Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

Faccio un giro sulla mia vita. Poi Torno!

17 giugno, 2018

E.T. - Edi Tonon


Nella foto Edi Tonon con Nilla Pizzi in una delle edizioni estive del Festival della Canzone Gradese 

Si sa che la nostra gente è  umorale, navigatori e poeti a  "la biondodio" ma Edi Tonon  li batteva tutti.

Un uomo controcorrente, fine umorista e poeta, pareva lottare ogni giorno per non affondare inghiottito dalla vita quotidiana.

Ma nei suoi scritti, nelle sue poesie diventava un fulmine di guerra, rapido a cogliere l' umore della piazza a tracciare con la penna un affresco della vita del paese, a cogliere le incongruenze del quotidiano e trasformarle in risate per "sfiapà" la tensione.

Edi Tonon fu un vero figlio di Grado , con pregi e difetti, da prendere o lasciare. 
Un talento incredibile per la poesia, le storie. 
Una sensibilità straordinaria, che probabilmente lo faceva soffrire, lo ha portato a descrivere con grande ironia tutto quanto lo circondava senza risparmiare neanche se stesso.

E.T. un alieno caduto a Grado confondendo  "al Palù" con una Laguna Lunare, uno dei grandi autori delle canzoni gradesi che ancor oggi cantiamo, ottanta e più premi letterari in giro per l' Italia, scenografo e regista del Teatro Gradese.
Ci ha lasciato non molto ma aveva un enorme talento, testimoniato anche da Biagio Marin
Resterà comunque sempre nel cuore di tutti i veri "graisani" per il suo modo gentile e distaccato di vivere una vita difficile senza mai farlo a pesare a nessuno.

Il suo libro più bello è "Giosse de un tempo amaro" stampato dall'  Associazione Grado Nostra.

Questa sua poesia è il suo autoritratto:

Egoista

Volaravo una casa in Gravo vecia
nova de drento, neta, ma de fora
sensa tocà,
che la restessa vera.

E v'he drento un logusso duto mio
co' le gno carte, i libri e i gno pinsieri
e vive là,
proteto da quii muri.


Ogni tanto 'ndaravo per le strae
a saludà i amissi, che i ze tanti,
per domandai
se duti i ze cuntinti.

Vivaravo felisse in quel logusso
sensa che 'l vogio mio cognossa el pianto,
sempre cussì,
spetando el gno momento.


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