Dove vai?

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

20 marzo, 2012

La Nave




Di tutti i mezzi di trasporto, la nave gode di una posizione del tutto particolare: essa è considerata, oggi per lo più inconsciamente, non una cosa o un oggetto, ma una creatura vivente che ora prende, ora dà:
una creatura con i suoi amori, i suoi abbandoni, le sue resistenze e rifiuti, i suoi malumori e le sue rabbie.

Ha persino un nome, un atto di nascita, un battesimo, un destino e, infine, un atto di morte perché ogni nave, come ogni essere umano, nasce, vive e muore secondo un destino che sembra già stabilito: i giapponesi recitano persino delle preghiere per le navi morte

Chi ha governato una nave o anche una piccola imbarcazione, non può non aver notato la sua personalità: due imbarcazioni identiche hanno comportamenti diversi e un vero e proprio «temperamento» che si manifesta nel confronti del mare e degli uomini.

L'uomo moderno si rende vagamente conto di tutto questo e, senza soffermarvisi troppo, lo attribuisce alle caratteristiche costruttive o a quelle ambientali del momento, ma ai tempi dei nostri nonni e dei nostri bisnonni, ciò aveva un significato arcano, misterioso e, nelle ore libere, i marinai si raccontavano storie fantastiche, citando nomi, date e luoghi, nelle quali le navi erano protagoniste di avventure soprannaturali.

Nelle foto la "mia" nave - "L'Ulisse" e il suo varo.
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19 marzo, 2012

Le Pessere


A riprova dell' importanza dell' immagine femminile nella storia della nostra comunità c'è una figura che interpreta perfettamente la continuità e l' integrazione dei ruoli nella famiglia tipica gradese di tempo fa.

Una figura simbolo della nostra comunità è sempre stata la pessera che dava senso e continuità al lavoro maschile per eccellenza: la pesca.

Donne coraggiose e intraprendenti che con bici scassate o con autobus improbabili, facevano il giro del Friuli offrendo il prodotto dei loro uomini, il Pesce.

Il pesce simbolo cristiano fin dai primi secoli della Chiesa è entrato nella cultura e nella tradizione popolare come un alimento di "precetto", prima ancora di essere ritenuto un alimento sano e nutriente ricco d'alto valore proteico.

Per assolvere a questo precetto cristiano, durante la quaresima, il venerdì e nelle vigilie importanti durante l'anno, le famiglie strettamente osservanti si sacrificavano pur di consumare nei giorni stabiliti il pesce o i frutti di mare.

Sono state le donne artefici di questo mestiere, a perpetuare un rito … quasi a sostegno dell'anima!

Con le prime biciclette ripongono sardelle, masanete, seppie, acquadelle, gamberetti … in pesanti cassette coperte di sacchi bagnati.

Torneranno a tardo pomeriggio con cassette ora ricolme d'uova, qualche gallina, farina per la polenta, qualche cotechino, perchè era il baratto il loro mestiere.
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18 marzo, 2012

Gara di Regolarità storica di Moto




A Grado si sussurra sempre che si fa poca attività di promozione che si organizzano poche manifestazioni che coinvolgono gli appassionati di turno delle varie specializzazioni sportive e culturali;
vero è che si sa poco di quanto viene fatto a Grado perchè il filtro dell' informazione ufficiale è selettivo e passa attraverso i gusti di un' unica persona.

L' 11 marzo 2012 il MOTOVECIEVELOCI GRADO TEAM NINO RANA ha organizzato una manifestazione di moto con gara di regolarità storica al Golf Club di Grado a cui hanno partecipato circa 80 centauri con familiari al seguito, gente che proveniva da tutto il Friuli e il vicino Veneto, che ha passato una giornata meravigliosa percorrendo a modo loro il territorio, divertendosi a sfidarsi su un percorso di regolarità allestito dall' ottimo Luca Gaddi referente locale del Club nell' area della tenuta Marzola.

Questo non fa notizia, sarà stato catalogato come gita aziendale o poco più.
Per chi volesse saperne di più e vedere altre fotografie il link è: http://motovecieveloci.blogspot.it/
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17 marzo, 2012

Un armo dell' Ausonia a Londra


Un equipaggio dell' Ausonia parteciperà a una regata Londinese sul Tamigi la “Vesta veterans’ head of the river”con un percorso di circa 7 Kilometri.

Il percorso reso celebre dalle sfide di canottaggio degli armi di Oxford e Cambridge si corre sull' otto con ed è aperto ad equipaggi master.

L' armo partecipante per festeggiare gli oltre cento anni di attività userà per la gara la prima barca usata in Ausonia nella ormai sua secolare attività remiera:

L' Arca di Noè
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16 marzo, 2012

Modi di vita in Laguna - Batelanti




Un tempo In laguna i casoneri erano stanziali ma il prodotto della pesca quotidiana doveva essere venduto, allora ecco l'esigenza di un efficiente servizio di raccolta.

Il lavoro veniva svolto dai batelanti, che prelevavano dai casoni il pesce segnandone la quantità e il proprietario mediante intagli e segni di riconoscimento dei nuclei familiari, su una assicella di legno detta tessera.

