Dove vai?

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

26 maggio, 2012

Mini Suite e Mussati



Pessime previsioni per la presenza de "mussati" nella stagione calda, il maggio piovoso prelude a massicce presenze dei fastidiosi insetti.

Per tentare di attenuare la fastidiosità si cercherà di sviare l' attenzione degli utenti usando parole straniere nelle comunicazioni.

In Palù  si affittano le mini suite e i mussati di ordinanza si chiameranno "papillon".
L' internazionalizzazione del linguaggio è alle porte.




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24 maggio, 2012

“Voci di Guerra in Tempo di Pace”


 Sarà l’avvocato Marino De Grassi, presidente GIT SpA- Grado assieme alla responsabile delle attività culturali Ajser 2000, Lucia Lalovich Toscano e i rappresentanti del Gruppo Ermada VF Aureliano Barnaba e Mauro Depetroni ad inaugurare domani 
(venerdì 25 maggio) alle 18.00         la Mostra :

“Voci di Guerra in Tempo di Pace” 

ospite nella sala mostre all' ingresso principale della spiaggia.

L’inaugurazione della mostra sarà preceduta dal saluto delle autorità e da una presentazione del progetto di riqualificazione dei siti della I Guerra Mondiale sul Carso triestino promossa dal Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000 . 

 La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 giugno, è promossa dal Gruppo  Culturale e Sportivo Ajser 2000 insieme al Gruppo Ermada è stata realizzata con il contributo della Regione Fvg , gode per l'esposizione di Grado del patrocinio di Provincia di Trieste, Provincia di Gorizia, Comune di Duino Aurisina e Comune di Grado nonchè della collaborazione con la Git di Grado.

 Oltre 15.000  i visitatori che nelle prime tre tappe (Castello di Duino ottobre 2011 gennaio 2012, Terracina novembre dicembre 2011, e Milano febbraio 2012) hanno potuto apprezzare tale mostra che anche online raccoglie un grande successo.

Nel ricordare il Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia il pensiero scorre inevitabilmente ai fatti di guerra riferiti al primo conflitto mondiale. 


La mostra “Voci di Guerra in Tempo di Pace”si propone di far conoscere meglio questa pagina di storia, attraverso le vicende del particolare territorio del Friuli Venezia Giulia e dei suoi abitanti.  Sono esposte immagini dell’epoca strettamente legate a Duino-Aurisina: le fortificazioni sull’Ermada, i lavori di ripristino ad opera della Società Alpina delle Giulie, i luoghi di sepoltura dei soldati caduti sull’Ermada nella Provincia di Trieste.

 Inoltre saranno visibili reperti rinvenuti durante gli scavi sull’Ermada in parte riferiti alla vita quotidiana del soldato, come gavette e stoviglie, in parte strumenti di guerra come armi e bombe e attrezzature di protezione come gli elmetti.

I       "nostri"     a PORTOBUSO NEL 1914

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23 maggio, 2012

Maranesi - I "Nantre"

Ho letto con piacere sul Piccolo uno shakerato della storia di due piccole comunità antagoniste:
quella gradese e quella maranese.

Mi va di aggiungere oltre ai vari motivi storici di lite tra i nostri due paesi un paio di cosette che contraddistinguono e caratterizzano le nostre due comunità per certi versi così simili.

Da sempre i veri motivi del contendere sono stati di origine economica.

La scelta di Marano di parteggiare per il Conte di Gradisca in una guerra con Venezia fu disastrosa, persero la guerra e i gradesi alleati di Venezia vincitori, la Laguna fu data in giurisdizione politico-economica a Grado e al suo Conte.
La comunità Maranese, povera forse più di quella gradese, fu così obbligata a versare pesanti dazi al Conte di Grado per poter esercitare la pesca in Laguna  (la causa delle Barancole parte da questo diritto, sempre contestato da Marano ma storicamente dimostrabile e infatti il nostro Comune la causa l' ha vinta).
Ritornando ai dazi, è ovvio che ci odiavano, già era difficile sopravvivere immaginarsi dover pagare per farlo.

Odio per questo ricambiato con fervore dai nostri vecchi perchè i maranesi non sono mai stati troppo rispettosi delle regole e siccome "de note ze scuro" la pesca di frodo in tutti i siti  è sempre stata un loro passatempo ben praticato anche in tempi recenti.

Per quanto riguarda la storia delle donne rapite, vorrei far notare la stranezza del fatto che sopravvissero in 17, tutti uomini e abbastanza in forma nonostante uscissero da una tremenda epidemia da affrontare una comunità non proprio amica come quella gradese (bha) leggende metropolitane che fanno humus ma con scarse basi di verità, vero è che in certe zone lagunari,  le nostre famiglie a differenza di quelle maranesi dimoravano in Laguna nei casoni e nelle Isole di S. Andrea e a Punta Lignano, che secondo Bruno Scaramuzza all' epoca era abitata da una grande famiglia dei Lugnan da cui la derivazione Lignan, frequentavano e vedevano più facilmente maranesi nei dintorni piuttosto che graisani molto più distanti e dalla frequentazione nasce tutto.

