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30 giugno, 2015

Le Piante e le Erbe Lagunari


Girare in laguna e riconoscere poca della varietà di vegetazione che ci circonda è un peccato, con l'aiuto dello studio effettuato dal M. Alberto Corbatto pubblico un' elenco abbastanza completo delle diverse piante ed erbe che si possono trovare facendo una passeggiata tra gli argini e le mote lagunari.

Molte delle specie, qui citate, sono poco conosciute, specie nella parlata gradese, ma hanno consentito ai nostri antenati di sopravvivere in un ambiente ostico come quello lagunare dove l'agricoltura è quasi impossibile da praticare e ci si deve affidare alla conoscenza del suolo e dei suoi prodotti selvatici

La lista delle erbe e piante che crescono in laguna di Grado è indicata con l'etimologia gradeseitaliana e latina. 
Ovviamente la parte, per me, più interessante è l' etimo gradese che, tratto dallo studio effettuato dal Maestro Alberto Corbatto, mi consente di consolidare le mie radici, profonde, di "graisan".

Piante ed Erbe Lagunari
: La nomenclatura latina è corrispondente a quella di A. Fiori 

I) Abisinsio: assenzio (Artemisia Absinthium).
2) Adrepo: spinacio marino (Atriplex laciniatum). 
3) Agasso o agas: Robinia (Pseudo acacia). 
4) Alega: alga. 
5) Aleghe: alghe (Posidonia oceanica), (Zostera marina). 
6) Aleghe: alghe (Zostera marina L.). (Queste alghe in associazione formano praterie di molere). 
7) Astri setembrini: astri (Aster tripolium). 8) Astri zali: inula (In ula Chritmoides). 
9) Baro: vegetazione marina (Vaucheria). 
lO) Bleda: bieta (Beta vulgaris). 
11) Brugnolo: prugnolo (Prunus). 
12) Campanela: convolvolo (Convolvolus arvensis). 
13) Cana burlanega: canna gentile (Arundo Donax).
14) Canèo: canna di palude (Arundo Phragmites). 
15) Dente de leon: tarassaco (Taraxachum officinale Weber). 
16) Erba cordela: erba brindela o nastro (Phalaris arundinacea). 
17) Erba de cali: erba da calli (Sedum fabaria). 
18) Erba de late: euforbia (Euphorbia Characias). 
19) Erba de la Madona: tanaceto (Chrisantemum vulgare). 
20) Erba gata: erba gattaria (Nepeta cataria). 
21) Erba Luvìgia: giulia (Achilea ageratum). 
22) Erba grassa: erba grassa (Sedum rupestre). 
23) Erbarosa: geranio rosato (Pelargonium roseum). 
24) Erba Spagna: erba medica (Medicago sativa). 
25) Erba miseria: erba miseria (Commenina communis). 
26) Erba volàiga: alga in genere. 
27) Fior de tapo: statice (Statice limonium). 
28) Gramagi: groppi di rizomi di alghe affioranti sulla superficie del mare (Ruppia maritima), (Zostera minor Nolte). 
29) Grula: giunco spinoso (Iuncus acutus). 
30) Legno dolse: dujcamara (Solanum dujcamara). 
31) Maiera: [fondale marino coperto da una distesa di alghe (Posidonia oceanica), (Zostera marina). 
32) Mora de spinada: rovo (Rubus fruticosus). 
33) Olmo: olmo ( Ulmus campestris)
34) Papavero zalo: papavero giallo (Glacium flavum Grantz)
35) Pavera o pavero: paviera (carex riparia)
36) Rasparela: coda cavallina (Equisetum arvense)
37) Salata de mar: lattuga di mare (Ulva lactuga)
38) Santonego: santonina (Artemisia coerulescens)
39) Spareso de spinada: asparago selvatico (Asparagus acutifolius)
40) Tacacavili: lappola ( Xanthium italicum)
41) Talpon: pioppo bianco (Populus alba)
42) Tamariso: Tamericio (tamarix gallica) 
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29 giugno, 2015

Barba Riveme



Tutto pare risolto, Al Perdon al grido di "in nome de Dio Avanti" partirà regolarmente domenica prossima  accompagnato dalle barche dei pescatori che trasporteranno i fedeli a Barbana ad assolvere il voto della nostra Comunità, ma già si presenta il solito problema, acuito quest' anno dalla scarsità di imbarcazioni a disposizione, chi salirà sulle barche?
Se la caccia al biglietto era feroce gli anni passati quest'anno sarà furiosa.

