24 novembre, 2009

Molluschi - I Bulli (bucai)



Incontri in mare.

Un agglomerato bianchiccio, attaccato alla ventia del vivaio, sembra una spugna e invece sono nidi d'uova fabbricati dai Murex Trunculus nei quali il mollusco depone una grande quantità di uova.

Il Bullo o Murice tronca, è un mollusco gasteropode con una conchiglia robusta munita di prolungamenti gibbosi.

La specie murex trunculus (di murici si conoscono circa 250 specie) ha colorazione esterna tendente al bruno.

La riproduzione Avviene nei mesi primaverili.

Il Murice è uno dei molluschi marini più conosciuti fin dall’antichità per la tinta che I Fenici di Tiro, con uno straordinario procedimento di lavorazione, ricavavano dai Murex .
La loro celebre “porpora”, per tinteggiare le preziose lane di imperatori, sacerdoti e patrizi romani, era richiestissima.

23 novembre, 2009

Le nuove Terme


Siamo tutti in attesa di conoscere i progetti che concorreranno alla gara per la costruzione delle nuove Terme Marine di Grado, per noi rappresentano l'occasione di un rilancio come località turistica, qualificando l'offerta e adeguandola ai nuovi modi di far turismo, che chiede servizi all'altezza.

La gara per il progetto delle nuove terme che si sta partorendo, ha precedenti internazionali che partono da lontano nel tempo, a dimostrazione della necessità, da sempre, per Grado di avere una struttura specializzata moderna e funzionale.

Scartabellando tra vecchie cose ho trovato questo progetto (vedi foto) dell'Architetto Karl Ehn di Vienna che giovanissimo nel 1908 affrontò il problema delle terme con una tesi di laurea intitolata "Sistemazione dei Bagni di Grado" lavoro brillante e per l'epoca modernissimo.

L'architetto viennese a dimostrazione del suo valore continuò la sua carriera divenendo uno dei più famosi professionisti austriaci realizzando il Karl Marx Hof di Vienna.

22 novembre, 2009

Tempi moderni



Un tempo sposarsi era faccenda faticosa e seria (vedi la fotografia sembra siano a un funerale), c'era una procedura da seguire e dei muri da superare.
Primo- avvertire la madre dello sposo che doveva approvare (radiografia della sposa e relativa famiglia),
Secondo- ovviamente affrontare i genitori della sposa (radiografia dello sposo e relativa famiglia)
terzo- avvenuto il fidanzamento, le uscite erano programmate con i parenti e sotto gli occhi di tutti, ma superate le forche caudine dei parenti potevi programmare la tua vita insieme.
Lo sposalizio in chiesa con passeggiata in piazza con i parenti a fare coda.
Insomma una faccenda seria e duratura

Oggi lo sposarsi non è di moda, ci si mette insieme e i genitori in genere sono gli ultimi a saperlo.
Una nuova filosofia del vivere in comune, la convivenza.
Compagno o compagna sono i nuovi termini per indicare il tuo doppio, manca solo l'inno Internazionale.
Poi l'allegria (vedi foto), è una componente essenziale dello stare insieme moderno, bicchierata tra amici nel solito bar, chiacchere con le amiche per aggiornarle sull'improvvisa decisione.
Giornate di passione e grandi feste almeno inizialmente, sinchè dura la passione, poi alle prime difficoltà e incomprensioni, ciao, ci si molla a muso duro -e via senza pensarci.
Vai di bordello in bordello e che si fa degli eventuali figli?
Odio eterno, cattiverie, coinvolgimento dei genitori (ora si!).
Insomma una cosa dolorosa e seria, ma non duratura.

Insomma sposarsi o convivere è sempre una cosa seria, ma che volete i tempi sono cambiati, sono tempi moderni.

21 novembre, 2009

L'Isola d'Oro


La foto, dei primissimi anni '30, mostra Grado in pieno sviluppo turistico senza forzature e con il dente della scogliera, costruita per riparare il canale d'accesso al porto, da cui nascerà la spiaggia vecchia o Costa Azzurra, che con questo si dimostra di gran lunga più giovane di quella nuova.

