Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

09 dicembre, 2016

I Tagia Tabari



L' ho ritrovata per caso aprendo una cartella quasi dimenticata, il testo di una canzone di Gianni "Cavallin" Marchesan, come sempre, al contempo ironico raffinato e ferocemente corrispondente alla nostra realtà.



Tagia Tabari 

Son 'ndào a spetà gno mare là de la paruchiera, 
le femene col casco che le se 'nbrostoleva
 le ciacoleva mal de amissi e de parinti
 pareva de catasse in t'un covo de sarpinti. 

Col comio sora 'l banco bevendo un per de quarti 
i tagia più tabari de sento e vinti sarti, 
le petole le và, comò le piume al vento
 i passa garghe oreta co stò divertimento.

 'Na volta gera peso ne l'hà contào gno pare 
i feva anche le gare in duta la region; 
le gare xe stào fato però xe stào i graisani 
che ha vinto 'l campionato.

I graisani no i hà lengue 
ma i hà spade e baionete,
 co le ciacole i fà a fete 
al più onesto citadin. 

Quela l'hà le ganbe storte 
stò oltro xe un piogìo refào 
quel là al xe bon de ninte...
sò marì 'l xe alculisào, 

Ne vien dite de ogni sorta cativerie 
un magasin ma me creo che sia de vero
 ...solamente un giossetin. 

Graisani buni e cari 
bravi de tagià tabari. 



(Giovanni "Cavalin" Marchesan)

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08 dicembre, 2016

Le REgole o Mariegole



Interessante e partecipata riunione ieri sera in Casa Balilla (non riesco ad usare altro termine) il Sindaco ha esposto le sue linee guida per la gestione del bene Lagunare (vedi la foto) che richiedono approfondimenti seri perchè la questione è spinosa.

Certe cose esposte mi tornano, cambiare il Regolamento ormai obsoleto è necessario, la pax con Marano per evitare come in passato Cause milionarie, la ricostruzione degli archivi storici.

Creare un Comitato cittadino per la gestione separata degli usi civici però richiede attenzione e trasparenza, in attesa di chiarimenti che sono sicuro arriveranno, teniamoci l' esistente.

Sono solito cercare nel passato soluzioni e niente di meglio che cercare nel passato veneziano che di Laguna se ne intende.

Ho trovato un  interessante ed intelligente esercizio del buon governo nel mondo antico lagunare veneziano, con regole che venivano applicate con ferocia anche se avversate, e che toccava anche il nostro piccolo mondo.

In età ducale la pesca e la caccia costituivano le attività economiche che fornivano l’alimentazione prevalente dei veneziani.
Per questo tipo di attività produttive, destinate alla soddisfazione dei bisogni alimentari della popolazione, le autorità veneziane misero progressivamente a punto non solo forme di controllo e di regolamentazione, ma esercitarono anche, almeno per la pesca, uno sforzo di indirizzo e di sfruttamento razionale delle risorse.

La gestione di queste attività, un tempo molto attenta, era affidata alle


matriculae o “mariegole”.
Nel XIV secolo tutto ciò che riguardava la laguna, i lidi, i porti e i fiumi
veniva definito dal Consiglio dei X e talvolta dal Senato, previa la
discussione tecnica affidata ad alcuni collegi provvisionali, chiamati :


Savisopra la laguna” o “provveditori alle acque”.

Dal Consiglio dei X furono anche creati Cinque Savi sopra le mariegole e ogni volta che il caso lo
richiedeva, venivano introdotti nell’assemblea i «sensati vechi et pratici pescadori».

La Repubblica rivolse anche una particolare attenzione agli strumenti
utilizzati per la pesca e specialmente alle reti, tanto che queste erano
sottoposte a bollatura da parte dell’Ufficio della Giustizia Vecchia e
dovevano avere lunghezza e maglia uguali al modello depositato presso i
Provveditori di detto Ufficio.


Giusto per non farla troppo lunga, la chiudo qui, ma una piccola considerazione da fare è necessaria:
le regole se applicate portano a futuro, l'anarchia e far ognuno per se porta al disastro. 



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07 dicembre, 2016

L' Ereditae di Monsignor Sebastiano Tognon

Rilancio con piacere il ricordo di Antonio Boemo (Piccolo) aggiungendo per completezza:

Don Sebastiano Tognonparroco di Grado dal 1913 alla sua morte nel 1956, Graisan, primo e unico autentico figlio di popolo, Monsignore della Curia Gradese, rischiò seriamente di vedersi rifiutare come parroco da Grado, perchè il Comune nel 1909 investito dal Vescovo di Gorizia dell'esercizio del diritto di scelta tra due candidati (Ius Patronatus), optò per il candidato friulano.

La curia rifiutò e nacque una brutta storia di denunce che sembra gossip dei nostri giorni con partigiani di una parte e dell'altra e che finì appena nel 1913 con l'accettazione del Consiglio Comunale di allora. 