I casoneri si recavano poi il sabato o in occasione di qualche festività a Grado a riscuotere il denaro dovuto.

Gigi Strolo, Giovani Mazaneta e Giovanni Sata: questi i nomi; il loro giro li portava da Anfora a Morgo, da Sototerena a Sdoba.

Mare e laguna erano ricchissimi di pesci, sia come specie sia come quantità, e il vero problema in verità non era catturarlo - a quanto raccontano i vecchi bastava piantare a caso la fiocina nel fondo o calare una togna -ma venderlo.

I batelanti erano anche coloro che diffondevano le notizie del paese in Laguna, quante baruffe sono nate per incomprensioni derivate da uno scherzo del batelante.

Ma la velocità della batela o del passo d'uomo non era certo il modo ideale per consentire una rapida distribuzione e garantire la qualità di un prodotto fragile e deperibile come il pesce.

In questa difficoltà oggettiva sta in buona parte la causa della miseria del passato: l'impossibilità di sfruttare adeguatamente le risorse esistenti.

Esisteva e ed era molto praticato il capillare e spicciolo commercio rappresentato dal baratto del pesce in cambio di farina da polenta o altri viveri svolto quotidianamente dai lagunari più vicini alla terra e da un certo numero di donne gradesi, che andavano in Friul estate e inverno, a piedi, con una gocciolante cassetta di pesce in testa o, chi poteva, con un triciclo.
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15 marzo, 2012

Lagune di Grado - Il Caprin




Luciano Cicogna, mai troppo spesso, scrive ponendosi interrogativi sul libro di Giuseppe Caprin, ve li giro e se qualcuno è interessato può usare il blog come sponda:

Documentazione di Grado che forse aspetta di essere ritrovata

Nelle “Lagune di Grado” di Giuseppe Caprin ci sono belle illustrazioni, disegni e qualche rara fotografia, eravamo ancora agli albori di questa tecnologia.
La collaborazione artistica è riportata nelle ultime pagine del libro e vi sono indicati i vari artisti.

Mi sono incuriosito ed ho fatto qualche ricerca al riguardo trovando informazioni per quasi tutti.
Al momento non ne so proprio niente di G. Savorgnani, G. Franceschinis e C. Sykora, poco niente di Fabio Beretta mentre di G. De Franceschi ho trovato solo che è citato nel libro “Bibliografia delle tradizioni popolari d'Italia, 1894”, come anche E. Nordio, che invece è ben conosciuto.

Come sappiamo, a causa di sfortunati eventi, la documentazione del nostro paese è molto scarsa, perciò varrebbe la pena ricercare opere di tema gradese non pubblicate di questi artisti, opere che potrebbero essere ancor oggi disponibili in raccolte private o pubbliche.

• Per esempio chissà se Giuseppe Caprin ha incaricato G. De Franceschi di riprodurre solo alcuni dei bozzetti di Antonio Pontini riguardanti Grado, ce ne sono altri nell’Archivio di Stato di Udine che non abbiamo ancora visto?
• Oppure G. Franceschinis ha fotografato solo alcune immagini (la pesca del gò, la pineta di Belvedere, la cerca delle grancelle, donna della laguna e casoni dei pescatori) oppure altre, magari del paese stesso nel 1890 o giù di lì.
• Ed ancora il conte F. (forse Fabio) Beretta di Udine ne ha fatti altri di bozzetti gradesi non riprodotti nel libro?
• Il pittore paesaggista, probabilmente ceco , C. Sykora è venuto a Grado solo per un quadro ad olio, possibile non sia rimasto affascinato dal centro storico e dalla basilica?
• Darei non so cosa per vedere una copia a colori del quadro a tempera dell’antico palazzo del conte, in quale proprietà privata l’ha trovato l’architetto Enrico Nordio, quale artista lo ha dipinto?
• Ed oltri a questi artisti che hanno collaborato con Giuseppe Caprin, quali altri fonti si potrebbero cercare: opere d’arte a Venezia, ex-voto a Barbana, altri?

Trovo che quanto sopra potrebbe essere oggetto di un progetto da impostare con rigore, aggregando altre informazioni a questa bozza, individuando le fonti ed i canali giusti per conseguire eventuali riproduzioni esistenti. Magari così facendo correremmo il rischio di trovare un altro pezzetto della nostra storia, è un gran bel rischio.


II-Estratto da “Le Lagune di Grado”.

COLLABORAZIONE ARTISTICA

Le illustrazioni dell'opera vennero eseguite dai seguenti artisti: G. de Franceschi - N. Girotto - prof. E. Nordio - G. Savorgnani - prof. E. Scomparini.
I disegni dei frontispizi sono di N. Girotto.
II disegno dell'antico palazzo del Comune è una riproduzione del prof. E. Nordio da un quadro a tempera di proprietà privata.
I disegni a pagine 149, 217, 291, 292, 293, 298 sono di G. de Franceschi da bozzetti del prof. Ant. dott. Pontini di Udine; quelli a pagine 150, 151, 152, 160, 229 sono dello stesso artista da bozzetti del conte F. Berretta di Udine.
II fotografo G. Franceschinis eseguì per conto dell'autore tutti gli originali fotografici.
Le incisioni con il sistema della fotomeccanica sullo zinco e quelle a piu tinte dei mosaici vennero fatte dallo Stabilimento di Vittorio Turati di Milano; gli stemmi in zincografia vennero tolti da codici manoscritti e riprodotti da L. Giaschi di Trieste.