Grado in quegli anni era l' Isola d'Oro e tutti noi credevamo ci si riferisse al sole, solo dopo tanto tempo scoprimmo che si trattava di ben altro e il termine era proprio letterale - Oro in senso di denaro, sic!

19 novembre, 2009

I fantasmi gradesi



Da studi demografici attendibili risulta che entro il 2050 i gradesi autoctoni scompariranno del tutto o comunque diventeranno numericamente inferiori ai "foresti".

Già ora il dialetto è in completa defaillance (termine derivato dagli occupanti francesi) e parlato interlacciato con termini in lingua o addirittura inglesi (a ricordo del rogo del Comun) e destinato a corrompersi sempre più visto che le mamme pretendono la parlata in lingua dai loro pargoletti.

Qualcuno tenta ancora di difenderlo o perlomeno ricordarlo ma è sempre più complicato per le interferenze triestine e friulane nella parlata comune.

Fatto sta che, dopo la migrazione forzata di quasi 1000 nostri concittadini verso i comuni limitrofi causa i prezzi impraticabili degli immobili a Grado, l' età media si è alzata di colpo e quelli che possono dire "nato a Grado" ormai sono ben pochi.

Finirà che Grado antica e anche la storia della nostra infanzia saranno oggetto di studi di antropologia (a proposito ho collaborato con una ragazza veneziana che ha fatto una tesi di laurea sull'antropologia gradese) e di etnologia che faranno ricostruzioni ardite e fantasiose sulla vita sociale e culturale degli abitanti di questo lembo de "sabion" strappato al mare e abitato all'epoca da protoveneti romanizzati.

Diventeremo fantasmi, ricordi, memorie; a questo punto sarebbe bene, seguendo l'idea in corso a Venezia raccogliere il DNA dei pochi rimasti per eventualmente clonarli in futuro.

18 novembre, 2009

Gasparino Lugnan


Qualche volta è tempo di pianto e di ricordi tristi, in questo caso ricevo da Leonardo Tognon la notizia di una serata di sport dedicata ad un amico prematuramente scomparso, è giusto ricordare.

“In ricordo di Gasparino Lugnan”
questo il tema di una sera che gli amici hanno inteso dedicare alla memoria per la recente scomparsa dell’amico Gaspa.
Si è formato d’incanto nel nome dell’amicizia e del basket il “Dream Gaspa Team Grado” che si è dato appuntamento per il primo incontro – ritroviamoci assieme.

Sono gli amici della giovinezza, gli atleti del campo di basket, amici del playground-(campetto della Casa Balilla) che assieme a Gaspa dedicavano parte della loro giornata al basket, amici delle calssi ‘62-‘63-‘64 che alla palestra di Aquileia si sono ritrovati per una partitella in ricordo.

Gasparino Lugnan, Gaspa per tutti noi amava lo sport, praticato e urlato dala tribuna: un bel numero 4 o 5 nei quintetti giovanili, un tifoso che ha sostenuto l’ApGrado nel periodo della promozione e serie D anche nelle trasferte in terra veneta, un tifoso del calcio, ultras dal cuore gentile, interista sfegatato ma sincero, per tutti un amico.

Ed ecco l’idea di ricordare con il sorriso sulle labbra e con una partitella di basket, senza tanto clamore, ma con tanta amicizia.

Alla fine la pizza tutti assieme, la chiaccherata, la risata, il ricordo, tutto in grande normalità. BRAVI.