Il nostro mai dimenticato Giovanni "Trombai" Grigolon l' aveva descritta così: 


Barba 'l Bilieto

Tante bele barche 'mbandierae
pronte per la Granda Processiòn,
al segnal de un omo le se mola
e le va a Barbana pe' 'l 'Perdòn'.

Una volta duti e se 'mbarcheva
o basteva dì 'Barba Riveme'!
'Desso le regole gambiae
e pe' 'ndà a Barbana vol cussì:

"Barba 'l bilieto
xe ani che speto
e me a Barbana
no se co cù 'ndà.

Sensa 'l bilieto
lo stesso me vago,
me vesto de zago
e me saré là.

No vago per sede,
ma vago per fede,
no vago a magnà
me vago a pregà.

Barba 'l bilieto
xe ani che speto
e me a Barbana
no vogio mancà."

E del molo duti saludeva
quele barche che 'ndeva via
co la banda a bordo che soneva
che de tanti seculi se fà.

Giovanni Grigolon “Tronbai”


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28 giugno, 2015

Le Ortensie della Madonna

Al di la delle polemiche-sono storia recente- la storia del Perdon de Barbana è pura devozione popolare ed  è costellata di piccoli atti di fede compiuti dalle persone più disparate e poco conosciuti proprio perchè atti di cuore e quindi, quasi sempre, fatti in maniera anonima

Leonardo mi manda questa chicca che spiega l'origine dell' addobbo della barca ammiraglia in occasione della Processione del Perdon.
Come al solito dietro ogni grande gesto c'è tanta fede e generosità, grazie a Leo per farci ricordare e conoscere.

Le ortensie del Perdòn: Ortensie dagli anni 50 o meglio dal 1955 

Nel 1975 erano ormai vent’anni che un misterioso signore la mattina presto della prima domenica di luglio scaricava ogni anno dal suo furgoncino una dovizia di ortensie e gladioli per addobbare la barca della Madonna di Barbana. 
Un atto offerente e al tempo stesso una tradizione e un mistero. 
Il Perdón contava su tanta generosità senza sapere da dove provenisse. 
Gli uomini del sacro corteo lo avevano battezzato “messaggero delle ortensie”.

L’anno prima “Grado Nostra”- come riporta l’attuale presidenza dell’associazione gradese-  aveva deciso di indagare e si scoprí che il grande donatore era un friulano di Segnacco che in questo grazioso modo soddisfaceva la volontà della propria defunta  madre. 
Fu cosí che a Barbana nel 1975, in occasione dei vent’anni di questi doni floreali, il Presidente di “Grado Nostra” di allora commendator  Ilario Zuberti consegnò davanti alla autorità ad Albano Baselli - questo il nome del benefattore – una medaglia d’oro e un bel quadro fotografico della processione votiva dei gradesi.
Albano Baselli da Segnacco, già ricordato in carte del 1143 quale "Segnagum"; anticamente sede comunale autonoma. La bella e popolosa frazione, è adagiata sul versante meridionale del colle di Sant'Eufemia, uno dei luoghi storici più importanti di Tarcento. 

Quest’anno 2015, come nella passata edizione, le Ortensie che abbelliranno e adorneranno il Corteo di barche verso Barbana sono state donate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ( Presidente Gianluigi Chiozza), provengono dal Giardino Viatori ( Gorizia località Peuma)



Leonardo Tognon 

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27 giugno, 2015

Scorese capricciose



Passato il solstizio d' estate la voglia di mare aumenta e quindi ci si immerge nel misterioso mondo marino con i suoi protagonisti alquanto strani e sconosciuti ai più.

