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30 settembre, 2014

Fine Stagione, interni


Le foglie cadono, cadono come da lungi, come se giardini lontani sfiorissero nei cieli.
Cadono con gesto di rifiuto.  E nelle notti cade la terra pesante da tutte le stelle nella solitudine.
Noi tutti cadiamo
.  Rilke

Grado, interno spiaggia e viale (sic!)


I turisti nordici, sulla battigia, con il loro improbabile abbigliamento (calzoncini corti, sandali e calzini, oppure pantaloni di tela lunghi ma arrotolati per mettere i piedi in acqua), guardano perplessi un mare che sentono più vicino al loro: perché è ancora caldo, sì, ma ingrigito, con una punta di broncio: meno Adriatico e più simile a quello che conoscono, insomma quasi familiare. 

Le ragazze, stese sui lettini, rabbrividiscono un poco alla brezza, si raggomitolano nell’asciugamano, decise però a resistere fino all’ultimo, come soldati che non si arrendono nella terribile battaglia della tintarella. 

Si spiano poi, raffrontandosi con le amiche, le more soddisfatte e tronfie, le bionde deluse che anche quest’anno non ce la faranno a superare il loro limite epidermico, perché ormai il tempo è passato e l’abbronzatura non sarà più scura di così. 

I pochi morosi adolescenti si baciano, avvinghiati sulle sdraio, ma con meno foga di quella che avevano solo poche settimane fa, perché sono giovani, la vita è lunga  e il grande amore che è lì accanto sembra già qualcosa di passato, una foto sbiadita per l’album dei ricordi. 

Sul viale, fra le vecchiette che prendono il gelato al nipotino e per sé ordinano uno spritz, si segna il rito di passaggio, il momento di svolta in cui la spiaggia viene abbandonata dalle torme di famigliole e di ragazzini patiti di mare. 

Intanto, comincia l’esodo dalle capanne, che è cosa lunga ed intricata, un vero trasloco, perché in tre mesi la quantità di cianfrusaglie che si sono ammonticchiate è impressionante, non ha fine, pare che si riproducano per clonazione. 

E così, piano piano, ogni sera, le nonne e le mamme e, in rafforzo, quando tocca, i bimbi ed i papà carichi di sporte rigurgitanti giocattoli, gommoni, materassini, ceste di costumi da lavare prima di essere risposti, stoviglie di plastica e paccottiglia varia, che migra dalla spiaggia alla soffitta di casa, dove passerà l’inverno. 

E tutti passano sul viale, e i mozziconi di albero muti guardano tutto quel via vai,  lo vedono da sempre lo vedranno ancora e non se ne lasciano sfiorare, perché Grado è abituata alle onde che passano e poi tornano e poi vanno via, e siano di marea o di gente non fa differenza.
Lei aspetta, le guarda e resta là. 

E' l'autunno, che bellezza, tempo di riposo.  

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Premio Internazionale di Narrativa "La Clessidra"



presso il Museo etnografico Palazzo Veneziano a Malborghetto-Valbruna

Presenti artisti bravissimi provenienti da tutta Italia.

Location strepitosa e organizzazione splendida. 

Un ringraziamento speciale a Monica Maran, donna straordinaria! Una vera professionista, amante dell'arte e della cultura nella quale trasmette particolare passione ed entusiasmo. Un esempio.


Monica mi ha chiesto, e ne sono felice, di pubblicare l' esito del concorso ma io per una volta non voglio scrivere con parole mie quello che è accaduto preferisco farlo pubblicando la conversazione via faccefelicibook con Monica.
Le parole del commento come l' organizzazione di tutto è sua e del marito amatissimo Valentino Gratton:

Questa la classifica:
classifica Premio internazionale di Narrativa "LA Clessidra"

primo classificato "IL GATTO" di Vittorio Vidiccini di Borgonovo Val Tidone (Piacenza)
secondo classificato "IL TRENO VERSO NUOVI COLORI" di Fiorella Cannavacciuolo di Portici (Napoli)
terzo classificato "PER UN SECONDO" di Marco Giovanetti di Grado (Gorizia)
segnalati
IL MANGIATORE DI PIOGGIA di Laura De Beni di Verona.
EVVIVA IL SUD AMERICA di Patrizio Pecchi di Modena.
Premio della critica TEATRO della MANDRAGOLA
"Il SIGNOR SO TUTTO IO" di Maria Grazia Mongiello di Ostuni (Brindisi)



ecome qua, geri devo dii che xe 'ndao megio de l'oltra volta, al publico capotao del rie, è sercao de mantignì un tono leggero e divertente,ala matina ale 11 al kirchenwirt de tarvisio vemo fato l'aperitivo leterario, Dopo vemo vuo duti insieme un momento de gran convivialità in locanda Aquila Nera a Malborghetto ingavonandose de cibaria tradissional valcanalese,goulash ecc.

