Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

17 gennaio, 2017

Cinzia



Comincia   il tempo del Festival della Canzone Gradese, l' Organizzazione è al lavoro sugli elaborati presentati dagli autori.

Magari non piace a tutti ma il Festival per noi Graisani è una seconda pelle, si vive, si soffre da protagonisti o da spettatori ma comunque sia: intensamente sempre.

Ricordare una sola canzone delle tantissime che in oltre cinquantanni sono state presentate forse non è giusto ma per me è stata una canzone speciale e lo è ancora. 
Luciano Facchinetti "Siego" ha rotto una consuetudine, si può dire che ci ha traghettato nel futuro.


Nella tradizione della canzoni graisane, fatte di amore, buoni sentimenti e tanta malinconia ad un certo punto irrompe con fragore " Cinzia";  un testo ironico e irridente, che denuncia certe devianze popolari e paesane dovute ai rapidi passi avanti della società civile scarsamente supportati da un adeguato sottostrato culturale. 

Cinzia
 è la canzone per eccellenza che ruppe con la tradizione e propose un nuovo modo di raccontare la musica popolare gradese, uno studio della prof Pozzato con una disanima semiotica (vedere link su issu, clicca qui) evidenzia il cammino che la nostra piccola comunità ha compiuto e racconta attraverso le sue canzoni. 


Cinzia

Che fa in testa a sti graisani
che par zente malcontenta,
i rifiuta la polenta
e i favela per ’talian.
Che darìe per ste contrade
co i se sforsa de esse fini,
i ruvina i fantulini
favellando per ’talian.


(rit.) Oh Cinzia, sei matta,
non mangiare la frutta tacolata,
da bravo Ottone
non colegarti di nuovo sul sabbione,
stai buono Moreno, altrimenti
altrimenti ti mazeno.



Babe duto ’l giorno in auto
le trascura la cusina
le consuma la binzina
le favela per ’talian.
Le se incarga de campari,
le favela comò i siuri,
ma i marì fa i muraduri
o i xe a cocia in mezo al mar.



Co scuminsia i primi coldi
i se fita ogni logo
i te vive leto e fogo
e i fa cache in bucalìn.
I se missia coi turisti
i se veste in gabardin,
cu xe nato in Culdemuro
e cu xe nato in Strunsulin.

Un motivo i più per ricordare la sua canzone è che Luciano "Siego" Facchinetti oggi compie gli anni.
Per festeggiarlo degnamente l' unica è ricordarlo musicista come gli è sempre piaciuto.
Auguri Ciano. 

Oggi è anche la giornata dedicata ai Dialetti e alle parlate locali, quale miglior modo di onorarla se non con il testo di Cinzia.
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16 gennaio, 2017

Ascoltare con gli occhi...




Ho   letto per caso una pubblicazione, edita da bompiani, 

Ascoltare con gli occhi...
Foto racconto di un disagio che non vuole perdere la memoria.

Un racconto toccante e terribile dell' umanità dolorante e dolorosa dei manicomi, impressionante il lavoro che è riuscito a fare il Dott. Franco Basaglia riportando alla vita persone che erano perdute nell' indifferenza di tutti.
Le storie che raccoglie sono quelle dei pazienti stessi, storie che ti fanno sobbalzare nella loro crudele semplicità.
Se vi capita sottomano leggetelo ne vale la pena.

Qui una poesia di Alda Merini toccante con un commento finale terribile:

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla merce di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini, 
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Alda Merini  dal carnaio in cui era rinchiusa

nei manicomi cari miei,
cristo non c’ è, e se c’è, è talmente
distante e distratto che si può
persino bestemmiarlo 
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15 gennaio, 2017

Il rispetto dell' Ambiente non è il nostro forte...

Un bel filmato di Lorenzo Boemo che ci porta a vedere le meraviglie delle "scovasse" che si depositano sulle rive delle spiagge di Grado in particolare in Pineta verso Promero...

Nessuna denuncia, solo un' amara constatazione supportata da belle (sic) immagini.


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14 gennaio, 2017

S'ha stufao perfin S.Michele




Sono   tempi questi dove un tutore è necessario per vegliare sui nostri destini, noi "graisani" siamo fortunati abbiamo l' Anzolo S. Michele che dal 1460 veglia sulle nostre sorti, con discreto successo, perchè nonostante tutto siamo ancora qui a continuare le nostre baruffe.

       San Michele guarda, richiama e vigila che nulla vada perduto di quanto di buono vi è nei Gradesi e che deve restare il nostro patrimonio spirituale nei secoli. 
Da secoli alla sua ombra ferve una vita operosa con un susseguirsi di grandi e piccoli avvenimenti che formano la storia della nostra isola. 

Certe volte co noltri Graisani no ze fasile vè pasiensa, e  creo che almeno una volta al se se deve vè stufao  e 'lora: 


Gera un anzolo vecio, co al peto pien de segadura
e culpi de tosse, cavili de stopa zala, 
nissun ricordo de zoventù.
Al pativa de solitudine, de veciaia.
Al longo e bel corpo de la so Isola
no lo consoleva più della sova solitudine.
Al gera inconsolabile fin in te 'l anema,
che al 'veva ramosa.

