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29 febbraio, 2016

Futuro e Graisanità



Chi avrebbe immaginato che Fossalon, oscura frazione agricola, nota solo per la Festa dell’ asparago, sarebbe divenuta la prima città della Regione, popolata da quattrocentomila abitanti, dediti allo sfruttamento degli immensi giacimenti petroliferi scoperti per puro caso da un bird-watching?

E’ incredibile osservare come nel volgere di pochissimo tempo l’ intera economia di Grado e del Friuli Venezia Giulia abbia cambiato volto.

E chissà che direbbero i nostri vecchi nel vedere la superstrada a quattro corsie per senso di marcia che collega Grado/Fossalon a Monfalcone, senza parlare della metropolitana di superficie, della costante presenza di pattuglie armate per la sicurezza dei cittadini.

Il povero Angelo S.Michele, che ha sempre dato il benvenuto a tutti, graisani e foresti, è stato sostituito da un gigantesco edificio costruito al posto del vecchio porticciolo, un grattacielo di quaranta piani che dà lavoro a cinquemila persone.
Eh! il progresso porta grandi cambiamenti negli stili di vita e in parte ci si rammarica di alcune modifiche del comportamento:  
imbastardimento del dialetto, deterioramento dei rapporti umani, crisi di identità culturale.

Vien quasi da rimpiangere tutte quelle denunce anonime che tanta gente faceva (oh! in tutta segretezza e discretamente) per rimarcare ogni debolezza umana, dalla musica fuori orario allo spostamento non autorizzato di banchi di sabbia.
Cari vecchi inguaribili romantici!
Oggi tutti è automatico ci sono sensori e telecamere dappertutto, ma è per la nostra sicurezza.

Era bella però Grado quando un po di rumore allietava la nostra vita e ci faceva vincere la noia.
Mi ricordo i comitati per la salvaguardia di qualsiasi cosa, che tempi , abbiamo perfino promosso una campagna per difendere la Villa Marchesini, con il suo cubismo alla cazzo-simil lavatrice, ultimo esempio di “Art Brut” di fine secolo.

Anche se l’ aria puzza più che in una raffineria, i fumi e l’ inquinamento sono superiori a quelli della Ruhr in tempo di guerra, noi dobbiamo stare ben fermi sulle radici,  dobbiamo difendere il cambiamento puntando su quello che è la nostra base e stile di vita, il valore dei valori:


La Graisanità!

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28 febbraio, 2016

Mostra Fotografica di sole donne


Venerdì 4 marzo al Cinema Cristallo di Grado alle ore 16,30 si inaugurerà una mostra fotografica di sole donne organizzata dal coordinamento donne della CISL regionale.

La mostra segue quella dello scorso anno che ha avuto un grande successo di pubblico.
Due le rappresentanti gradesi presenti con le loro opere.
Margitta Schuff Thomann e Anna Maria Gordini.

Ad allietare la serata inaugurale ci sarà il coro "Gravo Canta" condotto dal Maestro Francesco Gregori


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27 febbraio, 2016

Alcuni spunti sul TURISMO da Lista Civica Liber@

Il Blog di Lista Civica Liber@: Alcuni spunti sul TURISMO da Lista Civica Liber@:              Tanti piccoli passi nella giusta direzione...
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Triaca di Andromaco

Tempo "de nevera" infreddature ed influenze in arrivo.La medicina moderna ci ha abituato ad associare ad ogni malanno una pillola sicuri che tutto si risolva senza fatica ne sforzo.
Un tempo tutto era più complicato e la componente magica era sempre latente.
Vediamo uno dei principali e più noto medicamento "de 'na volta" usato anche a Grado:




La “Triaca” o “Theriaca”, un' antichissima medicina creata dal medico Andromaco ai tempi di Nerone.

In principio era conosciuta come antidoto infallibile per i veleni più potenti ed era composta da cinquantasette ingredienti, alcuni dei quali davvero particolari come carne di vipera, di rospo e di animali simili, nonché bitume e altre piacevolezze.

Con il passar del tempo se ne precisarono le virtù e divenne così una sorta di panacea universale; di conseguenza aumentarono anche i suoi ingredienti che divennero circa un centinaio.

