Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

20 aprile, 2019

Vi ringrazio tutti


Questa vecia batela "carolagia” ieri ha compiuto gli anni (sussiao) e  mi avete fatto  gli auguri in tantissimi  nei modi più  disparati che i social ormai consentono.

Dirvi che mi ha fatto piacere è poco e per ringraziare proprio tutti vi dedico queste quattro rime:

 GRASSIE:

Grassie per i coluri del vostro cuor
per la dolsessa ‘vua in  regalo
per le sintile de vita
che me vè dao
per le riade, o i silensi
che me 've fato fà.

Grassie per esse stai cò me
in sto giorno felice
e anche se no ve vego
 sè che de garghe parte sarè.

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17 aprile, 2019

L' inganno dei Savorgnan - Isola della Centenara



A volte penso, così a sensazione, che tutto quello che scrivo interessi più ai foresti che ai locali indigeni, ma non importa la storia di Grado è così ricca ed interessante che è giusto condividerla con tutti.


Allora forza, dedicato ai "Foresti de Palù"


Ai margini del territorio gradese di terra tra Belvedere e Boscat c'era un tempo una grande valle circondata da una grande pineta condotta e vegliata da un Gradenigo del ramo povero dei grandi Dogi di Venezia, pescatore e marinaio delle navi della Repubblica Veneta, ferito in battaglia e premiato dalla Serenissima con un lavoro di tutto riposo e una casa in un feudo marginale:
La Centenara
"Dove il feudo della Centenara affoga nella Palude, un ponte di tavola metteva al casone del guardiano delle peschiere. Faceva quel tugurio posticcio da sentinella, incrostato di conchiglie e circondato da gusci vuoti, guardava la campagna di Aquileia con le nebbie spesse, le sue febbri, i fieni che sul terreno molle crescevano alti come biade"

Così descrive il Caprin la situazione del vecchio soldato e pescatore gradese a guardia di una terra contestata e ceduta ai signori della guerra friulani.

Prima territorio gradese, contestato e ceduto al Patriarca Aquileiese, conquistato dai veneziani ma ceduto ai Savorgnan per premiarli dell'apporto alle guerre della Repubblica, venne da questi ceduto dopo cinque secoli ai Colloredo di Montalbano.


Attualmente Belvedere è territorio Aquileiese ma là Grado ha una sua frazione:   Boscat e la sua storia porta lontano, vediamola in breve.

La storia di Belvedere inizia con la famiglia Savorgnan, nobili friulani di origini Aquileiesi fedeli al Patriarca prima e alla Repubblica Veneta poi, che li ha come padri nobili e presenti nel Maggior Consiglio, per premio al loro appoggio aveva concesso loro  le terre confinanti con Grado riconquistate al Patriarcato.

I Savorgnan  costruirono una roccaforte sulla Centenara isola storica gradese di cui si erano appropriati con l' inganno colmando in una notte una parte del fosso che ne  faceva un' isola, il che automaticamente la definiva territorio lagunare e quindi di proprietà gradese (la prima speculazione edilizia con inganno della lunga storia gradese)

L' alleanza dei Savorgnan con i dogali porta  alla conquista della piccola patria del Friuli da parte della Serenissima.

Ma la Centenara fa parte della storia gradese

Ci sono varie ipotesi sull'origine del nome:
per alcuni storici deriva dai "centonari" i sarti militari romani che fabbricavano vele e corde per navi, per altri i "Centonarium" erano soldati disboscatori perchè al tempo la Centenara era ricca di alberi che formavano una grande pineta.

Per capire bene qual'e la collocazione geografica odierna della Centenara, oggi è la zona del Campeggio di Belvedere. 

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11 aprile, 2019

Le Scusse - Le Conchiglie


Io ci ho passato la vita tra le conchiglie,  megio e più lirico in graisan  le "scusse".
Le conchiglie.
La natura in tutta la sua bellezza.

E' quasi musicale osservare le linee incredibili, i ghirigori che mano umana non riesce ad immaginare e che ad ogni sguardo sorprendono perchè cambiano colori a secondo dell'angolo da cui le guardi.

Ostriche, vongole e cozze furono introdotte nell’alimentazione umana fin dall’età della pietra. 

Nell’antica Grecia le ostriche erano un cibo comune, come rivela l’istituzione dell’ostracismo, ossia la pratica di votare l’esilio di un cittadino scrivendone il nome sulla conchiglia. 

