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30 aprile, 2011

Lorenzo Boemo "Pastor"


Con la foto dal titolo "TERRA NOSTRA" l'artista gradese Lorenzo Boemo si
aggiudica il terzo premio assoluto al concorso fotografico nazionale avente per tema "lavori e tradizioni in campagna" in occasione della mostra zootecnica di BRA in Piemonte.
-le opere sono esposte fino al primo maggio presso la chiesa di S.ROCCO a BRA.

Oltre ad essere felice per Lorenzo la cui capacità artistica è fenomenale e variegata, questa cosa mi fa ricordare che tanti anni fa si organizzavano a Grado gli "extempore" gare esposizione di varie forme dell'arte, dalla pittura alla fotografia; erano appuntamenti ambiti, di grande richiamo mediatico e in fondo poco costosi da organizzare.

Il vento delle iniziative culturali a Grado si è veramente spento, peccato!
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29 aprile, 2011

La ricchezza Ostentata-The Royal Wedding





Stanno indicando tutti noi!
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28 aprile, 2011

Emancipazione






Vediamo come Giovanni Marchesan "Stiata" immagina l'emancipazione del "graisan" con l'effetto TURISMO:





Emancipazione...mai più pescaor!
Emancipazione...Turismo..
Siam tutti signor!

Cu sbusa biliti, bareta fracagia
cu scava le buse, rastela sabion.
Un fa su le tende, cu neta la spiaza
-Ze pronte le sdraio?...verzi l'ombrelon!

Guardian de 'l albergo, trasporta valise
la camera neta...se volta 'l pagion!
cu smacia vistiti, cu stira camise...
un lustra i utuni, un lava 'l salon!

Emancipazione...mai più pescaor!

T'ho stanghe de giasso, se pronta i gilati
se spina la bira, prepara 'l frapé...
cu neta polastri, bransini...guati.
Ze pronto 'l arosto?...polpete per tre!

E co 'l vaporeto ze gita in Laguna
cu porta in batela i siuri per mar.
E quando fa sera, co 'l ciaro de luna...
un canta , do sona...per fa la zornà.

Emancipazione ...mai più pescaor!

Cu fita la casa, cu fita 'l caicio
cu vende tirache, cu fa quel che pol.
Un mostra le cese, un verze 'n uficio
per vende caligo...al posto de 'l sol!

Emancipazione, che bella parola
Emancipazione...non più pescaor!
Evviva il Turismo che tutti consola
Evviva il Turismo...siam tutti signor!

E' facile ritrovarsi no?

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27 aprile, 2011

Sbrissa al Bisato e la questua


Immancabili, presenti ad ogni manifestazione pubblica, lo spirito della registrazione dell'accadimento ha portato i dioscuri di Sbrissa al Bisato alla presentazione del candidato Sindaco Enzo Tirelli.

Una novità, per coprire le notevoli spese di registrazione e post produzione dei video hanno avuto la bella pensata di affidarsi alla bontà della gente, da qui l'urna per le offerte.
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26 aprile, 2011

I Degrassi e Vigilio Degrassi


Vigilio Degrassi nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.

Ma è importante, per capire chi fosse Vigilio, sapere del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini che permetterà loro di dominare la nostra cittadina per quasi un secolo.

Luigi de Grassi (1809-1890), seguendo le orme del padre Giovanni e dello zio Michiel, diventa Segretario comunale, mantenendo l’incarico per più di quarant’anni e meritandosi l’appellativo di Penna del diavolo.
Anche il suo secondogenito Francesco (1853-1935) occuperà lo stesso posto del padre, per altri quaranta anni e si occuperà attivamente di politica nel Partito liberale, fondato a Grado nel 1896.
Francesco si sposa con Matilde Marchesini, sorella dei tre podestà dell’isola, e in quei decenni che vanno dalla fine dell’800 al primo dopoguerra le decisioni politiche e amministrative si prendono a Villa Matilde, di sua proprietà, che perciò i gradesi chiamano scherzosamente “il Vaticano”.
Francesco e Matilde hanno ben nove fra figli e figlie, due dei quali – Ugo e Giuseppe (padre di Aquilio) – saranno anch’essi Segretari del Comune di Grado.
Una figlia, Aquilina, sposerà il chirurgo Smareglia ed altri due figli lasceranno il segno nella storia di Grado: Vigilio e Placido.

Una famiglia di "comandauri", tutte le grandi decisioni passano per le loro teste, ma Vigilio è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.
Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.
Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.
La poliedricità è stata senz’altro la caratteristica saliente di Vigilio De Grassi, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano.
Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo.
Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca.
Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere.
Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.
Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.
Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria.
Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale.
Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati.
Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi.
Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare.
Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che De Grassi progettò dal 1920 al 1956.

Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dededicargli nulla se non questa modesta targhetta (vedi foto) fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.

nella foto in alto con DeGasperi nel 1951.


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25 aprile, 2011

Il Blogger e la Pasqua in comunione


Tempo di Pasqua, la comunione la rinascita, tempo di grande spiritualità, ora provo a descrivere le mie sensazioni in chiave pasquale quando tento di identificarmi con il blogger che c'è in me.