C' è da dire che su questa storia della donne a Marano ci marciano sopra, bon possiamo dire che i "ze mesi graisani".


Poi  quello che fa veramente differenza è il dialetto che pur avendo una comune base veneta ha cadenze e modi di dire completamente diversi.

Per capire le differenze vi racconto una cosa successa a me tanto tempo fa nei pressi di Anfora in  mezzo ad una fitta nebbia.

Stavamo tutti tesi in barca per sentire rumori che ci guidassero verso riva, ad un certo punto uno sciabordio di remi, uno dei nostri  si mette a gridare "cu se voltri" la risposta tra le brume- "semo nantre"- eravamo finiti vicino a Marano e tra dispersi uguali la differenza era tutta là:
  "semo nantre" no "semo noltri".

Grandi pescatori e lavoratori i maranesi, non temono il mare e la fatica.
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22 maggio, 2012

La Banda: Saggio annuale






L’esistenza a Grado di un Gruppo bandistico risale al 1861 con finalità prevalentemente di intrattenimento musicale dei turisti nel periodo estivo.

All’inizio del ‘900 è attiva la Società Filarmonica Gradese con una Scuola di Musica che assicura alla città per più di mezzo secolo la presenza di una banda musicale.

Giunti al termine dell'anno scolastico, gli Allievi della Scuola di Musica promossa dall'Associazione "Banda Civica Città di Grado" si esibiranno per genitori ed amici in un:


 Saggio dell' attività svolta

sabato 26 maggio alle 17.30,
presso l'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo "Marco Polo" di Grado.

L'anno appena trascorso ha visto una notevole affluenza di iscritti ai corsi promossi, sia per quanto concerne la teoria e propedeutica musicale che per i corsi di strumento musicale ad indirizzo bandistico, per un totale di circa 40 allievi, seguiti da cinque insegnanti diplomati nelle varie discipline. 

Senza dubbio il merito di tale successo spetta al Consiglio Direttivo dell'Associazione ed al maestro Nevio Lestuzzi, direttore della Scuola di Musica, che hanno saputo, in particolar modo negli ultimi quattro anni, rinnovare la gestione della Scuola anche con la collaborazione di giovani, ma ben preparati, docenti. 

"Il nostro obiettivo per l'anno prossimo è quello di incrementare ulteriormente gli iscritti affinchè venga sempre mantenuta la nostra tradizione bandistica, che conta 150 anni di storia, anche e soprattutto facendo entrare la Banda Civica all'interno degli istituti scolastici, sia con la promozione di corsi di propedeutica musicale per le classi della scuola primaria, che con veri e prorpi corsi strumentali per le classi della scuola secondaria di primo grado."

Gli insegnanti sono Maria Giulia Cignacco (teoria e solfeggio), Federica Cecotti (flauto traverso), Max Ravanello (ottoni) e Pietro Sponton (percussioni), coordinati dal maestro Nevio Lestuzzi (che insegna contemporaneamente clarinetto e sax), direttore anche del complesso bandistico.

Attualmente i corsi della Scuola di Musica della Banda Civica Città di Grado sono  gratuiti per ferma volontà del Consiglio Direttivo, che intende mantenere la civicità dell'istituzione bandistica riamanendo quanto più possibile aperta ed attenta nei confronti dei nostri concittadini. 



Ciò è stato possibile grazie ai contributi concessi finora dal Comune di Grado, dalla Provincia di Gorizia e dall'A.N.B.I.M.A., che genitori ed allievi si auspicano di veder rinnovati anche per l'anno prossimo.

La Banda Civica riassume la voglia di esprimere se stessi in musica, e civicità è davvero una bella parola, piena di significati.



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21 maggio, 2012

Il blog di Liber@: E mò so cazzi vostri!!

Il blog di Liber@: E mò so cazzi vostri!!: L’altra notte la terra ha tremato, ma più di tanto non mi sono preoccupato perché il terremoto è come una pistolettata: se senti lo spar...
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Post del Blogger - Aria Pura


Oggi la funzione di testimoniare e fornire aggiornamenti in tempo reale è stata assunta dalle reti sociali e dagli sms. 

Dopo tutto i post di un blog, quale che sia l’urgenza con cui vengono composti, richiedono un uso esteso del linguaggio e una qualche formattazione, i blog non possono sperare di competere con i social-network  quanto a sveltezza e tempestività. 

Né possono competere con Facebook e Twitter come forum di discussione. 
Inoltre i troll di Internet hanno parecchio contribuito a fare dello “spazio commenti” un lusso che solo i siti web economicamente più forti possono affrontare.

