Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

27 marzo, 2017

Una scuola di Vita-Benito Zollia



E' bello avere conoscenze amicali con persone di grande livello e rilievo, che non se la tirano troppo per quel che sono e soprattutto grandi amiche della nostra Grado.

E' il caso della conoscenza che ho con   Benito Zollia, grande imprenditore di Gorizia dal glorioso passato cestistico (era un azzurro e questo me lo rende ancor più simpatico) e  grande innovatore nel settore della micromeccanica di precisione  con la sua Brovedani Group spa.

Un uomo di grande cultura, divertente, sereno e perfettamente a suo agio in una Grado che frequenta da 60 anni.

L' occasione per ricordarmi di lui è stata l' aver avuto la pubblicazione che ha commissionato per onorare la sua vecchia scuola l' Istituto Professionale "Cossar" di Gorizia.

E' raro che ci si ricordi delle scuole d' origine ancor più raro onorarle con pubblicazioni d' interesse culturale come fatto da Benito Zollia che a proposito dice:

Il tempo fa emergere le cose che contano: quelle che ci hanno indicato una strada verso scelte decisive.
A volte sono esperienze della nostra giovinezza, il cui valore prezioso ci sfuggiva in quegli anni veloci e impazienti.
La loro impronta resta tuttavia.
E' un vago disegno che portiamo dentro di noi e solo la lente della distanza lo può mettere a fuoco, nel suo più profondo significato.






Oggi  è già ieri, ma senza l' ieri ci sarebbe un domani?

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25 marzo, 2017

Viaggio Lagunare . El Faro



Vivere la Laguna significa mettersi in viaggio.
 E' un'avventura, un'intera vita vissuta in breve, perché il tempo a disposizione è limitato e le cose da fare, vedere, sperimentare e vivere sono innumerevoli, tutte racchiuse in quell'unico viaggio, ricco di emozioni nuove e ricordi che rimarranno per sempre. 
E' un accenno di vita che inizia nel momento della partenza, piena di ansia ma anche curiosità e aspettativa.
Il Percorso è caratterizzato  dalla presenza di pali, in rovere o castagno, che aiutano la navigazione nei difficili e tortuosi canali lagunari.

Le Bricole a palo singolo per la navigazione, le Carieghe a tre pali per segnalare biforcazioni del canale, le Mede a segnare l'accesso a una foce. 
In comune hanno che marciscono nella stessa maniera e più o meno negli stessi tempi, siano essi semplici o complessi.

Vermi, conchiglie, parassiti vari. 
Il sole e le acque salmastre li decompongono, alghe ed erbe li soffocano in abbracci mortali.

Disegnando con le parole un quadro incredibile il nostro poeta Biagio Marin così descrive la vita di un faro, dando vita all' inanimato e scrivendo una vera e propria poesia d'amore, una metafora della vita.


El Faro

Gera una volta, in meso del palù,
un faro vecio duto carolao;
la dosana lo veva colegao,
ma ben o mal el steva incora su.


Ma che bei timpi quili in zoventù
cò i lo veva piantao la sul canal,
vestio de rosso comò un gardenal
col sielo vasto e alto a tu per tu.



Che festa alora cussì drito e novo
per sfida messo a ninbi e fortunali;
duto 'l mondo riflesso in t'i fondali,
duto quel mondo belo 'l gera sovo.



Vigniva a gara i ciapi de corcali
su la so testa a coronalo in bianco;
elo, da re, el steva drito e franco
in meso al svolo dei bei vassali.



E 'l sol, che festa! e l'aqua, quanti basi!
che notade cò l'aqua verdulina!
basi la sera, basi la mantina:
e quela---.



Po, co la gera stanca, 'l palo rosso
specieva drento de ela la so fiama
e comosso al penseva: si la me ama...
e gera sogni in quel so cavo grosso.



Cussi sognando 'l se desmentegheva
dei nuoli colorai e de le stele
e no 'l vegheva più passà le vele,
perso in t'el baucà de la so freva.



E 'na vogia i vigniva tormentosa
de colegasse su quel' aqua queta;
ma l'aqua la diseva: speta, speta,
colorandosse duta de un bel rosa.



