Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

20 febbraio, 2017

Radiografia di un Figone


Preoccupato della stato di salute della mia Grado, ho fatto eseguire una radiografia alla modella di un  cartellone pubblicitario storico.

Ecco il Risultato:





In qualsiasi modo tu la guardi Grado è una gran Figa.
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19 febbraio, 2017

Angelo, Custode del Museo del Mare




E' passata da poco S. Valentino festa degli innamorati.

Per commemorarla dedico questa piccola vicenda a tutti gli innamorati persi.
Calza  a pennello per due motivi che in qualche modo ci riguardano: 
parla di un innamorato e del Museo del Mare.

Gravita infatti intorno al tema museale ed è la storia di un custode innamorato della sua bella.  
La storia di Angelo il custode e la sua statua di Venere:

Mi sveglio la mattina ed i turisti in fila coi panini aspettano un biglietto per entrare, dentro al museo dell’ arte antica dove io lavoro e vivo, io sono Angelo il custode. 
Studentesse insonnolite che sbadigliano alle guide,  professori centenari si puliscono gli occhiali.
Cammino attento tra i capolavori della Romanità, - “Please!” non si può fotografare -,  ma dopo l’ ora di chiusura finalmente un pò di pace, io rimango solo a passeggiare,  e parlo di filosofia con il busto di Platone,  gioco a nascondino  tra i resti marini. 

Angelo custode del museo, tra le statue degli dei, mentre risuonano i suoi passi nelle sale deserte, nel silenzio dei corridoi.

Venere trovata in fondo al mare, solamente io ti posso accarezzare! 

Così ogni notte vengo a sussurrarti sulle labbra l’ emozione di un un custode innamorato,  perchè ogni volta che ti guardo pagherei un milione per sentirti viva e prenderti per mano, e camminare insieme, fino a quando sorge il sole,  la Madonna di Leonardo  ci darà la sua benedizione, 

Angelo custode del museo, - io che amo solo lei,  meraviglia di marmo, sotto gli occhi del mondo, sempre nuda e bellissima-.

Venere nessuno ti vedrà, se ti porto via lontano, in fondo al mare. 

 tra gli applausi di tutto il museo, ce ne andiamo io e lei.

Tra gli antichi sorrisi degli antichi romani  felici, tra le statue dei corridoi,
Venere ti porto via con me, così ci potremo amare. 
In fondo al mare. 


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18 febbraio, 2017

Ti odio gratis



Che  il sentimento dell' odio sia una cosa a priori negativa non è una cosa così scontata come all'apparenza potrebbe sembrare. 

L’amore e l’odio non sono degli opposti,  l’ opposto dell’amore è l’indifferenza. 
Nelle dinamiche della formazione dell' "unità" ideologica di un paese è spesso fondamentale. 
Da sempre una civiltà, società, o gruppo di qualsiasi genere e natura, ha trovato nel nemico comune il "cemento" delle proprie relazioni.

Però IO ho la sensazione che qui da noi questo "cemento sentimentale" sia diffuso ed indirizzato verso singoli individui o gruppi e faccia per intero il suo sporco lavoro dimostrandosi indifferente alla regola generale.
Cioè non unisca bensì divida.


Odio

Vardè, al se tien in forma,
vardè co quanta facilità al supera i ostaculi,
vardè comò che i ze facile al ghitasse ‘dosso, 
ciapàve le teste;
l’ odio no ‘l ze comò i oltri sintiminti,
al ze insieme più vecio e più zovene de ili.

Al ze bravo a creà le cause
che i lo fa nasse.
L’ odio  insiste, al se insinua per duto
e duto unisse.
L’ odio ze la cola che tien duto insieme
no l’ amor.


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17 febbraio, 2017

Voglia di vivere il Presente



Due simpatici vecchietti e la voglia di vivere il presente

Mattina presto, in sala d' attesa dell' ospedale gradese.
Mentre sono seduto in attesa per un prelievo di routine, accanto a me, tra gli altri, due vecchietti sugli 80 anni, presumo marito e moglie, parlano fitto sottovoce di internet. 

Lui (che a vedersi è proprio il classico vecchietto che ti fa impazzire quando guida la sua macchina, di quelli col cappello) spiegava a lei (classica vecchietta vestita di nero, ma col piumino) che non è opportuno avere la stessa “passuord” per ogni sito, ad esempio lui ne ha una per “Yaù” e una per “Gògle"”

Lei ascoltava e annuiva, si vedeva che era parecchio ammirata dalle capacità informatiche di lui. 
Ogni tanto mi lanciavano sguardi indagatori, forse temendo che sentendo la  "passuord"  potessi entrare nella loro mail per fregargli tutti i loro contatti.

Mi hanno fatto venire in mente mia madre, vissuta in un mondo che ha accelerato all' improvviso senza curarsi di chi lasciava indietro,  in cui è cambiato il modo di vivere: dal telefono “di massa” alla televisione, dal computer a internet. 