A tale proposito c'è un fenomeno marino abbastanza strano che può capitare di incontrare in vicinanza della battigia.
L' altro giorno mi son sentito chiedere dalla mia nipotina se esistono le "Scorese di mare"   per una seria ricerca scolastica dell' ambiente marino locale ( non me l' ha detto esattamente così, poverina, sono io il nonno che interpreto in gradese patocco le sue parole)

Per quanto ne so le scorese di mare esistono sì ma non sono organismi marini veri e propri ma 
fenomeni naturali, legati alla proliferazione di organismi di piccole dimensioni, uni o pluricellulari, di solito alghe e/o fitoplancton (insieme di organismi presenti nel plancton), che si trovano alla base della catena alimentare marina. 
Sembra galleggino a mezz' acqua assumendo forme sempre diverse man mano che si spostano con le correnti, dilatandosi comprimendosi e modificando sempre la sfera che le forma.

Non sono puzzolenti e non sono particolarmente viscide al tatto, non sono assolutamente pericolose.

Quelle umane  invece sono tutto un' altra cosa e a tale proposito, ricercando sul web - ormai si fa tutto ricercando sul web - mi sono imbattuto in questo poeta dialettale veronese che le descrive benissimo:


Gh'è quela che tase:
bison star a l'erta
chè quela l'è propio
na brasa coèrta: 

 la nasse de sfroso,
la sloia a l'inglese,
la fa vègnar gialo
piassè de un cinese.

Gh'è quele dei bòcia
che jè ancora tate
le par che le g'àbia
la boca da late. 

 Gh'è quele che mòla
le fiole e le spose:
che jè ciaciarine,
che jè caprissiose.

 Gh'è po' le scorese
del bon manoval
che solo a sfiorarte
le pol farte mal. 

 I furbi avocati
g'à quele che spela
e par vègnar fora
le vòl la parcela.

E quele dei preti
le vien de scondon
lassando ne l'aria
na benedission. 

 Le sane scorese
tirà dai dotori
le tien le distanse,
l'è roba da siori.
de Monaldo Tòdaro

Un mondo vicino al nostro di grande saggezza e arguzia con un dialetto che si legge con facilità da chi come noi ha un dialetto affine.

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25 giugno, 2015

Nevio interpreta la Vanoni

Un piccolo "cadeaux" al nostro Nevio Scuz.

Un grande cabarettista e trasformista in una delle sue migliori interpretazioni del suo cavallo di battaglia:  Ornella Vanoni.

Il Gruppo Corbola Folk lo ha ripreso durante un' esibizione alla Trattoria "Uccidimici" Massagati in un' estate di tanti anni fa.



P.S. - Alzate un po il volume
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24 giugno, 2015

Te vevo perso Cristo.















Xe mile pusti e modi per catà la propria fede

Te vevo perso Cristo.

Te serchevo
in cese iluminàe,
sora de altari ornai
de otuni lusenti,
de tovagie ricamae
nasando profumi
de fiuri e de incensi.

No t'é catao!

T'é sercào anche
in cese pìcole, bandonàe 
sensa fiuri, ne ori, ne lumi
nasando oduri de mufe
de timpi passài.

No t'é catao!

Un cameron de un ospissio
scuro, adobao de tristessa.
In un leto de fero
un muceto de ossi infagotao,
do oci persi in un volo de ricordi,
'na vose, quasi un sangiosso:

- Tu son qua?

E' bagnao do lavri sichi,
è caressao un viso intrapolao;
cavili suai, color del grasso.
- Si, son qua cò tù!...
Co 'na man de cera n'te la mia
al sa, contento, indormensao.
Ancora son tornao e ancora e ancora.

Finalmente, Cristo, te vevo catao!

