Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

25 agosto, 2016

STRALONGA



Una descrizione di Massi "Tachelo" Cicogna poetica ed appassionata della sua Strada Principale del Paese:

STRALONGA


Tu scuminsivi in Cul de Muro e tu finivi davanti ala Ciesa dele Grassie; a minsonàte, pareva che no tu finissi mai.

In quela volta tu gerì la più Ionga ma, vardando desso le autostrade che xe per mondo via, tu me par un gogogio che duti vol ghitàlo. 

Quii che sa la tova storia desso i sta siti, invesse i podarave sigà ai quatro vinti: «no stè dispressà sta roba, che per vèghela i vien de duto ‘l mondo».
Ma la sova zente i la dispressa, no i capisse de che roba che i xe paruni, de un tesoro che al mondo no l'ha paraguni.

El Signor t'ha fato aposta vissin ala sova ciesa, persìo che duti se incolona a fài festa. 
Ogni canton de casa gera un fior, co’ la sova zente che faveleva co’ i oci, gera duto un ino al Signor.
Ma desso i tinpi i xe passai, la zente no la se cognòsse più e duti driti i passa via.
I omini veci no i poi desmentegàsse quanta storia che ha la sova contrada, co’ atimi de contentessa o avilimento, ma contro duto i gera temperai: veci pescauri, sempre col Signor in peto, e co la Madona de Barbana i' veva fato un punto de riferimento.

Aneme semplici e genuine, zè là, missi in casa de ricovero, che speta la sova fine. 
Me passo per de là e me par de vègheve che consé le arte. 
Me ciapa una strenta al cuor e vien zo do lagreme colde colde.

Massi Tachelo



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24 agosto, 2016

Concerto in Basilica

Venerdì  26 agosto alle ore 21 
 il Coro Sezionale  A.N.A. Gruppo di Codroipo terrà un Concerto in:
 Basilica S.Eufemia a Grado.

 Il  Concerto è organizzato dal nostro SCI Club- Grado  nell' ambito delle manifestazioni musicali dell' Estate Isolana.
Partecipate.




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23 agosto, 2016

Ambriabella co i dossi pe' parchegio

AMBRIABELLA..BELLA..BELLA!

Ambriabella..bella..bella!
Isola del Sole..Sole..Sole
 Isola d'oro..oro..oro
TURISMO..e che turismo ! 

- Ma xe inutile che me ve digo
Semo nati s'un dosso
 De gransi e corcài
Aquagranda mussati e caligo 
No dovemo desmentegà mai.



















E che se sta a risolve i problemi, co la fantasia de Giovanni Stiata e le foto de Lorenzo Pastor, basta sugà al mar davanti al reparo e al zogo ze fato.
I Cari turisti i pol portasse l' ombrelon in spiasa, ma sensa bici che ze sabionio.

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22 agosto, 2016

I Ragazzi, il nostro Futuro



Capita alle volte al bar di trovarti in compagnia occasionale con ragazzi che ti conoscono e si parla.

Si parla di passato ed è il mio campo, si parla di futuri ed è il loro campo, si parla di presente ed è terreno comune.

Parlare con loro è stato per me come bere acqua fresca e mi ha spinto a fare delle considerazioni sulla nostra gioventù, così maltrattata e con sulle spalle gli errori di almeno due generazioni.

Si tende a ridurre la questione giovanile a un problema di eccellenze non riconosciute, di cervelli in fuga, di meriti sottostimati. 

Si dimentica la fatica e la frustrazione dei non eccellenti, la grande massa di ragazzi che magari non ha ambizioni professionali particolari, ma vorrebbe lavorare e campare con uguale dignità, e vivere con costrutto una vita autonoma.

È un segno dei tempi

Si crede e si fa credere che le società funzionino solo per l’ abbrivio del talento, per la forza dei migliori, dimenticando che il benessere della società è frutto di un processo corale, collettivo, e la serenità degli individui, anche degli «eccellenti», non è concessa al di fuori di un miglioramento della vita, se non di tutti, di molti. 

 È vero che la selezione dei meritevoli è, nel nostro Paese, inceppata, spesso umiliata dal clientelismo, dalle baronie, dalla mafiosità. 

Ma non è umiliando o dimenticando i secondi, e i terzi, e i quarti, che i primi avranno soddisfazione. 

Il successo professionale, tra l’altro, non è la sola misura del valore umano. 

Ce ne sono infiniti altri. 

Ho conosciuto qualche «eccellente» odioso, e umanamente minimo, e molte persone umili di grande spessore, capaci di dare agli altri qualcosa che non è quantificabile in uno stipendio o in un titolo di studio. 