Le sanzioni per chi tentava di ometterne qualcuno erano pesantissime: non solo veniva distrutta tutta la quantità di costosissima “triaca”, ma si giungeva anche alla perdita del diritto di esercitare la professione di speziale e al carcere.

Per motivi di salute pubblica ma anche finanziari questa medicina divenne monopolio governativo e la sua preparazione un vero e proprio rito al quale poteva assistere chiunque. 
Nerone lo fece perfezionare da Andromaco, il suo primo medico, e Galeno diede a questo rimedio il nome di theriaca , teriaca da cui triaca.

Questa la parte storico-romantica, la parte "graisana" prevede delle regole per il suo confezionamento e sono giocose:


Prima regola: bisogna crederci
Seconda regoladeve essere preparata in mortaio
Terza regolail preparato deve essere battuto da un moro veneziano
Quarta regolagli ingredienti sono proposti da una maga
Quinta regolaper i bambini di Grado gli ingredienti vanno raccolti in Laguna
Sesta Regolaquando il preparato é pronto va nel “cugiaron”

Le erbe note.

erba della miseria (Tradescantia albiflora)
erba trinita (Anemone hepatica)
erba vetturina (Melilotus officialis)
erba vescica (Utricularia)
erba del pesce (Salvinia)
erba medica (Medicago Sativa).....
segue un elenco di erbe, fino a cento, e composti medico-ciarlatani. 


Sapevatelo! 
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26 febbraio, 2016

"Cussì xe nato Gravo"



Ieri ho visto su Facebook un' immagine di un dipinto di Tullio Crali, un dipinto di cui conosco la storia tragica e ne ho copia fotografica su tela. 

In uno dei corridoi dell' ex Ospizio Marino di Grado esisteva un'affresco di Tullio Crali grande pittore futurista detto anche aeropittore nato in provincia di Zara ma residente a GORIZIA, amico di Marinetti con opere esposte a Parigi alla Biennale di Venezia e nei musei di tutto il mondo. 

L'affresco descriveva in chiave futurista la canzone di Mario Pigo:
 "Cussì xe nato Gravo".

Il pittore sollecitato dalla dirigenza del tempo dell' Istituto, che aveva sede a Gorizia, accettò di affrescarne una parete interpretanto graficamente le parole della canzone che gli piaceva molto e dedicò l'opera ai bambini in cura presso l'Ospizio. 
Il successivo restauro dell'edificio, (sic)  ha fatto scomparire  l'affresco, per fortuna, prima di farlo hanno avuto il buon senso, se non altro, di avvertire un bravo fotografo gradese, cosicchè   le uniche tracce del bellissimo affresco sono fotografiche (vedi foto) grazie alla cura del nostro Nico Gaddi.

Per capire il senso dell' immagine aggiungo il testo della canzone cara a noi tutti di Mario Pigo.

 Cussì xe nato Gravo

 Duti quanti se domanda:
"a fa Gravo, cu xe stao"?
Me ve digo in do e do quattro
 che cussì xe stao creao:

Dopo fato l'universo
cò le sò costelassion,
xe vansao, fra tanta roba,
anche un saco de sabion!

Cussì 'l Paron del Mondo
s'à dito là per là:
"De stò sabion che vansa,
che roba posso fà"?

'L ha fato un isoloto
che navega sul mar,
cò in mezo le calete
che un labirinto par.

'Na piassa, tre casete,
do scale un balaor,
un campanil, 'na ciesa
e 'l siel d'un bel color.

Dal saco vecio e sbuso
vigniva zo 'l sabion,
cussì xe nato i tapi
cò sora un bel cason! 

Ultimagia sta fadiga
no 'l saveva pìù che fà;
ma finio no gera 'ncora
stò lavor, per riposà...

Una roba no 'l vegheva
osservando de lassù:
Zente proprio no ne gera
né in paese, nè in palù.

Cussì 'l Paron del Mondo
s'à dito là per là:
"Su 'sto paese svodo
cu fasso lavorà"?

'L ha fato i pescauri
de bona volontà.
Cò duti i più bei fiuri
che 'l ha pussuo catà.