Al dopopranso xe stao la premiassion, divertentissima pareva un spettacolo quasi comico, gera presinti oltre ai premiai, dei artisti de oltre discipline:

Paolo Ragazzi incisione del legno(spettacolare) Barbara Nalon fotografia (sabo l'ha vinto al premio de fotografia a servignan) Edi Stefanutti che al ne ha spiegao comò che se disegna co' l'aerografo....un grande!...Gianfranco Feruglio che al fa lampade artistiche(massa roba)

I brani i gera acompagnai de musica medievale, infati noltri gereno vestii co' i costumi che usemo pe' le rievocassiuni storiche


Gera presente Giovanna Liuzzi responsabile del Comun de Malborghetto, la premiassion xe stagia fata in tel salon del museo etnografico palazzo veneziano de Malborghetto.


Marco Giovanetti al xe stao premiao de Clelia Piussi, una dei responsabili della scuola de sci de fondo della valcanale (sò figia xe stao la prima campionessa de salto del trampolin con gli sci - per capisse) l'arpista se ciama Luigina Feruglio
















Bene, ora che la festa è finita e la dolcezza dei ricordi prende il posto alla convivialità dei momenti passati assieme, fra le risa e le emozioni importanti della giornata appena trascorsa...voglio solo dirvi grazie, ma un grazie grande grande di cuore.
Devo dire con mia grande gioia che siete tutti davvero speciali, pieni di belle cose che nascono dall'anima, avete la capacità di ridere con semplicità senza porvi tanti problemi, sono felice di avervi conosciuti.......grazie ancora.
Monica Maran.
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29 settembre, 2014

Pensieri sul silenzio

La testa mi si affolla di pensieri  durante i trasferimenti, quasi sempre notturni, a cui sono costretto dal porto  alle zone degli allevamenti, sono momenti in cui sono solo e mi accompagna solamente il rumore dei motori a cui sono ormai abituato e, seppur forte, non disturba più, allora valuti e dai peso al valore del silenzio.

Perché oggi è così che funziona:  chi ascolta non capisce chi parla  e chi parla vede dalle espressioni dei suoi interlocutori che questi non capiscono più.

Non ci si capisce, probabilmente siamo diventati sordomuti.

Deve essere tutto questo parlare, tutto questo ascoltare, questa continua fuga dal silenzio.

La gente però è anche programmata a sfuggire il silenzio, a farsi tribù, quando ce n'è, perché è più facile sopravvivere.

D'un tratto però, ognuno è con se stesso, di fronte al proprio silenzio.

Per vedere se ci si piace o se hai bisogno del continuo sguardo degli altri addosso, per prendersi la responsabilità dei propri pensieri, della propria unica visione del mondo.

Poi un flash e, nel silenzio indotto in cui mi ero immerso attorniato da un mondo di rumore, immagino due bambini sulla spiaggia, lui a dire con gli occhi a lei, che ha ancora un dito nella sabbia, 
"grazie, che mi hai disegnato un'onda." 
Allora ti riconcili con il mondo.

Sssh. Silenzio. 
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28 settembre, 2014

Nuovi orizzonti professionali

Si aprono nuovi orizzonti e nuovi mercati per le nostre colture, mitili 3.0


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27 settembre, 2014

Se se moveva in "Ciapo" comò masurini. 1991 a Barbana

Se se moveva in "ciapo" comò masurini e co poco se steva ben insieme.

Carrellata di popolo e di persone in una Festa dei Graisani de Palù nel 1991 a Barbana, qualcuno purtroppo è ormai scomparso

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25 settembre, 2014

Gli uomini della Palude - Casoneri insomma!