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23 giugno, 2015

Ritorno a Casa




Buongiorno/ciao a tutte/i voi..sono milanese di nascita ma, grazie a mio papà Arrio, ho conosciuto Grado da piccolo e in adolescenza. Ma conosco tante cose che mi sono state raccontate negli anni, di quando mio papà giocava insieme ai suoi mille cugini e di tutti gli zie e le zie che vivevano in questa meravigliosa isola. 
Sono tantissimi anni che non torno a Grado ma forse, in fondo, qualche gene gradese ce l'ho pure io nel sangue.
Leggere le notizie del blog mi portano alla realtà italiana..purtroppo anche in un'isola in mezzo alla laguna friulana succedono le medesime cose che succedono sulla terraferma..mi piace essere realista e non sopporto le varie scusanti di chi ci governa e nemmeno mi soffermo sul fatto di essere governati bene o meno bene; quello che mi infastidisce è accorgermi che forse non esiste più in nessun angolo d'Italia (anche il più remoto) la serenità di parlare e giudicare anche animatamente per poi terminare la discussione a tavola o in un bar in totale amicizia...invece no!!! non è più possibile perchè si è amici o si discute solo per convenienza..non esiste il rispetto per le altrui opinioni..Grado l'ho sempre pensata e la ricordo tutt'oggi come un gruppo di Persone amiche di tutti (anche di chi non è gradese)..ricordo la cordialità di un lontano parente di mio padre proprietario di un albergo il quale, appena saputo il mio cognome, mi trovò una stanza nel suo albergo il giorno di Ferragosto nonostante mi fossi presentato senza prenotare e la cosa più curiosa che io entrai in quell'albergo senza sapere chi fosse il proprietario..." chi sei? il figlio di Arrio di Milano?..torna tra 10 minuti che ti sistemo senza problemi"
Un giorno tornerò a Grado anche perchè mi piacerebbe farla conoscere a mia moglie e a mio figlio.
Forse c'entra poco con l'articolo ma è stato un modo per ricordare questa magnifica isoletta..

Luca Scaramuzza 

Era gennaio 2012  e Luca Scaramuzza una graisan emigrato a Milano mi scriveva per  dire del suo piacere di sapere, attraverso il blog, le vicende del Paesello d' origine ora finalmente è giunto anche per lui il momento del ritorno a casa, Luca mi ha scritto  ieri così:


Luca Scaramuzza
 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Graisani steme ben!
":

eccomi, finalmente è arrivato il momento che aspettavo da anni..Venerdì 26 Giugno arriverò a Grado con mia moglie e mio figlio Ludovico. Non vedo l'ora di vedere con i miei occhi i luoghi raccontati da mio Papà con la speranza di trasmettere le emozioni anche ai miei cari. Sarò all'albergo Venezia che, guarda caso, è a pochi passi da riva Scaramuzza. Sinceramente non mi interessa che ci sia sole o brutto tempo, mi interessa solo "vivere" Grado per 4 giorni..voglio (anche se so che non si deve MAI volere) fotografare tutto il possibile per poi pubblicare il tutto e magari fare un libro da regalare a Papà.
Saluti a tutti.
Luca 

Lascia un messaggio quando arrivi Luca sarà un piacere per me conoscerti e bere uno spriz assieme.

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22 giugno, 2015

Al Perdon 2.0


Dal 1237 ogni prima domenica di luglio, la comunità gradese si reca in processione a bordo di barche, addobbate a festa, all'Isola di Barbana, per rinnovare l'antico voto alla Madonna che avrebbe salvato il paese dalla terribile epidemia di peste.