La notizia si cela nella semplicità nel non clamore

Nella foto storica i protagionisti in piedi : Maurizio Cacciavillani ( atleta bivalente duplice veste di giocatore e arbitro), Sandro Toso ( infaticabile e silenzioso come un pesce…), Daniele Pizzignacco (un diesel), Dario Monferà ( metodico), Paolo Zulini (un elegante plash pivot), Gian Regolin (il talento che ci ha deliziato con le sue bombeeeeeeeeeeeee),Alberto Cicogna (meticoloso, preciso atleticamente in ordine), Aloisio Bellan (super atleta ), Giuseppe Corbatto (piedi sempre rivolti a canestro) –
Accosciati : Aldo Guzzon ( no ha perduto lo smalto di un tempo), Marco Pigo (diligente con spirito calcistico) Marco Polo ( metodico – ragionieristico).

Bravissimi ragazzi e ognuno mantenga nel cuore il pensiero di Gaspa ( chissà cosa avrà detto da lassù), e la voglia di replicare il prossim anno Ad Majora.

Leonardo

16 novembre, 2009

La Mula di Muggia - La Mugia


La serie di grandi banchi di sabbia davanti alla Pineta, al largo a circa 1,5 miglia dalla costa, hanno nome "la Mula di Muggia" o in gradese "la Mugia"
Formatisi per il gioco di correnti marine che spingono le sabbie provenienti dall'Isonzo verso ovest formano una formidabile barriera che difende la pineta dallo scirocco, con l'effetto collaterale però di provocare l'impaludamento della parte terminale che finisce con la spiaggia di Pineta.

Grandi depositi di molluschi di tutti i tipi, ma soprattutto di vongole e capelunghe, sono stati per decenni il luogo di lavoro per le nostre mamme e nonne che integravano così i magri guadagni degli uomini in mare.

Ma quello che incuriosisce è l' origine del nome Mula di Muggia.

Una risposta pragmatica la da il Dott. Ferruccio Degrassi, descrivendo il dorso di mulo (mula) che forma il lato terminale del grande dosso e la direzione del dosso da Grado verso Muggia guardando dalla diga del paese.

Una risposta più romanzesca e tragica la da la tradizione orale popolare che racconta della tragedia di un padre muggesano che portava un carico di vino a Grado accompagnato dalla figlia sedicenne e naufragato per un improvviso temporale sui quei banchi esterni.

Lui si salvò ma perse la figlia che non fu mai più ritrovata, da cui la dedica del nome Mula di Muggia.

Questo giustifica le storie raccontate delle nostre nonne per metterci paura e al soffiar della bora ci dicevano che gli spiriti del mare urlavano con rabbia su la Mugia e di fare i bravi altrimenti sarebbero venuti a prenderci.

15 novembre, 2009

I Crociati


Nuova moderna crociata in difesa della croce sulle pareti degli edifici pubblici.

Povera croce, usata e ridotta a megafono per una chiamata alle armi contro i barbari (nessuno ricorda che la causa promossa alla Corte Europea è stata firmata da una famiglia italo/finlandese), barbari nemici dei cristiani e presto individuati (per agitare la muleta davanti al naso delle masse) negli immigrati non integrati.

Si invocano le radici cattoliche ma oggi, quando si parla di radici, non è per unire, ma per separare.

Le radici cristiane tanto invocate da tutti a tutela della nostra tradizione impediscono di vedere in altri il volto di quel (povero) Cristo davanti alle cui immagini piamente ci s'inchina.

Poveri cristi sono i licenziati cui nessuno bada, derisi con la corona di spine dell'indifferenza e, addirittura, dell'inesistenza; di loro non si parla, anzi, la crisi sarebbe addirittura finita: la loro vita, quindi, non è una croce.

Gente che aspetta gli stipendi da mesi... come se fossero fatti d'aria".
"Fatti d'aria", un'immagine forte proprio per il suo evocare l'inconsistenza; eppure l'aria è presente, l'aria fluttua, cova, scalcia, strepita, grida.
L'aria può esplodere e, realmente, distruggere tutto.

Poveri cristi sono i precari della scuola che, giunti stracciati alla soglia dei cinquant'anni, mai potranno sperare in un posto fisso.