Al gera, quela note là in alto, al centro del sielo
che pareva, co duti i nuoli, imenso.
Un strano silensio de atesa. 
A un trato, 
L' Anzolo l' ha tirao un respiro profondo, 
l' ultimo,  e  no podendo ne volendo scampà 
la ciapao al fulmine in pien peto,  
tra i mile coluri del fogo al ze scopiao,


ne veva viste massa!


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13 gennaio, 2017

In Sala Parto




Oggi si sa che le coppie di giovani fanno a fatica a durare. 

Le ragioni sono molteplici:
troppo giovani, la mancanza di lavori stabili, una visione del mondo dove l' assunzione delle responsabilità viene procastinata sine die, genitori troppo protettivi e permissivi, voglia di divertirsi. 

Passando, però, tra le cube ho raccolto questa conversazione tra due amiche che mi porta a pensare che il motivo prevalente di separazione sia l' esperienza del primo parto, anche perchè normalmente non previsto nè voluto:

Mò suore co vevo le dogie elo al gera cò me in sala parto e i n'he dito una per color:
“vaffan..lo a tu e a tò mare”
“ la prossima volta tu te lo fà tu, maledetto omo peloso”
" i oltri figi li adottemo, anzi no, li noleggemo”
“ me lo fasso e dopo te copo”


Ma anche elo no ze stao de meno e al m'ha dito:
“ah, zè una femena? Peccao.”
“adesso ze duto finio cara” (sto ca..o)
“ze finia la batteria della telecamera”
“vago fora a fumamene una..”


Le ho perse tra le cube che continuavano parlottando avanti così allontanandosi piano.

Ergo deduco che l' esperienza dell' assistere al parto deve essere vagamente traumatica e non tutti ce la fanno a dimenticare.
Infatti da una seria ricerca condotta tra i ginecologi salta fuori che:
Alcuni uomini rimangono talmente traumatizzati dall’atto in sé da soffrire in seguito anche di problemi sessuali” . 
Infine, “può anche succedere che scatti un sentimento di invidia dell’uomo nei confronti della donna,
e può capitare che mentre le donne hanno le contrazioni l’uomo abbia coliche addominali."

A sti figi, sti figi che che i ne costa! Creo ben che i se mola dalongo dopo. 
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11 gennaio, 2017

Memoria Libera Immaginazione al massimo




La Poesia moderna si adatta a tutto anche alla nostra nuova condizione di full immersion con il nostro computer e  poichè la  memoria rievoca il vissuto, è precisa, esatta, implacabile, ma non produce niente di nuovo: è questo il suo limite, va rinnovata. 

L’immaginazione, invece, non può evocare niente, perché non può ricordare, ed è questo il suo limite: ma in compenso produce il nuovo, un qualcosa che prima non c’era, che non c’è mai stato.




Memoria Libera


aahgh!!!  é la RAM fiapa.
anche al disco ze lento
al video, staca,
me devo riformatà, lo sento.

No!  no posso fane a meno,
cò i tò veci dati   no i gira i mie programi.
Incuo, però, me è stancao e,
in tun momento,
he cancelao duto in un lampo.

Ah, ‘desso sì. memoria libera!
fresca, imacolata
‘Desso sì, stago megio, via duto quel che gera!

Megio ‘desso che t'he cancelagia!


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10 gennaio, 2017

I nonni, la loro utilità



Rendersi utile da nonno.
Essere nonno è una condizione strana, in teoria dovresti prestarti alle necessità dei figli per sostituirli nel controllo dei bimbi in loro assenza.

Devi dire sempre si ai pargoli che ti affidano perchè non li devi irritare o far piangere e far arrabbiare di concerto i tuoi figlioli, che non ti diranno niente, però scuoteranno tristemente la testa guardandovi con occhi torvi.

Puoi essere utile ai bambini però portando loro un filo della tua esperienza di vita e raccontandogliela, semplicemente, come è capitato a me ieri pomeriggio.

Invitato e sollecitato da quel terremoto di donna che è Maria "Stiata" Lauto mi sono ritrovato in una aula della scuola elementare in Isola della Schiusa con una ventina di bambinelli di sette/otto anni seduti su dei banchi piccolissimi  con la testa all' insù che mi hanno accolto con un sonoro 
" benvenuto nonno Ennio".

I bambini ti accolgono così con un calore che scalda il cuore e in fondo emoziona anche un vecchio masegno come sono io.

L' argomento di cui ho parlato per una trentina di minuti è la cosa che credo di conoscere meglio e cioè la Laguna, in fondo la mia vita.