Le mamole più bele,
'l ha fato in t'un nambuol,
missiando un per de stele
cò fregole de sol.

Cussì 'l Paron del Mondo
de contentessa pien
'l ha dito: 

"Ve saludo, graisani steme ben"!

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24 febbraio, 2016

Al Taroto



Qualche volta la storia ci apre gli occhi, se si ha voglia di vedere, sul futuro.

La storia di Grado Pineta è interessante e poco conosciuta e in questo post non  voglio approfondire quello che è successo dopo ma vedere  i veri motivi per cui è nata:

 erano e sono di protezione dell' abitato di Grado.

Per tutti noi "graisani" la Pineta non è nientaltro che  "Al Taroto" e questo dovrebbe evocare in tanti di noi ricordi giovanili di giochi e piccoli amori consumati e non  tra le dune e i rovi del bosco, ma  la traccia del post mi porta alle origini e soprattutto sul perchè e sul come la Pineta è nata.

Tutto inizia nel 1900 quando, su ordine del Capitanato di Gorizia, vennero piantati 35.000 pini in località "Le Dune", quella serie di dossi sabbiosi a terra del Banco della Mula di Muggia, la piantumazione ebbe successo e l'anno successivo si procedette all'imboschimento vero e proprio mettendo a dimora 200.000 piantine nella zona di Punta Barbacale.


Alfiere di questo imboschimento fu il goriziano Corrado Rubbia che suggerì all'Amministrazione austriaca la messa a dimora delle piante per consolidare la riva e proteggere, in modo naturale e a costi ridotti, Grado tenendo conto della prevalenza del movimento, sia dell'acqua che del vento, da est-ovest.

Si cominciò dai Monti della Rotta nei punti più critici per il vento e le maree.

Non tutto ovviamente funzionò alla perfezione, per qualche anno la moria delle piante sfiorò il 70%, ma la tenacia degli uomini alla fine la ebbe vinta sugli elementi naturali e nel 1921 il Comitato delle Dune di Grado che sovraintendeva al progetto fu sciolto per raggiungimento dello scopo sociale.

La Dichiarazione del Comune:

Quest'azione di rimboschimento iniziatasi una ventina d'anni fa, ha conseguito pieno successo, una landa sterile, viene convertita in un bosco rigoglioso di latifoglie e conifere.
Ora il municipio vorrà certamente dedicarle tutte le sue cure, perchè non venga menomata.



Questa dichiarazione dell' Amministrazione di allora mi ha fatto venir in mente che le successive Amministrazioni non  hanno dimenticata la landa desolata, ci hanno fatto una stupenda speculazione edilizia! 

Sapevatelo! 
 

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23 febbraio, 2016

Umberto Eco- MacHeads

in foto il mio primo Mac un SE-30 del 1989,  ancora perfettamente funzionante.
Lo hanno fatto in tantissimi, hanno commemorato Umberto Eco quale grandissimo scrittore, intellettuale e comunicatore.
Una cosa che non tutti sanno è che Eco era una fanatico della prima ora del Mac al punto da scrivere una famosa "bustina di Minerva" rubrica con  “pensieri in liberà”, oppure più coltamente “riflessioni sulla società liquida”in cui osannava la differenza fra il Mac e DOS- il linguaggio pre Window:

Scrisse:
 "Il DOS è protestante, il Mac Cattolico. Il paragone, apparentemente privo di senso, ma in realtà incredibilmente profondo nelle differenze tra i due sistemi operativi.
Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti».

L’episodio in cui Eco parlava della differenza tra Mac e PC è molto noto a chi, come me ha cominciato nel lontano 1987 a  manovrare computer e ad usare il Mac da ben prima dell’era iPhone che ha seppellito tutto il resto, creando  nuovi universi più o meno paralleli che riducono Apple allo schermo da pochi pollici di un telefono e la concorrenza a Google. E proprio per questo quell’episodio vale, forse, la pena ricordarlo.