Colegasse su ela e puo 'ndà via
lontan, per sempre, fra i so brassi moli,
comò che 'ndeva via pel sielo i nuoli,
cò la luse festosa in conpania!



Senpre più zoso, senpre più sbandao,
senpre più stanco, senpre più sbiadio,
el vecio faro un dì ze 'ndao con Dio,
perchè l'amor lo veva consumao.

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23 marzo, 2017

Voglia di Leggerezza




Non avendo l' incombenza di salvare il mondo e sentendosi abbastanza tranquillo nel proprio Paese, in questo primo stralcio di Primavera, può capitare che uno si dedichi agli aspetti frivoli dell' esistenza.
E succede alle volte che  guardandosi allo specchio inorridisca del proprio aspetto e gli scappi la fregola di voler dimagrire anche perchè tra un pochetto, con il vestirsi leggero, non si nasconderà più nulla.

Che fare? La cura suggerita da un amico è a base di erbe, si insomma cose naturali come le tisane, quelle che fanno bene senza il concime tipico dei ritrovati chimici. 

Le cose naturali mi seducono, intrugli di foglie secche che fino a poco prima non avevo mai sentito nominare mi sembrano all’improvviso indispensabili. 

Come ho fatto a vivere fino a stamattina senza gli opercoli fitoterapici
Poco importa il fatto che se le raccogli da te costano zero ma che quando te le confezionano raggiungono rapidamente cifre a doppio zero. 

Uno dunque va lì, in erboristeria Al Benessere Naturale (Link), e si riempie la borsa di capsule, pastiglie, unguenti e tisane per una vita integrata. 

Gli integratori più richiesti in assoluto, che sono poi quelli su cui punto io,  sono quelli che sgonfiano, il ventre e non solo
via libera dunque al finocchietto, il carbone, il cardamomo, il timo e il macerato glicerico di ficus carica. 

Vanno assunti la mattina a stomaco vuoto, oppure mezz’ora prima dei pasti o la sera prima di coricarsi. 

Vanno portati in borsa e mai e poi mai vanno dimenticati, pena l’immediata perdita dei benefici. 
Se assunti con l’impegno necessario, tutti questi mefitici ritrovati naturali regalano la pancia piatta. 
Sì, te la regalano. 
Al prezzo simbolico di alcune centinaia di euro per una terapia completa. 

E solo se nel frattempo la smettete con gli insaccati, gli spritz, i fritti misti e se andate a camminare, correre, nuotare almeno 3 volte la settimana. 

Sudando molto. 

Credo che cambierò lo specchio.  
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21 marzo, 2017

"Lo sviluppo turistico agli Albori"...



Con l' arrivo della Primavera finalmente ci si prepara per la stagione turistica, ma  vediamo con le parole di Giovanni Marchesan "Stiata la partenza turistica  di inizio 1900:

 "Lo sviluppo turistico agli Albori"...

1900 l' acqua sgorgava liberamente ...ora l' Isola aveva tutti i servizi, 
i foresti incominciarono a costruire hotel, ville, giardini fioriti, il numero degli ospiti andò aumentando di anno in anno .....come i prezzi!
Finalmente gli indigeni del luogo, uscirono dal loro isolamento abbandonando la laguna, la pesca, il mare crudele.

Tutti scoprirono il turismo e......fu l'emancipazione per la nostra gente.
una nuova vita, l'emancipazione. 

"EMANCIPAZIONE!" 


Emancipazione... mai più pescator! 
Emancipazione... TURISMO...
Siam tutti...signor! 

Cù sbusa biliti...bareta fracàgia
Cù scava le buse, rastèla 'l sabiòn.
Un fà sù le tende, cù neta la spiaza 
Xe pronte le sdraio?-. Verzè 'l onbrelòn! 

Guardian de 'l albergo,trasporta valise
La camera neta... se volta 'l pagiòn! 
Cù smacia vistiti, cù stira camise.
Un lustra i utuni,un lava 'l salon! 

Emancipazione... mai più pescator! 
Tò stanghe de giasso, se'pronta i gilati 
Se spina la bira, prepara 'l frapè... 
Cù neta polastri, bransini e guàti. 