Il Blogger cerca soltanto, nel gettare la sua rete di parole nella rete, di catturare qualche viandante che gli dica: ti riconosco, sei il fratello (l'amico, l'amante) che cercavo.

Il mettere in mostra i propri pensieri (le proprie letture, i propri versi) gratuitamente senza altro fine che il riconoscimento: in qualche luogo del mondo, al qualcuno che parla corrisponde un qualcuno che ascolta.

Comunicare. Comunione. Unione.

Donare, come punto di partenza per una conoscenza profonda tra esseri.

Il blog come tabernacolo.

Il pensiero-corpo del blogger mangiato quotidianamente.

Compenetrazione di essere nell'essere. Mistero della rete.

Ognuno di noi, in fondo, nella propria vita limitata o espansa, potrà realmente entrare in contatto, in comunione, solo con un numero più o meno limitato di suoi simili.

Non è possibile riconoscere la moltitudine .

Essere riconosciuto senza ri-conoscere il conoscente è grossolanità, prepotenza, tracotanza.
E il blogger è anima delicata o non è blogger.

C'è già troppa propagazione di stronzaggine nel mondo, soprattutto quella che viene detta, urlata, fregandosene del volto del lettore, dell'ascoltatore.

Il blogger non parla alle piazze, il blogger parla a uno, non a molti, perché ogni volto a cui parla può essere il suo.

Buona Pasqua in comunione a Tutti.
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24 aprile, 2011

Referendum


Il Referendum.
Arma del Popolo … poco usata.
In passato per il divorzio e l’aborto è stata fondamentale per uscire dal medioevo “cattolico”.

Aveva funzionato nel 1987 sul “nucleare” sull' onda di Chernobyl, ma nessuno oggi se ne cura di quella “volontà del popolo”.
Così come nessuno si cura dell’abolizione del Ministero dell’Agricoltura.
Ma si sa, i nostri politici hanno uno strano concetto sull’applicazione delle regole e soprattutto sull’onestà collettiva e personale.

Ora, a me sembra che il Governo stia utilizzando una tattica perversa e non democratica (che completa una strategia ben definita) sul Referendum:
prima hanno giocato con la formulazione dei quesiti (scrivi si e vuol dire no), poi forse spaventati dalla marea montante di internet che stigmatizzava questi atteggiamenti, hanno cambiato tattica, è un gioco a carte molto scoperte.

Non si vuole il voto sul “legittimo impedimento” (norma assolutamente incredibile e anticostituzionale) e quindi si distruggono le basi degli altri due Referendum, quello sull’acqua e quello sul nucleare, quelli che avrebbero portato gli Italiani più pigri al voto.

Ne rimarrà solo uno, quello sul “Legittimo impedimento” e siccome gli Italiani non sanno bene di cosa si tratti (non sono informati o non sono interessati o non capiscono che danno sia per la democrazia del Paese) allora il referendum può fallire.

Andranno tutti al mare gli Italiani e magicamente in autunno torneranno in auge il Nucleare e la Lottizzazione privata dell’acqua.

Due mostri che vogliono tenere vivi.
Li si addormenta solo per togliere di mezzo il rischio che il “legittimo impedimento” venga abrogato dal Popolo.

Il Popolo, si sa, è meglio controllarlo un po’, a volte pensa di essere troppo libero.
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22 aprile, 2011

Graisani.com-Forum chiuso


Alla fine si è deciso.
Augusto, credo facendo uno sforzo tremendo, ha fermato la sua creatura.
Il forum di Graisani.com nato per comunicare tra graisani (io ne faccio parte con il nick Step dal 2004) stava diventando una latrina.

Mi dispiace per Augusto, so che gli sarà costato uno sforzo emotivo notevole, ma mi rendo conto delle difficoltà che si hanno nel gestire un sito che richiede un controllo continuo sui contenuti.

Ci si affida ai partecipanti, al loro buonsenso, alla loro educazione, poi qualcosa sfugge e tu non puoi star li tutto il santo giorno a correggere a bannare. La gente se ne frega, crede sia tutto possibile, scrive e offende, i nomi andrebbero esclusi, invece no fanno gli eroi, ma il culo è il tuo, è quello che è in gioco, ma, cazzo lo spazio è gratuito, ci hai lavorato anni per farti conoscere, per dare una voce a tutti, una voce che non strilli che non urli che resti nei limiti della decenza, per quanto larghi.

No, la loro libertà (sic?) è la tua condanna, tu non sei più libero, sei incatenato al computer per controllare gli istinti e le emozioni più basse scatenate dalla presunta libertà che hai concesso consentendo di usare nick anonimi, sono i tuoi amici che se ne approffittano, i tuoi supporter, quelli che davanti ti dicono - co bravo che 'l ze - e dietro pensano - co mona -.

E' triste dirlo, ma chissà se tutti sono pronti a gestire tutta questa libertà concessa senza capire che la loro libertà confina con la libertà degli altri e le regole sono severe se vuoi continuare ad essere libero.

Mi dispiace profondamente, in questi anni il sito Graisani.com ha fatto delle cose straordinarie per noi gradesi, ha dato voce a tutti gratuitamente, ha messo in contatto gente graisana da ogni punto del mondo consentendo loro di sentirsi ancora a casa, ha condotto per mano un sacco di ragazzi per le strade contorne e complicate di internet, ha aiutato a capire la tecnica e l'utilizzo corretto del web.