III-Lista Artisti con qualche informazione biografica

• Napoleone Girotto (Venezia/Schio? 1857 - 1924) Pittore e scenografo
• Enrico Nordio (Trieste 1851 – Trieste 1923) Architetto
• G. Savorgnani
• Eugenio Scomparini (Trieste 1845 – Trieste 1913)
• G. De Franceschi (Venezia)
• Antonio Pontini (Terzo di Aquileia (Udine) 01/01/1832 - Udine 01/01/1918) Docente di disegno, illustratore
• Fabio Beretta (1829-1909) ????
• G. Franceschinis fotografo
• C. Sykora ceco?, autore della famosa e bella vista di Grado da Banco D’Orio; nella dicitura dell’immagine è citato: “Disegno di N. Girotto, da un quadro ad olio eseguito apposta dall'artista C. Sykora”.

Interessante ed impegnativo.
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14 marzo, 2012

Italiani!


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13 marzo, 2012

La Pesca - Sacaleva



La rete "l'arte" è la componente essenziale della pesca.

In essa si concentrano secoli di tradizione e osservazioni di stuoli di pescatori, che apportando migliorie continue hanno creato uno strumento semplice, essenziale, efficace.

La "sacaleva" è uno strumento evoluto nel tempo e arrivato dall' Istria con i profughi istriani, ha attecchito con rapidità nel tessuto peschereccio gradese cambiando per un ventennio il sistema di pesca del pesce azzurro dandogli un grande impulso.

Un tempo erano tante le imbarcazioni dedicate alla pesca delle sardelle:

Ortensia dei Bisateli, Gardenia dei Spaguni, Rosamary dei Bonaldo, Val Paier dei Borsatti, Sempre Avanti di Curiola, Attendolo dei Pagiuni, Tiziano dei Degrassi, Rapido dei Degrassi, Usodimare e Impavido dei Demitri, Verbena dei Peloti, Maria Cristina dei Sabini, Eufemia dei Malusà, Dionea di Brunetti e tanti altri.

Al pomeriggio, verso l'imbrunire, uscivano dal porto in fila indiana e a sera le loro lampare illuminavano il mare a giorno dando l'impressione, a chi passeggiava sulla diga, di vedere un vero e proprio paese galleggiante in mezzo al mare.

All'alba il rientro con il Mercato Ittico sempre aperto, alle 5 iniziava l'asta.

A essere servite per prime sempre e in ogni caso le pessere che, chi con la corriera, chi con il triciclo cominciavano la loro giornata di vendita.

Mariana, Bernardina, Stefania Trotola, Nina Ciate, Ristea, Tosca, Maria Pastoricia questi i nomi di alcune di loro che vivevano in simbiosi con i pescatori e il loro prodotto.

nelle foto un "caiccio" all'imbrunire al largo di Trieste e l'Ortensia de Piero "Picolo" Raugna co gno zio Toni Pasta
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12 marzo, 2012

Earth Overshoot Day


L'Earth Overshoot Day è il giorno dell'anno in cui le risorse complessive consumate dall'umanità superano le capacità del pianeta di produrre quelle risorse nell'anno stesso: si tratta, in altri termini, del momento in cui i bisogni umani eccedono la capacità rigenerativa dell'ecosistema naturale, e quindi l'uomo richiede più risorse e produce più rifiuti di quanto la biosfera possa rigenerare e assorbire.

Negli ultimi cinquant'anni il trend è chiaramente negativo: agli inizi degli anni Sessanta, in 12 mesi consumavamo tra il 60 e l'80% delle risorse che la Terra era in grado di assicurarci per un anno, mentre il 100% lo abbiamo superato una decina d'anni dopo.
Nel 2011 ne abbiamo consumato il 135%.

Dal 2001 ad oggi, il giorno dell' "overshoot" è arrivato sempre prima, in media di 72 ore: l'anno scorso, ad esempio, era il primo ottobre.

Cosa significa tutto ciò? Semplice: che abbiamo imboccato una strada non più percorribile: l'insostenibilità.

In buona sostanza, ciò significa che oggi la terra impiega un anno e mezzo per rigenerare quello che usiamo in un anno, ovvero che l'umanità, per approvvigionarsi delle risorse che consuma e per smaltire i rifiuti che produce, sta usando l'equivalente di un pianeta e mezzo.

Il problema, con ogni evidenza, è che di pianeta ne abbiamo uno solo, il che conduce a concludere che lo stiamo distruggendo.

E' gravissimo il fatto che l'annientamento del pianeta su cui viviamo non dipende da fattori esterni e incontrollabili, ma da noi stessi: da quello che mangiamo, da come ci spostiamo, dalle risorse che consumiamo.

