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12 agosto, 2016

Ereditae

L' immagine è una fotocomposizione di Lorenzo Boemo










A Grado, 'sto posto che non si può allargare perchè strozzato tra ponti e mare, che si stende  lungo la spiaggia con l' indolenza di una bella donna che si offre al Dio Turista,  succedono cose che voi "foresti" non conoscete.

Vista la stagione  i pochi bar del centro storico che noi "autoctoni" frequentiamo sono affollati e frequentati dal volgo della più disparata provenienza.
Il volume delle voci è puntato su "ciacola col motor in moto" e per quanto tu voglia star tranquillo a goderti lo spritz  non lo puoi fare perchè "vus o non vus" ti coinvolgono in conversazioni che vorresti evitare - sic et simpliciter.

Dunque sono seduto tranquillo e solitario in un bar "de piassa" e per vicini ho vari personaggi locali:
marito e moglie sui sessant’anni poi  madre e figlia, settantenne l’una  cinquantenne  l’altra, contornate da altri, una bionda che potrebbe essere la figlia o la nipote dei marito-e-moglie, una mora che potrebbe essere la vicina di casa/cugina/amica della figlia o della madre.

Discutono animatamente senza badare a me,  con la foga indolente delle conversazioni da bar che partono dal generale e arrivano al personale, ed il personale è invariabilmente qualcosa di strano e tragico capitato sempre ad un cugino/amico carissimo. 

Per una volta saltano la fase malattie devastanti-incidenti mortali:  e passano direttamente alle disposizioni testamentarie in un misto di graisan e lingua, segno di distinzione:

«Ciò – dice la madre – perché bisogna sta tinti!  Mia cugina, per esempio, che la gera la sigonda mugèr de so’ marì, quando al ze morto l' ha vùo un saco de problemi per avè  i soldi!»

«Perché se  gera  figi de primo leto - chiarisce il marito della moglie - bisogna che li divida in parti uguali…»

«Eh?, ma no zé miga giusto, i doveva divide metà a ela e dopo metà che resta ai figi…»

«No, – interviene la vicina di casa, forse amica - se i gera in comunion dei beni, tu pol falo, si no, no!»

La moglie del marito approva la mozione: «Sì, ma poi bisogna anche veghe da quanti ani che i gera stai sposai co la prima muger…»

E via, si apre un lungo e approfondito dibattito su divorzi, convivenze more uxorio, equiparazione fra figli legittimi e nati fuori dal matrimonio, assi ereditari, in cui ognuno dei presenti ha da citare precedenti a memoria e giurisprudenza a caso neanche fossero avvocati di grido ed esperti matrimonialisti.

Tu ascolti e mediti, mediti su quanti danni abbiano fatto al paese, per esempio, i programmi come Forum!

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