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13 marzo, 2011

Grado a Campanile Sera 1961



Il 24 agosto 1961 Grado partecipò a Campanile Sera, la prima trasmissione televisiva di grande popolarità che, facendo gareggiare tra loro località delle varie Regioni Italiane, tracciò una mappa del territorio e fece conoscere al grande pubblico italiano le bellezze della nostra penisola.

La gara era tra noi e Laveno una località del Lago Maggiore, si trattava di gare sportive, prove di nuoto e salvataggio, e prove culturali.

La prova sportiva consistente in una prova di salvataggio fu vinta con un atto di forza straordinario dai nostri bagnini che, essendo in leggero svantaggio, presero il pupazzo che faceva da obiettivo e letteralmente lo lanciarono sulla sponda d'arrivo sopravanzando così sul filo la squadra avversaria.

Purtroppo la prova culturale non ci fu favorevole e perdemmo, ma fu la prima volta di Grado in TV nazionale con il coinvolgimento di tutto il nostro paese, stretto intorno ai propri eroi del momento, lungo il Porto dove la gara si svolgeva.

Bei ricordi, co geremo fantulini.
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11 marzo, 2011

MI Scardinano i Bioritmi


Quello che succede ogni giorno a Grado comincia a farmi girar la testa.
Questo continuo proporsi: si ma no, candidarsi fossi matto, però.

Ze duta una coraria a far sapere prima degli altri chi sarà il proprio candidato sindaco e chi lo sosterrà come gruppo.

Bon mi state scardinando i miei bioritmi, finitela, aspettate un po, decidetevi poi comunicatelo perchè i bioritmi sono una roba seria.
Circadiana. Fisica, emotiva e intellettuale.

Sono come un’onda che comincia quando nasci e poi è una roba che si muove lungo la tua vita che se è su, stai bene, invece se è giù, stai male.
Sarà che non mi intendo di ritmi ma ho l’impressione che quelle onde lì io non le so mica prendere.

E' come se mi sentissi sempre un po’ fuori tempo; come che se il mio bioritmo fa tac io invece faccio toc; come se provi a ballare e i passi li sai, che te li hanno spiegati, poi invece finisce che non sai quando appoggiare il piede, o quando muovere le mani.

Dicevo, i bioritmi. Infradiano, ultradiano.

Queste notizie elettorali son sempre che inseguono o che sono in anticipo sul mio bioritmo.
Ma mica di poco, son proprio nel mezzo che non si sanno decidere se fare una corsetta per raggiungere il mio bioritmo rimasto indietro, o invece si fermano e poi ci penserà poi lui, il mio bioritmo, a raggiungermi se ci tiene a me.
Che non so mai se mi arrotondo per difetto o per eccesso.

Dicono che i bioritimi sono una roba seria ma così scassati a me servono solo a farmi la malinconia.

Allora decideteci una buona volta!
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10 marzo, 2011

Giochi Senza Frontiere



C'è stato un tempo che le ciacole non erano il primo sport cittadino e i giovanotti partecipavano con passione a varie attività fisiche e ludiche.-

Uno di questi momenti ha portato Grado a partecipare ad una trasmissione che, propedeutica alla formazione di idea di cittadini dell'Europa, si titolava "Giochi senza Frontiere".

Le gare, pur divertenti e spettacolari nella loro scenografia, richiedevano grande preparazione fisico-atletica e così i nostri baldi giovanotti dell'epoca con grande slancio affrontarono il compito di prepararsi a dovere.

Il 25 giugno 1980 a Friburg, in Svizzera, i nostri affrontarono le squadre provenienti da vari altri siti europei e, per un banale incidente ad uno dei giochi, persero la possibilità di classificarsi al primo posto, comportandosi benissimo in tutte le gare cui parteciparono.

Fu il professor Furlan il preparatore atletico dei nostri fulgidi eroi sportivi (nelle foto), che tornarono a Grado accolti da grandi feste e che furono seguiti con grande partecipazione durante la diretta televisiva in Eurovisione.