Si può scegliere di fregarsene, ovviamente, contando sul fatto che quando il disastro sarà compiuto non ci saremo più, e a cuccarsi la faccenda saranno i nostri figli, o i figli dei nostri figli: ma quello che dovrebbe indurci a riflettere è la circostanza che probabilmente non si andrà molto oltre quel limite.

E che quindi potrebbero essere i nostri nipoti, vale a dire persone che ci auguriamo di conoscere e che ameremo, ad essere sommersi dall'ondata di merda.

Loro, non individui indefiniti collocati in un futuro ipotetico.
Persone vere, in carne ed ossa, con una faccia, una voce e un carattere che ci saranno familiari.
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11 marzo, 2012

Le Sorelle- Addio


Ogni giorno le cronache parlano di difficoltà con il personale degli ospedali, un tempo a sopperire, a sostituire alle volte, la carenza di infermieri c' erano le suore.

Silenziose, pazienti e competenti facevano i turni più gravosi praticamente in cambio dell' opitalità.

I tempi sono cambiati, le suore non ci sono più, si svuotano i conventi, gli ospedali, gli asili parrocchiali.

La loro presenza, costante, competente ci verrà a mancare.

In questo mondo così diverso, la confusione domina sovrana, i ragazzi sono distratti da mille cose e per sentire la voce di Dio ci vuole silenzio.

Dispiace non vederle più impegnate con i bambini scatenati dell'asilo, oppure pazienti e gentili accorrere accanto all'infermo in ospedale o assistere gli anziani.

Con l'avanzare dell'età si sono ritirate nel loro mondo spirituale così ricco di contatti umani dati e ricevuti e non c' è stato ricambio.

Lasciano un vuoto.

nella foto le suore del nostro Ospedale ( quando ce l'avevamo) con il Prof Zennaro e Il dott. Ferruccio De Grassi
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10 marzo, 2012

Il Direttore dell' Azienda - Fernando Malfertheiner



Questi sono momenti di grande confusione, momenti in cui si può cedere con facilità allo sconforto, sconforto accentuato ancor più dalla quasi certezza che chi è preposto alla guida delle Istituzioni, tende a fare gli affari propri oppure non è semplicemente all'altezza, in questi casi mi volto indietro con nostalgia del passato e ricordo personaggi importanti ed eccellenti per Grado.
Uno di questi è stato Fernando Malfertheiner:

Sono passati ormai due anni dalla morte del dott. Fernando Malfertheiner, un uomo che ha fatto la storia dell'Azienda di Soggiorno di Grado, un uomo che si è battuto per Grado e soprattutto un uomo che amava Grado e i suoi abitanti, è giusto ricordarlo.

Il figlio Roberto, attraverso l'amico Fabrizio Dovier, ha fatto pervenire questa lettera che pubblico e merita un'attenta lettura per scoprire la qualità dell'uomo che l'ha scritta e il suo profondo orgoglio e attaccamento alla missione del suo lavoro:

promuovere e difendere Grado.

cito con emozione la sua frase:
In particolare mi accorgo di aver tanto amato Grado, forse anche perchè ovunque ne dovevo parlare, e naturalmente bene, ma certo perchè mi piaceva tanto e amavo la sua gente, specie e soprattutto quella semplice che dava tanto chiedendo poco.


Da leggere e riflettere sulla qualità delle persone di cui avremmo bisogno oggi.
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09 marzo, 2012

Segnalazione



Google, come altri servizi, ha deciso autonomamente di cancellare tutti i lettori fissi del Blog, inaugurando nel contempo un nuovo servizio che vedete a lato, ripartendo però da zero, annullando dunque le precedenti iscrizioni al sito.

Non voglio commentare perchè qui è tutto gratuito e quindi il cavallo va preso senza guardare la dentatura, ma da una brutta sensazione non poter far nulla, significa proprio che non contiamo un cazzo!

Bon, per chi volesse si può iscrivere al nuovo servizio (è gratis) e mi fa piacere sapere che a qualcuno interessa quello che pubblico.

Ciao Enio.
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08 marzo, 2012

Festa della donna- 8 marzo



Per moltissime donne l’amore è ancora molesto, quando non è violento.

Il lavoro è in salita, la carriera un percorso a ostacoli, salari, stipendi e pensioni di serie B.

La gravidanza è pretesto di licenziamento.

Il corpo è sfruttato come metafora sessuale e merce nella pubblicità.

Imperano i luoghi comuni più umilianti e sono negati i diritti primari alle donne.

In Italia le pari opportunità sono ancora un miraggio lontano.

E sono poco presenti nel mondo manageriale.

Contano poco in politica anche se questo governo ha affidato a tre donne ministeri importanti, e perciò tradizionalmente maschili.

Nonostante tutto questo buon otto marzo donne!

“Le donne non sono il problema ma la soluzione”,
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07 marzo, 2012

Gli Spartiacque Lagunari


Un effetto curioso e poco conosciuto della laguna di Grado è la presenza di due punti spartiacque.-
Il primo a Barbana proprio davanti all'ormeggio delle barche.