 Ara qua, noltri de 'ste lagune, inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi, paese
como medicamento e se tiremo s'ndemo 'vanti!

Po'te riva 1' istae co' la brusera, i foresti, al sol che te bate su i sintiminti, i mossatle aleghe .

"L'uomo e un animale dotato di intellighenzia"      noi siamo il cosiddetto

"HOMO SAPIENS

L'omo de la sapienzia si, si! e magnevemo gransi in fogo, incuo magnemo polastrsolo se i xe rusti però!
Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.
Oggi, letto alla francese con materasso Spermaflex e villetta in zona residenziale e scussì va '1 mond.perchè qua nellIsoladelsole" no' vinse "l'omosapiensno!
Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!

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I Pescatori da Paluo sembrano selvatici, perchè isolati e senza contatti cosiddetti civili, ma hanno una gentilezza e una bontà innata e riescono, a loro modo, farvi vedere fenomeni naturali come fossero miracoli e vi lasciano basiti per la loro profondità.

Li descrive così Giuseppe Caprin sul finire del 1800 nel suo "Lagune di Grado":

...vi parlano del maggio del mar.. quando le vaste praterie di alghe segate dall'acqua primaverile vengono gettate sulle sponde;
...vi parlano del sangue del mar... quando milioni di microrganismi animali si aggregano colorando il mare di rosso e fanno pensare a lotte senza scampo, feroci.
..al paluo de la silisa.. (la rondine)la parte di laguna vasta che va da Anfora a Sototerena, senza mote solo acqua a volo d'uccello, poesia pura, osservazione dei fenomeni che li circondano amorevole e struggente.
..la piova de i razzi... quando le stelle cadenti piovono giù dal cielo nelle notti estive, i bimbi credono che si siano spente , abbiano perso la loro propulsione e si trasformino in fiori che cadono sui banchi esterni.

Questi sono i Pescauri del Paluo, persone che parlano poco, rifuggono la confusione, l'intromissione di estranei, con gli occhi sognanti nel loro mondo esterno diventato ormai quello interiore. 



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24 settembre, 2014

Digital Divide e Wi-Fi

Qualcuno mi ha scritto protestando dell' eccessiva durezza di un post a proposito di WI-FI pubblicato tempo fa, questo il Link, ebbene casualmente proprio oggi mi sono arrivati due messaggi che dovrebbero far riflettere sull' importanza della copertura gratuita wi-fi del territorio, almeno quello strettamente turistico.

Deniza
  • Libero WI-FI____ sarebe veramente bello che a Grado posso avere un punto Wi-fi libero, come abbiamo nnoi nella mia citta Rijeka, o Fiume in Italiano.
  • Gia' parechio tempo vengo a Grado, e sempre quel problema, senza internet, o COSTOSISIMO. HO preso anche chiaveta, ma non conviene. Cosi adeso vado alla biblioteca, mezz ora, ma sono grata per quello.
  • Mi piaciono vostri Sussurri. Spero poter diventare vostra amica al facebook. saluti Deniza

Questo messaggio è arrivato poco fa:

Grazie anche per quest' informazione, una "chicca" da offrire ai miei Partner Comenius (Germania, Lituania, Slovacchia) asssetati di Turismoo sostenibile (questo il titolo del Progetto)... e così Borgo Soandri (è previsto 1 pernottamento a Sutrio) e Laguna di Grado: cornice perfetta per il prossimo incontro di maggio!

Ho dedicato il pomeriggio all' esplorazione di questo Blog, scoperto per caso andando alla ricerca di approfondimenti sui "Casoneri"...Godimento puro, dimostrazione che Dio davvero esiste;-) 
Grazie per foto e notizie!

Come si può constatare Internet consente questa comunione di intenti con persone che altrimenti non incontreremmo mai nella vita, questo apre orizzonti, propone svolte di vita, perchè dunque creare difficoltà e non favorire questi approcci.

La discussione sull' uso  della rete internet ha aspetti ricorsivi e poiché la rete è globale, complessa e potenzialmente in grado di incidere su buona parte delle nostre vite, tendiamo a parlarne sempre in termini assoluti, evidenziando i grandi rischi e le enormi opportunità.

