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10 giugno, 2010

Felicità di nonno


Attimi intensissimi di pura felicità, la recita di fine anno dell'asilo di mia nipote.

Circondato da papà, mamme, nonni e nonne, qualche nonno bis, un mare festante e felice con negli occhi ognuno il proprio bimbo.

Impegnato in un piazzale assolato e cocente con il sudore che ti cala sugli occhi e ti disturba mentre tu occupato con telecamera o macchina fotografica devi assolutamente immortalare i canti, le dimostrazioni di bravura in inglese (sono eccezionali questi bimbi), le danze e le evoluzioni sportive del tuo bimbo.

Non te ne frega niente di crisi comunale, di crisi generale, di difficoltà di vario genere ormai comuni a tutti i mortali, sei felice con il tuo bambino che chiude il suo primo ciclo comune, l'asilo, il primo scalino di un percorso che diventerà via via più difficile ma ora è solo la fine di un gioco che ti coinvolge e ti rende felice.

Non so se qualche maestra d'asilo leggerà queste righe, ma comunque le ho scritte per ringraziarle per il loro lavoro.

Grazie a tutte.
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09 giugno, 2010

Storia di Pesca 2- La tartana e la Paranza









A completamento e per maggior comprensione del post precedente pubblico 1 disegno di una "Paranza" che pesca a strascico con la tartana:
si può vedere che il peschereccio lavora al traverso e sfrutta un impianto velico enorme con "sponteri" lunghissimi per utilizzare tutta la forza del vento ed ottimizzare lo sforzo di traino della tartana che somiglia ad una coccia con i divergenti laterali per tener aperta la bocca della rete.

Per finire in bellezza una foto molto bella del 1937 di una Paranza con tutte le vele al vento.
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Storia di pesca-Lo strascico


Avvenuto il fattaccio dell'entrata in vigore del regolamento comunitario sulla pesca che ne limiterà fortemente lo sforzo in Adriatico, tanto vale parlare di storia della pesca e vedere da quando lo strascico è andato in uso come tipologia di mestiere.

A metà del Settecento avviene una vera e propria rivoluzione in quanto ad apporti tecnologici, con il passaggio alla pesca a strascico effettuata da una coppia di barche di dimensioni ridotte rispetto agli scafi già utilizzati per la pesca “a tartana”, sperimentata ormai da un secolo con il servizio di un solo natante.
“Bragozzi” o “paranze”, sono i nuovi tipi di imbarcazione che vanno a sostituirsi alle “tartane”.
Si tratta di modelli di minor costo che influiscono indubbiamente sulla crescita, anche numerica, delle flottiglie, prospettando una sorta di “democratizzazione”
dell’impresa di pesca.

In realtà però, nonostante le remore da parte dei governi all’accettazione
della nuova metodologia di cattura considerata da più parti rovinosa per i
fondali e distruttiva del novellame, la pesca praticata in coppia con barchette
più manovriere, attrezzate da Rimini, Chioggia anche con vela al terzo, si impone principalmente per il nuovo sistema di navigazione, che permetteva di affrontare il mare aperto in ogni stagione aumentando in maniera considerevole i quantitativi di pescato rispetto ai sistemi tradizionali.

Con la tecnica a tartana, effettuata con una sola barca che nelle operazioni di pesca
doveva posizionarsi di traverso per cogliere sulla vela una spinta di vento sufficiente a trainare la grande rete sottesa fra i due spontieri a poppa e a prua, l’attività alieutica era consentita solo nella buona stagione (primavera, estate) quando venti e moto ondoso rendevano meno problematico il governo delle attrezzature con rese, naturalmente, ben inferiori.

Quindi è dalla metà del 1700 che bragozzi chioggioti, riminensi e gradesi adottano la nuova tecnica di pesca a strascico e lavorano in questo catino di mare chiamato Adriatico settentrionale e se le cose non cambiano con quest'anno chiuderanno la loro storia.
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07 giugno, 2010

Il gambero rosso-nuovo allert



La fantasia del titolo allarmistico non ha fine, è di ieri un articolo preoccupato sulla presenza del gambero rosso della Louisiana alla foce dell'Isonzo, paventandone la pericolosità (sic) e la tossicità (ari sic!) e, naturalmente, mettendo in allarme tutti gli esperti, mancano i pompieri, gli altri ci stanno tutti con soluzioni drastiche più o meno fantasiose.
Bene sarebbe informarsi seriamente di cosa si sta parlando senza mettere in allarme nessuno, che non se ne sente il bisogno.

Vediamo da vicino questa specie di Scampo:
Gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) è una specie pregiata di gambero (chissà perchè nessuno lo dice) che in Louisiana è soggetto ad allevamento intensivo con Farm dedicate per 45.000 ettari che da da mangiare ad oltre 10.000 addetti.
E' una specie robustissima e duttile, si adatta cioè ad ogni tipo di ambiente, mangia voracemente e sa sfruttare all'occorrenza quello che ha a disposizione.
Non ha quindi gusti, diciamo, "troppo sofisticati" ma si tratta pur sempre di dieta a base di avannotti, che possono essere girini di rospi e rane o di pesci.

In Italia per comodità e per fare notizia lo hanno subito definito "Killer" perchè non è soggetto, ma ne è portatore sano, alla cosiddetta "peste del gambero" , dovuta al fungo Aphanomyces astaci che fa ecatombi tra le nostre specie autoctone, che comunque sono in diminuzione netta per la mancanza in Laguna di praterie algali su cui proliferare.