L' acqua si ferma, se prosegui verso Est e trovi la marea calante ti porta con sè per portarti a Primero, se prosegui verso ovest ti porta con sè verso Grado. Gli opposti si respingono.

L' effetto, dovuto alla curvatura della terra è curioso ma porta purtroppo con sè i fenomeni di interramento dei canali lagunari che si trovano senza sfogo verso il mare.

Il Palù della Cantariga che circonda Barbana verso il mare un tempo era servito da un tragio denominato La Rotta, tombato per la costruzione della strada verso Monfalcone, ha provocato il progressivo interramento di tutto il territorio lagunare che serviva.

Il secondo punto è posizionato nei pressi del taglio per Morgo sul Canal Novo ed è proprio il suo effetto stagnante che provoca i continui interramenti della litoranea veneta e la necessità (completamente disattesa dai vari Commissari della Laguna) di intervenire con scavi per il ripristino in sicurezza di una così importante via di comunicazione lagunare, facendo come Pilato lavandosene le mani con la messa in opera di cartelli con su scritto "Attenzione Bassi Fondali", sbattendosene che sul Portolano (che ogni turista vagantivo in barca consulta) i canali vengono descritti come navigabili e con profondità media di 2 mt .

Una curiosità il maggior effetto dello spartiacque in questa zona si manifesta proprio dove in antichità esisteva il canal seco che portava direttamente sulla Natissa e quindi ad Aquileia.
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06 marzo, 2012

Il Passato nel Presente di Nevio Scaramuzza


Nevio Scaramuzza mi onora della sua amicizia e periodicamente si fa sentire con messaggi densi d'amore per la nostra comunità che mi affretto a pubblicare senza toccarli.
Mi auguro che vengano letti in tutte le sedi e ben ponderati.


PASSATO E PRESENTE NELLE AZIONI DEGLI UOMINI: Nicolò Reverdito
Nel 1965 la comunità gradese si identificava col nuovo che avanzava.
Significative le parole del Poeta Biagio Marin il doppio mandato del Sindaco di Grado Nicolò Reverdito( dicembre ha accomunato la scomparsa del Poeta e del Sindaco.
Semplice coincidenza!?)

Fiorivano i mitici anni 60, il boom economico e lo splendore dell’isola. Al fianco del giovane Sindaco il Segretario generale Rag. Aldo Venier instancabile collaboratore; mentre In Azienda di Cura e Soggiorno operava con profitto la figura centrale del direttore, Ferdinando Melfertheiner e per tutti, l’operosità dei Graisani.

L’età anagrafica dell’attuale Sindaco sicuramente lo rende attento alle azioni in retrospettiva della politica amministrativa comunale e turistica di quei tempi.
Il Sindaco Maricchio coglie un’esigenza e la trasforma in azione “riattare e mettere in sicurezza lo storico Cinema Cristallo”. Ancora un tuffo nel passato: la cartolina del porto mandracchio gestito in maniera più accattivante per il diportista. In riva S.Marco attraccava l’Edipo Re del Maestro Giuseppe Zigaina dove il “marinaio” Nicoletto imbarcava per dare assistenza (conoscendolo, avrebbe detto” al m….. de furlan)nelle manovre di bordo. Il maestro Zigaina era amico di P.P. Pasolini, fu felice incontro di idee per il Sindaco, conoscerlo ed intuire le fortunate occasioni che si sarebbero sviluppate. Nacque così la settimana del cinema muto, le anteprime dell’Intellettuale di Casarsa, la presenza dei big di allora centinaia di giornalisti di prestigiose testate accreditati. Biagio Marin un riferimento culturale per Pasolini, il poeta lo descrive “tu geri fin e mite…” e dedica alla memoria di Pasolini “el critòleo del corpo fràcassao.

Fu Biagio Marin, negli anni 60 e 70, ad intrattenere un’intensa corrispondenza con Reverdito, che considerò ben presto più che un caro e giovane amico un “vero figlio d’anima” tanto da elevarlo suo mediatore di fiducia con il mondo gradese.

“Egregio Reverdito, non vengo a rallegrarmi con Lei: l’essere fatto sindaco di Grado è l’essere esposti ad una grande prova. Vengo piuttosto a farLe i miei auguri che Lei possa superarla, per il bene della comunità, e ancora per la Sua soddisfazione. Mi hanno detto che Lei, ieri sera, ha fatto un discorso nobile, pieno di buon senso, me ne sono veramente rallegrato. E spero che Lei vorrà conservare sempre quel tono, quell’animo aperto verso le legittime aspettative, verso le legittime esigenze di tutti i cittadini. Possa Lei ben meritare questa causa. Io mi conforto guardando spesso e a lungo il mare, leggendo, scrivendo, andando in cerca di conchiglie…” Nella reciproca stima il Lei lascia lo spazio all’amicale Tu.” Ammiro il tuo giovanile impeto con il quale ti muovi in questo difficile ambiente e la tua generosità. Ci vuole del coraggio, nel senso più alto della parola, per fare qui, drittamente, il proprio dovere. Avevo scritto che Elia (il patriarca) e io eravamo soli a Grado: tu, sabato sera mi hai detto persuaso: di vivi siamo noi due soli, qui in paese. Benissimo: così non sono più solo con il fantasma di Elia. Siimi dunque amico fedele e figliolo. Ti abbraccia e saluta Biagio Marin”.