E continuava l' articolo:
 «Anzi, il Macintosh è cattolico controriformista, e risente della “ratio studiorum” dei gesuiti.
 È festoso, amichevole, conciliante, dice al fedele come deve procedere passo per passo per raggiungere – se non il regno dei cieli – il momento della stampa finale del documento.
 È catechistico, l’essenza della rivelazione è risolta in formule comprensibili e in icone sontuose. Tutti hanno diritto alla salvezza».
«Il Dos è protestante, addirittura calvinista. Prevede una libera interpretazione delle scritture, chiede decisioni personali e sofferte, impone una ermeneutica sottile, dà per scontato che la salvezza non è alla portata di tutti. Per fare funzionare il sistema si richiedono atti personali di interpretazione dei programma: lontano dalla comunità barocca dei festanti, l’utente è chiuso nella solitudine dei propri rovelli interiori”.

Fantastico un vero MacHeads! Buon Vento Professore.

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22 febbraio, 2016

Piani programmatici dei Cittadini


Comincio a ricevere qualche risposta al mio post sui piani programmatici che la nuova Amministrazione dovrebbe fare propri, il primo è opera di Natalino Marchesan.
Devo però fare una precisazione, il gruppo Grado 2.0 esiste solo nella mia fantasia, era una provocazione bonaria per quello che vorrei per il mio Paese.

Caro Ennio, ho letto con piacere ed entusiasmo il comunicato dei giovani di Grado 2.0 - Isola del Sole perché fa capire che abbiamo giovani concreti che vogliono costruirsi un futuro.
Noi siamo un gruppo di meno giovani, madri e padri di famiglia, persone sportive che credono nei valori, intenzionate a creare le condizioni affinché nessun giovane debba più andare via dall'isola per trovarsi lavoro ed un'abitazione dignitosa ad un prezzo decente.
 Anzi dovremmo riuscire a creare le condizioni per offrire la possibilità a chi e stato costretto ad andarsene di poter ritornare. Possiamo vivere meglio!
Vi invio una bozza di idee per Grado sulla quale confrontarci.
Vi chiedo la cortesia di darci una mano facendoci pervenire le vostre osservazioni.
Rimaniamo a disposizione per incontri.
Grazie per l'attenzione. Cari saluti Natalino