Una caratteristica che può complicare la vita è quella che resiste bene fino a 24 ore all'asciutto e cammina, può scavare tane fino a 1,5 metri di profondità per difendersi dal freddo, insomma conoscendolo va limitato.

Il primo importatore italiano è stato una Cooperativa di Massarosa in Toscana che ne ha avviata una produzione.

Quindi è la soluzione migliore è quella.

Gli Spagnoli sono riusciti a realizzare dei grandi allevamenti controllati e adesso, addirittura li riesportano negli Stati Uniti, naturalmente surgelati o comunque lavorati.

Lo yankee, quindi, torna a casa e produce profitto.

Altrochè Killer può essere un'occasione per un discreto business!
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06 giugno, 2010

Nuovo Logo per il Friuli-Venezia Giulia




Nuovo Logo per la nostra Regione, presentato a Vialla Manin con festa mega-galattica incorporata il nuovo logo che presenterà tutte le iniziative turistiche della Regione nel futuro, mandando in pensione "ospiti di gente unica".

Curioso come una Regione come la nostra che investe migliaia di euro sulla tutela del friulano e di mille minoranze storiche (giusto o sbagliato che sia) decida di togliere il simbolo dell’aquila, internazionalizzarsi (LIVE) nel logo e perdere le sue origini.
Ma bravi!
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Liberato







Per fortuna, nell’arco di una giornata, c’è sempre un’occasione in cui si è certi di dare il meglio di sé.
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04 giugno, 2010

La Pesca - Fine corsa


Stavolta non si tratta dei soliti piagnistei, con il 1 giugno 2010 per la pesca a strascico nel Golfo la storia è finita.

Dal primo giugno infatti entra in vigore il regolamento Mediterraneo dell’Unione europea che fissa nuove norme per la pesca.
In pratica maggiore distanza dalla costa (a 3 miglia non più 1,5 miglia) e maglie più larghe per reti (50 mm).
Regole che, di fatto, tagliano le gambe alla pesca a strascico del pesce di taglia più piccola e con loro gran parte del patrimonio gastronomico della nostra regione.

Addio seppie col nero. Niente più moscardini bolliti, anguele fritte e nemmeno cape longhe gratinate. Gli spaghetti con le telline, poi, rimarranno un ricordo sempre più sbiadito.

Al di là delle parole serve, effettivamente, introdurre una regolamentazione specifica per la piccola pesca costiera, se non si vuole distruggere un intero comparto produttivo e alimentare, e serve anche guadagnare tempo per impedire che i pescatori restino completamente senza lavoro e quindi che venga a mancare un reddito alle loro famiglie.

Niente più deroghe una regolamentazione dedicata alle zone costiere di basso fondale che non possono essere uniformate a quelle del Mare del Nord o dell'oceano atlantico.

La strada da prendere è quella qualificazione del nostro prodotto del mare come prodotto tipico e localizzato.

I francesi, unici furbi l'hanno già fatto e gli sloveni non vogliono saperne di recepire la direttiva europea, creando disparità tra le popolazioni peschereccie europee.
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03 giugno, 2010

Le Capelunghe


Col cadavere della vecia Giunta ancora coldo su la tola....

Potrebbe cominciare così la nuova campagna elettorale di Grado iniziata ieri, fregandosene della Festa della Repubblica i maggiorenti (veri e presunti) della comunità, come fossero "capelonghe" attirate dalla "cressentina fresca de alba" fanno capolino nei luoghi deputati allo sparlatorio di Grado, i bar delle cube.

Improvvisi grumi di persone con un parlottio fitto, fitto, biceri a nastro, risate...
Tagiatabari!

Ecco, la storia di Grado riparte con i soliti standard, gente trombo-scomparsa si rivede e trova amici di calice, fondi accantonati per campagne elettorali vengono frettolosamente rispolverati e fatti fluire in superficie per pronto utilizzo, nulla di nuovo sotto il Ponte.

Cito una parte di commento di Nevio:

"A tumulazione avvenuta già partono le manovre per riportare negli scranni personaggi che di amore per il proprio paese ne hanno poco, anzi sembra di misurare odio."


Sti quà ze canibali, comò volè che i vogia al ben de Gravo!
Fate attenzione gente occhio ai figai! per un anno biceri gratis!
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02 giugno, 2010

Cade la Giunta





Visi cupi in paese.

In fondo, ma proprio in fondo mi dispiace (ah,ah,ah,ah,ah,soff,couf).
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01 giugno, 2010

Lunario di Giugno


Il lunario di questo mese lo dedico ad Arturo Marin un personaggio della nostra storia recente sempre presente in tutto quello che fa cultura locale.
La poesia parla dei Fiuri de Tapo, fiore simbolo della nostra Isola.

Fior de tapo

In stò picolo fior
me vego duta quanta la gno vita
che se specia sul mar.
E l’anema
la svola.
Te vardo,
suspiro de Dio,
e un sufio lisiero
te sfiora.
Tu scurli la testa selestina
e ‘l mar e ‘l vento de note i te basa.
Un faro te vardo,
gnò picolo fior,
quel faro che vegia i tò sogni.
Xe bele le rose
xe dolse le viole col sguasso
che porta la sera
ma drento stò fior
se sconde
la viva gnò tera.


Arturo Marin

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