Fatichiamo a entrare negli aspetti concreti delle cose, ma la rete è considerata come grande opportunità con il difetto però di creare zone differenti di partecipazione e comprensione il cosiddetto - Digital Divide-

Da che parte ti metti tu?



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23 settembre, 2014

La Legge di Moore

Mi sono imbattuto surfando tra le indicazioni di base su cui sono fondati i computers e gli ammennicoli vari che ne derivano, in primis gli smartphone, in una legge fondamentale e curiosa:

La legge di Moore:  

Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi.

Questo enunciato ha diverse conseguenze di carattere sia sociologico, sia economico, sia ambientale. 

Vediamone alcune:


        L’invidia del chip.
Versione contemporanea e unisex dell’invidia del pene, questa nuova patologia colpisce chi, dopo aver sborsato centinaia di euro per acquistare il tecnogadget all’ultimo grido, si ritrova dopo pochi mesi con un oggetto obsoleto, vecchio, fuori moda. 
Il desiderio di aggiornarsi all’ultimo modello è talmente forte che agisce a livello percettivo:
il dispositivo, che fino al giorno prima funzionava benissimo, sembra più lento, meno reattivo, con un’interfaccia inutilizzabile, e spesso in estrema difficoltà nell’eseguire anche le operazioni più elementari. 
La situazione peggiora ulteriormente se un conoscente antipatico vi mostra il nuovo modello, acquistato giusto un paio di giorni fa, e ve lo fa usare per qualche minuto.

      Il riscaldamento locale. 
Potete anche ignorare la termodinamica, ma lei non ignorerà mai voi, né tantomeno i vostri microprocessori. 
I computer emanano calore, e così anche tutti quei dispositivi che sono computer ma vi fate rifilare con altre denominazioni, tipo gli smartphone e i tablet. 
Anche loro scaldano; forse di meno, ma scaldano. 
La temperatura al centro di un processore dell’attuale generazione è la stessa che c’è al centro del Sole. 
Questo significa che presto nel vostro pc inizieranno delle reazioni di fusione. 
Un corollario alla legge di Moore è che ogni 18 mesi raddoppiano le dimensioni delle ventole dei computer fissi e le ustioni di secondo grado provocate da computer portatili poggiati sulle ginocchia e aumenta di 5 decibel il rumore emesso dai sistemi di raffreddamento. 

Entro il 2050 saremo tutti sordi e sudatissimi.


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22 settembre, 2014

Approvato Il Rilascio delle concessioni per mote e casoni in Laguna

Era ora! dopo quattro anni di attesa la Giunta ha finalmente deliberato di rilasciare i nuovi contratti delle mote e casoni nell' ambito lagunare.
E' ben strano che si facciano tanti annunci come minimo inattendibili e una cosa importante ed attesa da molte persone come questa la si debba scoprire consultando l' Albo Pretorio del Comune. 
Mah? Comunque l' importante è esserci arrivati il che fa tirare un sospiro di sollievo ai tanti con il contratto scaduto ed in attesa di rinnovo.
Controllate le nuove tariffe assegnate per l' occupazione!

COMUNE DI GRADO
Provincia di Gorizia
__________
Delibera di Giunta n. 144/2014   (Cliccare per scaricare il pdf)

OGGETTO: Atto di indirizzo - Casoni e mote di iscritta proprietà a nome del Comune di Grado
presenti in ambito lagunare. Rilascio concessioni
Deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art.1 c.19 della LR 21/2003 e s.m.i.
Seduta del 11 SETTEMBRE 2014 alle ore 11:15, presso la sede municipale del Comune di Grado

PREMESSO
che con deliberazione consiliare n.51 dd.31.10.1997 è stato approvato il “Regolamento per la concessione di isole, mote e casoni nell’ambito lagunare ed in loc. Punta Sdobba e Anfora”, successivamente modificato con deliberazioni consiliari n.30 dd.20.08.1999, n.64 dd.27.12.2005 e n.66 dd.29.12.2007, il quale all’art.1 comma 4 così recita:

“Ai fini previsti dal presente regolamento si intende per:
a) ‘Comune’ il Comune di Grado, quale organo rappresentante, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 9 dello Statuto, della collettività comunale degli utenti degli usi civici di pesca
b) ‘beni’ i beni immobili di proprietà del Comune di Grado, costituiti dalle terre emerse della laguna e delle località Punta Sdobba e Anfora, oggetto di uso civico, e in particolare dalle isole, dalle mote, dalle velme, dalle barene e dai casoni sovrastanti ad esse
c) ‘uso civico’ l’uso civico di pesca gravante sui beni di cui alla lettera b)
d) ‘cittadino’ o ‘cittadini’ rispettivamente il cittadino o i cittadini residenti nel Comune di Grado”
UNANIME DELIBERA
con voti espressi in forma palese
1. di dare indirizzo al Servizio Patrimonio di rilasciare le concessione delle mote e casoni comunali, ai privati concessionari che:

• abbiano fatto richiesta di rinnovo ai sensi dell’art. 6 del “Regolamento per la concessione di isole,
mote e casoni nell’ambito lagunare ed in loc. Punta Sdobba e Anfora”
• abbiano regolarmente adempiuto agli obblighi di versamento dei canoni contrattuali
• siano in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal regolamento, con particolare riguardo alla residenza nel territorio comunale di Grado per il periodo di anni nove, mantenendo invariati i contenuti sostanziali, gli obblighi ed i dati identificativi dei beni già presenti nei contratti stessi
2. di applicare alle concessioni il canone di cui alla deliberazione giuntale n.541 dd.31.12.1998 ovvero:
• superficie scoperta 0,10 €/mq.
• superficie coperta 2,84 €/mq., elevata a 3,36 €/mq in località Punta Sdobba e Anfora
tenuto conto dell’applicabilità dei correttivi di cui all’art.9 del Regolamento (licenza di pesca,
assegnazioni ex novo, destinazione ad uso commerciale, etc.)
3. di concertare con i soggetti concessionari tempi e modalità operative per l’accatastamento dei manufatti edilizi realizzati sulle aree oggetto della concessione, prevedendo tra gli obblighi contrattuali anche detto adempimento al fine di garantire l’adeguamento alle specifiche disposizioni di legge
4. di prevedere per i casoni e mote risultanti liberi (causa rinuncia, recesso, assenza dei requisiti,
decadenza dei concessionari, etc.), la loro concessione a cittadini residenti nel territorio comunale tramite esperimento di gara ad evidenza pubblica così come previsto dall’art.3 del Regolamento
5. di demandare al Servizio Patrimonio ogni adempimento inerente e conseguente il perfezionamento delle nuove concessioni

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21 settembre, 2014

Scrivere alla cazzo di Cane


la foto è di wolfgang Ceckl

Dopo anni e anni di blogger tetro e solitario tutto teso a rendere note le vicende passate e future del paesello ho deciso di uscire dal loculo in cui mi sono auto installato per tentare un’ operazione di lifting del sito e per stare al passo con i tempi vista l' accelerazione editoriale effettuata da altri competitors sul WEB nostrano.

Per fare ciò mi sono organizzato una tavola rotonda con 5 specchi orientati in modo che riflettano la mia immagine verso di me seduto ovviamente a capotavola.

Inizio discussione, per brevità io assumerò il ruolo di Direttore editoriale (D.E.)

1 specchio: ci dica quali nuove idee ha per il rilancio del sito?

DE: vorrei ripartire da un foodblog

2 specchio: che cosa?

DE. Un blog di cucina, di ricette, vanno forte le ricette sapete? trilioni di signore e signorine non sapendo cosa cucinare per i loro familiari vanno su Google e digitando “boreto alla graisana” zac trovano in cima ai risultati le istruzioni per..

3 specchio: ma che dice DE, lei, il nostro blogger pardon, non sa neanche da che parte sta il manico della padella nè cucinarsi due uova senza bruciarla la padella, quali ricette vuole scrivere. Siamo seri via..

DE. ok, ok niente foodblog allora facciamo un fashionblog!

4 specchio: ma è impazzito

DE: ma no, pensate una puntina di lifestyle, incursioni nel new-design, nei gadget, Istagram cose così.

5 specchio: ma signor DE ma Lei, oppss mi scusi, il nostro blogger non sa nemmeno rattopparsi i calzini bucati, ed è pur sempre un poveretto che porta felpe dei bangla e braghe prese ai saldi, ma che fashion e fashion.