Non tutti sono grati per questo ad Augusto Gregori, che anzi quasi sempre ha dovuto far da parafulmine per conto di chi esagerava con le parole fregandosene delle conseguenze e ora si è stufato.

Ha Fatto Bene.
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21 aprile, 2011

Agricoltura moderna: gli Ogm replicanti


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20 aprile, 2011

Dodecalogo delle veraci


Interessante, istruttiva ed utile iniziativa del mio gruppo di Aziende che ha pubblicato un dodecalogo dei SI e dei NO sui comportamenti da tenere con l'acquisto ed il consumo della vongola verace di nostra produzione.
(Il tutto vale anche con gli altri molluschi eduli)
(cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggerla)
Vi aggiungo qualche ricetta semplice, semplice per gustarle meglio:



BORETO DE BACI

1 kg di vongole
1 cucchiaio di olio di semi
1 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaio di farina OO
pepe nero

In una casseruola soffriggete l’aglio tritato nell’olio, aggiungete una spruzzata di farina e poi le vongole precedentemente lavate. Pepate bene, mescolate un po’ e bagnate con acqua bollente. Fate cuocere finché le vongole saranno tutte aperte e si sarà formato un bel sugo.
Servite con polenta bianca.
Vino consigliato: Friulano
Per 4 persone

Spaghetti alle Vongole

Far aprire le vongole in un tegame basso con coperchio a fuoco moderato con aglio tagliato a pezzi, olio extra vergine, pepe nero e un poco di peperoncino.
A parte cuocere gli spaghetti al dente e dopo averli scolati farli saltare nel tegame con le vongole.
Prima di servire, aggiungere una manciata di prezzemolo e un po di pane grattugiato.
Variante "in rosso" con l'aggiunta di pomodoro.
Vino consigliato: Friulano o Malvasia Istriana.

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19 aprile, 2011

Tu savivi che 'l mar sospira?


Questo vecchio barco "carolao" oggi ha compiuto gli anni e in tanti mi hanno scritto per gli auguri.

Dirvi che mi ha fatto piacere è poco ed ho pensato di dedicare a tutti voi una poesia sui corsi e ricorsi della vita che oggi mi serve per abbracciarvi tutti in un colpo solo con un sospiro del mare.

Grazie:
Tu savivi che 'l mar sospira?

Sussiai lisieri de onda,
e la su la riva se rompe mile storie,
vissue nel tempo pena passao.

Ogni riada, ogni sussiao, ogni lagrema
ogni bastiema, ogni dolor, ogni promessa,
ogni preghiera, ogni sussuro
se alza comò spuma salagia la su la riva.

La spuma se ingruma e 'lora nuoli rosa e grigi,
sdiunfi de lagreme,
de gioia o disperae,
quele che no ghitemo mai fora,
ma tignimo, orgoliusi, drentro al cuor.

Sirocchi e maestrali le sburta
e la piova se rimescola denovo col mar.
Torna su la riva l'onda
e libera le nostre mile storie in spuma fina.

E 'l mar sospira pian rasegnao
...'ncora, 'ncora, 'ncora!


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18 aprile, 2011

Nuovi Comandauri e Pacche sulle spalle


C'è una categoria di persone che in questo periodo elettorale emergerà dalle spume del mare per rendersi protagonista del loro sport preferito le "pacche sulle spalle".

E' composta da quelle persone che ti fanno i complimenti, si congratulano con te quando fai una certa cosa, soprattutto se questa è una cosa di "principio" che porta ad esporti e faticare in assoluta solitudine per affermare un diritto o sostenere una causa che tu reputi importante.

Anche loro, come te, la reputano importante, anche loro credono dovrebbe essere garantito quel diritto o quel principio, loro, però, se ne stanno con il culo comodamente poggiato su una sedia a guardare.

A guardare te che ti sbatti.

Non muovono un dito, non dicono un parola, non si espongono mai con nessuno, ma ti mandano sms di apprezzamento, mettono un "like" su facebook .

Quando ti vedono poi, assieme alla classica pacca sulla spalla, sorridenti ti dicono: "bravo, fai bene, non mollare, sono con te".

Ecco i nostri candidati "comandauri" per un mesetto saranno circondati da questi tizi, in parte se li dovranno anche cercare, quindi pacche sulle spalle per tutti, ma diffidate, ragazzi diffidate.

(Mi spiace che nella foto manchi un candidato comandaor, Devoti - della lista Un'Oltro Gravo- ma non sono stato in grado di trovare una sua immagine)



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Candidati


Oppplà, ora sappiamo i loro nomi, una vera e propria folla.

5  candidati Sindaco  e 192 candidati consiglieri comunali, tanti sono i partecipanti all'agone politico che avrà il suo botto finale con il voto del 15 e 16 maggio prossimi.

A scorrere l'elenco dei candidati sono restato basito, ne conosco si e no il 20 per cento, ma la colpa è sicuramente mia che con l'età sono diventato sempre più orso e frequento poco Grado, cava via garghe bar del centro storico, per me Grado è diventata troppo grande.