Il latino Varrone ne descrive la tecnica d’allevamento e nella gastronomia romana le ostriche, lavate nell’aceto e conservate in vasi sigillati con la pece, erano un cibo pregiato. 

Dunque cibo, alimentazione proteine nobili, niente grassi molti sali minerali, ma non basta c'è ben altro su:

 "le Scusse".

I molluschi sono degli afrodisiaci naturali straordinari, la loro efficacia è testimoniata, anche questa volta fin dall' antichità, leggete questa descrizione dell' atto del mangiare un' ostrica:

Si sorbiscono dalla conchiglia con un leggero risucchio - un bacio di Giuda - prima di posarle al centro della lingua. Si spinge il frutto verso il palato indugiando un attimo per consentire alla differenza di temperatura di far sciogliere la parte cristallina e far scendere sulle papille il succo apprezzandone sapidità, acidità. Poi si fa scivolare il mollusco tra i molari leggermente aperti. Si indugia ancora un istante e solo ora si possono serrare i denti, lentamente, delicatamente, goduriosamente. Un istante di riflessione e un colpo ancora. Basteranno cinque o sei spinte dei molari prima di inghiottire per assaporarne la sodezza delle carni ed il retrogusto. Che ci sia della crudeltà in tutto questo è probabile, è inevitabile.

Assolutamente sexy!


Scusse
sogni masenai, 
da onde quiete 
de risaca.

Una magia del mare,  la spiaggia offre in quantità questi pezzi di vita che ho colto in foto.
Mi pare abbastanza per giustificare l' impegno di una vita. 
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09 aprile, 2019

Sabbiacure da 2000 anni

Grandi lavori di ripascimento delle sabbie in GIT, operai meccanizzati e mastodontici trattori stendi sabbia percorrono con rabbia l' arenile, si sa sono in ritardo. 
Dovrebbero prendersela con più calma.  In fondo cos'è che non sia in ritardo oggigiorno.

Totto questo agitarsi mi riporta  al fatto che la stagione sta per iniziare e che è da un po che non rivisito la visione storica di Grado che ha Giovanni Marchesan "Stiata" di questo punto di partenza della Grado estiva:
 questo stralcio mi sembra adatto ai tempi correnti e serve da promemoria, tutto è gia successo, tutto si ripropone, serve calma non agitazione.

Grado e i suoi "2000 anni di sabbione" 

Dopo la parentesi del Cav. Benito..bandiere...soldati... chi va chi viene, passa la tempesta della nuova guerra...il sabbione resta.

American...anglo-svizzeri ma soprattutto gli eredi di Attila, gli Unni ed anche altri Austro-Teutonici ripresero  a venire nell' Isola del Sole e noi tornammo a vendere FUMO, pardon, TURISMO!

La reale forza attrattiva dell' Isola, oltre al Sole,  è e sarà sempre la sabbia!
Le cure con le nostre sabbie ad alto contenuto jodico.

   -Personale altamente specializzato vi assisterà nel rito della sabbiatura.                                                        
 La SABBIACURA

Doctors, tecnici dell' escavation de buse, Bagnini special.
Personale formato in supercorsi romani, SI' ! Istruiti a Roma.
Dove, meglio che nella nuova capitale, si può imparare l' arte di insabbiare?
La Sabbiatura è un rito, è un sacrificio.
La Sabbiatura è Dura, ma chi resiste, MIRACOLO!

Sabbia, sabbia sì, ma mancava ancora qualcosa all' Isola d' Oro per decollare in grande stile.
Ed ecco l' idea, La Grande Idea del XXI° Secolo:

La Grande pensata... 
Sabbia e cemento fu la trovata!

Sabbia e cemento, asfalto e tartan
case, casini dall' oggi al doman.
L' Isola si gonfia, si espande
Sabbia e Cemento, Turismo sei Grande!
Evviva l' Estate! Evviva l' Estate!

To be Continued...