DE: Allora facciamo un bel family blogger con istruzioni, dritte e altre stupidaggini per mamme e papà disperati che non sanno più cosa fare per fermare i loro bambini feroci, porta bene e pensate al marketing, advertising,  e via con i soldoni…

1 specchio: ma va là non scherziamo che ne sa lei di bambini feroci che i suoi sono tutti buoni.

DE: allora propongo di scrivere alla cazzo di cane, come viene viene.

2 specchio: finalmente un’ idea come Dio comanda
3 specchio: un’ idea anticonformista.
4 specchio: pura avanguardia
5 specchio: non sarà troppo anche per il pubblico più smaliziato.
1 specchio: pubblico? quale pubblico a noi basta che il nostro DE o blogger scriva.

Riassumendo, la nuova linea editoriale del Blog, decisa a stragrande maggioranza, sarà scrivere alla cazzo di cane.


Sapevatelo.

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20 settembre, 2014

We are The New California

Finisco oggi con i saluti la saga di "2000 anni di Sabbione" di  Giovanni "Stiata" Marchesan, una storia semiseria del nostro Paese dalle origini.
Dai grandi fasti Patriarcali ai vuoti storici epocali accompagnati da una grande miseria, vissuta però con grande dignità ed attaccamento al nostro piccolo nio.

Resta una costante nella nostra storia che sia inventata o reale, La Sabbia  che ci accompagna sempre dall' inizio alla fine.

"Per noi il futuro è già cominciato, spiagge a raggi infrarossi, sabbiature a micro onde, terme marine al plutonio, sabbiatomica.

Musik, Folk, Tradizion, HOOOLYDAYYY!
Non temiamo confronti, siamo International
Yeess Gentlemen,  We Are The Best! We are the new California."


Hurrà, hurrà la Nuova California è questa quà?

Ma che i ve ha messo in cavo
brava zente...
Ma che i ve ha contao de stà Palude...

A qua no ze Tahiti e nianche la Bermude...
Semo solo un dosso de sabion
E la nostra California ze Fossalon...

Cosa sono  Puerto Rico e las Barbados
Ambriabella, ti dà di più
Qui si offre Puerto Bucos e las Barbanas
fra tapi e folaghe in Palù.

Sol...sol...sol quando che ze
Mar...mar...mar fin che volè

Paese vecio 'bandonao
Paese novo meso rovinao

Ma che i ve ha messo in cavo
brava zente...
Ma che i ve ha contao...
de sta Palude.



La nova California la ze quà?

Sabbia, un mare di sabbia, ed in mezzo al mar ci siamo noi!

Dall' Isola del Sole dove, nonostante tutto, la vita continua lo spirto di Giovanni e la mia manina (anzi due dita, quelle che uso per battere sulla tastiera) vi salutiamo.
Graisani steme ben!

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19 settembre, 2014

Monsignor Sivano Fain

Per non dimenticare  Monsignor Silvano Fain
19 settembre 1998 - 19 settembre 2014
Il nuovo Monsignore in visita ai bimbi della colonia in Anfora-Portobuso 1960


Un' anniversario triste.
Ricordare una persona defunta è sempre triste, ma Monsignor Fain ha un posto speciale nel mio cuore e in quello di molti "graisani" è giusto che non finisca nel dimenticatoio.

Una Persona straordinaria e predestinata don Silvano Fain arrivato a Grado, senza nessuna baruffa (straordinario), tutto liscio con il diritto di Juspatronatus, apprezzato da tutti e accolto da tutta la popolazione schierata sui moli. 
Siamo nel 1957.

Queste le parole di Biagio Marin per quella giornata:


"Ed ecco il corteo imboccare il canale del porto. Anche io ero tra la mia gente, col cuore in tumulto. Ecco sfilare nel sole alto e nella romba solenne dei motori, la barca che portava assiso in trono, il giovane Arciprete. Era tutto vestito di viola; aveva, appesa a una collana d'oro, la croce pettorale come un vescovo, e un'aria assorta e commossa, quasi di vittima sacra.
I miei occhi si velarono, e quasi inconsapevolmente dissi: "Benedictus qui venit in nomine Domini". Non era facile venire tra noi, nel nome del Signore. 
Quella massa nera di gente che sotto il sole osannava, era come il suo mare, che cambia facilmente di umore. Pareva che volessero buttarli ai piedi le loro anime. 
Ma incerta è la nostra capacità di devozione; ma dubbia la nostra capacità di farci cavi per accogliere la Parola e incarnarla nella quotidianità. 
Guardavo al nobile viso, pallido di commozione dell'arciprete. Volentieri lo avrei baciato. 