Certo però che questo fatto della non conoscenza dei personaggi in lizza metterà a disagio parecchi di noi anzianotti di Grado che si rifugeranno nella solita domanda a risposta incorporata "de cu al ze figio quel là"  per mettere o no le crocette  sulla scheda elettorale, tutto fa pensare che la battaglia politica dei proclami e delle promesse che comincerà sicuramente già da oggi sbatterà contro il solito muro dell'indifferenza generale salvo colpire quei pochi coinvolti e già informati.

Ecco io mi auguro che i candidati si impegnino per far capire, prima di tutto, chi sono personalmente, che escano da quella atmosfera brumosa di non conoscenza personale, per poter esprimere con coscienza e certezza la propria preferenza, che a livello locale deve essere focalizzata il più possibile sulla persona e non sulle ideologie.

Insomma scopritevi e fatevi conoscere avete un mese di tempo.


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17 aprile, 2011

Referendum


Il 12 e 13 giugno prossimi saremo chiamati a votare attraverso i referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento .

Ma ai media, poco interessa evidentemente, considerato che non ne parlano e non ne scrivono.

In compenso sappiamo vita e miracoli di B.     Un dato su tutti: il 70% degli italiani non sa che ci sono i referendum.

E' questo l'appello che gira sia sui social network che nel remailing, ed è pensabile che sia cosa buona e giusta.

Però la mia impressione è che per molti basti ripubblicare l’appello su Facebook o simili per illudersi di aver fatto qualcosa di realmente utile alla causa.

Ci giriamo l’appello a vicenda, tra gente già informata. 

Ma così siamo come  i kamikaze e  per di più pigri, cioè persone che, di fronte al male, producono reazioni più per scrupolo di coscienza - “con un click ho fatto la mia parte: sono a posto” - che per reale volontà e speranza di cambiare. 

Va a finire che la socialsfera nostrana, che pure trabocca di fini analisti dei media,  crolla su un semplice dato di fatto,  cioè che se anche la maggioranza degli utenti di Facebook andasse a votare ai referendum di giugno, il raggiungimento del quorum sarebbe lontano. 

Forse è il caso di capirlo e di capire che:

“fare cose in Rete” in questo paese significa ancora fare cose numericamente marginali, soprattutto a livello politico, c' è bisogno  di agire di conseguenza, sporcarsi le mani con  quel pezzo di vita fuori dalla rete che tanto ci  blocca, e allora  convincere e informare i propri cari e amici reali non virtuali diventa una necessità, perchè il problema è reale non virtuale. 

Oppure non fare niente, chiudersi nel proprio bozzolo o schermo che si voglia, essere tutto computer e distintivo e non sperarci.


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16 aprile, 2011

Alfredo Dentice di Frasso


Proseguendo nella ricerca dei dati storici su Riva Camperio mi sono imbattuto in un personaggio interessante dall'alto profilo che nello stesso periodo dall' 11 febbraio 1916 al 31 ottobre 1917  fu il comandante della piazza di Grado:

Alfredo Dentice di Frasso, nato a Napoli nel 1873,  capitano di fregata, eroe di guerra, medaglia di bronzo al valor militare per audaci azioni di guerra, militare di carriera e anche nobile di origine.

Dentice di Frasso organizzò la ritirata delle sue forze,  salvando praticamente tutte le artiglierie mobili,  dopo le tremende giornate di Caporetto compiendo azioni di retroguardia per rallentare l'armata austriaca che dilagava nella pianura friulana, tali azioni di valsero la promozione sul campo a capitano di vascello e una medaglia d'argento al valor militare.

Lo strano però è che un uomo simile viene ricordato da Grado dedicandogli  (ho dovuto sudare per scoprirlo) un piccolo canale, il canale prospiciente alla Riva Camperio che va dal ponte della Schiusa fino agli squeri, mi pare pochetto, ma forse è una evidenziazione del carattere gradese che pur pronandosi è fondamentalmente e intimamente  contro tutto quello che è autorità, rimarcando il nostro catto-anarchismo.

(nella foto dei tre comandanti che si sono succeduti a Grado Dentice di Frasso è il primo da sinistra)
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14 aprile, 2011

I condom creativi



Trovati dalla donna delle pulizie ad Arcore questi prodotti ultra tecnologici dell' industria del sesso.

Spiccano lo stile Mirò, il Leopardato, la Scossa, l'Autunnale e per finire il capolavoro la guaina in legno finissimo (dicono molto consumato).


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13 aprile, 2011

Riva Camperio


Capita alle volte girando per Grado di incuriosirmi dei nomi a cui certe vie sono dedicate, questa volta è toccato a Riva Camperio.

Ho fatto una breve ricerca e il risultato è il profilo di un' ufficiale della Marina Italiana, il primo nella fattispecie, che ebbe il comando della Piazza di Grado dal 18 giugno al 30 settembre 1915.

Filippo Camperio di Milano, classe 1873, capitano di corvetta, con grande esperienza di guerra navale e medaglia d'argento al valor militare per azioni di guerra valorose, era un uomo  schietto e di spirito.