Ne ho lette e sentite di ogni sulla volontà espressa dai pescatori di non unirsi con le loro imbarcazioni al corteo del "Perdon", ieri sul social.
Visto che per me la libertà  altrui è sacra tanto vale che faccia sentire anche la mia di opinione che non vuol ledere i diritti di nessuno ma semplicemente ribadire quello che penso con una mia lettera alla Madonna di Barbana:

Non so bene come iniziare questa lettera e penso che non si offenda nessuno se lo faccio con:

Cara Madonnina,
io, vedi, sono un gradese di quelli antichi, di quelli che sono attaccati alle tradizioni, anche perchè non ci hanno lasciato molto altro sai?  Ma lo so  che tu lo sai e sai anche perchè quest' anno  ho deciso di posporre il mio obbligo di voto del Perdon come capofamiglia gradese non alla prima di luglio ma alla successiva domenica.

Ci verrò da solo o con la mia famiglia a disobbligarmi con Te e credo non cambi molto per Te ma per me ha un grosso valore questo gesto perchè non riesco più a sopportare che, quello che era un impegno della collettività gradese, un impegno preso con grande solennità dai nostri antenati fin dal 1237 con il Patriarca Leonardo Querini, dove si stabiliva - in perpetuo - che almeno una persona (meglio il capofamiglia) di Grado partecipasse alla solenne processione del "Perdon", oggi sia diventato un evento turistico.

Non ce l' ho con nessuno e, in fondo, so che un fedele vale l' altro e tutti hanno diritto di professare nel modo che vogliono la propria fede, ma una processione votiva è una cosa seria, di sentimenti non di esibizionismo, e mio malgrado sono costretto a subire la partecipazione, quando non l' aggressione, di tantissime persone che vogliono trasformare un sentimento popolare in evento mediatico dove l' apparire conta più dell' atto di fede.

Non voglio dilungarmi, perchè nella tua lungimiranza so che riesci a leggere nel mio cuore e sai che le mie intenzioni sono buone, scusami  ma ci vediamo la seconda Domenica di luglio con meno gente attorno ma più raccolti nell' atto di fede  del Perdon.
Enio Pasta.
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21 giugno, 2015

Al Perdon



Non si sa ancora se "Al Perdon de Barbana", il voto secolare della Comunità Gradese, si farà regolarmente la prima domenica di Luglio ( io confido di si, si troverà un accordo con i pescatori), così, giusto per capire l' importanza del voto per i nostri vecchi, la devozione che ci mettevano nell' espletare quello che per loro era un dovere civico, oltre che spirituale,   posto questo video girato, con i mezzi di allora nel 1952  (alzate l' audio).

Interessante sapere che:

la processione a Barbana della prima domenica di luglio è cosa recente (160/170 anni circa). 
Il voto sì, invece è antico (1237 o 1232, la data è sub judice come è ignota la pestilenza che colpì Grado) e veniva sciolto il 2 Luglio (Festa di Santa Elisabetta) da una piccola rappresentanza di gradesi (vedi la Storia di Barbana scritta dal padre francescano Vittorino Meneghin).
 Il vero “Perdòn” di Grado veniva effettuato nel giorno di Pentecoste (chiamata anche Pasqua rosada) ed  era una festa religiosa e civile che durava tre giorni.
 Il “Perdòn” decadde durante l’occupazione francese dell’isola e, passati sotto amministrazione austriaca, si cominciò andare in processione a Barbana il 2 luglio. 
Forse, la processione venne portata alla prima domenica di luglio dopo le pestilenze degli anni ‘30 del 1800 (vedi la lapide murata nel presbiterio della nostra chiesa madre).  
 Da Bruno Scaramuzza.
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19 giugno, 2015

Basco Argentino


«Ho avuto un incubo: andavo nel futuro con la macchina del tempo, ma poi non ho trovato un posto dove parcheggiarla».


Un amico mi ha regalato un autentico basco argentino, roba della Pampas.
Ad un patto che lo mettessi e postassi la foto relativa sul mio blog:

Ecco fatto.

Ho aggiunto alla foto la mia Pampas personale, "Al Palù" con una visone dall' alto della laguna di ponente zona Valle Tirelli con Sototerena sullo sfondo.

Olè, gracias!