Credo, o spero, che i ragazzi  sappiano che la posta in palio non è solo spianare la strada ai più bravi, ma restituire la percezione di un futuro possibile a tutti. 

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21 agosto, 2016

Il Mare




Quante volte nel buio ho pensato al Mare, alla sua bivalenza, essere padre e  madre, sono giunto alla conclusione che:



 
Il mare è donna dappertutto. 


E’ giustamente salino, ma pieno di zuccheri: c’è chi sostiene che sia la stessa cosa, e che il gusto, in fondo, non è uno strumento adeguato.      Sbaglia.



Il mare è donna  al di là delle domande
sorride, piuttosto, e lascia andare le maree con un solo tocco della mano.

Ha intese misteriose con la luna, che è un altro mare di latte rappreso nel vuoto, scintillante di conchiglie. 

Non meno misterioso è il suo rapporto con la terra: c’è un punto in cui si toccano nel buio più perfetto, aderiscono in modi che non sappiamo immaginare, certamente scambiano con voluttà la loro pelle minerale che laggiù, nel profondo e nelle tenebre, è della stessa natura. 

Ogni giorno ne beviamo, respiriamo, assorbiamo un poco, perché il mare che portiamo nelle vene e negli oceani – rosso porpora, blu violetto, indaco, arancio - è donna.

Il mare femminile depone uova, modula messaggi sull’acqua, nutre creature, riavvia le onde una per una. 
Chiunque può vederlo, nella luce morbida dei crepuscoli, seduto sulla roccia a pettinarsi. 
Se lo raccontano marinai, pescatori, direttori di aziende turistiche, titolari di stabilimenti .


Il mare rimescola le acque profonde e non dice nulla.

Il mare è donna tollera i suoi bimbi. 


Questo piccolo appunto amoroso del mare lo dedico alle tante donne che frequentano questi lidi bagnati dal mare del Web
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20 agosto, 2016

Sapore dell' Isola


Giovanni Marchesan "Stiata" mi ha consegnato copia di una raccolta  in versi graisani 

 - Tanto per dì gargossa... in Alegria...- 

raccolta che attende la pubblicazione su carta ma che Giovanni rende pubblica attraverso il blog per amicizia e per l' interesse che  ha provato per le nuove tecnologie di comunicazione.

 Parlando con lui davanti a un bicchiere di vino l'ho convinto che si poteva pubblicare un libro per un pubblico potenziale enorme a costi zero.

Questa è la sua sfida ai nuovi orizzonti :
 un mondo antico mostrato con tecniche moderne, una riflessione in velocità, senza contraddizione ma a braccetto.

Più che oltro pinsieri e batude in alegria, a la graisana, cò un mezo suriso su i lavri.

Roba comò questa, insoma:

mamolo
no sta fame sintì foresto
disendome
lei..al ze de Grado?
Anche se me
he bastansa ani de più
e tu..
tu ha 'l telefonin
vinimo duti do de 'l palù
o pur 
de "Strunsulin"!

---
A fa e anche pensà
ze mundi fadigoso..
Ze ristio grando!
Sol che fassa o piova
senpre 'ndeno digando
Nissun se mova!

P.S.: A spissigo e menissego proseguirò la pubblicazione dei versi di Giovanni

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18 agosto, 2016

Sogno la Movida


Sogno per una Grado Futura

Nelle   spiagge il sovraffollamento dei tempi d’oro è solo un ricordo: non ci sono più le sedie a sdraio a castello, introdotte negli anni Novanta e abolite dopo svariati decessi per schiacciamento del bagnante sottostante. 

Ora c’è almeno un metro tra un ombrellone e l’altro, e in quel metro si può praticare agevolmente il nuovo sport che furoreggia in Spiaggia, la pallavolo lineare, con squadre disposte in fila indiana lungo un paio di chilometri. 

LA MOVIDA in Spiaggia però era ininterrotta, febbrile, divisa in turni identici a quelli delle acciaierie a ciclo continuo. 

Si veniva assegnati all’arrivo a uno dei quattro turni. 

Essendo troppe le richieste per il turno classico, quello da mezzanotte alle sei di mattina, era facile ritrovarsi nella movida che va dalle sei di mattina a mezzogiorno, o da mezzogiorno alle sei di sera. 
Si fa di necessità virtù: era  diventato molto di tendenza ballare ubriachi per la strada alle due del pomeriggio, a quaranta gradi, sotto il sole. 