Linee programmatiche per Grado.
  1. Piano di valutazione e sistemazione idrogeologica del territorio finalizzato alla messa in sicurezza della costa, delle spiagge migliorando la qualità delle stesse e l'ossigenazione delle acque lagunari favorendo l'interscambio delle acque tra il mare e la laguna.
  2. Attivazione di un concorso d'idee internazionale (coinvolgendo anche le facoltà di architettura di Udine,Venezia, Trieste e Vienna) per migliorare la situazione urbanistica dell'isola, dalla quale conseguirà una revisione strategica del Piano regolatore per elaborare la Grado dei prossimi trent'anni. PRG costruito insieme ai comuni limitrofi cercando sinergie soprattutto con Aquileia. Attivazione di un “premio nazionale annuale” per la riqualificazione del territorio in modo da avere ogni anno persone di cultura, che propongano “delle idee per valorizzare certi ambiti di Grado” che vengano discusse e fatte proprie dalla gente.
  3. Piano della mobilità urbana impostato a criteri di massima riduzione dell'inquinamento, tramite mezzi di trasporto pubblico elettrici o con fonti non inquinanti, incremento delle aree pedonali, ciclabili e Zone 30, individuazione di aree parcheggio presso idonei siti periferici.
  4. Censimento e valorizzazione delle strutture e beni comunali a beneficio dei servizi ricreativi per giovani ed anziani, di assistenza e sportivi, a favore della comunità. (casa di riposo di Riva Bersaglieri, cinema Cristallo, area sportiva Alle Piramidi, edifici pubblici ed abitativi, aree dismesse, ecc.)
  5. Attuazione di tutti gli interventi mirati a far divenire l'isola di Grado uno dei comuni più accessibili ed ecologici del panorama internazionale. (completamento degli interventi urbani sull'accessibilità ed incentivazione della stessa presso le strutture private, limitazione delle varie forme d'inquinamento, piano delle onde elettromagnetiche, incremento delle aree verdi pubbliche, ottimizzazione della raccolta differenziata, applicazione della geotermia, d'impianti fotovoltaici, casa dell'acqua, distributori di detersivo, del latte, ecc.)
  6. Sviluppo occupazionale tramite: riapertura Ospizio Marino, apertura delle nuove Terme Marine, riattivazione della casa di riposo, del cinema Cristallo, dell'area sportiva-ricreativa Alle Piramidi, valutazione di eventuali sviluppi delle attività di acquacoltura ed agricole. Attuazione di politiche di allungamento stagionale tramite: sviluppo del turismo termale e curativo, del turismo congressuale, del turismo culturale, naturalistico, ecc. Creazione di cooperative di giovani per la gestione dei parcheggi, servizi di bus navetta, servizi di trasporto persone con cicli attrezzati , gestione di posti barca ed altri servizi.
  7. Piano abitativo e d'incremento dei residenti tramite: Creazione di una cooperativa di servizi abitativi la quale acquisisca immobili da ristrutturare (case Ater, vecchi edifici, isolato ex casalingo, ecc.) o aree, per realizzare alloggi di classe energetica A da vendere, a prezzo di puro costo, ai giovani con vincolo di residenza e non vendita per 20 anni.
  8. Ottimizzazione del Metodo amministrativo tramite provvedimenti specifici mirati a promuovere: la meritocrazia e la funzionalità dei servizi presso la pubblica amministrazione, la qualità e l'allungamento stagionale dei pubblici esercizi e delle varie attività, l'incremento dei servizi sanitari, servizi ricreativi e di vario genere a favore della comunità. Incontri semestrali pubblici con la comunità per relazionare sull'attività svolta e per condividere i programmi futuri. Organizzazione di tavoli di lavoro con coinvolgimento della popolazione in modo da renderla attiva protagonista, applicazione di Question time del cittadino.
  9. Regola d'oro: Sostenere le idee valide di qualsiasi provenienza!
Un programma corposo ed impegnativo, mi aspetto che anche altri mi scrivano o sul blog o via mail lo spazio è loro senza commenti.

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21 febbraio, 2016

Biagio Marin - Poeta



Il nostro Lorenzo Boemo ci propone  un video  girato nel 1981 in occasione dei festeggiamenti per i  novantanni del poeta Biagio Marin.

Un documento raro e prezioso che ci mostra il poeta gradese festeggiato affettuosamente dai suoi compaesani:

I corcai del picolo nio

che  Lui altrettanto affettuosamente disprezzava.

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20 febbraio, 2016

Rivoluzionario mancato


Oggi si parla spesso di grandi cambiamenti e dell' insofferenza alle Istituzioni fortemente degradate dal cattivo esempio dei politici, non si parla di rivoluzioni ma, anche se sottotraccia, grandi stravolgimenti si profilano, almeno me lo auguro.

Quando ero molto giovane e vi parlo del 1964 io studiavo in collegio e già cominciavano a girare idee di rivoluzione studentesca non proprio in Italia ma in Francia.

Durante  l' estate qualche volta mi piaceva far compagnia al mio papà a pesca e parlavo con lui di queste nuove idee.

Mi ricordo di una serata in mezzo al Golfo di Trieste, avrò avuto si e no 16 anni, ed ero in caiccio con mio padre a saccaleva.
Le lampade a gas ( i ferali ) illuminavano a giorno la superficie del mare ed io con la pustia pescavo calamari soto al feral e contemporaneamente controllavo i banchi di pesce che si avvicinavano alla barca attirati dalla luce, dando così un po di tregua al mio papà che poteva riposare.

Ad un certo punto, erano anni di discorsi rivoluzionari ed io ero uno studente ad Udine, ho chiesto al mio papà, che si era svegliato, come mai non avesse scelto una carriera da impiegato, con i timbri, le matite, le penne biro, le gambe delle impiegate da guardare sotto la scrivania, lui serio serio, me lo ricordo bene, mi fa:

in uficio va solo i democristiani, noltri 'ndemo in mar, tu tu ciaculi de fa la rivolussion, alora tu devi 'vè i cali grossi su le mane.

