Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

27 settembre, 2016

Carry on





























E vai con le danze!!


Qualche volta i complimenti esteri aiutano a coltivare la passione per il paesello, casse!
Fantastic website, I had not noticed graisani.blogspot.com before in my searches!
Carry on the wonderful work!

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26 settembre, 2016

Dateci una mano a salvarci














Io che ci vivo, avverto le tensioni che fanno tremare tutti i protagonisti del mondo della pesca.

Preoccupazione crescente per l'aumento vertiginoso dei costi di gestione, diminuzione verticale del prodotto in mare, prezzi che, pur avendo picchi astronomici per le specie rare (in quanto rare incidono ben poco sul fatturato totale), per le specie comuni sono a terra e soprattutto dipendono da pochissime imprese di commercializzazione.

A parlare di tutto ci vuole un libro e ricerche approfondite anche se nulla cambia nell'attualità, io voglio soffermarmi su un aspetto che in qualche modo ha contribuito a una cattiva educazione del cliente finale il consumatore.

Un decennio fa per comprare il pesce il massimo era farsi un giro sul molo del mercato ittico (vale per tutta la penisola) e fidarsi della pluriennale esperienza del pescatore per comprare e farsi consigliare il modo migliore di cucinare il prodotto acquistato.

Poi d'un colpo la pubblicità battente s' inventa il pescatore  vestito di un completo blu con bottoni d'oro e a bordo di un veliero (?) attorniato da un a banda di ragazzini saltellanti come equipaggio, sempre sorridente - non gli capita mai una giornata storta -, e convince il pubblico televisivo, sempre più frettoloso, che mangiar bene sia sempre una questione di prezzo e non di valori altri, mangiamo dunque un prodotto precotto e preconfezionato.

Il risultato è una diseducazione culturale, una analfabetismo culinario che straccia un pacco di certezze sul valore del cosa, dove, come e quando mangiare.

Un paese di cultura contadina e peschereccia da sempre, con 7500 km di coste dove ci siamo inventati di tutto, ridotto a pesci bistecca, bastoncini surgelati e tonno crudo.

Una malinconia struggente e un disastro economico per gli operatori del mare, perchè le specie disponibili in abbondanza nel nostro mare vengono considerate pesce povero e quindi trascurate dal grande pubblico.

Per favore tornate a frequentare le banchine dei porti e poriticcioli, parlate con i pescatori (non sono solo folklore ma alle volte sono grandi personaggi), comprate prodotti che non sono mai di scarto, come suggerito dalla pubblicità battente, ma buoni e di grande valore nutritivo, dateci una mano, insomma, a salvarci.  
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25 settembre, 2016

Benvenuti



Quando  percorro su e giù  la ciclabile o  la strada lagunare mi fa un po di tristezza la mancanza della cartellonistica di benvenuto che un tempo non lontano  accoglieva i visitatori ospiti a Grado.

Ho modificato così una vecchia foto dell' ingresso di Grado degli anni 50 e ho aggiunto "brevi manu" un cartellone possibile (tra l' altro di un autore famoso come Marcello Dudovich) che rende più gradevole l' arrivo a Grado.

Spero che si possa rifare la cartellonistica di Benvenuto, di cartelloni fantastici su Grado ce ne sono molti e riproporre un immagine di Grado, magari un po bohemienne che ricordi gli antichi fasti turistici,  può essere solo positivo.

Sapevatelo !
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23 settembre, 2016

Assistente Sanitaria



 La  vecchia foto della scuola elementare con il mio amato maestro Grego mi fa  ricordare  una figura assai più perturbante della mia carriera scolastica alle medie: l’assistente sanitaria.

Non me la sono mai dimenticata.
 Era sulla cinquantina, piccola e dalla faccia dura e rugosa come quella della Cosa dei “Fantastici 4″. 
Capelli corti e neri e rossetto sempre sbavato sugli incisivi radi. 
Sempre in camice bianco che più bianco non si può. 
Poveretta, magari in privato era una pasta di donna che coccolava i nipotini a forza di pane e nutella, ma mi terrorizzava.