Tra i nuovi drink che andavano per la maggiore il Pimpumpam, succo di limone, polvere da sparo e pop corn shakerati dal barman Franco Stanco, e lo spiritosissimo Multiracial, una parte di vodka e una di lucido da scarpe.

Nel gigantesco drink Pantagruel, che da solo poteva  mandare in coma etilico una intera scolaresca, il tradizionale ombrellino nel bicchiere era sostituito da un divertente ombrellone nella damigiana.

E' un sogno rivedere la Grado di un tempo con i cari turisti ubriachi e felici e non incazzati come iene ridens per meritate multe in bici.
  

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17 agosto, 2016

Aktung turisten






























Ogni estate intorno a ferragosto spuntano puntuali i vari tormentoni estivi che i giornali riprendono dandogli ampio spazio fidando nella credulità del pubblico.

Nel Luglio 2012 abbiamo avuto il Puma di Fossalon, che ha tenuto banco per un paio di settimane tracimando come notizia anche sui giornali nazionali, con cacciatori armati di tutto punto pronti alla cattura.
Finita la giostra mediatica il puma è svanito nel nulla.

Quest' anno due sono le notizie che occupano le redazioni:
l’avvistamento di uno squalo  nelle nostre acque. 
La tappa più recente del tour italiano 2016 del divo acquatico di Hollywood sembra abbia toccato nostro Golfo appena una settimana fa ( il pubblico bagnante sarà stato in delirio, per non parlare degli operatori turistici).
 I due metri (così a occhio) di lunghezza del pescione dal ghigno psicopatico hanno subito fatto scattare l’allarme e spinto la capitaneria di porto a inviare un pattugliatore per perlustrare la zona interessata. 
 La notizia (al solito) si ferma qui,  perché non s’è mai dato il caso – ma proprio mai – che all’avvistamento di un pescecane sia seguita la sua cattura.

La seconda  riguarda direttamente  Grado:  
 l' allert estivo sono le multe alle biciclette.

I nostri quotidiani sono inorriditi e hanno scritto a caratteri cubitali:
 a Grado fanno rispettare le regole e chi le infrange viene punito a sensi di legge.
"E' incredibile, i turisti portatori di benessere, vengono fermati multati e redarguiti perchè non osservano le norme del codice della strada.
L' urlo belluino si sente in ogni dove, abbiamo pagato possiamo fare quello che vogliamo."

E no! 
Cari turisti siete liberi di fare tutto nel rispetto delle regole ed era ora che se ne parlasse e si passasse alle contromisure severe visto che da decenni nessuno aveva avuto coraggio di mettervi mano.
In questo caso l' allert deve essere un chiaro segnale  indirizzato a chi non ha rispetto per il prossimo dimenticando che la sua libertà confina con quella degli altri.

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16 agosto, 2016

Amore, che Amore?




















Io  amo Grado, con pregi e difetti, ma non bisogna esagerare.


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15 agosto, 2016

Insomma crisi o non crisi anche a Grado è ferragosto.



"Mare, profumo di mare
e di questo mi voglio saziare,
è colpa del vento e del mare
se a Grado voglio tornare"

Qui A Grado si è così ospitali che pur di mettere a tavola un DioTurista, l'albergatore se lo tiene sulle ginocchia ed è tutto un sorriso, poi quando volta l'angolo alle volte capita che tira un metro di cristi e di madonne che ti sgonfiano le ruote delle macchine nel parcheggio e rintocca la campana della chiesa. 

Qui la stagione è sempre andata male e tutti tutti gli esercenti piangono miseria, poi si comprano un "caien" a testa tutta la famiglia, compresa la nonna, che tanto guida la badante, e partono per mete esotiche tutti assieme a ottobre. 

Qui il DioTurista s'incarna spesso sotto forma di sessantenne semiobesa vestita come un' abat-jour cui han fatto un gavettone di lustrini, vinavil e coriandoli. 

Oppure s'incarna in urlatori molesti che alle 4 di notte sono ubriachi e questionano in dialetti dalle vocali chiuse come le loro menti. 

Qui da ragazzi tenevamo i punteggi di quelle che c' eravamo trombate durante l'estate (che trombarsi la turista era cosa buona, giusta e, con tutta probabilità, raccomandata fortemente dall'Azienda di Soggiorno), tramite un sistema articolato: perchè se provenivano da certe città o nazioni c'eran più punti in palio. 
C'erano un paio di città e nazioni di provenienza che davano punteggio negativo perchè era troppo facile, ma non mi par elegante dire quali. 

Insomma crisi o non crisi anche a Grado è ferragosto. 

Oh Mio Dio! 

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