Io non dissi nulla ma da quella volta sta storia della rivoluzione mi è andata un po di traverso, il fatto di doverla aspettare e di farsi venire i calli sulle mani mi rompeva un po le palle.

Comunque, non contento, a casa ho chiesto anche a mio nonno come mai non avesse scelto di fare l'impiegato, la reazione fu sorprendente.

tu son mato - mi disse - noi pescatori siamo le persone più fortunate del mondo, si è vero prendiamo freddo e se bagnemo continuamente con dolori in tutto il corpo, ma tu vol mete,  podemo scorezà quando ne par e piase, tanto in mar cu tu vol che te senta.

Non ci ho pensato mai più, avrei dovuto farmi subito la tessera della Democrazia Cristiana, invece eccomi qua "in mar e scorezo liberamente"  

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19 febbraio, 2016

Grado 2.0-Isola d'Oro


"Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze dai 19 ai 25 anni che hanno deciso di candidarsi alle elezioni comunali per dare un contributo concreto al paese. 
Nessuno di noi ha mai chiesto agli altri compagni quali fossero le loro preferenze politiche: quello che accomuna sono le idee, i progetti ed il futuro che vediamo per Grado. 
La nostra speranza è che Grado 2.0 non sia solo una lista  ma piuttosto un progetto condiviso con la cittadinanza."

Programmi possibili: 
1. Il futuro passa per..LA CONSAPEVOLEZZA DELLE NOSTRE RISORSE
2. Il futuro passa per..LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI
3. Il futuro passa per… LA COMUNITÁ
4. Il futuro passa per… LE PICCOLE COSE
5. Il futuro passa per… L’OCCUPAZIONE
6. Il futuro passa per… LA TUTELA DEL TERRITORIO
7. Il futuro passa per… LA TRADIZIONE
8. Il futuro passa per… IL TURISMO
Restiamo saldamente ancorati alla realtà: non sono gli investimenti milionari il motore di Grado. 
Il futuro non sta nelle grandi opere spesso fini a se stesse né nell’asfalto delle strade. 
La priorità è migliorare i servizi e le strutture che già abbiamo all’interno di un progetto ampio e a lungo termine. 
Siamo convinti che le buone idee resistano ai tagli della “spending review”: non è la mancanza di denaro che limita Grado ma la mancanza di prospettive.
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In attesa che anche a Grado si possa vedere pubblicato da qualcuno quanto sopra riportato copiato e modificato nella località, dal sito di Aquileia 2.0,  mi devo accontentare di leggere le frattaglie che vengono pubblicate dal Piccolo quasi quotidianamente, le stesse identiche facce di tutte le volte, nessuno che si guardi bene nello specchio, nessuno che faccia un esame di coscienza, tutti sono la via, la speranza di nuovi e luminosi futuri.


 Ma per fortuna, a nostra tutela, qui da noi a Grado  c’è questo virus che fa scoppiare le giunte.
Che in fondo potrebbe essere un  gombloddo dei rettiliani che con le scie kimike ci cospargono con i vairuss.

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18 febbraio, 2016

Grado e le sue Porte



Grado un tempo era un Castrum chiuso e aveva sei porte . 

E’ un bell’ esercizio ricordare la disposizione urbana di un tempo del nostro Paesello con le sue Porte, la Casa col Leon, in Piazza Duca d'Aosta, un tempo adibita a Municipio, dove si apriva laPorta Granda, le cui tracce sono tuttora visibili nel muro esterno verso la Calle Lunga. 

Oltre alla nominata Porta Granda c'erano la Porta Picola demolita nel 1875 (Campo dei Patriarchi), Porta Nova (verso Piazza XXVI Maggio) - entrambe rimaste nella toponomastica locale,  Porta Vecia (probabilmente nei pressi dell'Ospizio Marino) e le pustierne (questo ha bisogno di spiegazione: sono le porte secondarie)Stiusa (verso la laguna con gli orti a nord est) e Capelana ( dava “sul Borgo de Fora” verso Piazza Vittoria o B.Marin)

Pur essendo piccolissimo, il paese aveva i suoi 'rioni' e ogni rione il suo partito, naturalmente nemico acerrimo di ogni altro. 