Oggi ricorrono i 60 anni dalla scomparsa di monsignor Sebastiano Tognon. L’anno dopo il suo posto fu preso da monsignor Silvano Fain scomparso il 19 settembre del 1998. Nell’avvicendamento subentrarono quindi l’amministratore parrocchiale don Gianfranco Gregori e poi monsignor Armando Zorzin che proprio recentemente, dopo 17 anni, è stato destinato ad altro incarico (è il vicario della Diocesi). Al suo posto è giunto l’attuale parroco monsignor Michele Centomo.

Lo scomparso del quale si ricordano oggi i 60 anni dalla scomparsa, monsignor Sebastiano Tognon, è considerato a Grado quasi come un eroe avendo salvato il tesoro della basilica. Andando contro ai suggerimenti dell’arcivescovo di Gorizia, monsignor Borgia Sedej che indicava come posto sicuro Gorizia, il parroco fece fare invece dal falegname Ermacora Zuliani che abitava di fronte alla parrocchia. Una botola nel pavimento del pianoterra della casa dove di notte trasferì mettendolo al sicuro il tesoro.

Solo che lo Zuliani, così ricordava Ferruccio De Grassi nel suo libro “All’ombra di San Michele”, 
accanto al tesoro aggiunse una baionetta austriaca che apparteneva al figlio che combatteva come ufficiale nell’esercito austro ungarico. Fatto sta che i carabinieri che si recarono a controllare attentamente l’abitazione subito dopo la visita a Grado del Re, trovarono il tesoro e la baionetta e internarono immediatamente tutti.

Il parroc ofece tre mesi di prigionia ad Alessandria e quindi fu trasferito a Firenze. I carabinieri riportarono il tesoro in basilica custodito dagli stessi ma poi finì a Firenze prima di ritornare a Grado nel 1919.

La foto che pubblichiamo qui sopra è del 1955 e si trova esposta nella sacrestia della basilica di Sant’Eufemia.

La lunga ricerca dei nomi dei chierichetti (ne mancano solo due) è stata fatta da Vermiglio Trevisan meglio conosciuto come Maurizio. Questi i nomi dei “zaghetti”.

Ennio Clama, Giuseppe Facchinetti, Gianbattista Di Mercurio, Mauro Tognon, Luigi Raugna, Giovanni Corbatto, Giorgio Raugna, Rudi Dovier, Bernardino Facchinetti, Gioacchino Raugna, Mario Boemo, Mario Sanson, Fiorenzo Marchesan, Robertino Bottin, Gianmarco Gregori, Giovanni Marocco, Nicolò Clama, Carlo Boemo, Giovanni Cester, Valerio Pastoricchio Ferruccio Tognon, Manlio Grigolon, Enverio Gimona, Sergio Marchesan, Gianpietro Facchinetti, Giovanni Marchesan, Francesco Tomasini, Giuseppe Raugna, Ennio Vadori, Valdino Diust, Mario PInatti, Giovanni Troian, Stefano Benvegnù, Renzo Bottin, Claudio Svettini, Biagio Marocco, Giancarlo Corbatto.

La foto al completo:


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06 dicembre, 2016

Noltri Do - Canzone Campione Triveneto



2016
 "Noltri do” (parole di Gian.Marchesan, musica di Seba Corbatto)
I class. festival canzone gradese
II class festival Regionale FVG
I class. Triveneto


“Noltri do“, canzone regina della storica 50° edizione del Festival della canzone gradese sarà incoronata in qualità di prima classificata del Triveneto.

Domenica 11 dicembre nell’ambito della 38 edizione del festival della canzone triestina nella suggestiva cornice del Politeama Rossetti autori e cantanti ritireranno l’ambitissimo titolo, che segue quello del secondo posto al festival del Friuli Venezia Giulia.

 “Noltri do”, composta per quanto concerne il testo poetico da Gian Marchesan, musicate alla grande da Sebastiano Corbatto “Seba” raccoglie e trasmette in un linguaggio moderno, ma legatissimo al ritmo della parlata gradese, una storia alquanto semplice, mai non banale: una storia di vero Amore.

Quello con l’A maiuscola vissuto, sofferto nel microcosmo isolano con un appello all’intimità, ala riservatezza dei sentimenti. Quasi un controsenso in un mondo, nel macrocosmo, dove tutti non solo vogliono sapere tutto di tutti ma intendono anche poter commentare quasi diventare attori. Interpreti del brano due voci davvero eccellenti Fabiana Lavaroni e Simone Zentilin che eseguiranno il brano prima di ricevere il riconoscimento.

L’associazione “Quelli del festival della canzone gradese”  organizzatore della manifestazione di concerto con il Comune di Grado, regione FVG, Fondazione CariGorizia e in collaborazione con la Banda civica di Grado, gli amici del Circolo Castrum ecc…esprime la propria soddisfazione per il premio che conferma la bontà del percorso culturale e delle scelte organizzative di un Festival nato nel lontano 1946 e che ha quale prerogativa mantener viva la parlata.
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