Non so se son stato convincente o interessante, oggettivamente è difficile interessare bambini con argomenti seriosi come questo, però son sicuro di una cosa, i bimbi se sollecitati (le maestre che li conoscono sono essenziali in questo) ti fanno domande stupende sul tipo :

anch' io ho visto i pesci piccolini in mare ma poi cresceranno è verò?

E tu li capisci che il tipo di approccio con loro non deve essere propriamente scientifico ma proprio da nonno a nipote e quindi con grande tolleranza devi dir loro le verità che si aspettano e anche se si tratta di acquadelle e gamberi adulti a fine ciclo, devi dire  che si, cresceranno perchè è questo che sa un bimbo: ogni cosa piccola prima o poi cresce.

Un bel pomeriggio che mi ha scaldato veramente il cuore e mi  ha fatto capire che la condizione di nonno può essere veramente utile se usata per portare quel po che conosci a vantaggio dei nipotini.
MI sono fatto forte della loro vitalità, allegria e curiosità senza limiti. 
Stare con loro ha significato per me riscoprire il mondo attraverso  l’innocenza  e la meraviglia  incondizionata.

Grazie a Maria Stiata e alle Maestre  che hanno promosso questi incontri di generazioni, mi sono sentito veramente gratificato.
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09 gennaio, 2017

Cari i miei Denti




Reduce  da cure dentarie che vanno avanti da più di un anno con costi "mostri" alla fine mi imbatto in questa notizia:

Nuove frontiere nella cura e sostituzione dei denti.

Uno studio dell' Università di Pechino propone come alternativa alle protesi in ceramica i famosi:


 "Denti di Cane" -Chthamalus stellatus - Categoria: Cirripedi e Balani.

I denti di cane sono crostacei dall'endoscheletro modificato, a forma di un tronco di cono, costituito da sei piastre calcaree che in età adulta equivalgono, in durezza, alla ceramica.

Visto il costo proibitivo delle cure dentarie  trovare protesi a buon mercato, data l'abbondanza del prodotto in Golfo di Trieste,  apre nuove prospettive commerciali per noi produttori. 

La foto mostra le dimensioni che possono raggiungere 'ste bestie! 

E dirlo prima.
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08 gennaio, 2017

Piacere sono il Diavolo, in arte Lucy



Stanno  succedendo cose che mi obbligano a considerare il lato oscuro della vita :


Il Diavolo.

L’eterno secondo, il figlio dei quartieri bassi destinato a una vita al di sotto delle sue possibilità, un’altra vittima del familismo spinto.

Questo è Satana, per gli amici Lucy.

Il termine "diavolo" deriva dal latino tardo diabŏlus, dal termine greco Διάβολος, diábolos, "calunniatore", "accusatore".
Satana, in latino Satănas, significa “avversario”, “colui che si oppone”.

Dunque io a Grado sono certo che non esista.

I nomi tradizionali del diavolo sono: Abraxas, Asmodeo, Astaroth, Baal, Baphomet, Belial, Belzebù, Demonio, Diavolo, Emaus, Eblis, Lucifero, Mefistofele, Satana, Tuberoch.

È l’incarnazione e la personificazione del principio del male supremo.
Ma meno di una moglie.

Vi sono diverse forme di adorazione del diavolo.

Fin da piccolo vedi Satana mentre suona una chitarra e va in moto con la biondona di turno.
Sarà cattivo quanto vuoi ma l’ufficio stampa è da paura.

Il Diavolo vuole la tua anima in cambio di una vita terrena di successo.

Dio pone delle regole alla tua vita terrena per garantirti un’anima immortale.

A te la scelta:  se preferisci il Diavolo hai inclinazione per l' Uovo ovvero  l' Oggi,  se propendi per Le Regole Divine la tua scelta cade sulla Gallina e quindi  il Domani.

Nell’ebraismo il concetto di “diavolo” non esiste, sostituito da quello più minaccioso e angosciante di “insolvenza”

Dice.  Una volta ho cercato di vendere l’anima al Diavolo, ma no: niente da fare.
C’è crisi anche all’ Inferno e ci siamo messi d’accordo per una permuta.

Considerazione finale:
Sono così sfigato che nonostante la disponibilità non riesco a vendere l' anima al diavolo e si che abito in un paese che di anime al diavolo ne han vendute molte. 

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07 gennaio, 2017

La Vita e i Cassettini



Tutti  hanno dei cassettini segreti dove sono riposte speranze, aspirazioni, sogni e paure.


Parla di questi angoli nascosti della vita di ognuno di noi  questa mia poesia.

E' una dedica promemoria per tutti.


Cassetini de vita

Vardo in fondo a un cassetin
e spero de catà
tra le carte
un fiao de la mia vita,
in un oltro serco
al rie che credevo de v'he perso,
...garghedun al zè serao
col cagnasso de la vergogna,
ma 'nte la sfesa,
vien senpre fora
garghe lagrema de recordo.
Nei cassetini de la vita
he lassao veci fogi scuri de vite passae
uri disfai, inchiostro sbiadio
epur i ciacola 'ncora
de me, de quel che no he mai desmentegao.


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