 Xe pronto 'l arosto?. Polpete per tre! 
E co'l vaporeto xe gita in laguna 
Cù porta in batela i siuri per mar 
E quando fà sera, co'l ciaro de luna...
Un canta, dò sona... per fa la zornà. 
Emancipazione... Mai più pescator! 
• 
Cù fita la casa, cù fita 'l caìcio 
Cù vende tirache, cù fà quel che pol. 
Un mostra le cese, un verze 'n uficiò 
Per vende calìgo... al posto de 'l sol! 

Emancipazione che bella parola 
Emancipazione... non più pescator! 
Evviva il TURISM0 che tutti consola 
Evviva il TURISMO .... siam tutti signor! 



Con queste strofe canzonatorie e foriere di verità Giovanni Marchesan "Stiata" descrive il passaggio dei "graisani" dalla condizione greve di pescatore a quella emancipata di cameriere.  
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20 marzo, 2017

Casse! tu son una piatola!




Nuove frontiere dell' allevamento marino
Ormai si alleva di tutto, ho potuto constatare che il Web è un moderno allevamento di Piattole.

Vi sarà capitato di esclamare - ma tu son più fastidioso de una piatola!- di questi tempi e con le frequentazioni enormemente allargate dall' uso del Web, è facile incontrare questa specie antica di rompiscatole che attacca bottone, fa l' amicone, sa tutto lui, è autoreferenziale al massimo.

E si lamenta, le piatole si lamentano continuamente, sono eternamente scontente, ti assillano con i loro problemi e finisce che per quieto vivere dai loro ragione purchè la finiscano.

Una statistica americana ('sti americani fanno statistiche su tutto sono delle vere piatole) dà loro ragione, alla fine del percorso di rottura di conagi e lamentazioni varie arriva la luce del successo personale e del denaro.

SI !   Fare la piattola paga, ma che palle!

Poi ci sono le piattole da social network, quelli che ti iscrivono a gruppi vari senza chiederti se ti va, ti sottopongono alla tortura di migliaia di mail indesiderate (uno spam incontrollabile) senza che tu possa dire bah!

Ti martellano di post con link su praticamente tutto lo scibile umano, aggiungono le foto dei loro parenti sino alla settima generazione, dicendoti guarda qua che bello!

La piattola cerca in ogni modo di influenzare la tua vita e questo vuol dire che non vive serena, che non ha un cazzo da fare e che non ha nessuno su cui concentrare le sue frustrazioni.

Proprio per alleviare le sue sofferenze proporrei la sua soppressione.

Ma, riflettendo, è quello che faccio anch'io, casse! son una piatola! 
  

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19 marzo, 2017

PIccoli che crescono e Nonni Orgogliosi

Piccoli bimbi crescono...

Bella giornata ieri in quel di Treviso per accompagnare la mia nipotina Alice alla premiazione del Concorso :                 
   Lions International Peace Poster Contest 
La Pace nel Mondo, bel tema di questi tempi, speriamo attecchisca tra i ragazzi.:

"A volte la luce nel mondo sembra andata spenta,
ovunque ci si giri la bellezza del mondo sembra andata persa,
a volte per quanto si guardi non si riesce a trovare la speranza...
fino a che qualcuno ce la mostra.
Nella mente tutto è possibile
contiene sogni ed idee.
Attraverso l' arte possiamo esprimere le nostre idee di pace,
il mondo è come una tela
...e i colori sono la Pace."

Questo il messaggio dei Lions....

Il Concorso organizzato dai Lions del Triveneto vedeva  in gara gli allievi degli Istituti Omnicomprensivi fino alla terza media.

Alice si è classificata con il disegno in foto per la parte riguardante il Lions sezione di Grado e l' Istituto Marco Polo.


Accompagnata dalla Presidentessa della sezione di Grado  Ottavia Tomaselli Marchioro ha ritirato la medaglia (in foto).

Grande pubblico presente in sala a Treviso, non scherzo, ma saranno stati almeno un migliaio di partecipanti tra un tripudio di genitori, nonni, insegnanti e membri dei vari Lions organizzatori.

Anche i Nonni crescono e prosperano così!


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17 marzo, 2017

Laguna Magazine

Grazie all' amico Aurelio Zentilin continua la mia collaborazione con il mensile:

#Lagunamagazinefvg


in questo speciale dell' Equinozio di Primavera ha pubblicato un mio articolo sulle Barche Zale.


