Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

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04 maggio, 2018

I Canali e i Rii Lagunari


La mappa della Laguna di Ponente  è stata realizzata da Fabio Carletti della Canoa Kaiak di Aquileia

La laguna è un corpo vivo, che respira si contrae , sale scende si apre e soprattutto si occlude.
La sua manutenzione è cosa primaria e invece siamo ancora qua dopo trent'anni a parlarne e a non fare nulla.
La politica a folate ne ha parlato, ha varato una legge per l' escavo dei canali che ha prodotto un migliaio di carotaggi di studio, qualche intervento verso Marano e l' Aussa, un sacco di soldi buttati al vento e poco altro, per la nostra Laguna ci siamo sempre dovuti accontentare di conferenze dottissime e di promesse al limite dell' incredibile regolarmente disattese.
Bah!

Rispetto   a  quanto si può rilevare dalle cartografie lagunari anteguerra, buona parte dei vecchi canali naturali non esiste letteralmente più, una parte va scomparendo, il resto regge con precarietà grazie ai, pochi, interventi di manutenzione riservati ai canali di maggior uso per la navigazione.

La memoria dei vecchi pescatori ci tramanda il ricordo di un insieme molto articolato di canali, divisi in bacini di porto, ove da ogni canale di porto diramavano canali sempre più piccoli che alla fine terminavano in una fitta rete di ‘rii’

Tale insieme richiama per analogia il sistema venoso di un corpo umano.

A differenza di oggi, diverse condizioni idrauliche, di salubrità delle acque e di organizzazione del fondale, colonizzato da praterie sottomarine di alghe, favorivano la stabilità e l’automantenimento sia delle secche che dei canali. 

Oggi, il problema é grave, la laguna é come un corpo dalle vene occluse e con i polmoni impediti.

Farsene carico significa porsi la questione in termini di manutenzione complessiva, con due criteri guida: - la navigazione e il riequilibrio ambientale ( che é valorizzazione, in quanto può aumentare considerevolmente la produttività ittica e diminuire il fenomeno macroalghe con i suoi effetti indesiderati).

Non sarebbe male considerarne l’economicità e l’efficacia. 

La spontanea evoluzione lagunare tende a compromettere il futuro lagunare, in questo senso una corretta distribuzione di terre emerse può volgere un ruolo importante.

In Passato si é fatto di tutto di più: dispersione di fanghi in maniera indiscriminata a fianco dei canali man mano che venivano dragati, con conseguente ulteriore danno all’equilibrio idraulico della laguna (peso al tacon del buso) ; sversamento in mare, apportando fango  nei pressi dei banchi di molluschi.

IL MARE NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO ALLA STREGUA DI UNA DISCARICA.
IL MARE E’ UN’AMBIENTE VIVO E PRODUTTIVO; GLI INTERVENTI CHE LO RIGUARDANO VANNO VALUTATI BENE, VANNO VALUTATE BENE LE CONSEGUENZE! 


E’ superficialità imperdonabile continuare a considerarlo, come un tempo, un contenitore che tutto riceve senza risentirne. 
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