Poteva arrivare in classe in qualunque momento della mattinata e non si faceva annunciare, faceva irruzione. 
Spalancava la porta con la stessa grazia che avrebbero usato i Carabinieri, gracchiando:
“Visita medicaaa!” 

Da quel momento poteva capitarti la grattata al sangue per la  tubercolina oppure una di quelle schermografie, fatte nel cortile della scuola con l’unità mobile, che andavano così di moda negli anni ’60, fregandosene bellamente delle conseguenze delle radiazioni su di noi piccoli angeli. 

Mi viene da ridere a pensare che oggi, dal dentista, per una lastrina ad un molare escono tutti dalla stanza e tu rimani lì con dieci chili di piombo a grembiulone addosso che ti ricopre dal collo ai piedi. 
Allora si andava più per le spicce. 
Due, tre proiezioni ciascuno, e avanti il prossimo. 
E’ strano che noi, di quegli anni, non siamo fosforescenti al buio.

Il potere dell’assistente sanitaria sulla tua salute era quasi assoluto e, ovviamente, tutto ciò che ti faceva: punture, lastre e visite, comprese le sgridate e gli scappellotti (allora usava, mica c’erano i genitori di oggi), perché a volte, in quanto bambino, ti capitava di piangere, era per il tuo bene. 

Ti faceva male ma era necessario e non si doveva discutere. 


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22 settembre, 2016

Curvatura della terra e spartiacque lagunari




      La  Laguna è una meraviglia, navigarla, guardarla, viverla è appassionante.

Conoscerla bene diventa una necessità che fa il pari con il piacere della scoperta, perchè è un mondo che non finisce mai di stupire con i suoi mutamenti o di marea o di colori.

Un effetto curioso e poco conosciuto della laguna di Grado è la presenza di due punti di spartiacque.- 


L' effetto, dovuto alla curvatura della terra è curioso ma porta purtroppo con sè i fenomeni di interramento dei canali lagunari che si trovano senza sfogo verso il mare. 

Il primo dei due è a  Barbana proprio davanti all'ormeggio delle barche. 

L' acqua si ferma, se prosegui verso Est e trovi la marea calante ti porta con sè per portarti a Primero, se prosegui verso ovest la stessa marea calante ti porta con sè verso Grado. Gli opposti si respingono.

Il Palù della Cantariga che circonda Barbana verso il mare un tempo era servito da un tragio denominato La Rotta, tombato per la costruzione della strada verso Monfalcone, questa modifica ambientale ha provocato il progressivo interramento di tutto il territorio lagunare che serviva.

Il secondo punto è posizionato nei pressi del taglio per Morgo sul Canal Novo ed è proprio il suo effetto stagnante che provoca i continui interramenti della litoranea veneta e la necessità (completamente disattesa dai vari Commissari della Laguna) di intervenire con scavi per il ripristino in sicurezza di una così importante via di comunicazione lagunare, facendo come Pilato lavandosene le mani con la messa in opera di cartelli con su scritto "Attenzione Bassi Fondali", sbattendosene che sul Portolano (che ogni turista vagantivo in barca consulta) i canali vengono descritti come navigabili e con profondità media di 2 mt .

Una curiosità il maggior effetto dello spartiacque in questa zona si manifesta proprio dove in antichità esisteva il canal seco che era la via d'acqua che portava dalla Laguna direttamente sulla Natissa e quindi ad Aquileia.  

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21 settembre, 2016

La Spiaggia Smobilita



Grado, interno spiaggia e viale (sic!)

I turisti nordici, sulla battigia, con il loro improbabile abbigliamento (calzoncini corti, sandali e calzini, oppure pantaloni di tela lunghi ma arrotolati per mettere i piedi in acqua), guardano perplessi un mare che sentono più vicino al loro: perché è ancora caldo, sì, ma ingrigito, con una punta di broncio: meno Adriatico e più simile a quello che conoscono, insomma quasi familiare. 

Le ragazze, stese sui lettini, rabbrividiscono un poco alla brezza, si raggomitolano nell’asciugamano, decise però a resistere fino all’ultimo, come soldati che non si arrendono nella terribile battaglia della tintarella. 

Si spiano poi, raffrontandosi con le amiche, le more soddisfatte e tronfie, le bionde deluse che anche quest’anno non ce la faranno a superare il loro limite epidermico, perché ormai il tempo è passato e l’abbronzatura non sarà più scura di così. 

