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05 novembre, 2014

Cambiamento climatico e adattamento dei molluschi bivalvi


Un convegno molto specialistico e orientato al mondo della molluschicoltura in generale quello che si svolgerà a Marano Lagunare venerdì 7 novembre 2014 ma che pone questioni gravose sul futuro di tutti noi.

Il cambiamento climatico non è una vaga minaccia da affrontare con una scrollata di spalle, è in corso lentamente e studiare cosa fare è essenziale.

Alcuni animali come i molluschi e gli insetti sono capaci di mutare il proprio patrimonio genetico in tempi brevi, per rispondere ai cambiamenti ambientali. 
Ma per l'uomo il procedimento è troppo lungo, l'unica speranza è un'evoluzione culturale.

I meccanismi evolutivi di adattamento che rendono un individuo o una serie di individui più adatti a sopravvivere in un nuovo ambiente richiedono tempo e poi bisogna azzeccare la giusta combinazione di mutazioni, generazione dopo generazione.

Tuttavia ci sono organismi viventi, tra i più sensibili ai cambiamenti di temperatura, che fanno sperare in processi biologici più rapidi. 
Mi riferisco a molluschi come le vongole. 

L’adattamento alle diverse temperature avviene grazie alla sostituzione di un solo aminoacido che compone la struttura di una singola proteina. 
Una evoluzione di questo genere può essere la chiave per reagire prontamente al cambiamento futuro del clima che prevedibilmente, continuando così,  aumenterà l’acidità dell’acqua modificando le attuali condizioni ambientali.

Studiarlo è obbligatorio.

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