" si fermò consentendo il rientro a Grado senza pericoli. "Le Vergene gera belitissime zovene, vissue al tenpo de i Romani. Ma in quii ani i gera mundi cativi, massime co i cristiani che se no i feva comò che voleva ili, i li meteva in person, li copeva e i feva strasse. Poviriti" Questo il commento della Vecia Pasta incaricata della conservazione delle icone del circondario. Ciò conferma la spiccata propensione gradese per il culto della Vergine a cui ci si rivolge sempre in caso di pericolo. Grado riserva sempre sorprese se le sai cercare, sei con la mente aperta e l' occhio vigile Camminando per le cube come al solito con il naso all'insù, mi sono fermato in Campiello Tonegazzo, per capire, presso la sede dei Portatori della Madonna, a guardare e far una foto della Madonna Mora, un' icona venerata da tutta la contrada fin dai tempi antichi. Per capirne meglio l'origine ho fatto un pò di ricerca e mi sono imbattuto nello schizzo, che vedete in foto, dell' Ing Vigilio De Grassi che mostra una piazzetta che non ha riscontro con la realtà attuale in quanto una casetta occupa attualmente metà di quella che era il campiello di un tempo. Oltre a questo ho trovato, e ciò ha destato ancor più il mio interesse, tracce di un'icona che non c'è più dipinta sul muro di una casa di Calle Degrassi al n°4 alla fine del Campiello, tale icona rappresentava pare quattro sacre vergini che trovano riscontro nella tradizione clericale aquileiese. L'affresco scompare , i ha dao una man de bianco, sembra intorno al 1914 su decisione delle autorità austriache che vollero eliminare il "feral" che serviva per l'illuminazione dell' icona per timore di segnali segreti per l'irredentismo dilagante. Pare che le Vergini fossero state dipinte come ex-voto da una famiglia Marchesan (Doturi) per lo scampato pericolo in un ritorno burrascoso da Aquileia dove si erano recati per caricare acqua potabile. Durante la tempesta ai vogatori del "batelon" apparvero le Vergini e improvvisamente "la caligà" si fermò consentendo il rientro a Grado senza pericoli. "Le Vergini gera belitissime zovene, vissue al tenpo de i Romani. Ma in quii ani i gera mundi cativi, massime co i cristiani che se no i feva comò che voleva ili, i li meteva in person, li copeva e i feva strasse". Poviriti" Questo il commento della Vecia Pasta incaricata della conservazione delle icone del circondario. Ciò conferma la spiccata propensione gradese per il culto della Vergine a cui ci si rivolge sempre in caso di pericolo.
LA VERGINE DELLA MADONNA
09 novembre, 2022
il SILENZIO
La testa mi si affolla di pensieri la mattina davanti allo schermo del computer diventato ormai una mia finestra sul mondo, sono momenti in cui sono solo e allora valuti e dai peso al valore del silenzio.
Perché oggi è così che funziona: chi ascolta non capisce chi parla e chi parla vede dalle espressioni dei suoi interlocutori che questi non capiscono più.
Non ci si capisce, probabilmente siamo diventati sordomuti.
Deve essere tutto questo parlare, tutto questo ascoltare, questa continua fuga dal silenzio.
La gente però è programmata a sfuggire il silenzio, a farsi tribù, quando ce n'è, perché è più facile sopravvivere.
D'un tratto però, ognuno è con se stesso, di fronte al proprio silenzio.
Per vedere se ci si piace o se hai bisogno del continuo sguardo degli altri addosso, per prendersi la responsabilità dei propri pensieri, della propria unica visione del mondo.
Poi un flash e, nel silenzio indotto in cui mi ero immerso attorniato da un mondo di rumore, immagino due bambini sulla spiaggia, lui a dire con gli occhi a lei, che ha ancora un dito nella sabbia,
"grazie, mi hai disegnato un'onda."
Allora ti riconcili con il mondo.

il SILENZIO
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