Però uno degli aspetti più divertenti del blogging è che non ha bisogno di intermediari.

È una forma di espressione che non richiede né ragione né ricompensa, né pubblico né causa e come tale è quanto di più puro e piacevole si possa immaginare.

Questa libertà mi consente di passare serenamente dagli argomenti più seri ed articolati a delle cagate galattiche con grande leggerezza, 

Ma non è solo questo: nulla nel tenere un blog è sorprendente quanto il puro piacere di farlo.

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20 maggio, 2012

L'Erba Scoresera





C'è un' alga sul limitare degli scogli che,  oltre a divertire i bambini perchè premendola scoppietta, è di grande utilità dal punto di vista della medicina omeopatica, il suo nome in gradese è: 


Erba Scoresera, proprio per la caratterista di fare rumore premendo i suoi bozzi.

L'alga marina (Fucus vesiculosus) è un tipo di alga bruna che costituisce, insieme al genere 'Laminaria', la divisione 'Phaeophyta'.

Alga della famiglia delle Fucacee, è indicata come starter nelle diete dimagranti, nella cellulite, nella obesità, nella stitichezza, nell'ipotiroidismo, è una pianta depurativa e tonificante del metabolismo.

Il Fucus vesiculosus (detto anche Alga bruna o marina) è soprattutto noto ed utilizzato per il suo contenuto in iodio, sia libero sia organicamente legato a proteine.

il Fucus vesiculosus determina una significativa riduzione della glicemia (18%), che diventa ancora più evidente (50%) nel diabetico.
Si osserva anche una buona riduzione dei trigliceridi ematici.

Uno degli usi meno conosciuti dell' Erba Scoresera è l' utilizzo per il trasporto in ceste di molluschi pregiati, principalmente ostriche e tartufi di mare (dondoli) perchè permette la loro conservazione a lungo mantenendo un' alto grado di umidità del prodotto confezionato.

In Francia la sua raccolta è regolamentata da apposite leggi.


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19 maggio, 2012

Punta Sdobba - Uno spreco ambientale

Il Messaggero Veneto fa tornare d' attualità una vicenda dolorosa per noi gradesi la gestione della Sdobba.
Ne avevo parlato a suo tempo qui ma ora vengono evidenziati i danni economici con cifre che fanno impressione:

"Quattro miliardi di ex lire. Quattro miliardi, due di denaro pubblico, due dei privati, finiti in fumo. Sono stati investiti nei primi anni Duemila all’estremità di una lingua di terra incantevole a un tiro di schioppo da Fossalon. Un luogo magico: il “Caneo”, situato all’interno del parco dell’Isonzo, circa 2.400 ettari che ospitano 300 specie di uccelli di cui 80 nidificanti. Quattro miliardi di ex lire per costruire un osservatorio-foresteria. Il progetto prevedeva «la realizzazione di opere di riqualificazione e valorizzazione ambientale di iniziativa privata per la costruzione di strutture connesse e necessarie alla fruizione e gestione naturalistica dell’area».
Detto e fatto: la struttura è sorta come un fungo a tempo di record con la benedizione della Regione Fvg che si è fatta un baffo del fortissimo, legittimo dissenso del Comune di Grado, guidato allora dal sindaco Roberto Marin, al suo primo mandato da sindaco, alla guida di una maggioranza di centro-destra tradita inesorabilmente dal fuoco amico della Giunta-Antonione. Oggi, quell’osservatorio-foresteria, su cui campeggia la scritta “Albergo-ristorante-bar” è un edificio fatiscente, una sorta di fortino abbandonato senza più nemmeno il tenente Drogo ad avvertire dell’arrivo di turisti. Era stato inaugurato nel 2003. Un paio di gestioni, pochi arrivi, nessun progetto vero. E la fine inevitabile nel 2007. Quattro miliardi in fumo per una struttura mai decollata e che oggi, pare, bussa a qualche privato cimentandosi in qualche improbabile asta."

Ma l' atteggiamento che sconcerta il giornalista e che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle è la pervicacia con cui la Regione vuole realizzare a tutti costi una riserva anche contro la legge che non consente di edificare in ambito protetto:

l’impresa Bidoli Diego, che nell’ottobre del 1999 presenta al Comune di Grado una richiesta di concessione edilizia, la costruzione cioè di «un fabbricato destinato all’accoglimento degli escursionisti e contenente locali di foresteria, un bar, un ristorante e un centro visitatori, il tutto volto al’educazione ambientale e alla fruizione naturale della riserva. Tale fabbricato – si legge in un pro-memoria dell’amministrazione comunale di Grado – sarà realizzato su palafitte, si svilupperà su due livelli fuori terra per una superficie di circa 560 mq e un volume di circa 3.250 mc.».
Ma il progetto è ancora più ambizioso. E parla – tra le altre cose – «di interventi di riqualificazione del territorio per il miglioramento della biodiversità». In Comune, a Grado, strabuzzano gli occhi. Ma come? Non possiamo toccare neppure un chiodo nel villaggio di Punta Sdobba senza ottenere le scomuniche e i “niet” della Soprintendenza – è il coro degli amministratori – e qui si pretende di costruire una struttura in una zona di competenza comunale che soggiace al vigente Prgc nel quale «è prevista la sola manutenzione ordinaria delle preesistenze». Insomma, un progetto difforme – tuona il Comune di Grado – alle prescrizioni comunali in un’area di vincolo ambientale con assoluto divieto all’edificazione.