Affrontò con vigore la situazione di una Grado disastrata dagli eventi bellici e dall'incertezza dei paesi confinanti adottando particolari provvedimenti per la popolazione stremata;  nel breve tempo del suo comando si mosse con grande abilità tra la gente senza mai farla sentire vinta, comportandosi con umanità e buon senso popolano.

Si è conquistato una Riva e un po della nostra riconoscenza.

Nella foto Camperio (terzo da sinistra dopo il gen. Cadorna e con il sindaco di Grado Giovanni Marchesini)



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12 aprile, 2011

Insalata di Mare


Ho letto la scorsa settimana un' articolo allarmato in prima pagina del Piccolo che parlava di assenza totale di pesce in Golfo di Trieste e poveri noi di qua e di la.

Bho? Avranno visto un film che non conosco.

Io in mare ci sono tutti i giorni e non ho mai visto in passato una concentrazione di uova di calamaro deposte sui pergolati negli allevamenti di mitili come quest' anno, ci sono, in questa stagione dove la temperatura dell' acqua comincia a cambiare, piccoli di canestrello, piltri, bulli e garuse e perfino pinne nobili.

Magari rispettandolo un po di più sto povero Golfo si ricrea un' abitat.

(in foto le uova di calamaro sul pergolato di cozze)


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11 aprile, 2011

Nuovi Leader


Concludo la carrellata di nuovi possibili Leader sulla piazza di Grado con:

Angela Giorgione, rappresentante del  PD e di una coalizione di liste civiche che rappresentano il centro sinistra.

E' il soggetto politico con maggior esperienza tra tutti gli aspiranti Sindaco, vista la sua militanza di lungo corso nel PD  (è consigliere provinciale)  rappresenta il risultato di una spremitura feroce all'interno del Pd locale dove le bocche da sfamare non erano poche, ma tant'è, il paese è piccolo, le ambizioni molte, i precedenti non proprio da medaglia.

E' sicuramente la rappresentante migliore che poteva esprimere una parte politica che ha avuto al suo interno, recentemente, grossi sconvolgimenti, con dimissioni di massa e faticose ricostruzioni, mi aspetto da lei che dica e faccia cose di sinistra e  potrei dire che è liberista ma anche colbertista, federalista ma anche centralista, ma visto che mi sanguina il cuore, ometto ogni giudizio in attesa di fatti concreti di cambiamento.

Sulla fiducia,  è una buona candidata, la migliore possibile per il centro sinistra attuale.


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10 aprile, 2011

Stienzere de Festival


Ricevo e pubblico questo resumee dell' ultimo Festival scritto da una persona che mi è cara il Prof. Matteo Marchesan, che racconta con il suo stile piano e colto una serata indimenticabile per molti, mettendo insieme in un unico barco "le stienzere del Festival".