E all'uomo avrei detto: "Grazie fratello per la tua volontà di sacrificio. 
Avrai bisogno di tutta la tua fede, di tutta la tua umiltà, di tutta tua capacità d'amore, di tutta la tua giovane forza, per superare la solitudine e l'amarezza di un prossimo domani. 
Dio ti assista. Te lo auguro con tutto il cuore; e di ogni tua opera, di ogni bene che farai, fin d'ora ti ringrazio. 
Non ti lasciare ingannare dal nostro entusiasmo; dalla nostra capacità di volgere in canto chiaro tutta la vita.
Siamo marinai e tu della terra ferma; ogni vento ci muove e ci porta via. 
Non sappiamo la legge che obbliga alla costanza, alla fermezza. 
E sappiamo mordere la mano che ci benefica. 
Dio t’aiuti, prete! E la tua lotta contro la nostra morte sia vittoriosa".
Biagio Marin 

Là in “sielo de le stele fisse” che recorda i Prelati….si lo vego, al xè la ciaro, trasparente, dal portamento fin, al se caressa le mane, comò de scoldassele e pùo co’ i dii ‘l tormenta al quadrato porpora: “Sia lodato Bonsignor Fain… - “fasè i bravi.. e recordeve, ehmm ricordatevi che avete la mia benedizione”
Leonardo Tognon

Meditate gente, meditate! 

UPDATE
Ho ricevuto da un anonimo autore una poesia dedicata a Monsignor Fain e la pubblico:

“ El Monsignor “
‘L xe rivao quà co’l viso d’un fantulin,
duto curioso…
ma no savendo che che ‘l varave catao,
comò ch’ i lo speteva, el sguardo ‘l veva
un giosso timoroso.

De vertasiera, dopo, ‘l xe vignuo co’l tenpo
e i oci ciari s’ha slargao e ‘l cuor s’ha verto
quando ‘l ha capîo che
comò figio de anema ‘i l’ha tolto:
duto contento !

Pian, pian xe diventao anch’ elo “un mamolo”,
più omo de mar che de convento…
e ‘l s’ha missiao tranquilo in tra la zente
co’l stesso fà, sîa stào de ciacolà co’ pescauri
opur, in istesso quasi modo, co’ i comandauri.

Le predeghe che ‘l feva
ciameva senpre zente
e co’ la banda in testa grande le prucission
pe’ dopo de no dî de “La Madona”,
che a Gravo gera duto un rebalton !

Senpre ognidì zogia gera in asilo
e tanta fede in cuor in Casa Serena…
co’l so’ sial nero ghitao in su le spale
le vecie se ‘ngrumeva e stiete
le coreva a la novena.

Cussì, pe’ tanti ani,
‘sto mondo xe stào queto…
e se garghe tenporal in sielo xe passao
poco lassao ‘l ha dani
chè ‘l xe sparîo via stieto.


Un gran silensio ‘desso ‘nte’l paluo
e strae dute deserte quà in paese,
co’ poca zente in Cesa a mormorà preghiere:
comò che xe oni zorno, ‘l tramonto xe rivao
e cô ’l sol calao xe amonte ‘l Signor se l’ ha portao…





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17 settembre, 2014

2000 anni di Sabbione verso i giorni nostri

Le cronache non lo scrivono, almeno quelle ufficiali, ma pare, pare eh!, che ci sia del marcio in Danimarca (ooppss  in Laguna, ri-ooppss in Spiaggia),  ma le nostre di cronache che sono veritiere e si occupano di storie e storia locale continuano con una delle cause portanti del nostro disagio.

SABBIA E CEMENTO  la trovata del XXI secolo

-Sabbia e cemento, asfalto e tartan
case, casini dall' oggi al doman.
L' Isola si gonfia si espande
Sabbia e Cemento - Turismo sei grande!

mah e l' inverno, e gli isolani?
Si arrangino !
Spazio no manca ai  "Gradesani"
Un loculo non si nega a nessuno
In quest' Isola dorata!