Nonostante il diniego fermo del nostro Comune e contro la volontà della nostra gente che ha fatto una raccolta di firme contro questo assurdo progetto la Regione:

Il diniego del Comune è secco e viene motivato ai vertici della Regione Fvg. Per tutta risposta – ricorda l’ex sindaco Marin – riceviamo una diffida per danni eventuali provocati per la rinuncia al contributo Ue di cui la Regione è garante. E la Regione, che non ha potere di concessione edilizia, pesca dal cappello l’ineffabile soluzione per zittire il Comune, introducendo un articolo alla norma 42/1996 che autorizza interventi per opere di interesse generale anche nelle aree di vincolo ambientale». Chapeau...!


Ora che i cocci, come prevedibile, sono nostri, e non li volevamo, bisogna ringraziare del risultato la Regione, Lei si che sa come si aiuta a conservare l'ambiente!




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18 maggio, 2012

Isola di Anfora

 L' Isola di Anfora, detta così per la quantità di frammenti di anfore romane trovate nei dintorni,  le navi da trasporto latine passavano da la per avviarsi su per il canale di Anfora Vecia verso Aquileia, sarà il punto di riferimento per la nuova iniziativa turistica:  L' Albergo Diffuso in Laguna.


Ma è l' Isola come ideale modello di vita che mi spinge a considerare che:



L' Isola è un piccolo mondo chiuso e circondato d’acqua. 

Per chi ama isolarsi è il suo subconscio a spingerlo per la vita insulare. 

L’isola come sogno e utopia diventa così un pensiero virtuale e quel piccolo universo col mare come confine arriva  a trasformarsi in un mondo quieto dove non  è difficile raccogliere differenze, storie, culture e dove sarà possibile trascorrere una tranquilla vacanza. 


Non è l’isola che non puoi raggiungere ma l’isola che sarebbe meglio raggiungere “fuori stagione” quando puoi vedere e godere appieno il riflesso del mare. 

Nell' Isola c'è il tempo per ogni cosa perchè ogni cosa vuole il suo tempo.

"seconda stella a destra, questo è il cammino
...poi dritto fino al mattino,
poi la strada la trovi da te,
porta all' Isola....che non c'è"

E.Bennato

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17 maggio, 2012

Grado-Radiografia di una gran figa
















Preoccupato della stato di salute della mia Grado, ho fatto eseguire una radiografia alla modella del cartellone pubblicitario storico.



Anche in trasparenza resta sempre un gran figone.
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16 maggio, 2012

Bella gente






Si ricomincia a vedere bella gente per Grado via.
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15 maggio, 2012

Troppo vecchio per il rock and roll




Ormai sono anziano, è un dato di fatto.

Nonostante mi ostini a indossare felpe consunte al posto di folgoranti golfini col collo a V sopra improbabili camice a righe, ci sono diversi, inconfutabili segni che mi ricordano con solenne severità che ormai sono entrato a far parte degli anziani.

Alcuni di questi segni, sono:

Sempre più spesso, dopo abbuffate clamorose, degne d’un condannato a morte, passo nottate sudate e insonni a ruttare e a malvolere la madonna, che non ha saputo trattenermi dall’indugiare nei piaceri della gola.

A primavera, le prime canottiere e le prime minigonne mi provocano più o meno gli stessi effetti delle abbuffate di cui sopra.

 La musica ad alto volume mi dà fastidio, soprattutto se musica del cazzo… non come quella che sentivamo noi, ai nostri tempi.

 Col risultato che ascolto da anni sempre gli stessi gruppi, a rotazione.

 Sono diventato insofferente e intransigente. 

Se una cosa non mi piace, deve andare in culo. 

Ho concesso abbastanza tempo, energie ed attenzione a stupidaggini inutili.

 Ora che il tempo, le energie e l’attenzione cominciano a scarseggiare, pretendo di sfruttarle al meglio.

 Sono cinicamente disilluso. 

Questo non vuol dire che non credo più a niente, vuol dire che mal sopporto tante di quelle cose che solo qualche anno fa, al contrario, apprezzavo.

Too old to rock ‘n’ roll…  però lo so!