Cavo-de-Palasso: odierna Calle del Palazzo ricorda il sito dove sorgeva il palazzo del Conte di Grado, fatto costruire da Orseolo Il (1009-1026), .
È il lato sud della mura, mentre Cavo de Muro (Cul de Muro) era la parte verso nord. 
Di fronte al palazzo, fabbricato sulla muraglia, si estendeva la 'Corte di Palazzo', registrata con la qualifica 'prato', un vasto spazio che allora arrivava fino alla basilica di S. Eufemia.
Il Borgo-de-fora era la zona al di fuori della cinta del 'castrum' (San Rocco-Via Gradenigo.
Poi Piassa, Savial, Babau, Stronzulin, America, Pulindron, Casata, Ortolani.

Menego Picolo ricorda così le battaglie dei bambini per il controllo del territorio delle Contrade

 Gara de Contrà 

Qui de in Cavo-de-Palasso 
E de in Corte, duti fora 
Li 'ntendeno suli e co un brasso 
Anche qui! in Borgo-de-Fora! 
Phu! de Piassa e Cul-de-Muro 
Ve sfideno sie per tre. 
Ocio eee! ... che caté ‘l duro 
Se sto gatolo passé! 


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17 febbraio, 2016

Odio



Che il sentimento dell' odio sia una cosa a priori negativa non è una cosa così scontata come all'apparenza potrebbe sembrare. 
Nelle dinamiche della formazione dell' "unità" ideologica di un paese è spesso fondamentale. 
Da sempre una civiltà, società, o gruppo di qualsiasi genere e natura, ha trovato nel nemico comune il "cemento" delle proprie relazioni.

IO ho la sensazione che qui da noi questo "cemento sentimentale" sia diffuso e faccia per intero il suo sporco lavoro e cioè non unisca bensì divida.


Odio
Vardè, al se tien in forma,
vardè co quanta facilità al supera i ostaculi,
vardè comò che i ze facile al ghitasse ‘dosso, 
ciapàve le teste;
l’ odio no ‘l ze comò i oltri sintiminti,
al ze insieme più vecio e più zovene de ili.

Al ze bravo a creà le cause
che i lo fa nasse.
L’ odio  insiste, al se insinua per duto
e duto unisse.
L’ odio ze la cola che tien duto insieme

no l’ amor.

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16 febbraio, 2016

I Batelanti in Palù


Profittando della bellissima immagine di un rematore gradese del 1926 pubblicata dalla Filologica Friulana parliamo oggi della nobile arte del
Batelante di Laguna:

Un tempo In laguna i casoneri erano stanziali ma il prodotto della pesca quotidiana doveva essere venduto, allora ecco l'esigenza di un efficiente servizio di raccolta.

Il lavoro veniva svolto dai batelanti, che prelevavano dai casoni il pesce segnandone la quantità e il proprietario mediante intagli e segni di riconoscimento dei nuclei familiari, su una assicella di legno detta  "tessera". 

I casoneri si recavano poi il sabato o in occasione di qualche festività a Grado a riscuotere il denaro dovuto.

Gigi Strolo, Giovani Mazaneta e Giovanni Sata e l' ultimo Giovanni Vadori (Peverin): questi i nomi dei batelanti; il loro giro li portava da Anfora a Morgo, da Sototerena a Sdoba.

Mare e laguna erano ricchissimi di pesci, sia come specie sia come quantità, e il vero problema in verità non era catturarlo - a quanto raccontano i vecchi bastava piantare a caso la fiocina nel fondo o calare una togna -ma venderlo.

I batelanti erano anche coloro che diffondevano le notizie del paese in Laguna, quante baruffe - a volte passavano mesi per il ritorno a Grado e le notizie si condivano con la fantasia -sono nate per incomprensioni derivate da uno scherzo del batelante.

Ma la velocità della batela o del passo d'uomo non era certo il modo ideale per consentire una rapida distribuzione e garantire la qualità di un prodotto fragile e deperibile come il pesce. 

In questa difficoltà oggettiva sta in buona parte la causa della miseria del passato: l'impossibilità di sfruttare adeguatamente le risorse esistenti per mancanza di comunicazioni e mezzi di trasporto.