Il Festival della Canzone Gradese, nato nel 1946 e giunto alla 45.a edizione, si è svolto sabato 2 aprile al Palazzo dei Congressi, sotto la Direzione musicale di Ferruccio Tognon, la Direzione di scena di Michela Maricchio e la Direzione artistica di Leonardo Tognon, all’insegna di alcuni significativi elementi di novità. Il primo è stato la celebrazione di un’assenza, cioè il ricordo di colui che in tutti questi anni ha retto, senza apparire, il timone di questa tradizione storica gradese: don Luigi, semplicemente, per i Gradesi, che ci ha lasciati in punta di piedi, con il suo stile non invadente e rasserenante. Quando all’inizio è apparsa sugli schermi una sua immagine molto eloquente e famigliare e il presentatore della serata, Leonardo Tognon, con brevi parole ne ha evocato il ruolo culturale e umano all’interno della comunità e delle sue espressioni più significative, il pubblico, che gremiva come di consuetudine il Palazzo della grande rappresentazione della “graisanità”, si è sciolto in un commovente lungo applauso indirizzato alla sua persona: e così, per uno di quegli strani meccanismi del mondo dello spettacolo, quella compianta assenza si è trasformata in presenza tenera ed amata. Don Luigi del Festival è stato per quasi cinquant’anni il più convinto e coerente sostenitore, sempre pronto a valorizzare, quale Presidente della Commissione Selezionatrice, anche la più umile ma autentica ispirazione testuale e musicale, perché egli amava la gente, la sua gente, che incontrava piacevolmente e amabilmente per le strade di Grado con il suo sorriso e quello spirito gioviale, sempre pronto alla battuta bonariamente ironica e simpatica o all’aneddoto, che faceva respirare meglio chiunque lo incontrasse. Questo è stato allora, lo si è capito dalle prime battute fino al grazie finale del Parroco Mons. Zorzin, sommessamente e costantemente, il filo conduttore della elegante serata. Tra i collaboratori del Festival, da qualche anno a questa parte, vi è anche l’artista Dino Facchinetti, che con la sua maestria ha impresso un tocco di alta espressività ai manifesti, alle scene, ai vari riconoscimenti e al libretto di sala, dove compaiono, oltre a diverse immagini tipiche del suo repertorio, anche due brevi testi poetici espressi con aulico linguaggio dialettale e genuino spirito di radici gradesi, sui temi dello scorrere della vita e delle stagioni “economiche”, e delle onde del mare, di mariniana memoria: un’impronta di classe elevata, che sicuramente attribuisce un raffinato e multiforme valore aggiunto al “prodotto” complessivo. Il gruppo degli organizzatori, “Quelli del Festival”, che si sono addossati il non facile compito di rispettare la tradizione, dando continuità alle esperienze del passato e proiettandole nel futuro, ha poi sorpreso tutti con l’Ospite d’onore di quest’anno: il prestigioso Fvg Gospel Choir, diretto dal maestro gradese Alessandro Pozzetto, che ha aperto la sua esibizione con la canzone che meglio rappresenta l’identità dell’Isola, “Mamola”, con un’interpretazione originale e vibrante, inserendo nel repertorio classico anche “Cussì xè nato Gravo” e, per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia, il “Va’, pensiero…” dal Nabucco di Giuseppe Verdi. Il pubblico, catturato dall’intensissima espressione delle voci maschili e femminili di un gruppo sperimentale, ha scandito con generosi e prolungati applausi il breve programma, per sottolineare anche la felice ed apprezzata scelta degli organizzatori. Il terzo elemento di novità, oltre alla ricerca di una sempre maggiore qualità complessiva voluta dai responsabili, è stato la mondializzazione del Festival, trasmesso in diretta via Internet e seguito da migliaia di persone in tutto il mondo, fra cui molti emigrati gradesi, che hanno avuto un ruolo attivo attraverso le immagini digitali e le e-mail inviate direttamente in studio e la votazione di una canzone cui assegnare il prestigioso Premio Internazionale: tale riconoscimento è andato ad un gradese residente in Florida, autore di lunga data, Aldo Tognon, che ha scritto parole e musica della canzone “Noltri Graisani”, interpretata dalla calda voce di Omero Gregori: in quel dolce e nostalgico “noltri” è condensato il suo immenso amore per Grado. Un ulteriore riconoscimento speciale, che vanta ormai una lunga tradizione, ha premiato, da parte della locale Cooperativa Pescatori, fondatrice del Festival attraverso il “Viliòn del Pescaòr”, il testo che meglio esprime l’ambiente e il mondo della pesca: “18 gradi a Sud-Est”, scritto e musicato da Roberto Camuffo e cantato col cuore da Ideale Eros Gregori. Sono infatti le canzoni in gara, che sole giustificano e danno senso genuino alla manifestazione canora gradese, che quest’anno ne vedeva concorrere ben dodici, sapientemente selezionate dall’apposita Commissione ed ammesse con giudizio concorde. La canzone vincitrice del 45° Festival della Canzone Gradese, decretata dai numerosi voti ottenuti dal pubblico presente in sala è risultata “Stienzere de tenpo”, parole di Andrea Felluga e musica di Andrea Barzellato, due autori esperti e di successo, cantata dagli stessi assieme ad Arti Romanello, Michele Lugnan e Fabio Fabris. Sono minute schegge, frammenti del tempo del cuore, dei sogni e dei ricordi, che punzecchiano un sentire che ravviva l’amicizia e il cammino della vita intrapreso e si chiudono con l’immagine della mano tesa al bisogno dell’altro. Un tema sempre umanamente attuale ed emotivamente molto toccante, che gli autori hanno confezionato componendo armoniosamente parole e musica, e che gli spettatori hanno premiato attribuendo loro il primo posto assoluto della presente edizione. Al secondo posto si è classificata “No xe più ninte comò ‘na volta” di Gian Nicola Corbatto, cantata da “I Bigìs”, cioè l’autore stesso e Dario Benolich. Gian Nicola ha dimostrato di saper trattare tutti i registri dell’animo umano, e dopo aver presentato lo scorso anno un brano serio e commovente riguardante una dura esperienza esistenziale, quest’anno ha stupito tutti con una canzone dal contenuto nostalgico ed autoironico, sconvolgente e discutibile, su un tema attuale e delicato quale l’integrazione, rappresentata con genuina e originale vis comica e grande simpatia dall’affiatato duetto più manichino. Meritato ovviamente il secondo posto. Al terzo posto “18 gradi a Sud-Est”, ricolma di sentimenti di amore per l’Isola, il mare, i propri cari. In una vita alquanto ripetitiva, nell’alternanza della notte e del giorno, del dolore e della speranza, il timone va dritto e sicuro nella direzione giusta: un doppio riconoscimento ad un brano molto gradito. Il “mitico” Seba era presente anche a questa edizione con la musica e l’interpretazione sempre originale e suadente di “Soto la piova”, con un testo molto bello, scritto da Paolo Lauto, dove la pioggia è immagine della vita: chi non ha voce smania dalla voglia di gridare le sue ragioni e la sua libertà. “Tienme per le mane”, scrive Alessio Gratton con musica di Marzio Corbatto e la voce sciolta ed appassionata di Stefano Meneghel; altro non è che un grido d’aiuto, in nome dell’amicizia autentica: “afferrami per le spalle, tienimi per le mani, asciuga le mie lacrime”, dove forza e compassione si compenetrano. Era la prima volta di Marco Giovanetti, autore di parole e musica della canzone “Giosse” interpretata da Cinzia Borsatti, con diverse metafore di una vita fatta anche di sofferenze e di naufragi, che scorre lenta e che una goccia d’acqua può salvare dal silenzio. E’ un cantautore noto ed apprezzato Niky Grigolon, che nella sua “Anche a Gravo ‘riva i anzuli” cerca un orientamento, un rifugio, un riferimento sicuro, che, con l’arrivo della primavera e la sua luce, si concreta in missione. Anche Antonio Pastoricchio è cantautore ed in più figlio d’arte: in “Senpre e pe’ senpre co’ tu” esprime il suo senso del vivere, delle tempeste e dei malanni, che il tempo può lenire, per ritrovare infine una felicità senza tempo in riva al mare. “L’ultimo abrasso” è stata composta da Gianni Camuffo, e cantata con Gabriele Bottin, Ennio Tarlao, Gino Lauto e Roberto Camuffo, tutte persone esperte, dalle belle voci e ben affiatate. Tratta il tema dell’affetto, affrontato con dolcezza e senso religioso, con ingredienti quali una splendida e magica notte, un sogno, un dolce canto, un triste tenero abbraccio finale e l’attesa di un nuovo giorno. Alberto Camuffo è un autore “storico” del Festival, cantore sensibile ed efficace dell’ambiente e della vita della laguna, che affida alla bellissima voce della nipote Chiara l’interpretazione della canzone “L’alba”, in cui descrive i segni del risveglio della vita e la sospensione dei sogni dei “mamuli”. Pure Gian Marchesan vanta partecipazioni e soddisfazioni plurime al Festival e consegna al giovane nipote Mattia ed a Paolo Pozzetto l’esecuzione di “’Na caressa in più”, dove un padre dialoga col figlio, per superare contrasti e incomprensioni: un sorriso e una carezza aiutano a crescere e generano riconoscenza. Questa rassegna, quindi, ha cantato l’umanità viva, in tutte le sue espressioni, la vita ambientale ma anche quella interiore e spirituale, con le sue difficoltà ed i suoi valori autentici, con il buio e con la luce, con i sogni e la quotidianità, le chiusure e il bisogno di spazi vitali, di impegno e di confronto. A consegnare i premi ai vincitori sono stati Mons. Zorzin, l’Avvocato Degrassi ed Enrico Gherghetta, che hanno rivolto dei brevi messaggi al pubblico. Il Parroco ha sottolineato l’importanza della partecipazione della cittadinanza al Festival come al Perdòn, ma anche l’urgenza di tornare a riempire le piazze del “rumore” della gente; il Presidente della G.I.T. ha confermato il suo appoggio morale, logistico e promozionale alla manifestazione, mentre il Presidente della Provincia ha espresso la sensazione di uscire sempre arricchito dalla presenza agli eventi culturali e popolari di Grado. Durante la serata sono stati anche ricordati i 150 anni di storia della banda civica ed è stato consegnato dal maestro Ferruccio Tognon il “Premio Qualità”, intestato ad Aldo Regolin, all’attuale Presidente del gruppo Gianluca Pastoricchio, il quale, raccontando la propria esperienza, ha sollecitato i giovani ad entrare nel sodalizio. Sono quasi le due di notte, quando sulla 45.a edizione del Festival della Canzone Gradese si spengono le luci di una festa, che tutte le autorità presenti hanno auspicato possa continuare, per mantenere vivi il dialetto e la cultura popolare gradese attraverso la loro “consegna nel tempo” alle più giovani generazioni.
Grazie, “Quelli del Festival”!