Se tu che leggi sei stato un giovane, alternativo e ribelle, insomma un figone, ma ora non lo sei più  clicca “mi piace”  ad un post come questo e così ti rimetti a posto  con la coscienza.


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14 maggio, 2012

I nuovi virus per Mac













In questo post devo premettere che io uso da moltissimi anni computers Apple e che non ho mai, proprio mai, avuto problemi con virus, pur non avendo nessun antivirus ma in quest’ultimo periodo si è più volte parlato dei nuovi virus che stanno attaccando i sistemi OS X di Mac e, in particolare, il più “gettonato” è stato il malware BackDoor.Flashback.39.
Proprio oggi,  vari blog inerenti il “mondo Apple” hanno ripreso ad argomentare su tale virus e lo stanno facendo in maniera tale da allarmare i vari utenti e minacciando, altresì, la possibilità di futuri nuovi malware.
Tutte queste domande mi hanno fatto riflettere, il mondo Mac si sta allargando e i fornitori di antivirus ne cominciano a scorgere le dimensioni.
In conclusione sono certo che, a breve, esordiranno migliaia di virus per Mac e, contestualmente, i relativi antivirus.
Per risolvere definitivamente il problema facendo scomparire per sempre i virus e la loro creazione, dovremmo  secondo me seguire tutti quanti questo piccolo vademecum:
  • non installare mai e poi mai un antivirus, neanche gratuito! Ripeto… MAI!
  • non conservare dati estremamente sensibili su computer connessi alla rete e, nel caso siate costretti a farlo, proteggerli con password o altri “trucchi”;
  • avere sempre una copia di backup dei nostri dati su hard disk esterni;
  • essere pronti a dover riformattare la macchina da un momento all’altro.
Nel caso in cui dovreste prendere un virus, fareste prima a formattare il vostro computer con una nuova installazione originale di OS X invece di cercare di togliere il virus con i costosi e “pesanti” antivirus che, già di loro, “impallano” un sistema!


La formula di questo virus (da tradurre il linguaggio html) l' avevo raccolta in rete tanto tempo fa, ma il concetto è rimasto quello: 


Nuovo virus albanese: 

“In questa momenta voi avere ricevuto “virus albanese”
Siccome noi nela Albania no ha esperienza di softuer
e programmaziona, questo virus albanese funziona su principio
di fiducia e cooperazione.
Allora, noi prega voi adesso cancela tutti i file di vostro ar disc
e spedisce questo virus a tutti amici di vostra rubrica.
Grazia per fiducia e cooperazione.”
 

Ciao da Albania.
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13 maggio, 2012

JUVE







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12 maggio, 2012

I bagnini de una volta




















Grado, con i suoi caffè e i locali da ballo offriva all'ospite il prosieguo della giornata in spiaggia creando centri di aggregazione culturale nei caffè all'aperto e balli serali e pomeridiani, fulcro della mondanità, sino alla fine degli anni ottanta.

Nella fase serale un ruolo fondamentale lo avevano i giovani bagnini dell' Azienda che la sera, ripuliti e rimessi a nuovo, forti della conoscenza del tedesco con grandi camminate per il viale cercavano prede diventando, inconsapevolmente, offerta turistica.

Quanti amori nati o infranti, quanti tradimenti consumati nelle romantiche notti gradesi, ognuno di noi a casa ha ricordi di famiglia di questo tipo.

Il Gran Cafè Riviera, Settimo Cielo, la Taverna Municipale, La Terrazza Astoria, e ancora l'Isola d'Oro il Sans-Souci.


Grandi Locali di pura vocazione turistica.

Poi le discoteche e il diverso gusto di godere il soggiorno cambiarono e tutto finì.

Nella foto un gruppo di giovani gradesi con in primo piano Nino Codraro il Principe delle notti , affermato Latin-Lover.
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11 maggio, 2012

Giramento di scatole quickly





Alle volte i collegamenti ti fanno veramente girare le palle quickly.
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10 maggio, 2012

Il rilassamento con le televendite


Quando capita di notte di svegliarsi e non aver più sonno, per rilassarmi ho trovato un metodo infallibile. 

Vado su uno di quei canali che fanno televendite. Sono meravigliosi quei canali lì, una mano santa. 

Meglio di un seminario in una comune New Age, di anni di psicoterapia, di gite a Lourdes o in India per ritrovare se stessi. 
Ti aprono mondi, anzi universi perfetti e paralleli in cui con pochi euro, massimo una ventina, cinquanta a farla grande, puoi risolvere qualsiasi tuo problema.

 Ci sono creme miracolose che stirano le rughe e ti ridanno una pelle da neonata, impacchi di alghe che sciolgono la cellulite al primo tocco, magici aggeggi da palestra che polverizzano i chili di troppo con solo mezzo minuto al giorno d'uso, pastiglie che inghiottite ti ridanno la silhouette di un ballerino e trasformano il culo grosso in un ben bilanciato mandolino. 