Lei ricordava le prime automobili, il primo telefono a casa, la prima tv, il primo cellulare no perchè non ne aveva mai compreso l' uso, ma era curiosa di tutto.

 Quei due vecchietti mi hanno ricordato tanto lei, nella loro splendida curiosità e nel coraggio di “lanciarsi”, di capire cose nuove, anche quando fai parte di un altro mondo, di un’altra storia. 

E ho pensato che potrei essere io, quando sarà il momento, il vecchietto col cappello che spiega  come cambiare le “passuord”  a Claudia.

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16 febbraio, 2017

Grado nei manifesti


Oggi i metodi per "la Reclame" sono decisamente diversi e fanno uso di inglesismi come:

brand image,  pauperizzare, kow how, vanificare il message, destrutturare il target con concept misunderstanding,  making forgetting.


Dimenticando di parlare e scrivere come si mangia, cioè in maniera semplice, diretta.


Opuscoli, guide turistiche, depliants, cartoline pubblicitarie e manifesti su Grado, una località che ha nel mare la sua naturale vocazione. 
Bagni di aria e di sole come terapia, poi di mare come villeggiatura. Poi come turismo di massa.

Le prime réclame presentavano Grado nella sua sottile silhouette: case che si stringevano intorno ad un campanile: paesaggio irreale, circonfuso di luce per chi arrivava dalla laguna. 
Su questo dosso di sabbia bambini  guarirono e il loro corpo risanato decretò la fama dell’Isola. 
Arrivarono persone a godere dei benefici del suo mare, della sua aria, della sua sabbia: in pochi decenni Grado diventò la più bella spiaggia di sabbia della Monarchia. 

La sua notorietà travalicò anche i confini dell’Impero: i manifesti, le brochure, le immagini la rappresentavano luogo di cura con lo stabilimento, con i suoi viali, villini residenziali, strutture di servizio e commerciali. 
Si costruirono alberghi e, qualche fantasmagorico Grand Hotel.
Fu il momento dello stile Secession che caratterizzò l’ architettura, i riti e gli arredi  determinandone la sua funzione, identità e immagine. 



Seebad:Grado, il raffinato manifesto di Josef Maria Auchentaller identificò Grado in una stazione balneare di primo rango.

L’entusiasmo  fin de siècle fu interrotto bruscamente dalla guerra che restituì all’Italia Grado. 

Anche l’italiano medio scopriva i vantaggi della vacanza, premio alle fatiche di un anno, chi non poteva permettersi di avere una salubre abbronzatura mandava il figlio in colonia. 

La propaganda della Azienda autonoma di cura di Grado, che si realizzava attraverso campagne inserzionistiche, promozionali in Italia e all’estero finanziate e sostenute dall’ENIT, brochure sottoposte al controllo del Regime, riuscì a far ritornare ospiti dai Paesi che già conoscevano Grado, ma soprattutto italiani. 



Bellissime bagnanti erano le protagoniste dei manifesti che trasmettevano in chi le guardava il desiderio di adagiarsi sulla sabbia dorata di Grado, di immergersi nel suo mare, di correre con il proprio bambino, di inebriarsi del sapore del mare prima di un tuffo.

Poi il turismo di massa prese d’assalto la spiaggia di Grado, riducendo anche la vacanza ad una banalità, ad un mero divertimento, ma quei manifesti continuarono a trasmettere il loro messaggio







Grado luogo a più dimensioni dove c’è spazio per altre “visioni” oltre al mare.


Oltrochè Keyword mapping o brand image.

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14 febbraio, 2017

Incontri in mare. I Bulli o Bucali


Incontri in mare.


Un agglomerato bianchiccio, attaccato alla ventia del vivaio, sembra una spugna e invece sono nidi d'uova fabbricati dai Murex Trunculus  (Bulli o Murice) nei quali il mollusco depone una grande quantità di uova.

Il Bullo o Murice tronca, è un mollusco gasteropode con una conchiglia robusta munita di prolungamenti gibbosi.

La specie murex trunculus (di murici si conoscono circa 250 specie) ha colorazione esterna tendente al bruno.