Bella iniziativa culturale Maranese.

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15 marzo, 2017

Aldo Tognon-Complimenti

Complimenti ad Aldo Tognon che taglia il traguardo di 

Duemilioniduecentoventiduemiladuecentoventidue


visite sul suo canale di youtube.

E' un piacere che condivido volentieri perchè Aldo è un uomo in gamba e zitto zitto continua a proporre cose interessantissime che tanta gente apprezza.
Auguri per il prosieguo del cammino virtuale.
questo il link per il suo blog:    Storie de Gravo




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14 marzo, 2017

'nPisso 'l Porto



Giovanni (Stiata) Marchesan ormai periodicamente mi chiama per darmi una sua lirica che ha composto per tutti noi.

Le sue poesie sono come tele disegnate con le parole, me le affida perchè le arredi con le immagini.

La foto del vecio tamariso, esiste in "in pisso al porto", l' ho fatta e modificata invecchiandola, dandole cioè un aspetto vintage per dare  senso alle parole di Giovanni, che ringrazio per la fiducia e l' amicizia che mostra nei miei confronti.

Ecco la poesia:

Vecio Tamariso de 'npisso 'l porto…
Tu vighi duti quii che vien
E quili che va.
Cù pe ' al ponte … cù pe ‘l  canal …
Quante storie.. anche sconte
Tu , tu sà.
Foresti … brava zente
Che riva a quà per dane
0ltri che invese , che vien  per tò
Pe ' inganane
E mamuli nostri
Che per vive
Anche lontan i toca ‘ndà’…
I se volta un momento indrio
E  i passa ‘l ponte
cu sà ..
Cu sa, se i tornarà.
- Vecio Tamariso
Quante storie tu, tu sà.
ma no sta contane ninte!
Se vive megio a cussì
Sensa savè…tanti perchè .
Do riade co le vien
Un goto in ostaria
Forsi …
’Na caminada  pel’  reparo .
E la Vita… passa via.

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12 marzo, 2017

Grado stupisce: è primavera



C’è il sole.     Ti stupisce sempre Grado, quando c’è il sole. 

Per quella luce che piove dal cielo terso, di un azzurro che pare finto e uscito da un quadro. 

E’ un azzurro che abbiamo solo noi, un cielo che pare fatto d’acqua e nell' acqua si specchi, un cielo che ti fa vedere le montagne come se fossero dietro l’ angolo.

C’è un’aria di primavera e di calore che esce dalle pietre come se fosse voglioso di mostrarsi dopo tutto l’umido invernale.
Noi gradesi usciamo da casa tutti, nei nostri campielli e nelle nostre piazze, per passeggiare  e chiacchierare con gli amici con un bicchiere in mano, che in questo paese  è la cosa che ci riesce meglio.

Quando la primavera bussa, noi rispondiamo. 

La primavera è come un colpo di fulmine: arriva.

 Il giorno prima sei intabarrato nel tuo piumino e giuri  che mai mai mai lo toglierai, e il giorno dopo molli le sciarpe, lanci i maglioni, sogni di togliere le scarpe e correre a piedi nudi in spiaggia.
 Il tepore ti coccola e ti seduce, ti spinge piano piano ad abbandonarti per una mezz’ora su un muretto assolato, a sederti pigro sui gradini di una chiesa, a fermarti a chiacchierare su una panchina o prendere un caffè seduto per goderti uno sprazzo di luce.

Con l’entusiasmo mediterraneo di chi, anche se gente del Nord e quindi lavoro e fatica come pane quotidiano, appena il tempo gira si ricorda di essere lì, affacciata sul mare, e i geni bizantini e levantini si risvegliano tutti assieme, e chiedono di godersi la vita.

E allora via, al tavolino del bar, in piedi, sorseggiando spritz. a parlare e sparlare di noi e del mondo che ci passa accanto ed anche un po’ sopra, ma noi gradesi siamo gente di laguna e come le canne con il vento, ci pieghiamo e lo facciamo passare.

 E la primavera dilaga, là dove meno te la aspetti, non c’è cemento o fretta che la possa fermare. 
C’è e basta, puoi solo seguire il flusso, godere il suo meraviglioso imprevisto, lasciarti travolgere e portare dove vuole lei.



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