E non è mica finita, no. 

Ci sono pentole magiche che non si sporcano anche se cucinano per battaglioni, e senza consumare un filo di gas, coltelli in grado di affettare persino le lattine e non perdono mai il filo, yogurt che si fanno da soli e con una scatolina di fermenti producono quintalate di roba, attrezzi da giardino che trasformano in una selva tropicale un barattolo di terra appoggiata malamente sul terrazzo. 

 E poi gioielli, bijoux e chi più ne ha più ne metta, diamanti che vengono via al prezzo di passamaneria della nonna, anelli come se grandinasse, braccialetti da diva hollywoodiana che costano meno di bottoni, oro, gemme, platino e smeraldi come se lo schermo fosse la caverna di Alì Babà, e poi case ed appartamenti in luoghi da sogno, in via ancora di costruzione ma proprio di fronte al mare, che costano meno di un metro quadro di suolo calpestabile le nella più sconquassata delle periferie. (suggerisce qualcosa?)

Non compro niente, ma solo il sapere che la soluzione ad ogni mio possibile problema di praticità e di salute c'è già e costa così poco basta a darmi serenità e se proprio non riprendo sonno mi  mettono di buon umore.


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09 maggio, 2012

L' Angelo S. Michele

Sono tempi questi dove un tutore è necessario per vegliare sui nostri destini, noi "graisani" siamo fortunati abbiamo l' anzolo S. Michele che dal 1460 veglia sulle nostre sorti, con discreto successo, chè nonostante tutto siamo ancora qui a continuare le nostre baruffe.

Vediamo la storia di quest' Anzolo a tutti noi così caro: 

Nel 1460 i Veneziani fecero riattare il campanile di Grado e sulla sua cuspide collocarono, a mo' di segna-vento, un angelo di rame con anima di legno ruotante su di un perno. 
L'Angelo, alto circa un metro e mezzo, in metallo cavo, raffigurava l'Arcangelo S.Michele che indicava con il braccio e l'indice destro distesi la provenienza del vento, per effetto della resistenza all'aria offerta dalle ali semispiegate. 

Bruno Scaramuzza, con la solita gentilezza mi fa annotare:

Dall'inedita Storia di Grado (1862) di Pre Matteo Corbato:
 "Non avendo a disposizione documenti di Archivio (bruciato dagli Inglesi nel 1810), i vecchi viventi ragionando del nostro campanile ci fan sapere, avendo co' loro occhi veduto, che l'Angelo attuale di rame, fu messo in luogo dell'antecedente nell'anno 1791 in cui un fulmine incendiò l'interno del vecchio Angelo ch'era di legno, il quale ardendo gettò giù a pezzi le lamine di rame, di cui esternamente era coperto. 
Nel 1797 poi un uragano avendo piegato il palo ossia perno che lo sostiene per cui l'Angelo era pur piegato, questo fu motivo per cui venne tirato giù lo stesso Angelo, e tornato a metterlo su, nel qual incontro fu restaurato anche il campanile. L'ultimo restauro fu fatto nel 1860 in cui si spendettero fiorini 1.000, restauro però non ancora completato per mancanza di mezzi".
Questo è quanto apprendiamo dal buon Pre Matio dii Sucuni


Nel 1875 esso venne sostituito dall'attuale manufatto alto 2,80 mt, pure esso in rame cavo, opera dello scultore udinese, Olimpio Cescutti, recante un giglio nella mano sinistra che si spezzò durante una bufera di vento e cadde senza provocare danni


Riparato sul posto una prima volta dall'artigiano Tripoli Zorzini nel 1951, venne poi rimosso dal suo sostegno portato a terra e nuovamente riparato, ricollocandogli il giglio in mano dallo stesso artigiano nel 1967. 

A quest'Anzolo noi graisani siamo attaccatissimi, gli attribuiamo un enorme potere di attrazione e la nostalgia di cui tutti più o meno soffrono quando sono lontani dall'isola. 


«In mezo a i nuoli e a ciapi de silise,
pusao sul canpanil che varda 'l sielo,
xe un anzolo de oro che 'l te dise
in un sunsùro che 'l te fà più belo:
- Me son quassù comò una sintinela
per qui che va col remo e co' la vela
!».
da Vecio Ricordo di Mario Pigo


Dall' alto dei suoi 43 metri San Michele vigila sui destini del paese che si stende sotto di lui. 

Da secoli alla sua ombra ferve una vita operosa con un susseguirsi di grandi e piccoli avvenimenti che formano la storia della nostra isola. 

San Michele guarda, richiama e vigila che nulla vada perduto di quanto di buono vi è nei Gradesi e che deve restare il nostro patrimonio spirituale nei secoli. 
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08 maggio, 2012

Riflessione sul Festival della Canzone Gradese

Matteo Marchesan, un amico colto e schivo ha scritto un resumè sull' ultimo Festival della Canzone Gradese, un percorso scritto con mano leggera e piana a fini documentari.