Esisteva ed era molto praticato il capillare e spicciolo commercio rappresentato dal baratto del pesce in cambio di farina da polenta o altri viveri svolto quotidianamente dai lagunari più vicini alla terraferma e da un certo numero di donne gradesi, che andavano in Friuli estate e inverno, a piedi, con una gocciolante cassetta di pesce in testa o, chi poteva, con un triciclo.  


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15 febbraio, 2016

La quarta B



Molte volte ho letto e sentito l' acronimo che identifica "al graisan" medio.
le tre B.  equivalenti a bicer, boreto, batela;
con oggi, vedi l' articolo del quotidiano locale in foto, abbiamo la rivelazione del segreto di Barbana, la quarta B che si identifica con Burela.

Una nuova formazione politica, una lista civica, a detta del giornale, formata da un uomo solo al comando.

Evidentemente un mago della  sperimentazione  politica che con  la sua bacchetta magica  in solitudine moltiplicherà gli adepti con il suo incantesimo.

Mi disturba un poco il simbolo dell' aquila a due teste, ma solo perchè non  ho avuto io l' idea di usarlo, in cambio tutto è illuminato  dalla genialità della B centrale per indicare il titolare della lista, sarà facilissimo ricordarlo.

Comunque in democrazia è giusto provarci come si può e vuole e quindi benvenuto sig. Burela.
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14 febbraio, 2016

Quore mio


Ma poi in fondo cosa interessa quanto dura un amore…

Che centra il tempo, una variabile fisica indissolubilmente legata al decadimento delle cose, dei corpi, con quella cosa chiamata amore?

Interessa non quanto è durato, ma se è stato veramente amore, se ha cambiato il nostro spirito, se ha aperto tutte le finestre ed ha fatto entrare il profumo di quell' energia strana e strampalata che ti fa stare bene e ti spinge ad abbracciare l' universo.

Se ti ha fatto sollevare lo sguardo dalla punta dei piedi e ti ha fatto intravedere il blu del cielo.

Se ti ha aperto gli occhi e ti ha rivelato per un attimo il vero senso della vita.

O invece è stato solo un altro giro di giostra, un fugace incontro.

Buon S. Valentino a tutte e che sia amore con un solo quore.


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12 febbraio, 2016

Nuovo Sindaco



La prassi vuole che individuati i candidati sindaci da L
Dopo un intero pomeriggio passato tra le sedi canoniche della politica gradese (i bar), discussioni a non finire, rabbia e delusione (no ve digo i biceri) ho finalmente tratteggiato il ritratto ideale del nuovo Sindaco

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2 commenti:

Enzo Tirelli ha detto...

Buona idea ma con alcuni distinguo. Tanto per cominciare la prima domanda è fin troppo scontata. Chi fa riferimento ai partiti che governano la regione dirà che le UTI sono una meraviglia, chi fa riferimento ai partiti dell'opposizione dirà che sono una sciagura per cui il gioco è fatto. Le civiche possono dire quello che vogliono perchè tanto in regione non sono rappresentate ed è li che si decidono le cose. Un'altra cosa interessante sarebbe farli dichiarare quello che non faranno. ricordate che i più grossi danni fatti alla nostra isola non erano scritti nei programmi elettorali. Per cui forse è più importante che si impegnino pubblicamente a non fare certe cose.




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2 commenti:

Enzo Tirelli ha detto...

Buona idea ma con alcuni distinguo. Tanto per cominciare la prima domanda è fin troppo scontata. Chi fa riferimento ai partiti che governano la regione dirà che le UTI sono una meraviglia, chi fa riferimento ai partiti dell'opposizione dirà che sono una sciagura per cui il gioco è fatto. Le civiche possono dire quello che vogliono perchè tanto in regione non sono rappresentate ed è li che si decidono le cose. Un'altra cosa interessante sarebbe farli dichiarare quello che non faranno. ricordate che i più grossi danni fatti alla nostra isola non erano scritti nei programmi elettorali. Per cui forse è più importante che si impegnino pubblicamente a non fare certe cose.


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