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17 dicembre, 2023

mare nostrum


 Ho letto oggi del’ iniziativa del WW.FF. a Grado sul problema dell’ innalzamento del mare causa il riscaldamento del pianeta.

Con una breve ricerca ho trovato questo studio di due fisici trentini che fa preoccupare seriamente sul nostro futuro prossimo che si presenta molto scuro, prevedendo una pianura alluvionale  sino ad oltre Cervignano.

Ho letto oggi del’ iniziativa del WW.FF. a Grado sul problema dell’ innalzamento del mare causa il riscaldamento del pianeta.

Con una breve ricerca ho trovato questo studio di due fisici trentini che fa preoccupare seriamente sul nostro futuro prossimo che si presenta molto scuro, prevedendo una pianura alluvionale  sino ad oltre Cervignano.

 Antonio Zecca e Luca Chiari della Università di Trento in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Global and Planetary Change hanno ricalcolato i modelli climatici ed hanno incluso nuovi dati sull'attesa, seppur di incerta entità, diminuizione dell’ uso di combustibili fossili. 


Lo scopo era vedere in che modo questa diminuizione potrà influenzare la risalita del livello marino. 

È importante sottolineare che le loro stime rappresentano i valori minimi, perché gli scenari di emissione non tengono conto dei combustibili fossili.


In poche parole: il livellio marino potrebbe salire ancora di più. I risultati dello studio mostrano, purtroppo, che il mare continuerà inesorabilmente a salire di almeno 80-95 centimetri entro la fine del secolo e continuerà a farlo per almeno duecento anni anche nel caso della riduzione più drastica delle riserve di combustibili fossili. 


Ma, secondo Zecca e Chiari, l'innalzamento del mare potrebbe essere se non altro "frenato" con un radicale taglio elle emissioni, e questo consentirebbe all'umanità di muovere qualche passo verso l'adattamento all'inevitabile.


Quali, allora, le aree a maggior rischio di finire sotto il pelo dell'acqua? 

Moltissime le zone del Mondo interessate ma vediamo quello che a noi interessa:


Secondo gli studiosi è inutile sognare: il Mare Nostrum non è una eccezione: "L'innalzamento durante l'ultimo secolo è stato simile a quello medio globale", dice l'esperto trentino con qualche distinguo:

infatti il nostro è un bacino chiuso e l'accentuato riscaldamento "causerebbe un incremento dell'evaporazione nel bacino, che a sua volta provocherebbe un leggero rallentamento della crescita del livello marino". 


Insomma, spiega l'esperto, difficile fare una previsione chiara sull'entità dell'innalzamento del Mediterraneo. 

Ma un aumento ci sarà ed i primi ad accorgersene saranno i comuni costieri delle aree pianeggianti a ridosso di Adriatico e Tirreno.


Zecca disegna allora una linea ideale: "La zona più vasta è naturalmente quella che va da Cesenatico, 

Cervia, Ravenna, quasi fino a Ferrara, e poi Rovigo, Piove di Sacco, Mestre, fino a Grado". 


Un'area vastissima: "Sono almeno 1500 km quadrati di pianura agricola fertile". Ma attenzione, avverte Zecca: "I danni alla produzione agroalimentare si estenderebbero a una superficie maggiore perché l'acqua salata risalirebbe nei fiumi e nelle falde salinizzandole".


Se è vero che gli scienziati non possono prevedere il futuro e dirci con esattezza quali cambiamenti ambientali vivranno le diverse regioni del nostro Paese o d'Europa, ciò su cui la maggioranza concorda è sul fatto che il Mediterraneo in particolare è una sorta di "lente di ingrandimento" del riscaldamento globale.


Tagliare le emissioni. Adesso.  

 "La prima misura in ordine di tempo e di importanza è tagliare le emissioni di gas-serra cioè ridurre l'impiego di combustibili fossili", dice Zecca. 

Efficienza energetica, questa la parola d'ordine. Proprio mentre state leggendo questo articolo, avverte Zecca, "la temperatura si sta alzando e il livello del mare anche. 

Continueranno a farlo per cento o duecento anni e non chiedono il permesso ai governi".


Sapevatelo! e tignì sotoman le batele.







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14 dicembre, 2023

la stiusa

 

Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.Personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.personaggio importante di  Grado e come al solito -"Nemo propheta in patria" -prontamente dimenticato è stato : Vigilio Degrassi  che nasce nel 1889 e fin da ragazzo dimostra un grande interesse per la storia locale, si laurea in architettura ed in ingegneria, lavorando poi con il fratello Placido, ingegnere.