Da allora il vuoto! Siamo tornati alla "ciacole"!
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08 marzo, 2011

Liste Elettorali


Tramontata a Grado l' idea di uno o più grandi partiti che raccolgono gli elettori in un' unica lista, fioriscono come "fiuri de tapo" liste elettorali a "più no posso".

Scontati i soliti nomi che usano Grado come incipit:
per, un'altra, domani, incuo, cittadini di;

Molto più variopinti i nomi che corrono nelle sedi deputate dei partiti in queste occasioni i Bar delle Cube:

ve ne cito alcuni, ma tenete conto che siamo solo all'inizio della kermesse e quindi ci saranno aggiornamenti:




Qui che va a sigonda.
Un Nome un programma.
M' illumino d' incenso.
Vago e Vegno
Barba Riveme

Ci fosse qualcuno più aggiornato può aggiungere quello che sa nei commenti e ricordate che la felicità non è un dono, è una lotta.
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07 marzo, 2011

I Progetti- Grado 3-La Bateria







Così vedeva Grado nel 1927 Pietro Marchesan detto Piero Canaro, qualcuno gli deve aver rubato l'idea:






I PROGETI - (1927)


A Gravo in futuro se stemo ai progeti,
varemo un paese de i più perfeti;
vignarà fato un mucio de spese:
case, casete e quaranta ciese .....

Vile, vilete coi gratacieli,
parchi e giardini coi fiuri più beli!
Co piere vecie, croste e robassa,
fora del porto sorze ‘na piassa!....

Vapuri e batele i ‘ndarà a monte
perchè vien fato un grando ponte:
distrute le barche, binzine e “Beleno”
torno de Gravo corarà ‘l treno!....

In là de i bagni, in prima vista,
vignarà fato granda una bisca;
e là de ‘l Squero, sigonda de i piani,
un angar vien fato per sento ìroplani!....

Più vien le tende in gabardin,
la spiaza longa fin Ponta de Spin,
da i altoparlanti de sora ‘l coverto,
fora le pirie vien al conserto....

Ma me che son comò Tomaso
e che no’ i creo se no’ l’è sul naso;
penso che intanto de tanta bondansa
solo ne resta ‘na granda speransa.


* Gravo futuro singondo i progeti
vignarà fato un monte de cessi,
e drio dei pini e drio dei talpuni
un tribunal co’ sento prezuni
.

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06 marzo, 2011

Zuoba Grasso-Al Manzo 'nfiocao


La tradizione del "Zuoba Grasso" e del Manzo 'Nfiocao è stata riproposta ieri con una sfilata imponente e, a seguire, uno spettacolo rievocativo dai ragazzi dei "Mercanti di Stelle" in collaborazione con il Circolo Spes e la Banda Civica.

Vediamo le origini di questa giornata di festa per le genti venete e di scorno per quelle friulane.

Nel 1162 il patriarca di Aquileia Voldarico von Treffen assieme a 12 suoi feudatari friulani occupò a tradimento Grado per rinnovare le gesta del suo avo Popone che aveva distrutto Grado nel 1026.

Il Doge Vitale Michiel II, si irritò moltissimo dello sgarbo del Patriarca e riconquistò Grado catturando Voldarico e tutti i suoi feudatari.

Il doge volle perpetuare l'impresa compiuta e per il riscatto dei prigionieri pretese-in perpetuo-l'offerta, da parte del presule friulano, di un toro e dodici porci, ogni anno il "Zuoba Grasso", per fissare per sempre il ricordo della sconfitta del Patriarca e dei suoi feudatari.

L'intenzione del doge, oltre al monito per i nemici, era di perpetuare in questo modo il ricordo di gesta guerresche vittoriose, e di infondere alle generazioni future l'orgoglio della forza veneziana, perchè è chiaro che l'offerta obbligata era destinata a Venezia non a Grado.