Verso una proposta. Nel 1961 venne inaugurato il Cinema Cristallo ( oggi spento nell’oblio e di proprietà comunale). In quegli anni di efficienza fu centro congressi, teatro, canto(festival) oltre al Cinema, ovviamente. Un riferimento culturale dell’Isola vivendo lo splendore e la mondanità con le settimane del cinema muto.
Edoardo Maricchio annuncia decisioni necessarie per scongiurare la noia delle giornate di pioggia, lodevole iniziativa, che ci si augura non si annoveri tra le incompiute. Primo obiettivo: ridare dignità ad una struttura che nel passato ha dimostrato l’efficienza nella polivalenza. Secondo obiettivo: deliziare il turista e la famiglia.

Grande e bella notizia signor Sindaco, bene nelle premesse e promesse. Allora, un idea a supporto: il movimento di opinione presente e non, nelle associazioni, specialmente culturali, ispirati all’opera cinematografica “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore, formulano la proposta di modificare l’insegna “ Cinema Cristallo” in NUOVO CINEMA REVERDITO dedicato alla memoria e all’impegno dell’allora Sindaco Reverdito. Terzo obiettivo, mettere in cantiere l’ idea-progetto aperta e rivolta ai giovani studenti, diplomati e laureati, magari gradesi, per un radicale intervento sulla struttura, per una rinnovata destinazione d’uso. Per concludere una citazione provocatoria tratta dal romanzo “il Codice Atlantide: “quando si uccidono i cantastorie di una tribù che non possiede scrittura, se ne uccide per sempre la cultura”.
Si firma il Movimento di opinione con il supporto delle associazioni culturali.
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05 marzo, 2012

Isola di Morgo e gli Auchentaller




Josef Maria Auchentaller pittore ed artista eclettico si trasferì da Vienna a Grado nei primi anni del 1900 al seguito della moglie Emma avviata con tutte le sue forze verso traguardi di imprenditoria turistica.

Il pittore, uomo schivo e riservato, si è fatto notare poco a Grado, eppure era uno dei fondatori del gruppo dei seccessionisti viennesi amico di klimt, se non per le decorazioni da lui fatte alla Pensione Fortino e alla Dependance, con grandi motivi marini.

Il vero personaggio, anche se meno noto, tra i due era la moglie Emma.

Donna di forte carattere, nata da una ricca famiglia viennese si trasferì a Grado e nel 1903 aprì la Pensione Fortino, non senza noie finanziarie, "sul reparo" nata dalle fondamenta del Forte Francese

Donna passionale, visse una vita personale giudicata sconsiderata per i tempi, fregandosene delle "ciacole" ebbe una lunghissima storia con un bel giovane di Grado nascondendo ben poco la cosa se le malelingue dell' epoca parlano di un "menage a trois", cosa che non contributì alla stabilità emotiva del pittore e della figlia Maria Josepha.

Acquisì anche l'Isola di Morgo e vi costruì una casa bellissima dotando l'azienda agricola dell'Isola dei più moderni meccanismi dell'epoca precorrendo la moderna agricoltura. ( ho la foto di un mietitrebbia a vapore)

La tradizione orale dei casoneri che abitavano la zona di Marina de Macia (famiglie Longo e Zuliani) racconta della figlia sfortunata e depressa che alla fine nel luglio del 1914 si suicidò.

Io che ho vissuto per molti anni a Marina di Macia mi ricordo bene i racconti dell' amia Zuliani che dipingeva con le parole i tormenti della povera Maria Josepha che secondo lei era stata sepolta sotto la casa in Isola per nasconderne il suicidio, tutti noi infatti abbiano sempre indicato l' edificio (in foto) come " la casa de la morta".

Sono seppelliti entrambi a Grado.
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04 marzo, 2012

Monti-L'immenso


Dobbiamo dire che il nostro Presidente del Consiglio ha varie doti e tutte, nessuna esclusa, hanno carattere di eccezionalità:

Monti conosce tutte le cifre del pi greco dopo la virgola.
Monti può dare fuoco alle formiche con una lente d’ingrandimento. Di notte.
Monti sente squillare il telefono con la suoneria staccata.
Monti non si è laureato, ha fondato la sua università.
Monti può impennare su un monociclo.
Monti non accende la luce, spegne il buio.
Monti può accendere il fuoco strofinando due cubetti di ghiaccio.
Monti è capace di sbattere una porta girevole.
Monti è così persuasivo che riesce a convincere uno specchio di non essere lì.
Alcuni sanno scrivere il loro nome sulla sabbia con il piscio. Monti lo scrive sulla ceramica.
Da piccolo Monti dormiva con un orsetto, vero.
Monti salverà l’Italia.
Una volta Monti andò al cinema e il film lo guardò per due ore.
Monti non può avere un attacco di cuore. Il suo cuore non è così cretino da attaccarlo.
Monti è già stato su Marte, ma non lo racconta perché Marte era rosso.
Monti non porta l’orologio perché è lui a decidere che ore sono.
L’unica volta in cui Monti ha fatto un errore è quando ha pensato di aver fatto un errore.
Monti può colpire un ciclope in entrambi gli occhi.
Monti è morto vent’anni fa, ma la morte non ha avuto ancora il coraggio di dirglielo.
Monti non dorme, attende.
L’Italia ha perso la seconda guerra mondiale perché Monti non era ancora nato.
Se la Morte incontra Monti si tocca le balle.
Monti ce l’ha così lungo che la piscia del mattino inizia la sera prima.
Monti fa il donatore per il Viagra.
Se Monti lancia un boomerang, il boomerang non torna indietro.
Quando Google non sa dove trovare un link lo chiede a Monti.
Quanti Monti ci vogliono per avvitare una lampadina? Nessuno. Monti vede nel buio.
Se Monti fosse stato in Twilight avrebbe trombato Bella prima della fine del primo tempo.
Se la montagna non va a Maometto, Monti ce la porta.
Il sole gira intorno a Monti.


http://www.mentecritica.net/mario-monti-facts
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03 marzo, 2012

Pasolini-Medea in Mota safon


In questi ultimi tempi si è fatto un gran parlare di Pasolini e della sua vena profetica, segno di attualità del messaggio culturale trasmesso.

Nei suoi libri aveva teorizzato l'evolversi della situazione politica in un facsimile dell' attuale crisi, soprattutto sociale, confermando la qualità del grande intellettuale friulano.

Ma Pasolini per noi gradesi significa il regista d'avanguardia che veniva spesso a Grado, l' amico di penna del poeta Biagio Marin.

Pasolini era attaccatissimo a Grado che frequentava fin dal 1949 assieme al suo amico Zigaina e per la preparazione di Medea era diventato stanziale sulla mota Safon che utilizzava per rilassarsi con gli amici di sempre.
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01 marzo, 2012

Lunario di Marzo 2012










Il Lunario di marzo, una poesia che da l' idea di un sogno in caduta libera, poi ti svegli con la tachicardia ma lucido.





Nel Svodo





Caminevo su la riva
co al lento move de le onde
e passo dopo passo
no sintivo più al rumor del paese
al ciacolà de le persone

Me sintivo smontao a ritmo de la marea
perdevo toco per toco
i pisi dell'esistenza,
capivo la meravegia de esse più lisiero
e desmentegamelo, dalongo dopo.

Respirevo, e 'ndando avanti
me sintivo solo in te 'l svodo
comò che continuà no sia ninte oltro
che al disfasse de al spassio stesso.

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28 febbraio, 2012

Casa Nostra in Volo



Viaggio onirico, tra immagini e suoni da sogno.

Immagini d'archivio per ricordare Grado qual' era.
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27 febbraio, 2012

Un' alba in mare



Alle volte il mio modo di raccontare l' essere pescatore, o meglio allevatore in mare, può essere involontariamente invasivo, ma il mare per me non è solo un'orizzonte, un'alba o un tramonto, il mio mare è casa, è modo di vita è quello che sento, vedo e sono.

Il mare è una vicenda dolorosa e felice al contempo, è vita complessa da capire e utilizzare per viverci senza compromessi, nel contempo la vita in mare ha regole semplici ma ti chiede la tua anima in toto.

Insomma le mie parole quando parlo del mare sono solo un ringraziamento.

Scrivemolo anche in inglese che fa fin : my last words will be "tank you"
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26 febbraio, 2012

Amarcord-Donatori di Sangue 1995


C'è una grossa differenza tra le feste popolari che si organizzano oggi e quelle di non troppo tempo fa.
La partecipazione.

In questo video del 1995, girato da quella che era una coppia formidabile del tempo che fu:
Matteo Marchesan al microfono e Lorenzo Boemo in macchina;
è palpabile il fatto che oltre a lavorare da volontari a fin di bene, la gente si diverte a stare insieme ad avere un' unico scopo comune.

Erano fantastiche queste feste collettive, poi la burocrazia le ha spente in nome della sicurezza.
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24 febbraio, 2012

Dinosauri per cittadini



se abbiamo ancora bisogno dei poeti
è perché non siamo liberi

Oggi un bel box meditativo-incazzato di Sbrissa su Facebook e una riflessione molto seria di Liber@ mi porta a riflettere sulle figure che frequentano il social network ed il web in generale.

Chi siamo noi, indifferenti o indignati o semplicemente curiosi quando si commenta nel social?

Io penso che la maggior parte coltivi la dimensione eroica, anche se la praticano poco.

Un amore platonico dunque, come si diceva una volta. Mica siamo stupidi.

La quotidianità è fatica, delusione. Pensare in grande e passare oltre è la cosa migliore.

Non costa niente e ti riempie la vita.

Alle piccole miserie quotidiane ci pensino gli altri, quelli che si espongono, quelli che non capiscono niente di come si dovrebbe vivere.