Poveri cristi sono i giovani e i senza diritti, la nostra società esalta astrattamente la gioventù (esiste anche un Ministero apposito) ma annichilisce i giovani; spezzandone i sogni, decurtando loro le future pensioni, costringendoli a navigare a vista nel mare fangoso d'una quotidianità avvilente, consci che nulla potrà cambiare, che la parola futuro è loro preclusa.

Povera crista è quella democrazia in agonia, picconata dalle leggi ad personam e da aggressioni.
Aggressioni alla collettività di cui la cronaca dovrebbe essere piena.
Ma ben altri, invece, sono gli argomenti gridati quotidianamente dai media.
Parola d'ordine, la mancanza di parola.

Poveri cristi sono i milioni di morti per fame, un record negativo mai toccato da settant'anni a questa parte.

Si sostiene che la speranza può arrivare dalle donne.

Ma le donne sono le povere criste per eccellenza. una donna non è nemmeno degna di rappresentarlo, il crocifisso; per la sua stessa natura, peccaminosa e imperfetta, ne è esclusa.

La croce non si appende alla parete la si porta o la si aiuta a portare con animo cristiano.

13 novembre, 2009

In Mare

Qualche volta è una gioia essere al lavoro. video

12 novembre, 2009

Il Calendario 2010

Come ogni anno, il mio calendario.

Cliccare sull'immagine per ingrandire


2010 - Solitudini


11 novembre, 2009

I nomi delle Vie


Capita a volte di trovarsi in viuzze poco praticate e ti scappa lo sguardo sul loro nome,
è successo per caso, Via Gramaticopulo.

La stranezza della dedica ad un personaggio con un cognome poco comune a Grado e apparentemente avulso alla storia paesana che conosco mi ha incuriosito e spinto a cercarne l'origine.

Sorpreso scopro una parte di storia locale quasi dimenticata della 1^ guerra mondiale:

Gli aviatori a Grado, la loro gioventù e l'inesauribile fiducia i se stessi, la simpatia, il loro farsi voler bene dalla popolazione civile così provata dalla guerra e disorientata dai cambiamenti di fronte, il loro ardimento (già volare con quei catorci di legno e tela era ardimentoso) insomma il meglio della gioventù italiana continuamente in missione di guerra.

La via Gramaticopulo, una viuzza nei pressi del Castelletto è stata dedicata ad uno di questi aviatori ardimentosi.

Ernesto Gramaticopulo di Capodistria, volontario dell'Esercito Italiano con base a Grado fu abbattuto nel giugno del 1916 nel cielo della sua città Capodistria, dalla difesa contraerea.

Il suo sacrificio è stato ricordato con la dedica di questa via vicino al suo mare.

10 novembre, 2009

Lurker e Anonimi


Lurker, ovvero il lettore che si tiene defilato e si guarda bene dal dare segni della propria presenza.

È la regola dove il canale di comunicazione è passivo, ma è un comportamento che non va bene con la vitalità delle zone abitate della Rete, dai siti personali ai gruppi pubblici di discussione.

Questo mio spazio è nato per registrare miei pensieri e le poche conoscenze che ho e soprattutto per marcarlo con immagini (alle volte parlano) che siano il più possibile adeguate al contesto scritto.

Il passar del tempo e la naturale curiosità mi ha portato a vedere se il blog funziona, se c'era un pubblico, per quanto minimo, e con i primi commenti la gioia di sapere che avevo aperto un canale di comunicazione.

I commenti sono il sale di questo sistema di comunicazione.

Allora fateli!

Le regole sono semplici:
Palesatevi come anonimi!!!
voi accaniti lettori che non avete mai commentato su questo blog
voi sporadici lettori che non avete mai pensato di lasciare un commento su questo blog
voi che leggete questo blog per puro odio, per puro amore, ma vi vergognate di scrivere qualcosa nei commenti
chiunque ami la f... può lasciare un commento
(visti i tempi) chiunque non ami la f... può lamentarsi lasciando un commento

09 novembre, 2009

Il Pontile di Belvedere



Leggo dell'impegno preso dall'assessore comunale Elisa Polo, e la disponibilità dei fondi necessari per i lavori d'escavo dei canali principali della laguna e di quelli utili per la navigazione lagunare, senza dover attendere il solito miracolo della Madonna di Barbana, e soprattutto della concertazione dell' Assessore con il Commissario per la Laguna per lo smaltimento dei fanghi di risulta in vasche di decantazione opportunamente preparate allo scopo, il vero ostacolo ad ogni intervento sinora prospettato.