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18 giugno, 2015

Holligan Love



Mi è capitato di vedere una tramissione sui Tatoo, un mondo incredibile con gente che usa il proprio corpo per comunicare messaggi che dureranno in perpetuo.
Un mondo quello dei tatuaggi in pieno sviluppo,  un po fuori dai miei schemi ma pur sempre una delle libertà concesse ai nostri giovani di tutte le età.
Inutile star li a giudicare, sono semplicemente fatti loro.

Però mi ha ricordato che avevo modificato tempo fa una cantata di S.Benni e l' ho rispolverata dagli archivi capaci del mio mac.
Secondo me è divertente e centra con arguzia lo spirito selvaggio e  hooligano. 


 HOOLIGAN LOVE

Mamma, mamma
amo un hooligano
e' biondo e' forte
e viene da lontano

c' ha tatuata sulla schiena 
una splendida sirena
c'ha tatuate tibie e teschio
sull'avambraccio destro

c' ha tatuato sul coppino
un panorama di Dublino
c'ha tatuate sul pipi'
le parole di Let it Be

Puzza di sudore come cento militari
fa dei rutti di birra che sembra una Ferrari
mangia gli spaghetti conditi col Campari
c' ha delle scarpe bianche che sembran calamari

e' violento e britannico
quando lo abbraccio vomito
ma è pur sempre il massimo.
Mamma è un Hooligano
ed io lo amo.



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17 giugno, 2015

Ode per chi è assente



Essere presenti è un casino, devi dedicare una parte del tuo prezioso tempo libero a denunciare cose che  ti disturbano, devi star li a mettere la tua faccia per commentare cose che non vanno bene, devi intervenire di persona correndo rischi personali, per che cosa poi?
Per al Ben del Paese.

Ma dai chi ci crede, e allora:

Sia lode agli assenti, le persone più cortesi dell'universo, la più discrete e riservate. 
Gli assenti, al contrario dei presenti, non risultano mai molesti. 
I presenti - a una discussione, a un convito, a una riunione - rischiano sempre di disturbare o di dire solenni sciocchezze.
 Gli assenti no, loro tacciono, con gran garbo. 
Inoltre, se si parla male di loro (ed è davvero molto ma molto frequente che in un ritrovo tra quei vigliacchi dei presenti si parli male degli assenti) gli assenti, evitano di rispondere. 
Ignorano la critica. Sorvolano sulle malignità con muta eleganza. Con classe. 
Gli assenti hanno poi altre caratteristiche positive di cui i presenti sembrano del tutto sprovvisti. 
Gli assenti non sono mai importuni: si astengono dal telefonare, non si fanno mai vivi in un momento sconveniente o meno. 
Con estremo senso dell’educazione, rifiutano perfino di occupare lo spazio fisico. 
Il sentimento che si può sperimentare nei confronti degli assenti è duplice: da un lato, si chiama indifferenza. 
L’assente non c’è ma a noi non ce ne frega un tubo. Non ce ne accorgiamo neppure.
L’altro sentimento che l’assente può incutere è quello opposto: l’assente non c’è e noi ne proviamo nostalgia. 
Ma la nostalgia rimane un sentimento buono, poetico. 
Quasi un regalo, di cui l’assente, se si potesse, andrebbe ringraziato.

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16 giugno, 2015

“Fine del mondo”



Non è uno scenario apocalittico, l’immagine anzi suggerisce un senso di distensione, di serenità, quasi di contemplazione, sicuramente di pace interiore: di fronte alla sublimità e alla maestà della vita, di tutta la vita, l’animo si confonde, si perde tra le nubi della realtà. 

La piattezza dell' orizzonte rappresenta il mondo  come una meta cui tende questa vita che rendiamo così complessa, perché non sappiamo innalzare lo sguardo al di là della misera quotidianità e di una programma esistenziale povero di significati e privo di entusiasmi, aggrovigliati su noi stessi. 

Eppure qualcosa c’è, là, in fondo, che ci rende partecipi di un’altra natura…, qualcosa a cui tendere.