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05 aprile, 2019

Festival della Canzone Gradese

Comunicato Stampa

A poco più di una settimana dalla serata del 53° Festival della Canzone GRADESE  la comunità isolana e gli ospiti, sempre più presenti e attenti, l’Associazione Quelli del FESTIVAL della Canzone gradese ricorda che saranno 10 i brani in gara sabato 13 aprile ore 21.00 al Palazzo regionale dei Congressi.
Quelli del Festival, di concerto con la Cooperativa Pescatori e il Comune di GRADO e il supporto indispensabile della Fondazione Cassa di Risparmio e la Regione FVG costituiscono la macchina organizzatrice, ognuno per i propri ruoli di una manifestazione evento che celebrerà i suoi 73 anni di vita in un viaggio dai natali post bellici, nel lontano 1946 grazie alla lungimiranza della Cooperativa pescatori lagunari di GRAD, nella figura di Giacomo Zuberti. Oggi i tempi sono cambiati ma il Festival dalla Canzone Gradese, secondo al Perdòn de Barbana, per i gradesi rappresenta il motivo di grande identità.
Il Festival riflette oltre sette decenni della storia dell’isola, una viva testimonianza del cammino della zente de Gravo, che segna il primo passo dal secondo dopoguerra – il periodo della ricostruzione del territorio -, passando attraverso il periodo della grande innovazione degli anni ‘50 e ‘60 , al senso dell’ospitalità della seconda metà del Novecento ad oggi …verso domani.
Come sottolinea il professor Matteo Marchesan per Grado il Festival è “Un archivio della memoria collettiva, di tante individualità, che nelle canzoni hanno saputo esprimere analisi critiche intimi moti dell’animo, con le aspirazioni e le difficoltà della vita personale e di relazione.”
L’obiettivo di valorizzare, attraverso il canto e la parlata dialettale, la cultura locale affinchè si mantengano vivi il più a lungo possibile gli elementi che costituiscono “l’identità graisana”; si intende ricercare il giusto equilibrio tra il rispetto della tradizione e l’affermarsi di nuove modalità espressive, anche per venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni
Un festival che vive di canzoni e di dialetto, del mantenimento della parlata senza dimenticare che dal lontano 1946 sono stati costruiti molti ponti interrompendo quella linea di separazione dettata dalla striscia di mare, anzi di laguna che separa l’isola “microcosmo” dal Macrocosmo.
Un grazie anche per questa edizione all’artista Dino Facchinetti che ha donato l’immagine del quadro- manifesto , un tratto artistico di classe che raccoglie i colori i profumi le intonazioni dell’isola
In questa edizione , l’ennesimo momento di evoluzione di svolta, numerose le novità e la presenza di giovani forze che si sono e si stanno impegnando per mantenere viva la tradizione assieme alle piacevoli conferme dei meno giovani.
L’organizzazione del Festival della Canzone Gradese fa parte di un progetto che l’ Associazione sta sviluppando nell’ambito di un percorso di collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Grado e con le istituzioni scolastiche locali per suscitare anche nei più giovani l’interesse verso la parlata gradese e le tradizioni dell’Isola.  Tra le istruzioni per il festival : dieci le canzoni selezionate per la finale, permane il voto diretto in sala abbinato lla Giuria di Qualità, quindi ad eleggere la canzone Regina 2019 sarà il pubblico in sala, Confermata l’esibizione dei cantanti dal vivo con l’orchestra Quelli del Festival diretta dal Maestro Marco Ballaben, la produzione musicale e la parte artistico musicale è gestita da Roberto Montanari e Audiomark, per la parte dello spettacolo :
Scenografia FEDRA VERGINELLA, Gruppo scout Agesci GRADO, Direttore di Palco FRANCESCA GASPARETTI, Assistente di Palco ANNALISA BIANCO, Video e Grafica LUCA CORBATTO, a curare l’attenta  Regia QUELLI DEL FESTIVAL.  Per l’organizzazione della manifestazione canora ci si avvale della collaborazione di numerosi volontari e di varie associazioni (sez. SOGIT Grado, Protezione Civile Grado, sez. Scout AGESCI Grado, Associazione CASTRUM, Paquita Dance Ballet.

Ospiti d’onore del  53 Festival direttamente da Macete (nb figlio di uno straodinario Boreto de sepe)  Fulvio Furian e Maxino. Due artisti straordinari che raccontano attraverso la loro ironia e le gesta della Boba de Borgo…divertimento assicurato.
Mentre le protagoniste saranno come sempre le canzoni: 10 brani in finale, 13 i cantanti ben 4 al loro esordio, interessante la presenza di molti non gradesi ma innamorati della nostra parlata tano da comporre delle canzoni. A presentare la serata al suo esordio la sorridente Daniela Guzzon affiancata da Elia Verginella affiancati nella conduzione da Leonardo Tognon.
Prevendita biglietti domenica 7 aprile in san Rocco dalle ore 9.00

Ecco l’elenco e l’ordine di esecuzione delle finaliste


VIA DE LÀ
Parole e musica Andrea Barzellato
Cantano Alessandro Sinatra, Andrea Barzellato