Bene, molto bene!

La situazione è ormai arrivata ad un punto molto pericoloso per la navigazione:

La foce d'ingresso in certi punti con la bassa marea non supera 1,90 mt.

La Litoranea Veneta nel tratto del Canal Novo è impraticabile se si superano 0,60 mt.,
un canale segnato su tutti i Portolani come navigabile Sic.. (hanno messo un cartello Bassi Fondali e se ne sono lavate le mani),

Il Canale di Barbana è ad uso miracolo annuale,

I canali interni si stanno tombando, uno in particolare mi sta a cuore per motivi affettivi e storici;
il canale di Belvedere, frequentabile sino al Ponte della Figariola e poi tombato completamente al punto da far chiudere una prospera attività di rimessaggio e posti barca per l'impraticabilità del canale d'accesso, in un momento dove tutte le energie vanno concentrate e ottimizzate è un peccato che un canale che percorre tutte la strada lagunare sia dismesso all'uso turistico e dire che è attivo sin dal 1895.

08 novembre, 2009

L' Acqua



Ci mancava questa, stanno privatizzando l'acqua, il Senato ha approvato una legge che pur con un compromesso ha dato la gestione di una delle risorse fondamentali della società ai privati.

A chi appartiene l’acqua?

È una proprietà privata o un bene pubblico?

Quali diritti hanno, o dovrebbero avere, le persone?

Quali sono i diritti dello Stato?

Quali quelli delle imprese e degli interessi commerciali?

Nel corso della storia tutte le società si sono poste questi interrogativi fondamentali.

Oggi con una crisi planetaria dell’acqua, che minaccia di aggravarsi nei prossimi decenni, invece di fare fronte comune e sistemare le mancanze delle società pubbliche di gestione che provocano una perdita di risorsa a livelli inimmaginabili, si provoca il peggioramento della crisi con nuove iniziative per ridefinire i diritti sull’acqua, accettando così la sconfitta del sistema pubblico, i nostri rappresentanti politici si dichiarano sconfitti per conto di tutti noi.

L’economia globalizzata sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può estrarre e commerciare liberamente.
Le grandi multinazionali chiedono la rimozione di tutti i vincoli e delle normative sull’uso dell’acqua e l’istituzione di un mercato di questo bene.

Con la globalizzazione e la privatizzazione delle risorse idriche, si rafforza il tentativo di erodere completamente i diritti dei popoli e rimpiazzare la proprietà collettiva con il controllo delle grandi aziende.

Il fatto che al di là dello stato e del mercato esistano comunità di persone in carne e ossa con bisogni concreti è qualcosa che, nella corsa, alla privatizzazione, viene spesso dimenticata.

I diritti all’acqua come diritto di tutti non nascono con lo stato: sono diritti naturali, quelli dell’acqua sono diritti di usufrutto; l’acqua può essere utilizzata ma non posseduta.

Chi lo va a raccontare ai nostri vecchi, a spese loro-del Comune di Grado- hanno scavato un pozzo artesiano nel 1900 avendo finalmente in questa nostra sballottata Isola l'acqua pubblica con grande gioia e festa di tutto il paese, che i loro sacrifici sono andati perduti e che per protestare per i disservizi non ti rivolgi più al Sindaco ma a un call-center (probabilmente indiano, costano di meno).