Caratteristiche fisiche
Si tratta di un mollusco gasteropode che fa pare della famiglia dei Muridae. E’ lungo tra i 6 e i 9 centimetri.    La sua conchiglia, di dimensioni analoghe a quelle dell’animale, ha una forma rigonfia che tende ad allungarsi a un’estremità e presenta una superficie rugosa e circondata da una serie di minuscoli cordoni che formano delle spirali dotate di prolungamenti simili a robuste spine. 
Si tratta di una specie carnivora e alla base della sua alimentazione vi sono pesci morti o altri tipi di molluschi che uccide emettendo una sostanza acida che ne perfora il guscio.
Proprietà nutritive
Da un punto di vista nutrizionale offrono, a fronte di un bassissimo apporto calorico che si aggira intorno alle 135 calorie per ogni 100 grammi di prodotto, un elevato contenuto di sali minerali, per esempio potassio, sodio ferro, calcio e iodio. Sono ricchi di proteine, circa 26 gr. per ogni etto, di vitamine del gruppo A e del gruppo B. In più hanno il vantaggio di contenere pochissimi grassi, si parla di un ridottissimo 1, 2 gr. per ogni 100 grammi di prodotto.
La riproduzione Avviene nei mesi primaverili.

Il Murice è uno dei molluschi marini più conosciuti fin dall’antichità per la tinta che I Fenici di Tiro, con uno straordinario procedimento di lavorazione, ricavavano dai Murex .


La loro celebre “porpora”, per tinteggiare le preziose lane di imperatori, sacerdoti e patrizi romani, era richiestissima. 




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13 febbraio, 2017

SEmo poca roba




Poca roba

Semo poca roba
Dio, semo quasi ninte
un sbuffo de aria.

Ombre dei omini che ze za passai
forsi al ricordo de garghe vita persa

Ma comò?  femo pietà
quanto dolor,
quanta vita se porta via al vento

De noltri,
de quel che geremo,
no resta ninte!


Riscrizione in graisan di un canto di  Franco Loi.

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12 febbraio, 2017

Da Homo Sapiens a Homo Paluantes



Giovanni Marchesan "Stiata", quasi fosse un antropologo, ha scolpito con le parole le figure assolutamente originali e centrate della nostra umanità gradese.
In questo piccolo saggio,  dà la visione  di quella che è l' immagine ancestrale dell' uomo gradese:

L' homo paluantes


Ara qua noltri de 'ste lagune, inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi,  paese svodo.. 'vilio?  No! no cedemo! 
Un goto de vin comò medicamento e se tiremo sù, 'ndemo 'vanti!

Po'te riva l' istae co' la bruserai foresti, al sol che te bate su i sintiminti, i mossati, le aleghe
Un goto de vin e "La Vita continua" como che diseva quel film!

"L'uomo è un animale dotato di intellighenzia noi siamo il cosidetto "HOMO SAPIENS" : 
L'omo de la sapienzia e magnevemo gransi in fogo, incuo magnemo polastri solo se i xe rusti però!

Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.
"Oggi, letto alla francese con materasso Spermaflex e villetta in zona residenziale'!
e  cussì va 'l mondperchè quà ne '''Isoladelsole" no' vinse "l' omosapiens" no! 
Qua vinse l'isola e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga a 'l mondo.!

No ha valso nianche le sento rasse che se ha casao a qua co'l tenpo...  No ha valso ne ostrogoti, ne furlani, ne tudischi, ne taliani no ha valso ne la prima ne le ultime guere.

Ninte e nissun ha valso qua!

Palù gera e palù resta qua intorno  e un poco anche qua drento forsi.
Cu che se stabilisse a qua, in questa isola, poco a la volta perde le so' abitudinial so' modo de vive, de esse.

 che loga a qua, se trasforma pianpian de "Homo Sapiens" a "Homo paluantes"
Si. signori!Omo de la palude "nel bene ma sopratutto nel male!"- 

No' savaravo dì se xe 'l sol, al salso o  'l sabion che rispiremo o se xe 'l palu co' i so' miasmi.
Me no'savaravo dì, ma par che drento qua de le nostre teste i seculi sia passai per ninte e che 'l tenpo de Atila, de Francescogiusepe  al tenpo del duce o quel de Pipo Baudo sia duto un, sia duto un ninte.
Par che al tenpo a qua no' lassa segno.

Ma  xe un ben o xe un mal questo?

Cu  pol dilo...cu pol giudicà me 'i ragiono sora ma no'son un 'strologo!

''L'Homo Paluantes  è un mistero anzi un dogma e contro i dogmi non si puo! 
Per decifrare l'Homo sapiens sono bastati gli antropologhma l'Homo paluantes è fuori da ogni schema conosciuto.
E no'xe sienzia ne marchingegno che ne possa inquadrà!

Quando i oltri umani veghe bianco, per noltri xe duto nero.
 vol costruio gargossa, xe 'l momento che noltri disfemo e co se trata de esse insieme e 'frontà. no' semo mai prisinti però se se trata de sigà sighemo!  
Ma ne'l posto sbaliao! 

Un Umano, se al xe de fora, al xe senpre bravo, capace, bon e perfin belo -
E per dili cana un paesan, semo senpre prunti ma se xe de riconiusili gargossa de bon che l'ha fato mamai!

Homo Paluantes, gargun dise che semo de un'oltro pianeta...
si! del pianeta sconosciuto chiamato PA-LU-DE     -      PALU'.


me digo che i scrive 'ste robe per insenpià la zente!