Una segiada de tradission

Ci sono tradizioni e tradizioni. Ci sono quelle che si originano da un preciso fatto storico locale e si perpetuano nel tempo, e quelle legate ad espressioni popolari, culturalmente più semplici e spontanee, frutto del concorso creativo e competente delle persone comuni.

Ora, paragonare il Festival ad altre manifestazioni o addirittura stilarne una graduatoria non ha nessun senso, perché sono fenomeni sostanzialmente diversi, ma di pari “dignità” in quanto a valore ed a carattere identitario.

E’ pur vero che le tradizioni storiche gradesi in senso stretto sono due ed affondano le loro radici nel Basso Medioevo, nel dodicesimo secolo il “Manzo ‘nfiocao”, in quello successivo il “Perdòn de Barbana”, ma anche il Festival della canzone gradese è a buon diritto una tradizione, perché i suoi canti “storici” sono ormai patrimonio consolidato della cultura popolare collettiva e specchio della nostra identità.

Quindi è corretto riconoscere sullo stesso piano una tradizione di carattere folclorico e di significato religioso, una di carattere civico-militare e di significato politico, una di carattere popolare e di significato culturale, nata più recentemente e giunta, con qualche forse provvidenziale soluzione di continuità, sino all’attuale quarantaseiesima edizione.

Ci sono poi canzoni che guardano al passato, altre al presente, alcune al futuro, osservano cioè la realtà da prospettive temporali diverse.
Pur avendo ottenuto quest’anno il maggior numero di consensi una canzone rivolta a usanze della seconda metà del secolo scorso, la maggior parte dei testi dei motivi in gara in questa edizione sono orientati al presente e rispecchiano la realtà dell’attuale società con i suoi problemi e, a livello individuale, le criticità psicologiche nella vita affettiva di coppia, intesa in senso ampio. C’è allora più bisogno di amore che di speranza nei giovani? C’è più attenzione all’oggi che al domani? Mancano dunque le aperture, le prospettive?

Sicuramente il quadro della situazione, analizzandone i contenuti, risulta complesso, varie sono le esperienze soggettive, ma comunque quasi tutte riconducibili al concetto di “liquidità”, come caratteristica dei sentimenti, e quindi all’instabilità emotiva, che genera insicurezze e fonda il bisogno di una certezza affettiva. 

Ne è sintomo, innanzitutto, l’avverbio “’Ndola”: ben due autori lo hanno scelto come incipit dei loro testi ed è una domanda di senso smarrito, nell’analisi introspettiva degli errori commessi, del significato di una presenza o di un’assenza. C’è poi il tema della “fregola”, che richiama il concetto delle “stienzere” della scorsa stagione, che ne ha visto il trionfo a diversi livelli: le cose semplici, piccole, gli attimi stanno a significare il bisogno dell’essenziale, dell’ “essere pienamente soddisfatti di vivere con poco”, ma anche la mancanza di unitarietà, lo spezzettamento delle vite, briciole e frammenti di esperienze di superficie in termini relazionali ed affettivi.
Insomma, un festival “liquido”, espressione di una società “liquida”, a scapito probabilmente della “graisanità”.

In questo senso, è inutile chiedersi se il Festival rappresenti una tradizione banale o una continuità innovativa, perché esprime semplicemente un momento difficile, con oscillazioni in avanti e all’indietro, fughe nel bisogno di ricostruire relazioni naufragate, decisioni sofferte e laceranti, insuccessi conclamati sul piano umano ed affettivo, vuoto, delusione, autostima ai minimi storici, rimorsi e rimpianti, incapacità di scelte coraggiose ed integrali.
Se il Festival è riuscito ad esprimere tutto questo, è veramente un ritrovarsi nell’autocritica, per riprendere un cammino comunitario marcato da una crisi sociale di fondo, ma anche dalla fiducia in un benessere futuro, in un rischio esistenziale che apra nuovi spiragli al dialogo, all’accoglienza reciproca, alla condivisione, nuove aperture all’altro e all’altra, amico o sodale di viaggio o di avventura o di una vita.