Nella foto il lavatoio nel 1920

05 novembre, 2009

La Bavisela- Associazione Culturale


Mi è capitato in mano una raccolta di Temi poetici riservati agli alunni della scuola elementare del 1982, letta la presentazione della sig. Mila Kiefer Tarlao con il groppo in gola ho avuto un flash-back di ricordi:
L'Associazione Culturale "La Bavisela" che dal 1980 interviene a sostegno della memoria, purtroppo labile, dei "graisani" agendo nel settore strategico dei bambini, spronandoli, divertendoli, riesumando giochi antichi in piazza (per una volta non virtuale) concorsi premio in lingua e in dialetto perchè le nostre radici culturali non vadano disperse ma attecchiscano, usando la fantasia, la forza e la rapidità dei giovanissimi.
Senza trascurare gli anziani, ricordandoli, coinvolgendoli in giochi e feste a loro dedicate.

Un gruppo di signore graisane fantastiche che senza chiedere nulla si sono fatte carico di pubblicazioni poetiche, di libri di perfetti sconosciuti a tutti fuorché a Grado.

Il loro motore è, ed è sempre stato, la signora Maria (stiata) Marchesan un vulcano di idee, inarrestabile sempre pronta ad aiutare tutti e che quando vede un gruppo di bambini sa, ancora adesso, diventare come loro, sintonizzarsi e farsi capire.

Come genitore di due di quei tanti bambini che Maria Stiata negli anni ha fatto divertire e aiutato a crescere correttamente donando loro la propria bontà e voglia di vivere:
Grazie

04 novembre, 2009

Alda Merini


L'immagine tratta da Broiolo è il sunto dell'umanità profonda di un essere umano aggredito dalla vita in mille modi.

Ha reagito con quello che sapeva fare meglio, la poesia, facendola diventare la sua ciambella di salvataggio, efficace al punto tale che lo è diventata anche per altri.

03 novembre, 2009

L' Ebreo Errante - L'Abreorante


da Wikipedia - "L’Ebreo errante è una figura della mitologia cristiana, un uomo ebreo che, stando alla leggenda, colpì Gesù lungo la via della Crocifissione e al quale fu data la maledizione di camminare sulla terra fino al tempo della Seconda venuta"

Nei miti nostrani L'Abreorante vaga soprattutto in mare aperto e compare uscendo da una fitta nebbia.
La sua presenza, pare, sia annunciata quando stormi di uccelli svaniscono.
Avvolto nel suo mantello nero si accosta alle barche con una ciotola mendicando un pò d'acqua.

I bambini cattivi sono avvertiti, potrebbero vagare eternamente con lui.

02 novembre, 2009

Ricordo di Rodolfo Zuliani

Questo spezzone di video è stato girato tanti anni fa da Lorenzo Boemo (Pastor) io ne ho estratto la parte che riguarda Rodolfo Zuliani, grande personaggio del nostro piccolo mondo, ormai purtroppo scomparso.

La poesia è di Biagio Marin.
video

01 novembre, 2009

Lunario di Novembre - P.P.Pasolini furlan


Per una volta, cambiando la regola del "graisan", il Lunario viene dedicato ad un foresto, ma il nome lo giustifica, P.P. Pasolini.

Sembra impossibile ma a Grado bastano 5 chilometri di strada lagunare per passare ad un estero linguistico quasi incomprensibile per noi , la Furlania e "al furlan".

Ho aggiunto anche il testo in lingua, anche se secondo me varrebbe la pena di sforzarsi di capire il testo originale in friulano molto più efficace e godibile della traduzione in italiano.

Lùnis

Timp furlan! Na scussa umida di sanbùc,
na stela nassuda nenfra il fun dai fogolàrs,
na sera pluvisina - un pulvìn di fen.
tai ciavièj o in tal sen di un frut
châ al ven sudàt da la ciampagna
ta la sera rovana.

Lunedì.

Tempo friulano! Una scorza umida di sambuco,
una stella nata in mezzo al fumo dei focolari,
in una sera piovigginosa un pulviscolo di fieno
nei capelli o nel petto di un ragazzo,
che viene sudato dalla campagna
nella sera infuocata.