Matteo Marchesan
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08 aprile, 2011

Nuovi Leader


Il candidato Sindaco per il PDL è Edoardo Maricchio anche lui una novità in assoluto per Grado.

Edi (lo conosco da fantulin) ha riorganizzato il PDL locale dopo un  lungo periodo di incertezze.

E' il vincitore di una dura battaglia tra le forze del centro destra che ha generato una frattura in orizzontale tra gli iscritti e simpatizzanti.

E' imprenditore di successo  nel campo mobiliare, il che non ispira troppo uno come me che idealmente punta ad un recupero di valori altri che non siano solamente il denaro e il mattone, però è uno tenace e vero graisan, circondato da amici di lungo corso.

Ci sarà lotta dura e speriamo che tutto rimanga ad un livello di aggressività sostenibile senza scadere nelle offese e sugli scheletri nell'armadio, -ne siamo pieni tutti.-

Non avrà il mio voto, ma merita come tutti , in bocca al lupo!


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07 aprile, 2011

Festival-Noltri Graisani



Ecco il video, curato ed edito da Aldo Tognon della sua canzone "Noltri Graisani" cantata da Omero Gregori.

UPDATE:

La voce in video è di Aldo Tognon (l'autore di video e musica) mentre Omero Gregori ha cantato al Festival.


1* Premio Giuria Internazionale al Festival della Canzone Gradese 2011
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06 aprile, 2011

I Toto's


Per chiudere il Festival della Canzone Gradese 2011 ecco una bella foto del gruppo dei vincitori.