In tutta questa vicenza noi graisani, pur festeggiando con i veneziani lo scampato pericolo riproponendo sino a trent'anni fa la cerimonia del toro liberato e poi macellato per il popolo? (ma quando mai), abbiamo avuto la parte del "saco de le pache" anche se a onor del vero in quegli anni i marinai gradesi erano tenuti in gran conto per il loro valore in combattimento.
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05 marzo, 2011

Profili di Facebook


Surfando su Facebook ti imbatti sempre in nomi strani e foto un pochettino osè, ognitanto ti capita di leggere i profili e questo sotto è uno di quelli più fuori dall'ordinario in cui mi sia imbattuto:

Profilo: Concetta Assunta Addolorata Carmela Rosaria Immacolata F.
Area: de ggiù
Sesso: vedi un po te.

Dungue io so’ dde ggiù e studio legge pecché voglio ddiventare mmaggistrato. Eh, sì, de ggiù siamo tande che studiamo legge pecché vvogliamo ddiventare maggistrati.
Intando però che studio me faccio anche fa’ qualche foto come questa dal fidanzato mio, anzi da li fidanzati miei, e non ve ce dico il cognome ‘ntero e il paese mio pecché ggiù ci stanno gli invidiosi e cosa fa una ragazza sola in un’altra città non se deve assolutamente sapere che quelli parlano e poi te fanno il malocchio così quanno poi te devi sposa’ al santuarie ‘e pPatre pPie con tutti li parenti e le bbomboniere de prima de seconna e de terza classe il paese ride e ci possono essere come degli imbarazzi, anghe con la famiglia di lui, capito.


Una brava signorina con ambizioni di carriera, si mantiene agli studi lavorando!
Encomiabile.

No! non c'era il numero di cellulare.
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03 marzo, 2011

Pensieri molesti a Grado



Qualche volta mi assalgono i dubbi su quello che scrivo, farò bene-farò male, sto attento a non essere sgarbato, a non buttarla sul personale, a generalizzare;
ma veramente alle volte ti tirano per i capelli, ci trattano da subumani, da semideficenti e vogliono pure l'applauso.

Lo sfacelo, è la densa quotidianità in cui siamo invischiati in quest' Isola così bella da essere struggente, che ci costringe da secoli alla promiscuità fisica ed intellettuale e a una sorta di cecità sul resto del mondo, tu pensi:
è il prezzo da pagare per stare in un posto fantastico...

Poi arrivano questi tizi, fanno un paio di spettacoli con la claque, ti dicono vedete quanto siamo bravi e buoni noi si che pensiamo a voi!

e ti incazzi!
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02 marzo, 2011

L'hanno fatto, se ne sono andati


Leggo dal Piccolo di oggi che un gruppo consistente ha lasciato il PD locale.

Oooooohhh!

Ps: un amico mi ha giurato che ha sentito mentre sbattevano la porta:

non possiamo stare con un movimento ha come controparte la classe borghese storicamente dominante e questo dominio di classe si manifesta attraverso una serie di mediazioni che tuttavia sono espressione, anche se in maniera talvolta contraddittoria, di un piano organico del capitale.

Fiuuu! - roba finissima, vibrante e lirica, anche un po’ epica: c’è dentro l’uomo, e la storia; sono innervati di destino.

tutta roba da civiltà cattocomunista-massone-noncipiaccionoletettonenude.
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01 marzo, 2011

Lunario di Marzo



Per il Lunario di marzo propongo una chicca di Biagio Marin quando ancora si firmava Marino Marin, è del 1913 non inserita in Fiuri de Tapo.

Lo strano di questa lirica è che lo stile si rifà in parte a Domenico Marchesini (Menego Picolo) e in parte a Sebastiano Scaramuzza, di cui sposa per una volta (credo unica) l'uso della Z e non della X, insomma non scrive xe ma ze!

Ringrazio Bruno Scaramuzza e il suo sterminato archivio di carte graisane per avermela mandata perchè la pubblicassi.



La foto è una panoramica del caneo verso mar in Sdoba
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