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15 giugno, 2015

Entusiasmo sottratto


L'entusiasmo ti fa piangere di gioia quando incontri i tuoi simili e ti rendi conto che assieme state provando a cambiare il tuo mondo in meglio, ti fa scendere in piazza, ti fa stare a bocca aperta e occhi spalancati quando dei gesti d'amore inaspettati ti colgono di sorpresa.
Se ti riesce, misuralo in battiti di mani, o in calpestio di piedi, in raccolte di firme o in silenziosi sbattere di ciglia.
Molti che ce l’avevano l’entusiasmo, l'hanno abbandonato per un posto in ufficio o delegato a stanche schiere partitiche.
Misuralo, se ti riesce, e dimmi quant’è.
Ci hanno preso l'entusiasmo e ci hanno consegnato la disillusione denigratoria e la pigrizia colpevole.
Ci hanno preso la gioventù  e hanno lasciato  visi ricolmi di rughe precoci e mani pesanti.
Ci hanno preso l'amicizia tra le persone e ci hanno rifilato il calcolo opportunistico e la solitudine xenofoba.
Ci hanno preso la cura delle nostre famiglie e ci hanno restituito l'isolamento condominiale e il doppio salario obbligatorio.
Il costo di quello che ci hanno sottratto è enorme.
Prova a misurarlo e fai pure il totale.

Noi rivogliamo tutto. Senza interessi.
L'unico interesse è riavere tutto, fino all'ultimo palpito di batticuore.
Lavoreremo costantemente e al solo scopo di trarre l'utilità necessaria al vivere assieme.
Scriveremo tanto, per immaginare il futuro e ricordare il passato.


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14 giugno, 2015

Istria di Biagio Marin



Un bellissimo e poetico filmato di Raul Lovisoni sull' Istria con un' intervista  a Biagio Marin
e le sue poesie lette magistralmente da Nevio Scaramuzza.

Tanti ricordi e immagini magnifiche.
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13 giugno, 2015

L' Isola della Pampagnola.


C' è un posto che più di altri attira l' occhio del visitatore in arrivo a Grado.

L'  Isola della Pampagnola.

Scavalcata da frequenti maree, l’ Isola della Pampagnola si manifesta oggi unicamente durante i momenti di bassa marea.
E'  a breve distanza dal ponte girevole che, dal ’36 in poi, ha decretato definitivamente l’uscita di Grado dall’isolamento.
Un’isola che nel suo antico passato accolse il punto terminale della strada che da Aquileia portava al suo antico gradus, punto di scambio tra il mare aperto e il sistema lagunare.
Ma l' occhio va sui relitti che vi si posano.

Relitti che si decompongono con dignità da lunghissimo tempo, obiettivo di millanta fotografi che li hanno fotografati in tutte le condizioni di luce  e di marea.

Sono vecchi trabaccoli di un tempo meno burocratizzato del nostro, che mai permetterebbe ai loro proprietari di disfarsene in questo modo, pretendendo lo scompattamento del fasciame, la sua numerazione e la creazione di un data base con filiera di smaltimento dei rifiuti, con presenza di ottantadue funzionari che testimonino ognuno per la parte di sua competenza l' avvenuta distruzione.
"Bisogna da de lavorà a la zente"

Una è la Tilde che, trasformata da barca "de sabion" in peschereccio con il turbosoffiante delle origini dove la profondità di pesca era legata alla lunghezza del tubo rigido che sosteneva l' attrezzo di pesca, finì con i suoi "Occhi di "Cubia" che ti guardavano tristi sulle sabbie della Pampagnola.

L' altro relitto è un trabaccolo  che viene da fuori, posato sulla Pampagnola dopo anni di sosta forzata per un sequestro dovuto a contrabbando di alcool e zucchero.  
Il suo nome è Scintilla registrato a Fano,  alcune parti sono state recuperate a suo tempo e portate al Museo della Marineria di Cesenatico  da cui ho tratto la foto che vedete qua sotto scattata nel 1980.

Altri tempi 


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