I pochi morosi adolescenti si baciano, avvinghiati sulle sdraio, ma con meno foga di quella che avevano solo poche settimane fa, perché sono giovani, la vita è lunga  e il grande amore che è lì accanto sembra già qualcosa di passato, una foto sbiadita per l’album dei ricordi. 

Comincia l' esodo degli strumenti da spiaggia.

E così, piano piano, ogni sera, le nonne e le mamme e, in rafforzo, quando tocca, i bimbi ed i papà carichi di sporte rigurgitanti giocattoli, gommoni, materassini, ceste di costumi da lavare prima di essere risposti, stoviglie di plastica e paccottiglia varia, che migra dalla spiaggia alla soffitta di casa, dove passerà l’inverno. 

E tutti passano sul viale, e i mozziconi di albero muti guardano tutto quel via vai,  lo vedono da sempre lo vedranno ancora e non se ne lasciano sfiorare, perché Grado è abituata alle onde che passano e poi tornano e poi vanno via, e siano di marea o di gente non fa differenza.


Grado aspetta, le guarda e resta là. 
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20 settembre, 2016

Storia e storie di Valli- La Cavanata



La  Valle Cavanata:

  escursus storico della nascita e formazione di una Valle che pur  facendo parte del tessuto geografico gradese in fondo non ne ha mai fatto parte perchè data via, alienata dal Comune nel 1928, per la bonifica di quello che successivamente sarebbe stato il Fossalon.

Nel 1927, Grado come al solito Commissariata per le solite baruffe tra "politici" locali, il Commissario ad acta decise di vendere 2000 ettari di Laguna, l'estremo lembo levante della Laguna all'Opera Nazionale Combattenti che, all'italiana, faceva da prestanome all' Ersa per ottenere i contributi che lo Stato concedeva agli ex combattenti, per realizzare una grande bonifica da cui sarebbe nato il Fossalon.

La Laguna di Levante"Palù de sora" comprendeva il Promero, La Lama, L'Averto,il Golometo e Punta Sdoba.

Alla notizia dell' alienazione territoriale a Grado si scatenò una rivoluzione, guidata da il capo carismatico della piccola comunità de casoneri che popolavano quel tratto di Laguna:
Giovanni Fumolo conosciuto come "Barba Nane Strolo" o Podestae de Golometo"  guidava una settantina di persone.

Nonostante le proteste veementi non ci fu nulla da fare e nel 1928 fu perfezionato l'atto di vendita all'Opera Combattenti. 

La Valle Cavanata fa parte di quest' area ceduta stupidamente dal, diciamo così, rappresentante del Comune di Grado all' Ersa che dopo averla snaturata e sottoutilizzata per decenni l' ha passata al demanio regionale che alla fine, per chiudere il cerchio, l' ha ripassata al Comune di Grado con vincoli feroci sia in termini paesaggistici sia gestionali. 

Di fatto nulla che non sia associazione ambientalista può gestire la valle escludendo tutti i professionisti del settore.

Questa la descrizione da depliant:

"La Cavanata è una valle di mare con ricambi naturali e acqua e di sutura che le garantiscono un buon ricambio d' acqua in tutte le condizioni meteo, ha dunque le caratteristiche di protezione che quasi nessuna valle lagunare ha.
La Valle Cavanata è oggi con i suoi 250 ettari una delle valli da pesca più estese della laguna di Grado, anche se è solo una parte di quella valle che è stata realizzata in una zona lagunare e palustre degli anni Venti in poi, quando iniziarono le grandi bonifiche. 
La Valle  è stata completamente arginata negli anni Trenta, diventando una valle da pesca e da caccia con una superficie di circa tre volte maggiore quelle attuali. 
Nello stesso periodo, il territorio posto ad est della valle odierna è stato bonificato a fini agricoli, riducendo così le zone paludose, ed è stato sbarrato a mare il Canale Averto, un antico ramo dell'Isonzo trasformato in canale scolmatore delle bonifiche dette "della Vittoria". 
Negli anni Cinquanta sono state completate le opere di bonifica nei territori posti a nord della valle che hanno ridotto drasticamente la sua superficie, raggiungendo le attuali dimensioni. 
Dopo le alluvioni del 1965 e 1966 è stato rinforzato l'argine a mare e chiuso il Canale Cavanata ed è stata realizzata l'attuale spiaggia.
La Riserva naturale regionale della Valle Cavanata è stata istituita con la legge regionale n. 42 del 30 settembre 1996.
 La Riserva comprende oltre alla Valle Cavanata anche il Canale Averto e la fascia di bosco che lo circonda.
La riserva è situata nella parte orientale della laguna di Grado che è stata arginata, dotata di chiuse regolabili comunicanti con il mare e trasformata in una valle da pesca che ha funzionato fino al 1995.
La Valle Cavanata è stata riconosciuta di valore internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, in particolare quale habitat per uccelli acquatici con ottime potenzialità per la sosta e la nidificazione di molte specie di uccelli."