Le risposte e le proposte degli autori sono molteplici. 
Seba e Gian cercano l’origine e la motivazione dell’errore (“perché de un momento a ‘l oltro duto xe ganbiao”);
Riccardo accusa un’assenza (“Tu son ‘ndagia via da la vita mia”); 
Giovanni e Domenico sublimano l’affezione ad un’atmosfera stagionale, che invita a “stâ insieme tra de noltri”;
Roby e Mabel risalgono all’inizio dell’esperienza affettiva adolescenziale e alla magia dell’innamoramento e de “al primo baso”
Alessio e Marzio minimizzano gli eventi tristi (“Sintiminti…tracanai…e spuai”) e si volatilizzano nel vento per provare “una fregola de zogia”
Alberto con Gianni apre ad una speranza nuova la voglia di navigare (vivarè felisse l’ultima mia stagion”;
Marco e Francesco diffondono fremiti di tradimento, di abbandono, di pianto (lasseme ‘ndâ”); Andrea propone digressioni spaziali, surreali, “fra una làgrema e un soriso…per scanpâ de questo mondo”;
Niki sostiene che l’amicizia vera è solitudine condivisa per le “mamole moderne…amiche per sempre”, desiderose di ripartire;
Gabriele e Andrea esprimono voglia di ricominciare, di rinascere grazie a “un soriso novo”, a una nuova favola;
Stefano non rinuncia ad un estremo, improbabile tentativo di riconciliazione, in una “storia ‘ndagia a tochi”.

E Nevio e Giulia? Sono al di fuori di tutto questo?
No assolutamente, sono loro, padre e figlia, figlia e padre, innamorati di un rapporto vero, che testimoniano la gioia e la complicità della vita affettiva, e lo fanno con una canzone “scanzonata”, spiritosa, fuori dagli schemi narrativi e dai ritmi consueti, non piangendo, ma ridendosi ironicamente addosso ed attirando la sim-patia (e i voti!) del pubblico per l’originalità controcorrente di un legame valido e sincero, stabile ed appagante. Non si tratta di una “furberia” , ma di un’intelligente proposta di un modello positivo, riuscito, nel clima desolato di crisi di identità e di ruolo e di fuga dalla concretezza, che caratterizza la nostra società e che il Festival 2012 ha, consapevolmente o meno, trasmesso. Questa coppia inedita diventa l’emblema del successo nella festa e nella vita e suggella le radici di un legame autentico. In questo senso rappresenta sia una formula sociale tradizionale sia una prospettiva significativa rivolta al futuro, perché i rapporti saldi e lievi non sono “zu Vermieten”.

matteo marchesan


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07 maggio, 2012

Contatto














Oggi è una bella giornata, sono stato contattato dal mio omonimo blogger di Grado (Spagna) nelle Asturie Spagnole.

Questo il suo messaggio:


Ciao amici Enio di Grado, il mio nome è Javier( directore giornale www.gradonoticias.com) io vivo in provincia di Grado situato nel nord della Spagna, MI piacerebbe molto se mi puoi inviare un video saluto del grado dell'Italia. Se potete essere da qualche parte nizza di grado, porto. Esempio: Salve dal grado in Italia,mio nombre Enio è un piacere per me di inviare un saluto a Javier e tutte le persone di grado nelle Asturie e anche per i lettori del giornale www.gradonoticias.com Per inviare il video alla nostra e-mail: general@gradonoticias.com

L'obiettivo è quello di diffondere e promuovere il grado di Italia con il nostro grado di Spagna an nostra web:www.gradonoticias.com

il loro video  promozionale è a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=FF6VS6YTPtU

io gli ho risposto via mail proponendogli un paio di video su Grado tanto per tenerli caldi.

Ha,  il mondo è grande ma qualcuno che ti somiglia lo trovi sempre, se potete scrivetegli.
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06 maggio, 2012

Grado- Il Castrum




 Un rapido, preciso lavoro di ricostruzione storica del Castrum gradese da parte di Luciano Cicogna che può interessare tutti per capire qual' era un tempo la nostra Città.

In fondo saremo anche "gui" ma ne vemo un monte de serie A.
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05 maggio, 2012

Semo proprio "Gui"


Il "go" in lingua -ghiozzo- è un pesce essenzialmente lagunare la sua vita è circoscritta tra le barene del"Palù".

La scarsa considerazione che ha il pescatore sulla sua furbizia -tu son proprio un go- è dovuta alla facilità con cui si fa catturare sia con la pesca a mano "pescà in guina" sia con le nasse calate "lescae co 'l granso" sulle distese di fanerogame lagunari "le aleghe".

E' poco considerato come bontà di carni, ma sbagliano, è ottimo in fritto e soprattutto diventa fantastico in risotto.
L'unica condizione è che sia freschissimo perchè di facile deperibilità vista la sua frequentazione dei fanghi lagunari.

Gli esemplari più piccoli vengono usati come esche vive per catturare branzini o rombi, per questo motivo,le eccessive catture degli esemplari più giovani oltre al progressivo depauperamento delle distese "de pavarina" suo abitat naturale, si è verificato un serio diradamento della sua presenza in Laguna, dove sverna scavando tane profonde (le guine) sino ad un metro.
 

Negli ultimi tempi c' è stata una trasposizione in termini, considerata la progressiva scomparsa del titolare pesce, i veri "gui" siamo considerati noi gradesi vista la frequenza con cui ci inchiappettano senza reagire.

Semo proprio gui. 

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