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11 giugno, 2016

Pescauri dé Paluo



I Pescatori dé Paluo sembrano selvatici, perchè isolati e senza contatti cosiddetti civili, ma hanno una gentilezza e una bontà innata e riescono, a modo loro , farvi vedere fenomeni naturali come fossero miracoli e vi lasciano basiti per la loro profondità.

Li descrive così Giuseppe Caprin sul finire del 1800 nel suo "Lagune di Grado":

...vi parlano del maggio del mar.. quando le vaste praterie di alghe segate dall'acqua primaverile vengono gettate sulle sponde;


...vi parlano del sangue del mar... quando milioni di microrganismi animali si aggregano colorando il mare di rosso e fanno pensare a lotte senza scampo, feroci.


..al paluo de la silisa.. (la rondine) la parte di laguna vasta che va da Anfora a Sototerena, senza mote, solo acqua a volo d'uccello, poesia pura, osservazione dei fenomeni che li circondano amorevole e struggente.


..la piova de i razzi... quando le stelle cadenti piovono giù dal cielo nelle notti estive, i bimbi credono che si siano spente , abbiano perso la loro propulsione e si trasformino in fiori che cadono sui banchi esterni.

Questi sono i Pescauri dé Paluo, persone che parlano poco, rifuggono la confusione, l'intromissione di estranei, con gli occhi sognanti nel loro mondo esterno diventato ormai quello interiore. 


Così li descrive Giovanni Stiata:

 magnevemo gransi in fogo, incuo magnemo polastrsolo se i xe rusti però!
Geri viveveno in t'un cason e durmiveno per tera.
Oggi,letto alla francese con materasso Spermaflex e villetta in zona residenziale e scussì va '1mond.perchè qua nellIsoladelsole" no' vinse "l'omosapiensno!

Qua vinse l'isola, e no' ha valso ne i punti ne le strae che ne liga al mondo.!

Ara qua, noltri de 'ste lagune, inverni umidi e lunghi, caligo che te va drento i ossi, paese comò medicamento e se tiremo su, 'ndemo 'vanti!

Po'te riva 1' istae co' la brusera, i foresti, al sol che te bate su i sintiminti, i mossatle aleghe .
Cò belo al Paluo

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