Vigilio era il frutto del legame fra i De Grassi, gli Scaramuzza e i Marchesini, famiglie della "Bala de Oro" - i Comandauri, tutte le grandi decisioni riguardanti la nostra comunità, per oltre un secolo, passano per le loro teste, ma Vigilio si sottrae a questa logica di potere, è un sognatore un progettista di futuro e per lui il futuro era solo Grado.


Un uomo che Grado ha quasi dimenticato l' Arch. Vigilio Degrassi (1889-1967). 


Eppure si deve a lui e alla sua opera quasi tutto ciò che fa di Grado una cittadina moderna.

Il Ponte Grando, Le Colmate (Stiusa, S.Vito, Città Giardino), il risanamento di Gravo Vecia, il primo Piano Regolatore di Grado. 

Da grande amatore archeologo collaborò al restauro di S. Maria delle Grazie al ripristino degli interni antichi di S.Eufemia, al ritrovamento e recupero delle tombe romane che si possono ammirare all'esterno della Basilica.


Architetto, ingegnere, archeologo, geologo, urbanista, pittore e umanista.


Vigilio De Grassi è stato tutto questo e forse anche di più, con il suo lavoro ha lasciato un segno decisivo nel tessuto urbano del nostro paese.

La poliedricità è stata senz’altro la sua caratteristica saliente, accompagnata da una formidabile intuizione, intesa come attitudine a capire prima e meglio di altri ciò che serviva a Grado in una fase importante del suo sviluppo urbano. 



Si può dire non ci sia stato un campo in cui non si sia cimentato, dando prova di una conoscenza a tutto tondo. 



Egli fu, ad esempio, il primo ad aver redatto una carta archeologica lagunare, impegnandosi meticolosamente in una ricerca in ambiente difficile per i mezzi dell'epoca. 

Si sa poco di questo suo lavoro, in quanto Vigilio era molto restio a fare sfoggio del suo sapere. 



Ciò che invece è molto chiaro è l’impronta che ha lasciato su ogni suo progetto, riassumibile nell’intenzione di rispettare il volto di Grado, che spesso era stata «deturpata da sovrastrutture barocche» --al dovarave veghe 'desso-.



Come ispettore archeologico onorario, supervisionò i lavori di ristrutturazione delle tre chiese cittadine, la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero romano e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, riportandole alla loro antica nobiltà.



Vigilio De Grassi fu spesso impegnato nella progettazione di alberghi, simbolo di un centro che stava cominciando a puntare molto sullo sviluppo turistico, ad esempio l’hotel Metropole (1924) e l’hotel Adria. 

Progettò lo stabilimento idroterapico (1930), all’epoca fiore all’occhiello non solo in ambito regionale. 



Ciò che colpisce maggiormente di tutta la sua produzione è il filo logico che unisce tutti i suoi lavori e la sua unica capacità di realizzarli sulla carta addirittura prima che gli venissero commissionati. 



Ne sono un esempio i progetti dell’autorimessa Savoia (1934), del ponte Littorio (1936) e della linea ferroviaria fino a Belvedere (mai realizzata), tutti accomunati dall’idea di consentire ai turisti di recarsi a Grado sempre più numerosi. 



Fatto salvo però il volto originario della città che egli aveva a cuore e che si impegnò a salvaguardare. 

Non puntò allo sviluppo turistico ad ogni costo e fu molto attento a tutelare l’estetica della città e le esigenze dei suoi abitanti, volontà presenti nel piano regolatore, che Vigilio progettò nel 1920 e nel  1956.


Beh! un uomo simile nessuno lo ricorda, se non modeste iniziative, quasi sempre "de foresti" e la città non ha saputo dedicargli nulla se non una modesta targhetta fatta mettere dal maestro Dino Facchinetti sul fianco della Chiesa nel giardino del Battistero con le tombe romane da lui recuperate in mare che la circondano.



Un innamorato del suo paese che viveva in funzione e solo per esso.



Nei lavori che periodicamente eseguiva in Laguna scoprì reperti di origine romana che catalogò e si preoccupò non andassero dispersi.



Un uomo simile dovrebbe avere il busto all'ingresso del Comune e invece, come sempre succede, è dimenticato.


Incrocio le dita perchè non voglio gufare ma  speriamo almeno abbiano il buon senso da dedicargli il costruendo? Museo del Mare.


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