Come si può facilmente capire su questa Valle si sono spesi moltissimi soldi pubblici che, a quanto pare , non bastano mai anche se onestamente non si può dire abbia prodotto molto di quel turismo ambientale profetizzato ed auspicato in sede di progetto.


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19 settembre, 2016

L' Ausonia di Grado- Società Remiera



Facendo seguito al bel post di Paolo Busdon sugli straordinari risultati dei nostri atleti alle regate nazionali dell' Idroscalo a Milano e al Lago di Caldonazzo, questo il linkaggiungo la storia della Società Ausonia di Grado che ha sempre prodotto atleti di grande levatura in tutta la sua lunga storia confermandosi sempre tra le prime società dello sport del remo d' Italia. 
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La Società Canottieri "AUSONIA" di Grado nasce negli ultimi anni di occupazione Austriaca delle nostre terre, il 1909.
Nasce su iniziativa di 10 persone, con lo scopo principale di dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito dei giovani ma con un segreto intento irredentista per l'unione di ideali di italianità.
Su incarico del comitato promotore, il Poeta Biagio Marin scelse il nome AUSONIA contando sulla difficoltà, per le autorità austriache, di accostare il suo significato reale al nome Italia ed il colore sociale verde che andava ad aggiungersi ai colori obbligatori dell'Austria bianco e rosso, formando così a tutti gli effetti i colori della nostra bandiera.

I soci fondatori, è bene ricordarli perché fanno tutti parte della storia del nostro paese, furono: Biagio Marin - Giovanni Marocco - Nicolò Olivotto - Luigi Degrassi - Romano Marocco - Ugo Grignaschi - Bartolomeo Grigolon - Augusto Marchesini – Alessandro Tarlao – Antonio Marchesini Piemontese­.

Il primo Presidente fu Antonio Marchesini - Piemontese.

Il Presidente attuale è il sig. Aldo Olivotto.
La Società ha più di  100 anni ed é sempre stata un fiore all'occhiello della nostra comunità sia per longevità sportiva che per la costanza di risultati sportivi di assoluto livello nazionale e in qualche caso mondiale.
Autentico vivaio di giovani, che in molteplici circostanze hanno dimostrato capacità tecnica nelle discipline nautiche e successivamente, a riprova della bontà dell'esercizio sportivo, operosità e successi nella vita professionale.

Due guerre mondiali, sconvolgimenti politici e sociali, vissuti da una piccola realtà come quella gradese non hanno impedito alla Società di sopravvivere ne è mai venuto meno lo spirito e l'orgoglio di quattro generazioni nel tenere alto il nome dell'AUSONIA e in concerto quello di GRADO in ogni competizione a cui hanno partecipato.

Va ricordato che la barca ed il remo sono per i gradesi strumenti di vita.
Ma sono anche strumenti di libertà, di libera formazione del carattere, di intelligente contatto con il mare e con la sua forza e bellezza, sono dunque espressione di alto grado di civiltà.
 "B.Marin"

La cultura non deve essere soltanto intellettuale, la cultura fisica la completa, completa la formazione e la dignità dell’uomo.




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18 settembre, 2016

La Valle- Vallum



Uno dei presidi lagunari più importanti è sicuramente "La Valle"!