(da La meglio gioventù 1954)

30 ottobre, 2009

Mi ricorda qualcuno







Qualcuno lo conosco!

29 ottobre, 2009

Posto fisso


Come tutto nella nostra Società, sono in evoluzione i mezzi adibiti alle onoranze funebri.

Nella foto l'ultimo urlo per motociclisti.

Anche gli epitaffi si stanno evolvendo ed adattando alla situazione odierna, il più gettonato è:

Dopo anni di precariato, ha trovato il posto fisso

28 ottobre, 2009

Domenico Sponza-Mimi- e l' UBoot 20



Grado durante la 1 Guerra Mondiale fu teatro di molte battaglie, una di queste nel 1918 fu uno scontro tra sottomarini, l'Uboot 20 austriaco e l' F-12 italiano.

L'Uboot ebbe la peggio e affondò.

Molti anni dopo, nei primi '60, un peschereccio impigliò le reti sul relitto e per recuperarle trasse a riva dei resti di un'unità da guerra.

Incaricata dell' esplorazione e dell'eventuale recupero fu la Ditta specializzata in recuperi subacquei Sebastiano Zuberti-Mimi Sponza.

La notizia che assieme al relitto furono rinvenute le salme di 18 marinai austriaci, recuperate dai due coraggiosi subacquei, fece il giro d'Europa e per diverso tempo a Grado i riflettori della stampa austriaca e tedesca rimasero accesi.

Nel 1962 le salme furono restituite ai loro familiari al confine Italo-Austriaco e poterono tornare in patria a riposare.

Domenico Sponza (Mimi) fu insignito della Croce d'Argento austriaca.

Mimi Sponza uomo coraggioso, subacqueo e esperto in esplosivi si adoperò per bonificare Grado da tutti i bunker costruiti durante le guerre oltre al recupero di di navi e due fortezze volanti americane.
Messosi a riposo aprì un bar accanto al Mercato Ittico e lì si potevano sentire le sue storie e vedere quello che gli era rimasto dal recupero dell' UBoot-20 un timone e un orologio marino ancora funzionante dopo 50 anni sott'acqua.

27 ottobre, 2009

Uomini anonimi e pesci personalizzati


Globalizzazione fa rima con spersonalizzazione.

Milioni di volti anonimi, il nostro mondo così moderno mi sembra solcato da sterminate masse che si muovono in tutte le direzioni, ma è una molteplicità indefinibile e indefinita.
In tanti uffici e fabbriche si attaccano sulla giacca la targhetta col nome per ricordarsi e ricordarci che sono delle persone.

Nel nostro strano mondo, per i pesci succede giusto il contrario, si personalizzano sempre di più.

Tu vai in una qualsiasi pescheria in tutta Italia ogni pesce ha la targhetta e si presenta, orata pescata in zona ittica Fao 37.1, branzino pescato in Istria B7, sgombri e sardelle di Grado, Mediterraneo- Italia.

Avanti di questo passo in un tripudio di personalizzazioni sempre più mirate (per la salute pubblica e la garanzia della filiera di pesca) fra qualche anno sul piatto ci ritroveremo la coda di rospo Sebastiano e la vongola Maria, allora voglio vedere chi avrà il coraggio di aprire la bocca e masticare.

26 ottobre, 2009

Guardando la Laguna: Erbe e Piante


Le Piante e le Erbe Lagunari,
Girare in laguna e riconoscere poca della varietà di vegetazione che ci circonda è un peccato, con l'aiuto dello studio effettuato dal M. Alberto Corbatto pubblico un' elenco abbastanza completo delle diverse piante ed erbe che si possono trovare facendo una passeggiata tra gli argini e le mote lagunari.

Molte delle specie, qui citate, sono poco conosciute, specie nella parlata gradese, ma hanno consentito ai nostri antenati di sopravvivere in un ambiente ostico come quello lagunare dove l'agricoltura è quasi impossibile da praticare e ci si deve affidare alla conoscenza del suolo e dei suoi prodotti selvatici.