Meglio fare come le trottole, girare ciascuno intorno al proprio asse.

Possibilmente davanti a uno specchio: girare, girare e girare, fino a che non finisce la carica.

Poi buonanotte ai suonatori, sarà per la prossima vita.

Non ci passa per la mente che un uomo diventa un cittadino solo se, mentre gira su se stesso, procede anche insieme agli altri lungo una direttrice comune.

Non è difficile capire che non è la rotazione, che pure è indispensabile, ma la traslazione l’elemento determinante del mutamento sociale; ma ci piace pensare che procedere insieme sia degradante, una cosa da pecore.

Ci frena il solito discorso: cominci prima lui!

Ecco caro Sandro, 'sto "scuminssia tu che a me me vie da rie" è la chiave di volta di queste frequentazioni così interessanti per chi le sente e le fa sue davvero e invece semplice gossip (con speranza neanche tanto sottintesa di vero e proprio sputtanamento) per la maggior parte del pubblico che mai proverà ad esporsi.

Eppure se non abitiamo ancora"a cason" non è per il compiacimento di guardarsi vivere che sicuramente animava, come noi, anche i nostri vecchi; ma perché, per amore o per forza, hanno costruito qualcosa che è andato oltre la loro vita, arrivando fino a oggi.

E allora siamo indifferenti o indignati e quando diventeremo cittadini?

Avanti così e faremo la fine dei Dinosauri.
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23 febbraio, 2012

Nico Gaddi a Graz





NIco Gaddi sta assumento sempre più un' aura internazionale, con le sue "cose" artistiche varca ormai abitualmente i confini nazionali, inorgogliendo tutti quelli che come me e lui amano la nostra Grado.
Stavolta va a Graz dal 3 al 18 marzo 2012.


"Carisssssimo Ennio, come al solito ti rompo x farti sapere di una mia mostra di fotografia e scultura a Graz tema è sempre la NOSTRA LAGUNA.
Ti invio un pò di documentazione, assieme a me nella serata di apertura ci saranno il Comune di Grado con l'as. Felluga,
i titolari dell' Hotel Savoy , la Trattoria ai Ciodi dell'isola d'Anfora, i Graisani de palù, e arredamenti Mario Colavetta.
Gli ospiti Austriaci sono pazzi del nostro territorio e noi siamo ben lieti di mostrare le cose più belle che abbiamo.
Ciao Ennio grazie


Un breve incipit descrittivo della levità artistica di Nico scritto da Maurizio Cacciavillani:

"Le immagini fotografiche della laguna di Grado, dalle scarne linee e geometrie delle abitazioni dei pescatori, dai volti, alle usanze, agli attrezzi usati quotidianamente nei mestieri dai suoi abitanti, tutto parla di tradizioni, di vita vera, dura, vissuta tra i rii e i canali sferzati dal vento di bora o accarezzati dal sole, sono uno spaccato della tradizione di un mondo che pian piano si sta trasformando, sta svanendo.
Visitare una mostra e ammirare le fotografie di Nico Gaddi è un po come navigare fra casoni e valli da pesca, fra barene e mote, è come remare di isola in isola, di paese in paese alla scoperta di antichi siti, alla ricerca di nuovi sapori.
Le immagini di Gaddi sono per il visitatore una sorta di finestre che si aprono sulla laguna di Grado, un'area di una straordinaria bellezza paesaggistica che ospita una fauna e una flora unica e di grande valore naturalistico.
Protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant'Andrea, la Laguna è caratterizzata da una vegetazione palustre e dalla Singolarità degli insediamenti dei pescatori, i tipici "casoni", costruzioni in canna e legno, è in questo gioco di colori e sapori, di volti e riflessi, tra l'intercalare delle maree e lo scorrere delle stagioni, che l'artista riesce con le spettacolari inquadrature a trasportarvi, in una sorta di volo radente, alla scoperta di questo angolo di paradiso in terra. "

Maurizio Cacciavillani
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22 febbraio, 2012

Carattere e orgoglio


Ho letto questa lettera di una ragazza sarda che mi ha fatto venire i brividi e siccome non riuscivo a rebloggare ho deciso di fare copia incolla per diffonderla il più possibile, lettura consigliata veramente a tutti.


Non sono coraggiosa, sono sarda e dico no a questi signori tristi
Valeria Gentile - valeriagentile.com
@valigiablu - riproduzione consigliata

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell'infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell'enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li.

Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d'achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l'amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuro perché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente.

Finché poi arriva un giorno in cui metti tutto in discussione. Arriva un super resort di lusso fondato da milanesi e altri italiani, che sulla mia isola ricopre venticinque ettari di parco in cui ci sono ventun ristoranti di lusso, quattordici bar, otto alberghi cinque stelle più diverse suites e qualche centinaio di bungalow, nonché children city, leisure land, sport academy, discoteca, spiaggia privata e tanto altro, dove una notte per una persona non costa meno di seicento euro. Arriva proprio quando meno me lo aspetto, mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web.

Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un'ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un'industria dello svago di lusso che è una gabbia d'oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.

E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l'offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda.
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