Il nome deriva dal latino “vallum” che significa argine o protezione. 
La valle da pesca è un’area lagunare separata dalla laguna aperta da una recinzione fissa costituita da pali o argini nella quale si pratica la vallicoltura, una pratica di   itticoltura estensiva. 
Tale sistema richiede grandi specchi d’acqua in modo che la produzione sia sufficiente a coprire le spese di gestione, nonostante la resa per unità di superficie sia bassa.
All’interno della valle viene praticato l’allevamento del pesce e la caccia, ed entrambe queste attività costituiscono una grande riserva di cibo.

Il fatto di essere separate dalla laguna da recinzioni fisse le esclude dal flusso e riflusso della marea: l’introduzione delle chiusure fisse nelle valli è stata dettata dall’esigenza di sottrarre l’ambiente vallivo dalla variabilità dell’ambiente lagunare.

La valle da pesca è un’area artificializzata, creata a scopi produttivi, ma che mantiene elevati livelli di naturalità, contribuendo alla protezione dell’ambiente lagunare.
 Inoltre costituisce un luogo importante per la nidificazione di molti uccelli.

I pesci nell’alto Adriatico si riproducono in mare, nella zona delle tignue, dove i numerosi anfratti delle rocce li proteggono dalle correnti e dai possibili predatori. 
Durante la fase giovanile invece si spostano all’interno della laguna, perché qui trovano cibo e non ci sono predatori.
E’ proprio questa abitudine dei pesci di spostarsi verso l’interno che viene sfruttata dai vallicoltori, che raccolgono il pesce durante la fase di montata e ne impediscono l’uscita dalla valle sbarrandone l’ingresso.
L’unico pesce che viene allevato in valle e che non si riproduce in Adriatico è l’anguilla, la cui area di riproduzione è localizzata nel Golfo del Messico.
Quando le arginature vallive erano mobili e costituite da graticci di canna (grisiolequesta tecnica costruttiva permetteva di catturare il novellame, mentre attualmente, a causa della presenza delle arginature fisse introdotte dopo la caduta della Serenissima, e della variabilità nella quantità del pesce che rimonta naturalmente, l’immissione del novellame deve essere fatta artificialmente.

(la Repubblica ha sempre impedito la costruzione di arginature fisse perché uno dei suoi principi idrogeologici era quello di eliminare qualsiasi impedimento all’espansione libera dell’onda di marea) 


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17 settembre, 2016

La Vacanza? Un' eccezione



Un   rito è un vero e proprio rito, la fine stagione è una specie di spartiacque di vita.

Sul viale, fra le vecchiette che prendono il gelato al nipotino e per sé ordinano uno spritz, si segna il rito di passaggio, il momento di svolta in cui la spiaggia viene abbandonata dalle torme di famigliole e di ragazzini patiti di abbronzatura. 

Intanto, comincia l’esodo dalle capanne, che è cosa lunga ed intricata, un vero trasloco, perché in tre mesi la quantità di cianfrusaglie che si sono ammonticchiate è impressionante, non ha fine, pare che si riproducano per clonazione.

Le cose che riportano indietro dalla spiaggia hanno un’aria spaesata. 
Entrano in casa come se non fosse loro, una dimensione avversa in cui non hanno un posto proprio, un senso. 
Assieme ai granelli di sabbia, si portano addosso la tristezza di chi sa che, dopo un frettoloso passaggio in lavatrice, le attendono mesi nel fondo di un armadio buio, nell’angolo di un cassetto dimenticato.

Non li vogliono vedere più fino a fine maggio, quei costumi colorati, quegli asciugamani su cui si sono stesi fino al giorno prima:  fan venire il magone. 
Rappresentano la vacanza che non c’è più, i giorni di sole, il mare, il tempo senza impegni, i libri letti mentre le onde ti carezzano i piedi, i bagni improvvisi per stemperare il calore, e non ci sarà ancora per un intero grigio inverno fatto di lavoro, di impegni, di routine.

Le cose che portano a casa dal mare le odiano per il resto del tempo che non è estate, perché con il loro esistere sbattono in faccia questa suprema ingiustizia, incomprensibile alla logica: 
che la vacanza, nella nostra vita, è solo l’eccezione.

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