La sabbia per le cure ed il  cemento per le case.
E se fessemo le case col sabbione e le sabbiature col cemento?
Ne vegaravemo de le bele!

Così tra l' imperversare della sabbia e del cemento, del turismo sabo/domenicale, zimmer-zu-vermieten, banchi di gelato e pizza/metro per ogni dove, spuntano palazzine ultramoderne uso turistico al posto delle decrepite ville di fine secolo disegnate dai più grandi architetti del mondo austrungarico.

Tu vol mete!

Nasce così (i dise che ze megio) il finto antico in Gravo Vecio e il finto moderno in Gravo Novo.

Tra tutti questi marosi di finto tutto con un occhio alle radici e l' altro volto al futuro, l' Isola si prepara a qualsiasi sfida, con il morale alle stalle  pardon alle stelle!

the show mast go on!

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16 settembre, 2014

Capo Piatola


Vi sarà capitato di esclamare - ma tu son più fastidioso de una piatola!- di questi tempi e con le frequentazioni enormemente allargate dall' uso del Web, è facile incontrare questa specie antica di rompiscatole che attacca bottone, fa l' amicone, sa tutto lui, è autoreferenziale al massimo.

E si lamenta, le piatole si lamentano continuamente, sono eternamente scontente, ti assillano con i loro problemi e finisce che per quieto vivere dai loro ragione purchè la finiscano.

Una statistica americana ('sti americani fanno statistiche su tutto sono delle vere piatole) dà loro ragione, alla fine del percorso di rottura di conagi e lamentazioni varie arriva la luce del successo personale e del denaro.

SI ! fare la piatola paga, ma che palle!

Poi ci sono le piattole da social network, quelli che ti iscrivono a gruppi vari senza chiederti se ti va, ti sottopongono alla tortura di migliaia di mail indesiderate (uno spam incontrollabile) senza che tu possa dire bah!

Ti martellano di post con link su praticamente tutto lo scibile umano, aggiungono le foto dei loro parenti sino alla settima generazione, dicendoti guarda qua che bello!

La piattola cerca in ogni modo di influenzare la tua vita e questo vuol dire che non vive serena, che non ha un cazzo da fare e che non ha nessuno su cui concentrare le sue frustrazioni.

Proprio per alleviare le sue sofferenze proporrei la sua soppressione.

Ma, riflettendo, è quello che faccio anch'io, casse! son una piatola! 

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15 settembre, 2014

Incontri

Da qualche tempo, e credo capiti a molti, ci sono un sacco di signorine con nomi italiani, scrivono però in un italiano incerto, che mi invitano a corrispondere via mail con loro attraverso siti con strane sigle finali tipo .ro  .nu .uz magnificando le loro grazie e qualche volta cercando di provocare commozione con situazioni familiari al limite.

Ormai gli anni di frequentazione del web consigliano grande prudenza nel cliccare con leggerezza su questi messaggi che normalmente vanno dritti in spam, ogni tanto però vado a leggere i profili e questa descrizione mi ha fatto sorridere perchè scritta in un misto italian dialettale del sud, eccolo:

Profilo: Concetta Assunta Addolorata Carmela Rosaria Immacolata F.
Area: de ggiù
Sesso: vedi un po te.


Dungue io so’ dde ggiù e studio legge pecché voglio ddiventare mmaggistrato. Eh, sì, de ggiù siamo tande che studiamo legge pecché vvogliamo ddiventare maggistrati.
Intando però che studio me faccio anche fa’ qualche foto come questa dal fidanzato mio, anzi da li fidanzati miei, e non ve ce dico il cognome ‘ntero e il paese mio pecché ggiù ci stanno gli invidiosi e cosa fa una ragazza sola in un’altra città non se deve assolutamente sapere che quelli parlano e poi te fanno il malocchio così quanno poi te devi sposa’ al santuarie ‘e pPatre pPie con tutti li parenti e le bbomboniere de prima de seconna e de terza classe il paese ride e ci possono essere come degli imbarazzi, anghe con la famiglia di lui, capito.


Una brava signorina con ambizioni di carriera, si mantiene agli studi lavorando!
Encomiabile.

No! non c'era il numero di cellulare. 


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