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11 febbraio, 2017

Aggiornamenti sul Termalismo




Il   Mega Progetto delle Nuove Terme Marine di Grado si è inceppato e in attesa di soluzioni, per aggiornarmi mi son fatto carico di una piccola ricerca su quello che oggi è di gran moda sul mondo termale.

Le terme ormai si chiamano SPA, non ci si va a curare il mal di schiena ma per raggiungere la:

-primordiale bellezza dell’armonia psicofisica attraverso un sano lavacro sensoriale-.
-Cosa cazzo significa?-
Per farla breve: vai alle terme e dovresti uscirne come nuovo.
Integro e ripulito, purificato e pronto per affrontare ancora il lordume della vita moderna, proverbialmente foriera di malanni, stress e ansie di varia natura.

Immergiamoci  dunque nella magia del benessere totalizzante.

Si comincia con la piscina termale, la grande vasca d’acqua calda salsobromoiodica: 
Inspirate a piene narici i vapori che dicono essere di mare.
Notate che gli altri umanoidi, seminudi come voi, affollano sgomitanti solo alcune zone della piscina: scomode nicchie dalle cui pareti fuoriescono le bollicine idromassaggio o enormi rubinetti che gli rovesciano addosso un rilassante getto violento d’acqua a 45 gradi: mettetevi in coda per goderne i benefici.

Terminata l’abluzione, si passa al bagno turco. Un viaggio di rigenerazione corporea e mentale nella vera tradizione turca. Ovvero: calura atroce e finte decorazioni orientali alle pareti. Si tratta di uno stanzone sigillato ad elevatissima temperatura, un caldo umido che vi farà sudare come fontane.

Usciti da questo clima tropicale, correte a tuffarvi nel frigidarium, la piscina di acqua gelida.
Il vostro corpo a questo punto pensa ma che cazzo succede oggi?, e un po’ ha ragione: in effetti, nelle situazioni normali, di solito gli umani rifuggono l’improvviso contrasto caldo-freddo - fa venire la bronchite, diceva la mamma-.
Tuttavia qui, per motivi misteriosi, il brusco cambiamento pare sia portatore di immenso benessere..

Ora, completiamo il circuito e barrichiamoci nella sauna.
E’ difficile descrivere il piacere della sauna: un po’ come stare chiusi in macchina a mezzogiorno di ferragosto coi finestrini chiusi e senza aria condizionata, però i sedili sono di legno. 
Ci si passa una mezz’ora - non di più, altrimenti si rischia di svenire - conversando con sconosciuti piacevolmente dimentichi del clima torrido. 
Non toccate le simpatiche pietruzze raccolte nel secchio di fronte a voi: sono roventi, si rischia di rimanerci attaccati.

Poi, la doccia musico-cromo-aromatica. Un vero portento. 
Tipo la doccia di casa vostra, però con certe lucine colorate, il cd del Buddha Bar in sottofondo e in più l’acqua, che ha un vago sapore di rosmarino.

A tutto ciò si possono aggiungere speciali trattamenti globali: ad esempio, il massaggio (con alghe putrefatte, pietre o bastoni, a voi la scelta); la ceretta integrale a secco; l’esfoliazione a base di sostanze quali il guano, le meduse vive e l’argilla marocchina infuocata, in una mistica estasi purificante di relax alternato al dolore.

Finito? Ma no!. Con cortese fermezza, gli infermieri vi obbligheranno a ripetere daccapo il percorso. Suvvia, lasciatevi coccolare. Più e più volte, sino al raggiungimento della pace mentale e fisica.

Ecco questo è tutto, dovreste aver raggiunto il Nirvana, ovviamente a pagamento.

Qui a Grado per essere onesti, su questo ci giochiamo il futuro.
Tocchiamoci le parti, ormai libere da lordure, e speriamo ben nel prosieguo della vicenda. 

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10 febbraio, 2017

Organi in Basilica



Cliccate sull' immagine per ingrandire e leggere.

Un post ricco di storia, complicato da mettere insieme, ricerche fatte a più mani da Luciano Cicogna, don Michele Tommasin, Bruno Scaramuzza, il tutto assemblato da me.

Un post che partito da una semplice domanda, che fine ha fatto l'organo precedente a questo ultimo della basilica, ci ha portato lontano a percorrere storie di strumenti musicali unici al mondo, ma anche storie di organisti unici perchè da solo lo strumento non ha funzioni e poi ancora intrecci della grande politica medievale addirittura lo sfioramento di Carlo Magno con il Patriarcato.

Insomma, Grado riserva come al solito grandi sorprese e si è tentato di dare risposta a tutti i quesiti, consiglio di leggere con attenzione il pdf pubblicato perchè davvero merita. 
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