Arti Romanello, Andrea Felluga, Michele Lugnan, Fabio Fabris, Andrea Barzellato

La Canzone: " Stienzere de tenpo "
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05 aprile, 2011

Siamo pesci rossi


Descrivere Grado, il suo centro storico , con le sue calli, piazzette, la sua aria insieme vissuta e dimessa, la vita in comune dei suoi abitanti che come in una vasca di pesci rossi sanno tutto di tutti e ne parlano diffusamente, serve a capire il senso dei sussurri delle cube.

E' quello che faccio, ognitanto, ricordandomi che noi Graisani siamo pesci rossi in boccia di vetro con una memoria che dura tre secondi, il che ci consente di vivere chiusi in quest'isola con due ponti che danno l'illusione di libertà, di potersene andare, una libertà che possono usare solo gli altri, gli estranei all'Isola.

Parliamo solo di noi, delle nostre miserie, dei nostri illusori successi, convinti di essere il centro del mondo ma chiusi in un mondo di vetro che mostra l' esterno, confuso poco percepito.

Il chiacchiericcio è continuo e da il ritmo all' aggiornamento costante delle notizie sul paese e i suoi abitanti.

Pur essendo cambiata la situazione, il centro storico se lo sono comperato i forestieri, il paese ed i suoi abitanti non hanno cambiato le abitudini e soprattutto le chiacchiere.

Essendo uno di voi è quello che faccio, continuo a chiaccherare, spero che non vi spiaccia.
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04 aprile, 2011

Nuovi Leader


Novità assoluta del panorama politico gradese Dario Raugna partecipa alla competizione con la lista civica Liber@.

Sguardo luciferino, baffetto da sparviero, battuta pronta, preparazione di ferro, un brutto rompiglione per gli avversari.

Certezze assai, da verificare certo, ma all'apparenza grande pulizia morale e determinazione per affrontare in un'ottica pro domo la gestione civica.

Un buon candidato. (per me ovviamente)

Multifaccia (questo non è male, ha mostrato più volte di rapportarsi bene con il prossimo) visto che è supportato da un gruppo di amici per la pelle che hanno buttato un pò di pepe sulla boreta che è diventato il tram-tram quotidiano e la frequentazione politica a Grado.



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03 aprile, 2011

Il Festival



“Stiénzere de tenpo” ( parole di Andrea Felluga e musica di Andrea Barzellato
“No xè piú niente comò ’na volta” (Parole e Musica di Giannicola Corbatto)
“18 gradi a Sud-Est “(Parole e Musica di Roberto Camuffo)

Nell'Ordine le canzoni principe del Festival.

Un'edizione che ho visto da internet con grande gusto e qualità (Augusto tu son un mago) sia delle immagini che del suono.

Grande qualità sia nei testi che nelle musiche di tutti, un grande abbraccio collettivo dei gradesi, uno dei riti che ti fanno sentire orgoglioso di appartenere a questa tribù, un grazie a tutti gli organizzatori in specie a Leonardo Tognon che sempre più in solitaria continua a tenere alta questa nostra tradizione.

Null'altro da dire se non un grande grazie a tutti.
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02 aprile, 2011

Nuovi Leader




La new entry della politica gradese, Enzo Tirelli, uomo di gomma tirato e pressato da molte parti.
Innervato da un' aura socialista Inspira un'aria di sano pragmatismo, di voglia di emergere ed incidere sulla realtà isolana.

Potremmo però lasciarla tranquillamente spirare, 'stà aria.
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01 aprile, 2011

Lunario di Aprile


Per il lunario aprile ho scelto una canzoncina teatrale di Giovanni (Stiata) Marchesan, il tema è sempre attuale:

Caciator de cale

Eli ili...
Beli...quili...
La boca senpre in rie
I vogi furbi
Ma c'un fa de 'ndormensai.
Corcai?...No de siguro!

Calcolatrice in scarselin
Rodolagia sotobrasso
'Na Mappa-Catastale
Telefonin 'npicao su la sintura.
Mistier: Caciator de Cale
Cavalier sensa macia ni premura
Quili

I te saluda senpre volentieri
I te ofre anche 'l bicer
-Viva ! ..Comò ze!...Tu son san?..
Senpre prunti a fa un piasser
Per 'na firma...pena in man!
-Comò sta la to' famegia
Duto a posto?-

Ili si ...che se preocupa de tu!
E fra un descorso de salute
E un oltro de Palù...
I te vien fora: - Sinti Nane...
Ma to' pare, no 'l veva una casa
La in "Piasseta"...
Si la...in Campielo Tonegasso
CHE PECAO

Veghe qui muri 'bandonai
a la vignarave fora un palasso
-Ma se ze do busi- fasso me-
DO BUSI! - Fa quili
-A la, se pol fa.. se pol 've
OLTROCHE'

Se beve 'ncora un goto
Se favela del tenpo
De le sepe che stenta vinì in tera
De la tenpesta de stanote
De la stranba primavera.
E puo danovo quili:
Sinti Nane...

Quel tò barba che steva rente 'l porto
Un omo de la lege...
Ma 'l ze ricoverao o al ze morto...
E... quela casa
Che 'l veva là in androna?
Però che brava persona... bona..

Buni quili...
Beli... quili...
La boca senpre in rie
I vogi furbi
Ma c'un fa de 'ndormensai...
Corcai?... no de siguro...
Quili semai... falchi
Falchi de "Culdemuro"
!

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