AL NOSTRO TENPO
Parole e musica Stefano Zentilin
Canta Simone Zentilin

LA VOSE DE LE ONDE
Parole e musica Andrea Marchesan
Canta Samuel Pozzetto

RESTA CO’ ME
Parole e musica Antonio e Luca Pastoricchio
Canta Antonio Pastoricchio

MUSICANTI
Parole Mauro Marchesan
Musica Giorgio Tortora
Canta Francesco Gregori

T’HÈ SERCAO
Parole Aldo Tongon
Musica Franco Giordani
Cantano Franco Giordani, Sara Peroni

RACÓNTEME LA TO’ STORIA
Parole e musica Andrea Marchesan
Cantano Raimondo Corbatto, Chiara Sideri

AL SIELO DE SETENBRE
Parole e musica Giulia Daici
Canta Elena Marchesan

’NA FARFÀLA
Parole Stefano Dovier
Musica Alessandro Marchesan
Cantano Emanuel Olivotto

XE SOLO AMOR
Parole e musica Gian Marchesan
Canta Fabio Cecchetto


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01 aprile, 2019

Gli spartiacque lagunari


Un effetto curioso e poco conosciuto della laguna di Grado è la presenza di due punti spartiacque.- 

L' effetto, dovuto alla curvatura della terra è curioso ma porta purtroppo con sè i fenomeni di interramento dei canali lagunari che si trovano senza sfogo verso il mare. 

Il primo dei due è a  Barbana poco prima dell'ormeggio dei motoscafi turistici. 

L' acqua si ferma.

Se prosegui verso Est e trovi la marea calante ti porta con sè verso Primero, se prosegui verso ovest la stessa marea calante ti porta con sè verso Grado
Gli opposti si respingono.

Uno degli effetti  più macroscopici è stato il completo interramento del  Palù della Cantariga che circonda Barbana verso il mare che  un tempo era servito da un tragio denominato La Rotta, quando lo hanno tombato per la costruzione della strada verso Monfalcone  questa modifica ambientale ha provocato il progressivo interramento di tutto il territorio lagunare che serviva.

Il secondo punto è posizionato nei pressi del taglio per Morgo sul Canal Novo ed è proprio il suo effetto stagnante che provoca i continui interramenti della litoranea veneta e la necessità (completamente disattesa dai vari Commissari della Laguna) di intervenire con scavi per il ripristino in sicurezza di una così importante via di comunicazione lagunare, facendo come Pilato lavandosene le mani con la messa in opera di cartelli con su scritto "Attenzione Bassi Fondali", sbattendosene che sul Portolano (che ogni turista vagantivo in barca consulta) i canali vengono descritti come navigabili e con profondità media di 2 mt .

Una curiosità il maggior effetto dello spartiacque in questa zona si manifesta proprio dove in antichità esisteva il canal seco che portava direttamente sulla Natissa e quindi ad Aquileia. 

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29 marzo, 2019

A Gravo Mio-Sebastiano Scaramuzza


Continuando a rappresentare il dialetto gradese antico, degli inizi secolo 1900, quello che ci è pervenuto in forma scritta  prima di Biagio Marin; letto nel post precedente il Marchesini con le sue  forme dialettali popolane di "Grado Antigo", vediamo  il modo  diverso di presentare Grado, quello del Professor Sebastiano Scaramuzza.
Il dialetto che usa per scrivere è più rotondo meno brusco, la cultura del professore trasuda dalle sue parole, ma la passione per il proprio Paese è simile e fortissima è la nostalgia dell' emigrante suo malgrado, perchè il Professore è stato costretto ad emigrare ma il suo Paese è rimasto profondamente nel suo cuore:


A Gravo Mio

Quel che vevo intè 'l cuor mè no he possuo,
Su le tò rive povere, otigni;
Mischin, senza conforti,me ha scugnuo
Da le are tove, da i to rii partì.
Ramingando pel mondo,me he veguo
Maravege che un oltro no el pol dì
De 've, intra Buso e Sdoba, cognossùo,
Se co tu l'ha passao duti i so di.
E pur,e pur! o dolze Gravo mio,
Te porto in mezzo a l'anema co Mè
E sempre, Gravo mio, te portarè.
In brazo a tu son nato; e'l desiderio
De la sò cuna (cussi el vol Idio)
No se distùa che drento el zimisterio! 

Sebastiano Scaramuzza


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