La lista delle erbe e piante che crescono in laguna di Grado è indicata con l'etimologia gradese, italiana e latina.
Ovviamente la parte, per me, più interessante è l' etimo gradese che, tratto dallo studio effettuato dal Maestro Alberto Corbatto, mi consente di consolidare le mie radici, profonde, di "graisan".

Piante ed Erbe Lagunari
: La nomenclatura latina è corrispondente a quella di A. Fiori

I) Abisinsio: assenzio (Artemisia Absinthium).
2) Adrepo: spinacio marino (Atriplex laciniatum).
3) Agasso o agas: Robinia (Pseudo acacia).
4) Alega: alga.
5) Aleghe: alghe (Posidonia oceanica), (Zostera marina).
6) Aleghe: alghe (Zostera marina L.). (Queste alghe in associazione formano praterie di molere).
7) Astri setembrini: astri (Aster tripolium). 8) Astri zali: inula (In ula Chritmoides).
9) Baro: vegetazione marina (Vaucheria).
lO) Bleda: bieta (Beta vulgaris).
11) Brugnolo: prugnolo (Prunus).
12) Campanela: convolvolo (Convolvolus arvensis).
13) Cana burlanega: canna gentile (Arundo Donax).
14) Canèo: canna di palude (Arundo Phragmites).
15) Dente de leon: tarassaco (Taraxachum officinale Weber).
16) Erba cordela: erba brindela o nastro (Phalaris arundinacea).
17) Erba de cali: erba da calli (Sedum fabaria).
18) Erba de late: euforbia (Euphorbia Characias).
19) Erba de la Madona: tanaceto (Chrisantemum vulgare).
20) Erba gata: erba gattaria (Nepeta cataria).
21) Erba Luvìgia: giulia (Achilea ageratum).
22) Erba grassa: erba grassa (Sedum rupestre).
23) Erbarosa: geranio rosato (Pelargonium roseum).
24) Erba Spagna: erba medica (Medicago sativa).
25) Erba miseria: erba miseria (Commenina communis).
26) Erba volàiga: alga in genere.
27) Fior de tapo: statice (Statice limonium).
28) Gramagi: groppi di rizomi di alghe affioranti sulla superficie del mare (Ruppia maritima), (Zostera minor Nolte).
29) Grula: giunco spinoso (Iuncus acutus).
30) Legno dolse: dujcamara (Solanum dujcamara).
31) Maiera: [fondale marino coperto da una distesa di alghe (Posidonia oceanica), (Zostera marina).
32) Mora de spinada: rovo (Rubus fruticosus).
33) Olmo: olmo ( Ulmus campestris)
34) Papavero zalo: papavero giallo (Glacium flavum Grantz)
35) Pavera o pavero: paviera (carex riparia)
36) Rasparela: coda cavallina (Equisetum arvense)
37) Salata de mar: lattuga di mare (Ulva lactuga)
38) Santonego: santonina (Artemisia coerulescens)
39) Spareso de spinada: asparago selvatico (Asparagus acutifolius)
40) Tacacavili: lappola ( Xanthium italicum)
41) Talpon: pioppo bianco (Populus alba)
42) Tamariso: Tamericio (tamarix gallica)

25 ottobre, 2009

Pellegrini della Fede- In Nome di Dio

Vie di transito che attraversano il territorio del Patriarcato Aquileiese dai monti al mare e assicurano il collegamento sacro con Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela, una fitta rete di percorsi che servivano prima per gli scambi commerciali, poi per il passaggio di eserciti e alla fine ai pellegrini in cerca di sublimazione e purificazione interiore.

Pellegrini solitari o in gruppo spinti dalla fede, un via vai incessante, sentieri segnati da tracce e indizi misteriosi che solo i fedeli riuscivano ad interpretare e che il tempo non è riuscito a nascondere del tutto.
La Via della Fede.

Questo video nasce editato da spezzoni di produzioni realizzate dalla Regione Friuli Venezia Giulia. video