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25 maggio, 2009

Le sacaleve




Un tempo erano tante le imbarcazioni dedicate alla pesca delle sardelle:

Ortensia dei Bisateli, Gardenia dei Spaguni, Rosamary dei Bonaldo, Val Paier dei Borsatti, Sempre Avanti di Curiola, Attendolo dei Pagiuni, Tiziano dei Degrassi, Rapido dei Degrassi, Usodimare e Impavido dei Demitri, Verbena dei Peloti, Maria Cristina dei Sabini, Eufemia dei Malusà, Dionea di Brunetti e tanti altri.

Al pomeriggio, verso l'imbrunire, uscivano dal porto in fila indiana e a sera le loro lampare illuminavano il mare a giorno dando l'impressione, a chi passeggiava sulla diga, di vedere un vero e proprio paese galleggiante in mezzo al mare.

All'alba il rientro con il Mercato Ittico sempre aperto, alle 5 iniziava l'asta.

A essere servite per prime sempre e in ogni caso le pessere che, chi con la corriera, chi con il triciclo cominciavano la loro giornata di vendita.
Mariana, Bernardina, Stefania Trotola, Nina Ciate, Ristea, Tosca, Maria Pastoricia questi i nomi di alcune di loro che vivevano in simbiosi con i pescatori e il loro prodotto.
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4 commenti:

Alien ha detto...

" Xe un posto "
"... Le vele e le batele
su'l prao de verde mar
o stele in mezo a stele,
la note, drento ‘l blù..."

Ennio Pasta ha detto...

La torna utile più volte.

Eh le robe bele.

Anonimo ha detto...

Fadighe fra le ole, ma pesse ne zè a miere e duti quanti insieme portemo a casa al pan,
i barchi a fil de aqua de sto zogelo biavo,ma quanto bramaravo podelo falo 'ncora.

Teti

Ennio Pasta ha detto...

Stesso discorso per tu, Teti